La grande beffa AIDS

  Scienza e Salute – 1 giugno 1988 – anno 1 – n° 1

                                             T. C. Fry                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Senza dubbio l’ AIDS non è una nuova malattia. Le droghe ed altri veleni causano l’ AIDS.

IL MITO DEL VIRUS

Useremo un’ altra analogia per capire principi logici che ci hanno rifilato. Immaginiamo che una pulce perda la testa. (Si proprio la testa!). Ciò che è chiamato VIRUS è un GENOMA (materiale genetico). I GENOMI stanno ai mitocondri cellulari come le teste stanno alle pulci o ad altri organismi. Immaginiamo che la testa di una PULCE sia UN MILIARDESIMO DI VOLTE la GRANDEZZA di un ELEFANTE: questa è la relazione che viene indicata nel GUYTON’S TEXBOOK OF MEDICAL PHYSIOLOGY tra VIRUS e la CELLULA. Nell’introdurre i principi logici sul virus CI VIENE CHIESTO DI CREDERE CHE la testa di una pulce attacchi un’elefante, si introduca nel suo interno e ne prenda possesso! Ma ricordate che LA TESTA della PULCE è MORTA.

Tutti i cosiddetti VIRUS (GENOMI) sono MORTI. Nessuno è vivente. Perché?

Semplicemente perché sono una parte di quello che un tempo era un organismo vivente. Insomma, la testa della pulce non può avere valore. Eppure può operare, come impossessarsi di un elefante. Nel fare ciò, riesce a prendere possesso ordinando all’elefante di riprodurre la sua testa; l’ elefante riproduce la testa migliaia di volte. Quando l’ ELEFANTE ha replicato fino a 20.000-30.000 teste di pulce, ESPLODE e le teste sono libere di cercare altri elefanti per ripetere l’ esperimento. Ma anche in questo caso ci troviamo difronte a sostanza non vivente!

Vi siete resi conto di quanto detto? AVETE AFFERMATO CHE 20.000-30.000 TESTE DI PULCE sono solo UN CINQUECENTESIMO DELL’ UNO PER CENTO DELLA GRANDEZZA DI UN ELEFANTE? Sarebbe a dire che se vi iniettate nel corpo qualche grammo di una sostanza essa vi causerà una tale pressione che finirete per esplodere.

Tutto ciò è ridicolo, vero? Senza ombra di dubbio? Però questi sono I PRINCIPI RAZIONALI utilizzati dalla COSIDDETTA SCIENZA MEDICA.

Cerchiamo di rivederli. I cosiddetti VIRUS non sono null’altro che un insieme di GENOMI. (IL CORPO PERDE AL GIORNO MEZZO TRILIONE DI CELLULE, tra cui anche 5000 (o 20.000) GENOMI mitocondriali per cellula, quindi DUE QUADRILIONI E MEZZO!) Insisto nel dire che i GENOMI sono equivalenti alla TESTA di un ANIMALE, sono IL CERVELLO che DIRIGE la FORMAZIONE delle PROTEINE e le attività di CREAZIONE di ENERGIA in un MITOCONDRIO.

DEFINIRE il GENOMA MICRORGANISMO E’ ERRATO. In quanto sia esso micro o macro, deve avere oltre che alla testa anche un corpo funzionale.

Ci viene chiesto di credere, sempre secondo la ragion medica, alla RIPRODUZIONE OBBLIGATORIA. Il che significa che un organismo è obbligato a riprodurre un altro organismo estraneo (in questo caso una parte di esso) proprio come un analoga postulata (un elefante costretto a riprodurre la testa della pulce). AVETE MAI VISTO IN NATURA UN ORGANISMO CHE RIPRODUCE UN ALTRO ORGANISMO DIVERSO DA SE’?

CHE COSA NE PENSATE di una RIPRODUZIONE dove i NUOVI NATI sono già NATI (MORTI)?

COSA NE PENSATE DI UNA “SCIENZA” che si aspetta che noi accettiamo le loro affermazioni secondo le quali del MATERIALE ORGANICO NON VIVENTE (GENOMI) è CAPACE DI SVOLGERE NUMEROSE ATTIVITA’, compresa quella di CAUSARE le MALATTIE?

LIBERIAMOCI di una mentalità da CAPRO ESPIATORIO!

Teniamo sempre a mente che, se pure fosse vera, essa sarebbe completamente irrilevante!

Uno STILE DI VITA SANO produce sempre SALUTE, anche se “LE LINGUE MALDICENTI“ intorno a noi la pensano diversamente. La persona indisposta o malata si sentirà immediatamente meglio adottando pratiche di vita sane.

Teniamo a mente che nel momento in cui smettiamo di assumere medicine e veleni, il corpo riuscirà a ristabilirsi da solo, raggiungendo il culmine della SALUTE.

E ancora cerchiamo di ricordare che L’ AIDS, cosiddetta, E’ IL RISULTATO di DROGHE ed altri VELENI.

La PUBBLICITA‘ e le TATTICHE INTIMIDATORIE dei MAESTRI del COMMERCIOsono architettate per farci correre, in preda al panico, nella RAGNATELA MEDICA. CI SIETE CADUTI? CONTINUERETE A FARLO?                                                  

Quindi, se la salute è la migliore protezione contro la malattia, perché non promuovere la salute educando la popolazione sui requisiti della salute secondo il suo mandato biologico?

Perché non creare un vero e proprio sistema di “cura della salute” invece del prevalente sistema di “cura della malattia” che esiste attualmente?

Dobbiamo promuovere la salute vivendo secondo quei fattori sui quali la salute viene generata.

T. C. FRY

L’AIDS non malattia ma programma di governo – Valdo Vaccaro

VENERDÌ 27 NOVEMBRE 2009

VALDO VACCARO

FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES

L’AIDS NON MALATTIA MA PROGRAMMA DI GOVERNO

Un’isteria collettiva orchestrata ad arte dai super-monatti di Atlanta

Sulla cosiddetta malattia AIDS e sul cosiddetto virus HIV, sull’isteria collettiva orchestrata ad arte dai super-monatti di Atlanta, sono stati versati fiumi di inchiostro inutile, da parte di studiosi del mondo intero.

Non sono serviti a nulla.

Non sono serviti a cancellare il terrore inciso nel Dna e nel cervello della popolazione che continua, dopo oltre 20 anni a credere nelle buffonate del CDC, della CIA, dell OMS e dei colonizzati Ministeri della Sanità, come confermato da ogni nuovo mini-Aids di questi ultimi anni, incluso la presente pandemia suino-asinina.

Chi crede all’AIDS crede alla aviaria e crede alla suina, e crede pure al mito di una invisibile e mostruosa bestiaccia chiamata virus.

In altre parole, chi crede all’AIDS crede alla medicalizzazione, alle vaccinazioni e al Codex Alimentarius.

AIDS madre di tutte le attuali e prossime pestilenze

Non vorremmo dunque tornare su questo argomento.

Ce ne siamo già occupati ampiamente in tesine come Il dito sulla piaga del contagio e dell’AIDS, Il pericolo demografico e la folle opzione AIDS, George Soros presidente degli USA, dell’AIDS e della B12, e diversi altri nostri articoli sui virus in generale, alcuni dei quali da tempo su vari blog Internet.

Siccome però l’AIDS rimane la madre di tutte le pestilenze moderne, per il modo infame e truffaldino in cui è stato concepito e realizzato, alle spalle della popolazione mondiale, alle spese di migliaia di gente suicidatasi per paura e di milioni di persone rimaste segnate a vita dal terrore seminato dai mascalzoni americani di Atlanta e dai loro sporchi e imbelli servi delle altre nazioni, Italia inclusa, è giusto rivedere in sintesi quanta cattiveria e quanta scemenza scientifica stia dietro la peggiore criminalità organizzata che sta al governo del mondo contemporaneo.

Un riconoscimento pubblico al coraggio e all’amore per la scienza dell’amico Peter Duesberg

Ho sempre stimato il professor Peter Duesberg per la sua perspicacia, il suo coraggio, la sua trasparenza, e non manco di lodarlo anche in questa occasione.

Senza il suo contributo, molte cose interne al mondo politico ed accademico americano, molte furbizie, molte arroganze, molte clamorose bugie non sarebbero venute facilmente a galla, nonostante il movimento igienisticoamericano, e nonostante l’attivismo del rimpianto T. C. Fry, premiato con laurea ad honorem dalla Sorbona di Parigi, avesse prodotto, ANCOR PRIMA di Duesberg (The invention of Hiv virus), un testo fondamentale come The Great Aids Hoax (La grande bufala Aids).

Perso il Nobel manovrato dai briganti ottiene qualcosa di molto più importante e significativo, il Super-Nobel dell’amore popolare

Vero è che nessun igienista preparato ha mai creduto, nemmeno per un istante, alla storia AIDS, tanto assurda e squinternata era, tanto di bruciato puzzava la sua elaborazione e la sua inaffidabile fonte, tanto lo strombazzare organizzato e coalizzato dei media, dei governi e delle chiese.

Però serviva capire meglio i dettagli del come e del perché.

Serviva sapere chi erano i delinquenti che si muovevano dietro le quinte, chi erano gli sponsorizzatori degli artisti hollywoodiani impegnati nella difesa contro l’AIDS e di tutte le messe in scena della lotta-contro-l’AIDS. E Peter Duesberg, che era dentro fino al collo nella ricerca sui virus e sui retrovirus, seppe darci un perfetto spaccato della situazione, pagando di persona e subendo una declassificazione dal premio Nobel che gli spettava di diritto.

Rivediamo in sintesi la STORIA dell’AIDS e di quello che c’è veramente sotto

Prendo dunque spunto da uno scritto di Giuseppe Cosco, preso dal testo AIDS, la grande truffa, di Luigi De Marchi, apparso on-line su Medicina, altri abusi, per rivedere in sintesi tutta la storia AIDS, che è fondamentale per capire al meglio la pandemia suina e la faccenda del Papilloma Virus, temporaneamente messa in disparte, ma pendente come una spada di Damocle sulle donne, come una ennesima trappola vaccinatoria pronta a scattare la prossima primavera, che dovrebbe interessare da vicino tutte le persone di sesso femminile, e non solo le lettrici che mi seguono da vicino.

Per Kary Mullis, Nobel 1983 per la Chimica, l’AIDS è un farabutto e demoniaco imbroglio

Kary B. Mullis, prestigioso premio Nobel 1983 per la Chimica (scopritore del metodo per amplificare il Dna, applicato pure nelle analisi relative al cosiddetto virus HIV), è persona educata e moderata, poco incline ai termini duri, tesa a misurare e moderare i suoi toni espressivi.

L’ipotesi HIV/AIDS è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in guardia la gente,

è infatti linguaggio da salotto presidenziale attiguo alla Casa Bianca.

Tradotto in termini concreti e terra-terra, quella frase significa né più né meno che l’AIDS è un farabutto e demoniaco imbroglio nazi-americano ordito dai servizi segreti di questo paese contro l’intera umanità.

Tutta la scienza indignata e messa da parte

Oltre 700 tra virologi, infettivologi, epidemiologi di 23 nazioni, tra cui 3 premi Nobel, hanno espresso la loro indignazione per la colossale mistificazione imbastita intorno all’AIDS, la cosiddetta peste del 2000.

Quando alla CIA ci si rese conto che i malati di AIDS non decollavano in numero esponenziale come dalle prime catastrofiche previsioni, si partì come degli ossessi a caccia di ogni altra possibile malattia antica e moderna, incluso cancro, meningite, tubercolosi, gonfiando l’AIDS a dismisura e riunendo sotto il suo virtuale ombrello una trentina di malattie.

Alla fine, la parola AIDS è un termine-calderone che raccoglie le disfunzioni più disparate.

Le prove della colossale e ripugnante montatura chiamata AIDS

Le prove che l’AIDS è una colossale montatura, una ripugnante e venale menzogna messa assieme in modo tanto minuzioso quanto canzonatorio, esistono tutte, chiare come l’acqua di sorgente:

1) Nessuna correlazione tra test e malattia, per cui c’è gente coi sintomi di estremo indebolimento ma dal test HIV negativo, e gente senza sintomi indebolitori, ma dal test positivo (definiti portatori sani, quando tutta l’umanità è portatrice sana di ogni possibile virus e di ogni possibile batterio).

2) Reazione non probante ai test ELISA e simili, associata ad aumento specifico immunoglobuline, dal momento che l’aumento delle Ig si verifica in molte malattie autoimmuni, in infezioni croniche, nella malaria, nella lebbra, nelle parassitosi, persino nelle vaccinazioni anti-influenzali, nei trattamenti terminali a base di Valium e simili, tutte casistiche che nulla hanno a che vedere con la condizione AIDS.

3) Inesistenza assoluta di uno straccio di documento coerente e logico che dimostri che la sindrome chiamata AIDS sia causata da un virus chiamato HIV.

4) Inconsistenza e genericità assoluta di una definizione di malattia, visto che esistono ben 29 patologie incluse nel calderone AIDS.

5) Inoculazione virale (concetto già errato di per sé) misteriosamente lunga, visto che tutti i disturbi definiti impropriamente infezioni virali, che sono poi in realtà disfunzioni non contagiose da sovraccumulo ed intasamento virale, hanno tempi di sviluppo di pochi giorni, mentre nel caso AIDS i tempi previsti di sviluppo furono inizialmente 18 mesi, spostati poi a 10-14 anni (perché non allora a 100-140 anni, e così avremmo coperto la vita intera ed anche la reincarnazione successiva?)

6) Tossicodipendenza e non contagio sessuale alla base dei problemi.

La caccia alle streghe, ovvero alle povere disgraziate che si vendono ai margini delle strade,

vittime preferenziali designate di ogni nuova peste, ha portato a risultati sorprendenti.

Al 31 marzo 1995, su 27043 casi di AIDS tra le prostitute, solo 22 di esse riguardavano soggetti

non-tossicodipendenti.

7) Ripetuti esperimenti tra mariti AIDS e mogli non-AIDS, e viceversa, hanno dimostrato la

non-contagiosità della patologia. Diversi casi di AIDS spontaneo in persone prive di contatti sessuali

con chicchessia, hanno provato che il contagio non c’entra e che il fattore sessuale non c’entra.

8) Le basilari leggi di Koch e relativi postulati, contraddicono in continuazione tutte le affermazioni di

carattere opposto sostenute dagli Aidsisti tipo Gallo e Montagnier (Duesberg: L’invenzione del virus

HIV)

Le origini storiche del virus

Nel 1970, il Defence Department americano avviò un nuovo programma di ricerca per lo sviluppo di armi biologiche in grado di attaccare il sistema immunitario umano (di attaccare cioè quel medico intelligente che ogni persona ha al suo interno, e che presiede alla sua salute, al suo equilibrio, all’immalamento e al successivo ripristino salute).

Donald McArthur, esperto militare in guerra biologica, si lasciò scappare una frase inquietante, e cioé che Tra 5 o 10 anni sarà possibile creare un nuovo microrganismo infettivo diverso da tutti quelli finora conosciuti.

Dal GRID per omosessuali, all’AIDS per eterosessuali

E già nel 1981 si comincia a parlare del GRID, Gay related immunodeficiency disease (malattia da immunodeficienza degli omosessuali), presso il CDC, Center for Disease Control di Atlanta-Georgia, dove tale iniziale denominazione viene ben presto trasformata in AIDS, Acquired immunodeficiency disease sindrome (sindrome da immunodeficienza acquisita), dove la limitazione Guy (omo) scompare a significare malattia per tutti, incluso gli eterosessuali, e dove viene introdotto il termine volutamente terroristico acquired, a significare malattia acquisita da contagio.

La nascita imposta e militarizzata di un dogma intoccabile

E fu nel 1984 che il ministro della Sanità statunitense, Margaret Heckler, con a suo fianco il virologo Robert Gallo, annunciò al mondo, con grave e papale prosopopea, che era stata individuata una nuova temibile malattia virale trasmessa attraverso il sangue e i rapporti sessuali.

Con tale annuncio, si scavalcava per la prima volta in modo plateale e scandaloso ogni procedura standard di controllo ed approvazione da parte della comunità scientifica, e si imponeva al mondo, in modo reazionario e dittatoriale, l’esistenza di una malattia inesistente, creata a tavolino.

Nasceva il dogma intoccabile AIDS.

Peter Dueberg sapeva troppe cose per stare zitto

Il maggior virologo scienziato vivente Peter Duesberg, esperto mondiale di retrovirus (primo al mondo ad individuare ed isolare un retrovirus, e primo al mondo ad isolare un gene del cancro), professore di biologia cellulare e molecolare alla University of California di Berkeley, smascherò all’istante l’indegna ed infame macchinazione chiamata AIDS.

Sapeva troppe cose in diretta persona per stare zitto e peccare di omertà verso gli studenti e verso la gente. Conosceva troppo bene la mediocrità e la coda di paglia di Gallo e Montagnier.

CIA e Casa Bianca rinchiuse nel fortino della Grande Vergogna Americana

Portò argomenti precisi ed inequivocabili, e delineò con assoluta competenza i contorni della banda AIDS, i precedenti storici, i dettagli economici e truffaldini dell’intera operazione.

Ma si rese anche subito conto che era tutto inutile, in quanto sbatteva contro un insuperabile muro di gomma.

La CIA e la Casa Bianca avevano issato una barriera impenetrabile ed invalicabile intorno al presidio medico-farmaceutico-politico chiamato AIDS, intorno al fortino della Grande Vergogna Americana.

Duesberg aveva capito di essere solo a lottare contro la potenza Americana.

Perdere sul fronte AIDS significava ormai per l’America perdere la faccia, una sconfitta ancora più cocente ed umiliante di quella subìta in Vietnam.

Il sequestro e la distruzione di un libro, non nell’Inquisizione Medievale, ma nell’America della tecnologia e delle scienze, nell’anno del Signore 1995

Duesberg mise a repentaglio la propria carriera e la propria reputazione, il proprio lavoro ed anche la sua integrità fisica.

Pubblicò, con Brian Ellison, suo collega di insegnamento, il testo Why we’ll never win on AIDS (Perché non vinceremo mai la nostra battaglia contro l’AIDS), ma la Federal Court di New York, in data 29 dicembre 95, ordinò che tutte le copie del libro venissero sequestrate e distrutte.

Nel paese della Statua della Libertà, non nell’anno 995 d.C., non in pieno Medioevo, ma 1000 anni dopo, non nell’Iran di Khomeini ma nell’America del liberismo e della democrazia, nel paese di Cape Canaveral, nella patria della ricerca scientifica, scattò come una belva infuriata la molla dell’Inquisizione.

Quella stessa molla che aveva fatto bruciare nei tempi dei roghi e delle streghe tutti i libri di Pitagora e tutti i testi che non comodavano ai papi ultra-corrotti di allora, ai Borgia ed agli amici dei Borgia.

I commenti coraggiosi della gente che scientificamente conta

I commenti sull’AIDS, da parte di personaggi qualificati e di primo piano, ma non collusi con lo strapotere della Casa Bianca e della CIA, con potere delle multinazionali e di BigPharma, ci aiutano a capire meglio l’intera farsa.

Occorre tener presente che, in tutti questi anni, esprimersi pubblicamente contro l’AIDS ha significato e significa alto tradimento, vale a dire inserimento nella lista nera e boicottaggio a tutti i livelli.

Solo i più forti e i più indipendenti hanno osato e hanno avuto l’ardire di farlo.

Ecco perché queste dichiarazioni valgono cento volte di più di quelle dei presidenti americani col naso oblungo alla Pinocchio, e dei tanti aggregatisi per ignoranza, pecorismo o per interessi di vario genere.

L’idea dell’AIDS, come malattia causata dall’HIV, è priva di ogni fondamento scientifico

Walter Gilbert, premio Nobel 1980 per la Chimica, ha dichiarato:

Nessuno al mondo ha dimostrato che la cosiddetta peste AIDS sia causata da un suo virus chiamato HIV.

Serge Lang, docente della Yale University: Non esiste una singola definizione appropriata dell’AIDS sulla quale si possa verosimilmente basare un discorso scientifico coerente o persino una statistica valida.

Charles Thomas, professore di biochimica ad Harvard: L’idea della gente, per cui il gruppo di malattie chiamato AIDS sia causato dal retrovirus chiamato HIV, è priva di ogni fondamento scientifico.

Chiediamo pertanto una approfondita ricostruzione di tutta la storia, condotta però da un gruppo di scienziati indipendenti.

Persino il monatto Sabin disconosce la contagiosità dell’AIDS

Joseph Sonnabend, stimato microbiologo americano: Non esiste alcun agente eziologico specifico dell’indebolimento AIDS, causato da esposizione a molteplici fattori tossicologici ed ambientali, ma non certo da contagio.

Il dr Albert Sabin del NIH (National Institute of Health), scopritore del vaccino antipolio:

L’attuale campagna di educazione e prevenzione si basa sull’asserto che ogni sieropositivo può essere considerato agente di contagio, ma di questo non esiste alcuna prova.

Un virus non è una pianta, un animale o un vivente, non veglia e non dorme

Robert Root-Bernstein, scienziato molecolare:

Ci hanno fatto credere, spaventandoci a morte, che un’epidemia eterosessuale fosse inevitabile.

Il tutto senza mai fornire una singola prova concreta della malattia e della sua trasmissibilità.

Llaila O. Afrika, autrice di African Holistic Health and Nutricide:

Un virus dell’AIDS non è altro che una particella della cellula umana.

Non può mangiare, riprodursi, crescere, muoversi, attaccare o essere attaccato.

Non è una pianta o un animale o un vivente.

Non è attivo un mese e addormentato il mese successivo.

Non dorme per 5 anni e si sveglia di soprassalto per attaccare una persona.

L’inganno mortale di prescrivere il farmaco più dannoso e micidiale mai creato dall’uomo

Harry Rubin, retro virologo, membro della National Academy of Sciences:

Per una sindrome complessa come quella dell’AIDS vi sono verosimilmente cause multiple.

Chiamarlo dunque malattia unitaria, col nome di AIDS, è una facilona esemplificazione.

Robert Willner, medico, autore di Inganno Mortale:

La maggior parte delle morti AIDS controllate dai medici sono state del tutto o in parte provocate dal letale farmaco AZT. In molti casi, tale insulto chimico, è stato dato a individui perfettamente sani e normali che erano solo terrorizzati dopo il test sulla sieropositività.

La truffa nella truffa, ovvero il falso boom di sieropositività in Africa

La dr Rachel Baggaley, British Health advisor:

Nessuno in Zambia o in Africa muore mai di AIDS.

Tutti muoiono per malaria, febbre tifoide, tubercolosi, e sulle loro salme viene poi appiccicata l’etichetta statistica di caso AIDS.

Neville Hodgkinson, redattore del London Sunday Times:

Il test sull’AIDS non ha alcun valore scientifico.

Confonde milioni di persone che risultano positive, quando non sono state colpite dal virus chiamato in causa.

L’esplosione di AIDS in Africa è stata selvaggiamente e platealmente manomessa.

Kary B. Mullis, Nobel 1983 per la Chimica:

In Africa hanno etichettato come caso AIDS una gran massa di gente, prima di accorgersi che gli anticorpi della comunissima ed endemica malaria (che tutti hanno) si mostrano come positivi all’HIV.

Lo stesso Journal of Infection Disease riconosce che i test HIV condotti in Africa sono un bluff

Harles Geshekter, professore di storia alla California University di Chico:

Un rapporto 1994 del Journal of Infection Disease (rivista ufficiale delle malattie definite infettive), ha riconosciuto che i test HIV condotti in Africa sono inutili e inaffidabili, in quanto i microrganismi responsabili di tubercolosi, malaria e lebbra, sono così diffusi che hanno contribuito a dare oltre il 70% di falsi-sieropositivi in persone il cui sistema immunitario è compromesso per ragioni che nulla hanno a che vedere con l’AIDS.

L’industria AIDS, gente avida, venale e cinica, che fa sciacallaggio sulle disgrazie altrui

Elinor Burkett, autrice di The Greatest Show on Earth (La più grande commedia sulla Terra):

L’industria del’AIDS comprende un insieme di medici, politici, ricercatori governativi, assicuratori, leader di comunità gay, funzionari CDC, burocrati degli enti sanitari, burocrati delle assicurazioni funerarie, direttori e condirettori dei media. Tutta gente avida ed egoista, cinica e venale, che ha intascato senza batter ciglio e senza mai essere punita, sciacallando sulle disgrazie e le tragedie altrui.

L’AIDS non è affatto una malattia esistente, ma è solo uno stomachevole programma di governo.

E’ forse etico prescrivere AZT a donne incinte e a neonati?

AIDS, maggiore truffa della storia, ordita da un collettivo di imbroglioni.

Gil Gutknecht, US House of Representatives, parlamentare e membro del Comitato sulle Scienze:

Vista la precarietà del legame tra AIDS e HIV, è forse etico prescrivere AZT (un farmaco distruttore del DNA usato follemente 30 anni fa contro il cancro, con risultati tragici) a 150 mila americani, tra cui donne incinte e neonati?

Elliot Fox, giornalista, fondatore dell’Associazione per il Riesame dell’AIDS:

L’AIDS, la Waterloo delle industrie farmaceutiche, descritto come derivante da un virus, a dispetto della ultra-provata evidenza del contrario. L’AIDS, ultima trincea della buffoneria medicale, scoperto da test che si sono rivelati grossolanamente inaccurati. L’AIDS, maggiore truffa della storia, ordita da un collettivo di imbroglioni, curata con farmaci incredibilmente tossici e causanti essi stessi la malattia ipotizzata in partenza.

Jon Rappaport, commentatore televisivo e autore di AIDS Inc (ossia AIDS spa):

Un sacco di gente è oggi cosciente che l’HIV è una burla, una presa per il sedere, e che l’AZT uccide la gente.

Chi sostiene l’AIDS spinge il mondo intero alla spoetizzazione, al suicidio ed alla catastrofe

Tornando a Peter Duesberg, si è lamentato che, paradossalmente, nessuna spiegazione teorica esista nemmeno per il meccanismo che causerebbe lo stato patologico della malattia più famosa e politicizzata al mondo, e che già questo dovrebbe sbalordire e sconvolgere ogni medico responsabile, intelligente e trasparente del pianeta.

Chi sostiene poi che l’AIDS è provocato dal virus HIV, cioè da qualcosa che non esiste e da cui non ci si può ovviamente difendere, spinge migliaia di persone a prendere l’unico rimedio indicato dai monatti. Spinge i falsi malati di AIDS a prendere un farmaco vero e micidiale come l’AZT, e convince i sieropositivi (gente normalissima e sanissima) che la loro esistenza è di fatto finita.

Meno arida mortificazione, più lietitudine e più sorrisi

Chi sostiene l’AIDS terrorizza e diseduca il mondo intero riguardo alla problematica sessuale, toglie ogni prospettiva ed ogni interesse autentico dei giovani e dei meno giovani verso il mondo esterno.

Chi sostiene l’AIDS demonizza e mortifica, rende aridi e sterili i rapporti sociali, disumanizzando e spoetizzando il mondo intero. Dire queste cose non significa spingere gli esseri umani verso Sodoma e Gomorra. Chi vuol fare ascetismo lo faccia, ed abbia pure il rispetto e l’ammirazione della gente.

A maggior ragione, chi vuol esser lieto sia, perché fare l’amore senza paure e senza violenze, senza scellerate ritrosie, nel pieno rispetto delle volontà reciproche, può solo far bene ai singoli ed alla comunità.

Se esistono davvero ragioni per un mondo più casto, la castità da AIDS resta la carta più fasulla.

Vaccinazioni anti-vaiolo decisamente sospette

Il ruolo dell’OMS, braccio militare della CDC, è fondamentale.

L’OMS ha in mano la completa gestione dell’affare pandemia suina.

E ne stanno venendo fuori delle belle.

Secondo un articolo apparso con rilievo sul quotidiano Times di Londra, l’epidemia AIDS in Africa ed in America Latina segue in modo più che sospetto la vaccinazione di massa contro il vaiolo effettuata nei primi anni 80.

Per estirpare il vaiolo dalla faccia della Terra, l’OMS avrebbe vaccinato almeno 70 milioni di neri nella sola Africa Centrale.

C’è addirittura chi sospetta cose ancora peggiori, nell’ambito di quelle vaccinazioni.

Un mondo diretto da Atlanta e Washington e milioni di ragazzi arabi con in tasca il santino di Bin Laden

E qui si inseriscono inevitabilmente alcuni inquietanti dubbi.

Le sterminate masse di poveri del Terzo Mondo non producono e non acquistano, non costituiscono mercato, e pongono in aggiunta problemi politici alle nazioni sviluppate, guidate mani e piedi non certo da Cosa Nostra e nemmeno da Berlusconi e Sarkozy, ma dalla Casa Bianca, dalla CIA e dal Pentagono, ed eventualmente dal Mossad e da Scotland Yard.

Le direttive del mondo non partono certo da Roma e Parigi, ma da Atlanta e Washington.

Ecco spiegato il motivo per cui centinaia di milioni di giovani mussulmani dei vari paesi asiatici hanno regolarmente in tasca, giusto o sbagliato che sia, il santino di Bin Laden.

L’eliminazione degli inutili e dei dannosi, senza l’uso del camino

Uno sterminio di questi disgraziati si concilierebbe benissimo con un modello di globalizzazione razionale basata sul mercato e sul profitto.

Chi non serve si elimina, hanno insegnato Adolf Hitler e il suo Dottor Morte Joseph Mengele.

Occorre dunque qualcosa che sostituisca le guerre e le grandi epidemie naturali tipo la peste bubbonica medievale, e le grandi epidemie iatrogene indotte, tipo la Spagnola del 1919, che avevano la funzione di calmierare e selezionare le popolazioni del pianeta.

Uno sbalorditivo documento di Henry Kissinger sullo spopolamento

Il Memorandum 200 per la sicurezza nazionale USA, redatto nell’aprile 1974 dall’allora consigliere americano Henry Kissinger, è un documento sbalorditivo ed esplicito, tenuto segreto per diversi anni, ma reso di dominio pubblico nel 1990.

Tale Memorandum afferma che Lo spopolamento dovrebbe essere la principale priorità della politica estera americana verso i Paesi del Terzo Mondo.

Riaffiorano dunque gli antichi legami nazi-americani.

Gli esperimenti del dr Rhoades sui portoricani

Un altro esempio del disprezzo verso i diseredati ci viene dal patologo dr Cornelius Rhoades, che si era fatto le ossa dirigendo ancora nel 1932 il reparto di patologia del Rockefeller Institute.

Negli anni a seguire diede inizio ad una vasta ricerca sul cancro.

Più che ricerca si trattava di terribili esperimenti, tra cui far sorgere deliberatamente delle infezioni sui malati. Trenta portoricani morirono a causa di questo suo trafficare con la vita degli altri.

Messo sotto accusa, Rhoades si giustificò dicendo che I portoricani sono la più sporca, la più fannullona, degenerata e ladra razza sulla faccia della Terra, e che pertanto tutti i medici potevano deliziarsi nell’abuso e nella tortura di questi sciagurati.

Cosa si cela dietro l’AIDS? L’opinione dei neri d’America.

Il discorso economico e speculativo che sta alla base dell’AIDS non va certamente sottaciuto.

Ma il dispiegamento massiccio e totale di forze e di mezzi, la determinazione politica e l’aggressività con cui il progetto AIDS è stato portato avanti negli anni, fa di sicuro pensare a qualcos’altro di ancora più importante. Cosa si cela dietro l’AIDS?

La risposta la dà all’unisono la popolazione nera degli Stati Uniti, che conosce meglio di ogni altro la sua gatta da pelare: L’unico dato in comune tra le vittime dell’AIDS non è né il sesso né la droga, ma sono le manipolazioni dell’uomo bianco.

Secondo i neri d’America, ai drogati viene fornita eroina opportunamente tagliata con sostanze che massacrano il sistema immunitario, mentre gli omosessuali e gli africani vengono infettati mediante vaccinazioni di massa, col pretesto di proteggerli da altre malattie.

Un’operazione segreta ma non troppo nei laboratori di Ford Detrick

La rivista New York Native pubblicò nell’83 la lettera di un dipendente del laboratorio di guerra biologica di Ford Detrick, il quale assicurava di aver partecipato all’operazione che era iniziata nel 1978.

La lettera era anonima, ma venne pubblicata in URSS dalla Literaturnaya Gazeta (il 30/10/85).

In Brasile, la notizia che il virus HIV era un prodotto dell’ingegneria genetica a fini di sterminio fu pubblicata dal giornale Estado de San Paolo, e rimbalzò sul Sunday Express londinese del 26/10/86 e sulla Pravda moscovita del 31/10/86. La rivista francese Eléments (N.63, 1988) rilanciò l’accusa con un articolo titolato AIDS, il Pentagono sotto accusa.

Le spiegazioni di Jacob Segal sul cocktail chiamato HIV

Jacob Segal, docente di biologia alla Humboldt Universitat in Germania, ha dichiarato che il piano AIDS fu avviato nel laboratorio di Ford Detrick nel Maryland, centro di ricerche su armi chimiche e batteriologiche.

Nel suo opuscolo del 1986 intitolato AIDS, una malattia costruita in America, parla della quasi identità dell’ipotizzato virus HIV con altri due virus chiamati VISNA, o bovine leukemia virus (BLV), malattia mortale di pecore e bovini, e HTLV-1, che colpisce le cellule T nell’uomo, senza essere mortale.

Segal conclude che il laboratorio di alta sicurezza di Ford Detrick realizzò l’unione di questi due virus VISNA e HTLV-1, dando luogo a un cocktail chiamato HIV, tra il 1977 e il 1978.

Le varie ipotesi sulle manovre legate all’HIV

Tale miscela venne testata su carcerati che decidevano volontariamente di partecipare all’esperimento in cambio della libertà anticipata. Ma i sintomi non si manifestarono prima di sei mesi.

I test furono considerati fallimentari e i carcerati, molti di essi omosessuali,furono liberati.

E nel 1979 si manifestò il primo caso conclamato di AIDS.

Secondo un altro ricercatore, Robert Strecker, l’HIV sarebbe stato iniettato volutamente ai membri della comunità omosessuale americana durante il piano di vaccinazione contro l’epatite B.

C’è da dire che tutte queste ipotesi non ci convincono molto.

Perché darsi tanto da fare a bioingegnerizzare strani cocktail, se per causare la distruzione di una persona è più che sufficiente sottoporla a una semplice cura diAZT che lo manda tranquillamente all’altro mondo?

Il dossier Global 2000 e le profezie sulle varie crisi di cibo e risorse

Un altro documento agghiacciante è il Global 2000 Report to the President, presentato dal Dipartimento di Stato americano.

Questo dossier fu elaborato dal Consiglio della Casa Bianca per l’Ambiente e dal Dipartimento di Stato, a partire dai primi giorni della presidenza Carter.

Decine di alti funzionari e centinaia di consulenti hanno lavorato a questo rapporto che proponeva di fare del controllo demografico la pietra angolare delle politiche di tutti i futuri presidenti americani.

Nel rapporto, e nei documenti che lo accompagnano, si trova tutta una serie di profezie terrorizzanti: crisi delle risorse idriche, penuria di energia, penuria di cibo, carenza di materie prime strategiche, necessità di triplicare stalle e macelli, necessità di sviluppare gli OGM rendendo i cereali più produttivi.

Un’America disinvoltamente all’opera nei suoi programmi di genocidio

Produrre di più e ridurre le bocche da sfamare, partendo dalla gente parassitaria.

Questa la filosofia che si evince dalla cartella Global 2000.

Dal momento in cui questo documento è stato reso di dominio pubblico, e sono perciò cadute le false reticenze, sezioni intere del governo americano stanno lavorando disinvoltamente e senza più alcun imbarazzo alla messa in pratica delle sue raccomandazioni di genocidio.

AIDS, tutto fuorché malattia sessuale e contagiosa

AIDS, dunque, strumento di venale e sinistra speculazione, strumento governativo di controllo demografico, strumento religioso di offensiva restauratrice puritana e bigotta.

AIDS, insomma, tutto fuorché malattia naturale benefica e risolvente, tutto fuorché benettia instaurata dal sistema immunitario a fini ripristinanti e riequilibranti, tutto fuorché malattia sessuale e contagiosa.

Valdo Vaccaro Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

– Direzione Tecanica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

Tribunale tedesco conferma inesistenza virus HIV

Science, Medicine and Human Rights, Germany Wissenschaft, Medizin und

Menschenrechte e.V. Officially Registered Humanitarian Organisation –

President: Karl Krafeld, Albrechtstr. 17, D-44137 Dortmund

Vice-President: Dr. Stefan Lanka, Ludwig-Pfaustr.1b, D-70176 Stuttgart

T 0711 2220601 – F 0711 2220600 – M 0171 3281070

Il virus dell’AIDS non è mai stato individuato nelle modalità adatte!

Il 15.1.2001 il giudice RICHTER HACKMANN ha reso noti in un’udienza pubblica presso il tribunale Dortmund (Ns 70 Js 878/99 14 (XVII) K 11/00) i fatti a conoscenza delle autorità sanitarie tedesche in materia di AIDS

Il giudice RICHTER HACKMANN si riferiva ad una dichiarazione del dott. MARKUS, portavoce dell’ufficio stampa dell’ISTITUTO ROBERT KOCH (RKI, Berlino), il centro scientifico del governo federale tedesco competente per l’AIDS.

A 20 anni dalla comparsa dei primi casi di AIDS nel giugno 1980 negli USA e a 17 anni

«dall’annunciazione” della scoperta del virus dell’AIDS da parte del governo USA, un giudice ha fatto luce sul PRIMO CRIMINE COMMESSO SU SCALA MONDIALE: nonostante l’utilizzo delle tecniche di laboratorio più sofisticate dell’era elettronica e lo stanziamento di somme ingenti per la ricerca, IN TUTTO IL MONDO non è MAI STATO ISOLATO IL VIRUS DELL’ AIDS né in un animale né in una persona.

In 20 anni NON E’ MAI STATA ACCERTATA, IN NESSUNA PARTE DEL MONDO, L’ ESISTENZA DI UN INFEZIONE da HIV o AIDS: ecco quanto il giudice RICHTER HACKMANN ha affermato di fronte all’opinione pubblica.

Al tempo stesso il giudice ha reso pubblico quanto LE AUTORITA’ SANITARIE e soprattutto LE AUTORITA’ GIUDIZIARIE SANNO MA TENGONO SEGRETO: ancora oggi si convincono persone, impunemente, che con comuni TEST di laboratorio (miranti ad individuare gli anticorpi HIV) è stata accertata in loro l’infezione causata da questo VIRUS MAI INDIVIDUATO NEL MONDO.

SULLA BASE DI QUESTI RISULTATI FALSI si inducono queste PERSONE SANE a prendere “MEDICINALI” a lungo andare LETALI.

Gli EFFETTI COLLATERALI descritti sul FOGLIETTO ILLUSTRATIVO di questa FORMA di CHEMIOTERAPIA corrispondono totalmente ai 29 SINTOMI della definizione DELL’ AIDS.

Questi “effetti collaterali” definiscono appunto la malattia “AIDS”.

Queste persone, che fino all’esecuzione del test erano sane e nelle quali non è mai stato possibile provare un’infezione da HIV, muoiono quindi di «AIDS».

CIO’ E’ NOTO ALLE AUTORITA’ SANITARIE.

È noto ad oltre 60 procure di Stato della BRD.

È noto alla procura generale di Stato e al Ministero della Giustizia federale.

È noto soprattutto al Parlamento e ad ogni singolo deputato (v. pet. 2-14-15-212-026084).

Da cinque anni è noto in particolare alla procura di Stato di Dortmund.

Il pubblico ministero Strunk ha dichiarato il 15.1.2001 di essere a conoscenza di questo CRIMINE, di questo GENOCIDIO (§ 220a StGB) e dei RESPONSABILI.

Dopo il 15.1.2001 la procura di Stato di Dortmund ha dimostrato ancora una volta di approvare questo CRIMINE e di tollerarlo e trascurarlo passivamente dopo aver preso conoscenza dell’INGANNO ASSASINO DI STATO.

Il giorno dopo questa dichiarazione dinanzi al tribunale di Dortmund, il 16.1.2001, il dott.

GERHARD SCHEU, deputato ed ex-presidente della commissione d’inchiesta sullo scandalo dell’emofilia, ha scritto ad un cittadino: “I test per individuare se una persona è portatrice del virus HIV sono ovviamente validi” (accertano l’HIV isolato).

Sull’esempio della nostra iniziativa di chiedere ai responsabili le prove dell’HIV e dell’AIDS, in GERMANIA ed AUSTRIA i cittadini hanno cominciato a chiedere alle autorità le prove scientifiche degli agenti patogeni contro i quali si fanno vaccini.

Salvo quanto provato dalle autorità sanitarie di Böblingen in una pubblicazione del 1889 (!), fino ad oggi nessuna autorità sanitaria ha reso accessibili le prove scientifiche del presunto agente patogeno, la foto dell’agente patogeno isolato.

Le autorità sanitarie invitano la popolazione a farsi vaccinare contro questi agenti con prodotti medicinali a rischio di effetti collaterali (rischio della vaccinazione: mercurio, ingegneria genetica, ecc.).

È in corso di preparazione un’iniziativa simile sulle informazioni segrete riguardo al CANCRO.

PER QUANTO CONCERNE LA BSE, si ammette generalmente che, malgrado le tecniche di laboratorio più avanzate e lo stanziamento di consistenti somme per la ricerca, il presunto agente patogeno della BSE non è stato individuato in nessun bovino, ovino o altro essere vivente.

IN TUTTA EUROPA, L’ INFEZIONE da BSE NON E’ STATA DIMOSTRATA IN NESSUN BOVINO! Ciò è ammesso apertamente (se si ascolta attentamente) dai difensori dell’esistenza della BSE.

D’altro lato, come per l’AIDS, si convince il pubblico, e in particolare gli agricoltori, che con un comune test di laboratorio (test BSE) è stata provata un’infezione da BSE in alcuni bovini.

Nessuno parla di TEST “FALSAMENTE POSITIVI”, in modo che non sorga il dubbio sui TEST “CORRETTAMENTE POSITIVI”, perché così sarebbe immediatamente chiaro che QUESTI TEST, come QUELLI dell’HIV, non sono MAI STATI COMPROVATI.

Non ci si limita ad abbattere solo questi animali considerati afflitti, con questa follia si giustifica lo sterminio in massa di bovini: prossimamente si dovranno macellare e distruggere milioni di bovini in Germania e nella UE.

Il ministro dell’agricoltura federale Renate Künast (partito dei Verdi) ha dichiarato: “Non vi è alternativa. Dobbiamo macellare tutti i 400.000 bovini”.

Ma, a questo punto CHI DEVE PROTEGGERE CHI E DA COSA?

Arrestiamo lo sterminio di Stato di esseri animali ed umani, con il buon senso dei cittadini e quello, se esiste, dei parlamentari!

Anche per la BSE il principio di base è l’uso della ragione!

Senza dubbio, in rari casi umani e animali, sono sorte malattie poi denominate AIDS e BSE e per le quali NON E’ STATO INDIVIDUATO UN AGENTE PATOGENO.

Per capire, prevenire e curare queste malattie occorre utilizzare i metodi classici della medicina: l’analisi dei precedenti della malattia – altrimenti detta anamnesi – e una approfondita analisi atta a determinare e definire gli elementi negativi ai quali il corpo era stato soggetto in precedenza.

Per ciò che riguarda la BSE è innegabile che vi sia una relazione tra le NEUROTOSSINE DEL GAS utilizzato CONTRO GLI ESTRI e i metodi di ALIMENTAZIONE ed ALLEVAMENTO NON CONFORMI ALLE SPECIE ANIMALI (ormoni, allevamento intensivo, chemio-antibiotici, farine animali somministrate come foraggio a ruminanti erbivori!).

PER L’AIDS, anche senza ricorrere a speciali test e medicinali, è comunque possibile stabilire una relazione fra l’insorgere della malattia e il FORTE STRAPAZZO FISICO al quale sono esposti per esempio i TOSSICODIPENDENTI per via intravenosa, gli emofiliaci sottoposti cronicamente a TRASFUSIONI con pericolosi prodotti ematici, l’uso di CHEMIO-ANTIBIOTICI e DROGHE DA FIUTARE (POPPERS) contenenti nitrito, i maschi omosessuali, nonché L’ ALIMENTAZIONE CARENTE e PESSIME CONDIZIONI IGIENICHE, e in particolar modo – per quanto riguarda l’AIDS in AFRICA – IL FORTE INQUINAMENTO DELL’ ACQUA POTABILE con NITRITI E NITRATI.

CHI HA INTERESSE A DEVIARE L’ ATTENZIONE DA QUESTE EVIDENTI CORRELAZIONI DI CAUSA? E ad insistere, nonostante l’evidenza, sull’esistenza di agenti patogeni mai isolati?

Non hanno interesse né i bovini, né gli uomini. Questa atroce follia, praticata dai politici e dagli “scienziati” nei riguardi della specie bovina, viene giustificata dall’intento di proteggere le persone da una “nuova variante” della malattia di Creutzfeld-Jakob (CJD), il cui agente patogeno, mai individuato in un essere umano, sarebbe simile ma non identico a quello, mai isolato, della BSE. Questo si modificherebbe nel circuito della catena alimentare passando dalla bistecca all’uomo.

Che cosa indica il confronto con l’anamnesi dei casi oggi emergenti di CJD, in particolare di quelle dei giovani colpiti?

Non sarà che le anamnesi farebbero risalire in questi casi a nuove droghe

sintetiche?

Il timore dell’anamnesi costituisce una pessima base per la

terapia e la tutela delle persone!

Chi ha paura, nei casi di BSE, AIDS e CJD, di un’anamnesi, un procedimento dai costi irrisori?

Chi ha interesse a trascurare questo aspetto?

È estremamente significativo che quanto dichiarato dal giudice RICHTER HACKMANN al tribunale di Dortmund il 15.01.2001 comincia ad essere capito e ad avere effetto.

Quando il ministro della sanità statunitense Heckler annunciò il 23.4.84 la scoperta di un VIRUS dell’AIDS, annuncio di fronte al quale tutti gli “scienziati” del settore e tutti i governi si piegarono ciecamente ed umilmente, si trattò di un INGANNO del GOVERNO USA su SCALA MONDIALE, un INGANNO MONDIALE che è stato SMASCHERATO dal giudice RICHTER HACKMANN.

Al CONGRESSO INTERNAZIONALE sull’AIDS tenuto a DURBAN (SUDAFRICA) nel luglio 2000, oltre 5000 SCIENZIATI di fama internazionale, specialisti di tutte le discipline, hanno firmato la “DICHIARAZIONE DI DURBAN” dichiarando che le prove dell’HIV e dell’AIDS soddisfano i più rigorosi criteri scientifici (“confirm to the highest scientific standard”).

Il giudice RICHTER HACKMANN ha SMASCHERATO la “SCIENZA” DOMINANTE che si rivela una PERICOLOSA CIARLATANERIA con conseguenze che vanno oltre alla BSE e all’AIDS.

Lo stesso dott. MARKUS (RKI) che ha ora rivelato dinanzi al giudice che IL VIRUS DELL’ AIDS NON E’ STATO MAI INDIVIDUATO, nell’ambito della dichiarazione sull’AIDS del 9.3.95 aveva dichiarato che LA PROVA ERA STATA TROVATA da MONTAGNIER e GALLO i quali nelle loro pubblicazioni del 1983/84 avevano pubblicato foto del COSIDDETTO VIRUS dell’AIDS da essi isolato.

Questa MENZOGNA del RKI del 9.3.95 è stata sostenuta in Parlamento in una petizione e tale posizione è stata corroborata da quello dell’Ufficio giudiziario federale (Schmitt, Köblitz, Neuß, Kartschuk, ecc.), dalla procura di Stato di Dortmund (StA to Roxel et al.), dal giudice Prause (2.7.97) e dal giudice Weiß (9.8.2000) alla pretura di Dortmund.

Tuttavia, il 15.1.2001 il giudice RICHTER HACKMANN al tribunale di Dortmund HA FATTO LUCE SULLO STATO TEDESCO.

Le autorità sanitarie, il Parlamento, l’Ufficio giudiziario federale, la procura generale di Stato, i giudici: sono tutti di natura GENOCIDI ! (§ 220a StGB). Ed ora pure MACELLAI invasati!

NESSUNA PERSONA RAZIONALE E RESPONSABILE PUO’ AVERE FIDUCIA IN UNO STATO COME QUELLO DESCRITTO DAL GIUDICE RICHTER HACKMANN (trib. Dortmund) il 15.1.2001.

Chi è folle?

I bovini o gli uomini?

I politici, la giustizia e la scienza?

Come si può mettere fine a questa follia?

Mediante stermini di massa o inducendo l’uomo ad usare la razionalità?

“Il principio di base è la razionalità,..”.

Chi ha paura di pensare?

Chi sarebbe costretto a rimanere nella follia?

Chi vuole rimanere nella follia?

Chi è da definire folle, se consentiamo che I NOSTRI ALIMENTI siano sostituiti da “generi alimentari” nocivi per il nostro corpo, ai quali L’ INDUSTRIA AGGIUNGE SOSTANZE ESTRANEE TOSSICHE SOTTRAENDO al tempo stesso SOSTANZE VITALI ESSENZIALI (come nel PANE con FARINA RAFFINATA)? Chi è folle se abbiamo perso il rispetto per la vita e la dignità dell’uomo e dell’animale?

SIAMO DIVENTATI TUTTI FOLLI e reagiamo alla nostra follia prendendocela con i bovini? O ci sottomettiamo tutti alla dinamica intrinseca, folle e smisurata, di un’economia finanziaria globale, virtuale (artificiale), che ha perso ogni contatto con i valori (reali) come era ancora il caso nel capitalismo produttivo e degli interessi composti.

Con questa follia ci siamo forse lasciati imprigionare in un mondo virtuale, al di là ed al di fuori della realtà, come il capitale finanziario virtuale globale ?

“BSE” e “AIDS” – per le persone razionali – indicano la necessità di agire affinché si torni alla realtà. Dalla virtualità alla realtà.

In MATERIA di “BSE” le persone hanno iniziato a pensare e ad agire.

IN MATERIA di AIDS il giudice RICHTER HACKMANN (trib. Dortmund) il 15.1.2001 ha preso l’iniziativa riportando il VIRUS dell’AIDS dalla VIRTUALITA’ alla REALTA’.

 IL VIRUS DELL’ AIDS NON E’ MAI STATO INDIVIDUATO!

Per sei anni, dopo la MENZOGNA del RKI del 9.3.95 secondo la quale il virus dell’AIDS era stato isolato, abbiamo contribuito, agendo con determinatezza, all’affermazione pronunciata il 15.1.2001 a Dortmund, un avvenimento di importanza mondiale.

Il tempo, la realtà, l’attualità sono maturi per superare la “DITTATURA DELLA VIRTUALITA” in tutto il mondo “a passi piccoli piccoli”, partendo dal basso con conseguenze su larga scala. Ciò è alla portata di ogni persona veramente vivente.

OGNI PERSONA PUO’ DISTRIBUIRE COPIE DI QUESTO SCRITTO senza commenti a: politici a tutti i livelli, partiti, autorità sanitarie, procure di Stato, organizzazioni agricole, gruppi biologici, mass media, ecc..

 OGNUNO PUO’ DARE IL SUO CONTRIBUTO PENSANDO A CHI INVIARE COPIE (soprattutto a funzionari).

Il costo in termini di fotocopie, francobolli e tempo è irrisorio.

L’invio per fax o raccomandata permette di osservare se e come i politici e le autorità destinatarie reagiscono. Secondo la ragione, le leggi, la Costituzione e i diritti umani o niente affatto: in questo caso sono criminali, malati di mente o entrambi.

CIO’ DI CUI “QUELLI IN ALTO” HANNO PAURA è “la crescente irrequietezza” della popolazione.

“QUELLI IN ALTO” HANNO PAURA che “QUELLI IN BASSO” vengano a sapere ciò che loro sanno e però tacciono da tempo.

NON E’ della BSE o dei BOVINI che si deve avere PAURA ma di questi POLITICI.

 Karl Krafeld, dott. Stefan Lanka, febbraio 2001

 SI INVITA ESPRESSAMENTE A COPIARE E DISTRIBUIRE QUESTO SCRITTO !

1° presidente – 2° presidente – Tel: (0) 711 222 06 01

Karl Krefeld – Dr Stefan Lanka – Fax: (0) 711 222 06 00

Albrechtstr. 17 – Ludwig-Pfau-Str 1b – Cell.: (0) 171 328 1070

D-44137 Dortmund – D-70176 Stuttgart Wissenschaft,

Medizin und Menschenrechte e.v. Germany – (Science, Medicine and Human Rights)

IL PAZIENTE MALATO DI AIDS NON MUORE A CAUSA DEL VIRUS dell’HIV ma per alterazioni dell’assorbimento intestinale e quindi peripoalimentazione (malnutrizione), dovuta a una grave micosi.“

(By Dott. Gerhard Orth, Leuthkirch)

E´ noto che i chemioterapici (AZT) producono effetti devastanti sul sistema immunitario e sull’intestino.

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AIDS: e se non fosse un virus?

Estratto dall’articolo:

di Monica Russo

pubblicato sul trimestrale di medicina naturale “Salute è“

abbinato al mensile AAM TERRANUOVA n. 10 dicembre 03.

L´esperienza del Dr. HEINRICH KREMER

Nato in Germania nel ´37, negli anni ´60 consegue un dottorato prima in medicina, poi in psichiatria e neurologia. Diventa quindi responsabile di un progetto di terapia sociale per tossicomani e carcerati, in seguito diventa medico di una clinica per tossicodipendenti con un comprensorio di ben cinque regioni tedesche e si occupa di riabilitazione psicosomatica e di ricerca clinica sulle profilassi di infezioni.

Nell’84 effettua la prima prova clinica del test di anticorpi HIV e lo ritiene non specifico. Si rivolge alle autorità sanitarie tedesche dichiarandone l´inefficacia, ma gli viene imposto l´obbligo di utilizzo. Accetta, chiedendo in cambio l´anonimità del test. Per ufficializzare la non specificità aggiunge alle provette dei pazienti, campioni del suo sangue e di quello dei suoi colleghi: mentre non tutti i pazienti risultano positivi, lui e i suoi colleghi risultano esserlo.

Trovata la conferma ai suoi dubbi sulla validità del test, da le dimissioni nell’88 in quanto contrario alla politica governativa sulle droghe e sull’uso di AZT nell’Aids. Nello stesso periodo prevede che NELLE CARCERI TEDESCHE, unico posto dove le persone vengono testate all’entrata e all’uscita per l’HIV, non ci sia MAI STATO ALCUN CONTAGIO nonostante la presenza di 20.000 tossicomani su 60.000 detenuti. E così è stato.

Le certezze del Dr. STEFAN LANKA

Biologo molecolare di 37 anni, ha lavorato presso l´Università di Costanza in Germania, dove risiede, ed ha conseguito un dottorato in virologia. I suoi importanti studi lo hanno condotto ad occuparsi del problema Aids portando un notevole contributo.

Essendo virologo ha verificato la procedura per l´isolamento dell’HIV e ha scoperto che questa non è mai avvenuta, il virus non è mai stato fotografato isolato.

I risultati del Dr. ALFRED HASSIG

Immunologo, è stato consigliere dell’Oms e direttore del programma di raccolta e distribuzione del sangue per la Croce Rossa svizzera a livello mondiale.

Hassig avverte che a livello biologico nell’Aids avvengono le stesse reazioni che vediamo nella sepsi da shock traumatico in tempi molto rapidi e nella malnutrizione in maniera più lenta, e che portano al CATABOLISMO, alla MORTE DELLE CELLULE e alla MANCATA RIPRODUZIONE delle stesse. Quindi l´AIDS, conclude Hassig, è una MALATTIA METABOLICA e NON VIRALE

Le cause sono cumulative: psichiche, tossiche, infettive, traumatiche e nutrizionali. Nel malato di Aids è molto dannoso lo STRESS PSICHICO, dovuto alla “SENTENZA DI MORTE” che riceve una volta testata la sieropositività. A questa vanno aggiunte le CAUSE TOSSICHE per il consumo di droghe e l´utilizzo di terapie velenose quali AZT, BACTRIM e ANTIBIOTICI, le infezioni dovute a epatiti ricorrenti, gli eventuali danni da VACCINI, ecc.

Dalla collaborazione di Kremer e Hassig, e alla luce del lavoro dei nobel Robert Furchgott e Louis Ignarro sulla funzione dell’ossido di azoto (NO) nella modulazione dell’immunità cellulare, diventa chiaro quanto non sia più necessario responsabilizzare un ipotetico virus, per spiegare il “quadro AIDS”, ma si possa invece dimostrare l´ORIGINA METABOLICA E NON VIRALE della stessa.

Il dr. Kremer ha tenuto l´anno scorso un seminario, in Italia, per 12 medici e terapeuti. In quei quattro giorni ha trasmesso loro il risultato dei suoi studi, sostenendo che solo una reale comprensione della malattia può determinare una possibile cura, ed essendo una malattia provocata da molti fattori, bisogna osservare la storia particolare di ogni paziente e vedere quali sono i fattori predominanti per quella determinata persona, quindi agire equilibrando, sviluppando e stimolando il corretto funzionamento dell’organismo.

Ovviamente è fondamentale capire che NON SI E’ STATI CONTAGIATI DA NESSUN VIRUS MORTALE. Con questa comprensione il dr. Kremer invita ogni medico e terapeuta ad applicare il metodo di cui ha esperienza per poter ripristinare la capacità di autoregolazione del corpo.

 Decalogo delle incongruenze secondo gli studi di LANKA, KREMER e HASSIG

La teoria che l´Aids sia una malattia virale non è mai stata comprovata scientificamente.

Il dr. Gallo annuncia nell’aprile ´84 che l´HIV è la probabile causa dell’AIDS; questa sua teoria non è mai stata discussa in un aperto dibattito scientifico. Il giorno dopo la stampa tramuta la ipotesi in certezza, eliminando la parola probabile.

Purtroppo, dalla metà degli anni ´70, da quando le scoperte scientifiche sono brevettabili, si è affermata una procedura molto poco etica: si può affermare l’esistenza di un virus, senza doverlo isolare, ma deducendone la presenza da parametri indiretti stabiliti dagli stessi ricercatori. Anche l´esistenza del Virus Epatite C è stata dedotta in questo modo.

L´HIV non esiste.

Tutti i parametri utilizzati per dimostrarne l´esistenza (presenza di trascrittasi inversa, proteina a densità di 1,16, proteina p24, p128, ecc.) sono presenti in cellule normali, in tutte le persone, in diversa concentrazione.

I test sono inattendibili.

La soglia di concentrazione necessaria per ritenere positivo il test è stata definita arbitrariamente. Prima di eseguire i test, il sangue viene diluito (500 volte nell’Elisa* e 50 nel Western Blod*). Senza diluizione tutti risultiamo sieropositivi.

La dr.ssa australiana Eleni Papadopulus ha scoperto che tutte le proteine attribuite alla membrana del virus, sono prodotte normalmente da tutti ed elenca ben 78 cause diverse, che per l´alta concentrazione di dette proteine, danno positivo al cosiddetto test Hiv. Le più note sono: epatiti, vaccinazioni, influenze, malattie virali, l’aver partorito più di un figlio, cancro, malaria, artrite reumatoide, dislipidemia (sangue con elevati livelli di grasso o liquido) ecc.

L´Aids non è una nuova malattia.

Secondo il Centro per il controllo delle malattie (Center for Desease Control – CDC) è un insieme di 29 affezioni, tra cui micosi, herpes, polmoniti, diarree, alcuni tipi di cancro (linfoma non hodgkin, linfoma tipo Burkit, linfoma primitivo cerebrale, carcinoma delle cervice uterina), ecc.; queste affezioni diventano Aids quando il soggetto risulta positivo al test dell’HIV.

Le statistiche epidemiologiche sono state gonfiate.

Le proiezioni logaritmiche sono risultate false, perché è stato usato un sistema cumulativo che somma ogni anno il numero dei casi per il numero totale degli anni. I criteri di valutazione appaiono quindi diversi da paese a paese: in Canada il 25% degli americani dichiarati “Aids” non lo è, in Africa bastano tre sintomi classici (diarrea, tosse o perdita di peso) accompagnati da un disturbo ritenuto secondario (prurito o ingrossamento delle ghiandole) per essere dichiarati Aids.

L´AZT non è un nuovo farmaco.

E´ un chemioterapico degli anni ´60 riconosciuto da subito troppo tossico dopo una sperimentazione effettuata sui topi nel ´64, che ne evidenziava l´altissimo potere di avvelenamento.

E´ noto che i chemioterapici producono effetti devastanti sul sistema immunitario e sull’intestino.

Dell´AZT si sosteneva che aumentasse il numero dei linfociti, ritardando l´insorgere della malattia, ma studi successivi, compreso il famoso “Concorde”, stabilirono un modesto incremento dei linfociti T4, solo per un breve periodo, e nessun ritardo nell’insorgere delle infezioni opportuniste, ma la sua assoluta inefficacia a migliorare la salute. Difatti l´aumento dei linfociti iniziale è dovuto ad una reazione di difesa dell’organismo nei confronti di questo farmaco, che distrugge il midollo osseo e lo rende incapace a produrre quei linfociti che dovrebbero poi maturare nell’intestino ma che sono destinati a non accrescersi in un ambiente intossicato e inospitale.

Secondo i dati del Ministero della Salute Italiano, la prima diminuzione dei casi di morte per Aids si ha nel momento in cui la somministrazione dell’AZT passa da 1500mg/die a 500mg/die.

Gli inibitori.

Gli inibitori della proteasi, secondo la Medicina Ufficiale, attenuano la proliferazione del virus HIV e la riproduzione dei funghi, svolgono un´azione antinfiammatoria, diminuendo la carica virale. Il paziente viene informato che la malattia diventerà cronica e ciò contribuisce a creare una diminuzione del terrore sottile che accompagna la diagnosi mortale, generando un importante feed-back positivo.

Ma le ricerche evidenziano che tali terapie interrompono numerose funzioni del sistema immunitario, essenziali per la sopravvivenza della cellula umana e bloccano la digestione del cibo e dei grassi con la conseguente produzione di calcoli nei vari organi, oltre a depositi in varie zone del corpo.

L´esame della viremia è male interpretato.

Lo stesso ideatore del test Kary Mullis – premio nobel del ´93 – dichiara che è impossibile con il suo metodo misurare la carica virale, poiché la PCR (è questo il nome dell’esame) è talmente efficiente che amplificherebbe qualsiasi RNA (acidoribonucleico), senza distinguere se appartiene al virus o a qualche altro contaminante.

Nel risultato della viremia dell’Ospedale Civile di Brescia, nel 2000, si avvisa che il test è valido solo se la persona è sieropositiva. E se è sieronegativa di chi è questo RNA?

E´ importante comprendere che la carica virale è studiata facendo completo affidamento sulla PCR.

L´Aids non è una malattia virale, quindi non è contagiosa.

L´Aids è una grave alterazione metabolica e differenti studi di ricercatori dissidenti stanno convergendo nel ritenerla una grave forma di disbiosi intestinale. Quindi metodi e parametri per la cura prevedono la detossicazione dell’organismo ed il riequilibrio della flora batterica, analizzando caso per caso carenze e disfunzioni, in modo da attuare per ciascuno una cura mirata.

Note:

* I due test utilizzati per accertare la sieropositività.

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AIDS: peste del duemila o epidemia di menzogne?


Le morti per AIDS non sono state causate dal virus HIV, ma dall’AZT, dalle campagne di vaccinazioni, da sostanze chimiche pericolose contenute in alcuni farmaci, da acqua e cibo inquinati e, nel Terzo Mondo, anche dall’assenza di cibo, acqua e igiene, ossia dall’estrema povertà.

Siamo veramente in presenza della peste del 2000?

E’ vero che l’Aids è causata dal virus Hiv?

Nel 1984 M. Heckler, allora ministro della Sanità statunitense e il Dr. Roberto Gallo dell’Istituto Superiore di Sanità USA, annunciarono ufficialmente in una conferenza stampa che era stata individuata una nuova malattia infettiva causata dal virus Hiv e trasmessa per contatto sessuale o attraverso il sangue. Ma l’affermazione del Dr. Gallo è stata messa in discussione da moltissimi scienziati che hanno fornito numerose prove che contraddicono la teoria che l’Aids è provocato dal virus Hiv (vedi sito Internet www.virusmyth.com ).
Fra questi scienziati “dissidenti” segnaliamo il Dr. Peter Duesberg, professore di biologia molecolare presso la Berkeley University, California, USA, ed il Dr. Stefan Lanka, virologo e biologo molecolare, laureato in Scienze Naturali presso l’Università di Costanza.
Come esperto di virologia, il Dr. Stefan Lanka si è occupato del problema Aids ed è riuscito, da un lato, a stabilire che non è mai avvenuto il reale isolamento dell’Hiv, dall’altro a negare l’esistenza di una intera classe di virus, i cosiddetti “retrovirus”.
L’impegno sulla problematica Aids ha condotto il Dr. Stefan Lanka a collaborare con il Dr. Kremer nel gruppo di ricerca “REGIMED” di cui Lanka è il portavoce. Assieme al sociologo Karl Krafeld ed altri collaboratori di Dortmund (Germania) ha intrapreso anche una attività scientifico legale in campo sociale. Si è presentato spontaneamente presso un tribunale tedesco, in un processo per “sangue contaminato da Hiv” (nel quale era imputato un medico accusato di 14 omicidi e 5.800 tentati omicidi) dichiarando sotto giuramento che l’Hiv non esiste. Il Tribunale, poiché non ha trovato un solo scienziato ufficiale in grado di dimostrare scientificamente l’esistenza del virus in questione, il 24 febbraio 1997 ha assolto l’imputato, riconoscendo nei fatti che l’Hiv non è né mortale né pericoloso.
 Duesberg e Lanka, insieme a un crescente numero di scienziati di tutto il mondo hanno contribuito a riportare la verità in quella che si può chiamare una vera e propria epidemia di menzogne.

Seguono alcune dichiarazioni del Dr. Duesberg, tratte dall’intervista fatta da Kawi Schneider (collaboratore della rivista scientifica tedesca raum&zeit), pubblicata in Italia dalla Casa Editrice Andromeda in: “L’AIDS SPIEGATA SECONDO LA LEGGE FERREA…” R. G. Hamer – INEDITI n° 119.

Il Dr. Duesberg afferma:

– L’AIDS non è una malattia nuova, ma è un insieme di 25 malattie che non hanno molto a che vedere le une con le altre…. Persino tra i moribondi non è mai stata riscontrata la presenza dei virus, ma solo degli anticorpi….

GIACCHE’ L’IPOTESI DELL’HIV E’ STATA SCIENTIFICAMENTE CONFUTATA, PERCHE’ NON VIENE ABBANDONATA?

-I sostenitori dell’ipotesi dell’HIV, che sono coloro che più ne traggono vantaggio, non hanno alternative. Essi sono per la maggior parte puri retrovirologi, come me d’altronde. Se non vi fossero più virus, non avrebbero più niente da proporre. Non avrebbero altra scelta che dimettersi. E’ come al gioco del poker: il giocatore punta su una sola carta, se è buona vince, altrimenti lascia il posto ad altri. Ecco il motivo per cui cercano di difendersi il più a lungo possibile, non c’è altra soluzione. Hanno proclamato troppo presto che l’AIDS è una malattia virale, sono tutti dei retrovirologi, i Gallo, i Montagnier, i Levy, non hanno più niente da offrire. È la ragione, credo, per cui è così difficile condurli a prendere in esame nuove alternative. Essi si contraddirebbero, si rimetterebbero in causa. A cinquant’anni questo non è più possibile.

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AIDS e HIV – Luigi De Marchi e Franco Franchi

Tratto da: “AIDS la grande truffa” di Luigi De Marchi e Franco Franchi
 NEXUS NEW TIME edizione italiana n°5.

AIDS e HIV

” ..Sappiamo che errare è umano, ma l’ipotesi Hiv-Aids è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in guardia la gente..” Kary B. Mullis Premio Nobel per la Chimica nel 1993 per aver scoperto
la PCR (Polymerase Chain Reaction) reazione a catena della polimerase

Oggi il MOVIMENTO del DISSENSO raccoglie oltre 700 FIRME tra virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti di 23 NAZIONI tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all’AIDS.

Sono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie hanno cominciato ad annunciare al mondo intero che l’umanità era minacciata da una nuova terribile peste, la cosiddetta “peste del 2000” che nell’arco di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di persone continuando ad espandersi a macchia d’olio fino a diventare veramente il flagello del secolo che sta per finire e di quello che sta per cominciare.

Nonostante questi allarmi spaventosi, però, l’AIDS continua a restare unaepidemia molto più piccola di quel che si vuol far credere, confinata inOccidente ad alcuni gruppi a rischio ben precisi; ed in Africa gonfiata da una definizione artificiosa, capace di riunire sotto il suo largo ombrello malattie antiche cambiandone il nome.

La teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale teoria descrive l’AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando l’organismo indifeso di fronte a malattie “opportunistiche”. Il virus penetra nell’organismo di un dato soggetto attraverso un contatto con sangue o sperma infetto. Questa infezione virale provoca una reazione anticorpale inefficace, utile solo ad essere registrata con i cosiddetti test dell’AIDS (o anti-HIV).

La sieropositività costituirebbe il segnale di una malattia subdola, progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.

Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioni eterogenee e disparate. Si tratta di condizioni che vengono tra loro associate solo quando il risultato del test dell’AIDS è positivo. Se il risultato è negativo, le stesse malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome.

1 Assenza di correlazione tra risultati del test e malattia:
Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno una causa unica (il virus), e ovviamente non possono verificarsi in sua assenza.

Così non c’è varicella senza il virus della varicella, non c’è morbillo senza il virus del morbillo e così via.

La letteratura medica ha registrato migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano i sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test positivo) in assenza di AIDS.
La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute come alla malattia, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.

2 L’AIDS non si comporta come una malattia infettiva contagiosa: 
Nonostante l’allarmismo, l’AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono presenti fattori di rischio ben precisi: 
a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il 60% in Italia) si tratta di individui che oltre a subire gli effetti negativi dell’eroina, della cocaina, dell’alcool, delle anfetamine e di altre sostanze psicotrope, si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono colpiti in modo più o meno continuo da infezioni multiple. In queste condizioni di immunodepressione (molte droghe hanno effetto depressivo sul sistema immunitario). Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina tossine dalla madre possono presentare una sieropositività alla nascita.
b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema riguarda gli utilizzatori sistematici di droghe multiple, cocaina, extasy, alcool, nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i NITRITI sono sostanze molto reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati per il loro effetto afrodisiaco e rilassante per la muscolatura sfinterica).
c) emofiliaci (circa l’1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine estranee sono essi stessi immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi che sieronegativi.

3 Non esistono studi che dimostrino che l’AIDS è causato dall’HIV:

Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver inventato la PCR (Reazione Polimerasica a Catena) interpellò svariati virologi ed epidemiologi su dove trovare il riferimento bibliografico che spiegasse come l’HIV provochi l’AIDS. Ma nessuno dei colleghi  fu in grado di precisarlo.

4 La definizione della malattia:

Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, attualmente esse sono ben 29! Queste malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora “ha l’AIDS”. Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha “soltanto la tubercolosi”

5 Incubazione misteriosa:

Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno una incubazione breve, di pochi giorni o settimane. L’incubazione del virus dell’AIDS è stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per aumentare poi di anno in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni. A questo super-virus viene attribuito di tutto. Di volta in volta può essere furbissimo, tanto da sfuggire ad ogni tentativo di controllo da parte dei ricercatori, o viceversa, completamente “scemo”.

6 L’allarme prostitute:

Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti (non dipende dalla maggior protezione, perché quelle stesse prostitute presentavano un alto tasso di infezioni sessuali).

7 La terapia con AZT:

Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò sperimentalmente che i topi leucemici trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati. Ma perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici continua ad essere somministrato?

La Wellcome (casa farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è passata a 44.7 tonnellate nel 1992.

Il COSTO dell’AZT PER MALATO è di circa 450.000 lire al mese.

Il profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è stato di 586 miliardi di lire l’anno.

Da tempo i settori più reazionari del mondo politico e religioso occidentale erano alla ricerca di pretesti scientifici cui ancorare le loro offensive puritane e restauratrici.

Un primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni ’70, con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle MALATTIE VENEREE.

Ma l’AIDS sembrò l’occasione d’oro.

Qui si delineava una malattia non solo sessuale ma mortale e invulnerabile agli arsenali medici esistenti.

Insomma una MALATTIA INVENTATA su misura per i sessuofobi di ogni stampo e di ogni paese.AIDSKary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica nel 1993): Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe.

Il virus inventato – Peter H. Duesberg

Peter Duesberg, Inventing the AIDS Virus (Aids. Il virus inventato), foreword by Nobel laureate Kary Mullis, Washington DC, Regnery Publishing, 1996, ISBN 0-89526-399-8.7

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Descrizione di Aids il Virus Inventato

L’HIV non provoca l’AIDS… L’AIDS non si trasmette per via sessuale… L’AZT peggiora l’AIDS, non lo migliora… Così sostiene il dottor Peter Duesberg, uno dei più autorevoli microbiologi del mondo, membro della National Academy of Sciences americana, un pioniere nella scoperta della famiglia di virus a cui appartiene l’HIV.

Le prove addotte da Duesberg – apparse in prestigiose pubblicazioni scientifiche ma volutamente ignorate dalla stampa a larga tiratura – sollevando dubbi a cui l’ambiente della ricerca sull’AIDS finora non ha risposto:

se l’HIV provoca l’AIDS, perché migliaia di malati di AIDS non hanno mai avuto l’HIV?

Come mai centinaia di migliaia di persone che hanno l’HIV da molti anni non hanno mai sviluppato la malattia?

Perché lo scopritore del virus HIV ora sostiene che il virus non può essere l’unica causa dell’AIDS?

Come mai oltre dieci anni di ricerche sull’AIDS – costate decine di migliaia di dollari – non sono riusciti a dimostrare come (o se) l’HIV provoca l’AIDS o attacca il sistema immunitario?

E come lui la pensa anche Kary Mullis, premio Nobel per la chimica nel 1993.

Peter H. Duesberg

Peter H. Duesberg (Germania, 2 dicembre 1936) è uno scienziato statunitense. Di origine tedesca, è professore di citologia e biologia molecolare all’Università della California ed è famoso soprattutto per la sua controversa teoria sull’origine dell’AIDS.

La madre era un medico e il padre professore di Medicina Interna.

Si trasferice negli Stati Uniti nel 1964, lasciando il Max Planck Institute di ricerca virologica, sotto la guida di Wendell Meredith Stanley, che è stato ilprimo virologo a ricevere il Premio Nobel [senza fonte].

Nel 1986 entra a far parte dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti.

Pioniere nella ricerca dei retrovirus, è stato anche il PRIMO SCIENZIATO ad AVER ISOLATO un GENE del CANCRO [senza fonte].

Attualmente è docente di Biologia Molecolare e Cellulare presso la Università di Berkeley in California.

È convinto assertore dell’ipotesi che la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS) NON sia di ORIGINE VIRALE.

Fra il 1968 e il 1970 dimostrò che il virus dell’influenza ha un GENOMAsegmentato[senza fonte]. Questo avrebbe fornito una spiegazione alla sua capacità di formare ricombinanti attraverso il riassortimento dei suoi segmenti subgenomici.

Con i suoi lavori sui retrovirus nel 1970, egli ISOLO’ il PRIMO ONCOGENE, e mappò la struttura genetica di questi virus[senza fonte]. Con questi studi, e altri nello stesso campo, ottenne l’elezione alla National Academy of Sciences nel 1986[senza fonte].

In base alla sua esperienza sui retrovirus, Duesberg HA MESSO IN DISCUSSIONE l’IPOTESI di una CORRELAZIONE DIRETTA tra VIRUS HIV e AIDS sulle pagine di PRESTIGIOSE RIVISTE SCIENTIFICHE (Cancer Research, The Lancet, Proceedings of the National Academy of Sciences, Science, Nature, Genetica, Journal of AIDS, AIDS Forschung, Biomed. & Pharmacother., New Engl. J. Med., Chemical and Engineering News, Naturwissenschaften, Research in Immunology, Pharmacology & Therapeutics e il British Medical Journal).

HA invece SUGGERITO l’IPOTESI che LE DIVERSE MALATTIE che sonoincluse nella sindrome detta AIDS siano CAUSATE dall’USO PROLUNGATO di COCAINA, di EROINA, di DROGHE “RICREATIVE” e dall’uso stesso deiFARMACI ANTI-HIV, quali l’AZT, prescritto per prevenire o trattare l’AIDS.

LA SUA CRITICA, peraltro, non riguarda solo la teoria HIV-AIDS in sé, ma il modo stesso in cui essa si è affermata, al di fuori di quello che dovrebbe essere un reale confronto scientifico, nell’ambito di quella che Duesberg DENUNCIA come una COLLUSIONE molto stretta FRA RICERCA SCIENTIFICA, POLITICA e INTERESSI ECONOMICI.

A suo giudizio, gli STANZIAMENTI per la RICERCA negli STATI UNITI vanno solo ed esclusivamente a quei ricercatori che sposano le tesi ufficiali e questo andrebbe a detrimento della qualità della ricerca e allontanerebbe dalla soluzione di problemi importanti, come la ricerca sul cancro.

BASANDOSI su 30 anni di STUDI sul CANCRO di ORIGINE VIRALE, e più di 15 anni sui geni cellulari simili a quelli virali correlati al cancro, ora definiti come oncogeni, Duesberg E’ ARRIVATO, infatti, a ritenere che la carcinogenesi virale sia statisticamente trascurabile, e che le prove di una oncogenesi cellulare non siano sufficienti. Per questo ha invece avanzato l’ipotesi che la causa del CANCRO vada cercata nell’anomalia genomica detta ANEUPLOIDIA(l’aberrazione numerica dei CROMOSOMI), PIUTTOSTO CHE che negli ONCOGENI CELLULARI. Questa ipotesi suggerisce miglioramenti nellaPREVENZIONE del CANCRO mediante l’ELIMINAZIONE dagli ALIMENTI e dai FARMACI di SOSTANZE che CAUSANO l’ANEUPLOIDIA.

Il Virus Inventato

Data realizzazione : Luglio 2001

Ultimo aggiornamento: Maggio 2002

Il nome di questo sito è un omaggio al Dott. PETER DUESBERG, direttore del laboratorio di Biologia Molecolare dell’Università di Berkeley in California, pioniere e principale protagonista della lotta alle falsa teoria virale dell’AIDS. Suo il principale libro scritto dai dissidenti: “Inventing the AIDS virus” edito in italiano da Baldini e Castoldi col titolo “AIDS – Il Virus Inventato”.

La storia di Peter Duesberg, “probabilmente lo scienziato vivente più diffamato in assoluto” (Il direttore del periodico medico The Lancet) è stata presentata da Massimiliano Bucchi nella sua relazione “Eresia e censura nella scienza: il caso AIDS” al convegno Scienza e Democrazia tenuto a Napoli il 20 Aprile 2001.

La truffa AIDS/HIV: le cose che non vi hanno mai detto.

Questo sito nasce a seguito di una ricerca sull’AIDS, avviata per approfondire la conoscenza di un argomento che riguarda tutti, dopo aver sentito alcune storie diPERSONE “SIEROPOSITIVE” in PIENA SALUTE che HANNO COMINCIATO A STAR MALE dal momento in cui è INIZIATA la CURA con i FARMACI ANTIRETROVIRALI.

Si poteva pensare a semplice coincidenza oppure ipotizzare una qualche relazione tra i due eventi: la logica e un po’ di sano scetticismo ci hanno spinto verso l’indagine.

Abbiamo quindi condotto una ricerca approfondita sull’argomento, e siamo arrivati dove non potevamo immaginare: ciò che credevamo vero da sempre, dal 1984, si è rivelato incoerente ridicolo e criminale; altre posizioni sono affiorate, un mondo di scienziati, medici, giornalisti e politici impegnati in una battaglia contro l’establishment per combattere un mostro che ha arricchito alcuni, ucciso molti, condizionato o terrorizzato tutti.

Il quadro che si è delineato nel corso della nostra ricerca è estremamente complesso, gli aspetti clinici e sanitari del problema sono profondamente collegati a quelli sociali economici e politici. Non ci proponiamo quindi, in questo spazio, di fornire un’analisi completa ed esaustiva del fenomeno, ma piuttosto di indicare al lettore una prospettiva diversa, abbozzando gli aspetti principali della storia e fornendo indicazioni per reperire tutte le informazioni necessarie per validare e completare personalmente il quadro.

Premessa

Quando parliamo di AIDS usiamo due concetti basilari: “malato asintomatico” e “sieropositivo”. Sono intimamente collegati.

Un malato asintomatico è una persona in cui non c’è nessuna evidenza, nessun sintomo, nessun segno della malattia: insomma uno che non è malato se non sulla base di un foglio di carta dove c’è scritto positivo.

E anche la sieropositività è basata soltanto sulla stessa parola scritta sullo stesso foglio di carta. E quella parola è solo il risultato di un test (falso)

I medici sono stati espropriati della possibilità di fare una diagnosi, non c’è più confronto, non c’è più la possibilità che uno dica si e un altro no. La diagnosi la fa esclusivamente il sistema sanitario/farmaceutico che brevetta, approva e produce i test.

E’ evidente che il concetto di malato asintomatico sieropositivo è contraddittorio e che tutto l’insieme è estremamente pericoloso: il test decide, al di là di ogni evidenza, se una persona è sana o malata.

Il Malato di AIDS Due posizioni a confronto Ricerche avanzate sull’HIV
La voce di un Nobel L’AIDS e la legge Sudafrica
L’Africa La CIA Terapie antiretrovirali
AZT and friends lI piccolo testimonial africano Il virus che non è un virus
Associazioni e siti Libri Pagine WEB
Il Problema Demografico L’AIDS in California Email

Il Malato di AIDS

Un soggetto viene classificato malato conclamato di AIDS quando si verificano due condizioni:

presenta i sintomi di almeno una delle 29 patologie considerate possibili conseguenze, come Polmonite, Tubercolosi, Linfoma, Diarrea, Herpes Simplex, Sarcoma di Kaposi, Candidiasi, etc..

è positivo al test HIV (Human Immunodeficiency Virus).

Se il soggetto è positivo al test ma sta bene viene considerato malato asintomatico (una balla galattica).

L’eventuale successiva comparsa dei sintomi di cui sopra cambierà la sua classificazione in malato conclamato.

Se il soggetto presenta i sintomi di una delle patologie in elenco ma non è positivo al test non è malato di AIDS. L’eventuale successiva risposta positiva al test cambierà la sua classificazione in malato conclamato.

Pertanto un malato di polmonite o tubercolosi negativo al test è solo malato di polmonite o tubercolosi. Mentre un malato di polmonite o tubercolosi positivo al test è malato di AIDS. E’ subito evidente che il test HIV ha un ruolo centrale nella diagnosi di AIDS (peccato che i test siano fasulli).

Due posizioni a confronto

1. La posizione ufficiale:

il virus HIV è la causa dell’AIDS, che è quindi una patologia infettiva.

un test individua la presenza degli anticorpi e quindi del virus.

il virus può avere un periodo di latenza fino a decine di anni.

i sieropositivi (positivi-al-test) si ammaleranno e moriranno

i farmaci antiretrovirali (AZT in testa) combattono la diffusione del virus e allungano la vita.

alcuni sieropositivi non hanno sintomi perché il virus è latente

anche i sieropositivi asintomatici devono prendere i farmaci quanto prima.

2. La posizione dei dissidenti:

il virus HIV non è stato mai isolato, probabilmente neanche esiste, l’AIDS non è causato da un virus e non è quindi una patologia infettiva.

l’AIDS è causato da un complesso di fattori (droghe pesanti, super-esposizione ad agenti patogeni, farmaci) fortemente presenti in certi stili di vita, che alla lunga distruggono il sistema immunitario.

i test HIV non sono specifici e non è chiaro che cosa individuino.

la risposta positiva al test non è indice di niente e non giustifica alcuna terapia.

i farmaci antiretrovirali sono inutili in quanto non c’è nessun virus da combattere, e soprattutto LETALI perché possono portare alla MORTE in pochi mesi distruggendo in particolare il sistema immunitario.

i malati di AIDS devono sospendere l’esposizione ai fattori patogeni (DROGHE, ALIMENTI INADATTI ALLA NOSTRA SPECIE E INDUSTRIALI), curarsi per le patologie specifiche di cui soffrono, seguire nel contempo terapie di sostegno per consentire al loro sistema immunitario il recupero (alimentazione adatta alla nostra specie o il digiuno in alcuni casi)).

i farmaci antiretrovirali hanno trasformato in malati di AIDS individui altrimenti sani che hanno avuto la sfortuna di risultare positivi-al-test.

In altre parole i dissidenti accusano l’establishment sanitario di adottare terapie che:

non curano i malati “veri” di AIDS ma anzi ne affrettano o ne CAUSANO la MORTE.

portano alla malattia e/o alla morte per AIDS malati “inventati”, soggetti sani risultati positivi-al-test.

Il paradigma dell’ortodossia è: HIV = AIDS = MORTE

Il paradigma della dissidenza è: TEST Positivo = CURA = MALATTIA e/o MORTE

Ora questo fenomeno ha interessato ad oggi circa duemilioniottocentomila persone in tutto il mondo (fonte: WER – Weekly Epidemiological Record – OMS – bollettino n. 49 del 7 Dicembre 2001 – Totale malati registrati in tutto il mondo dall’inizio ad oggi: 2.784.317); se è vero quanto sopra allora stiamo forse parlando di uno dei più atroci crimine contro l’umanità dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Ma non contro l’umanità in genere: quasi esclusivamente contro omosessuali, tossicodipendenti e neri.

Un virus altamente selettivo, come nessun altro prima, tanto da potervi vedere uno strumento di pulizia etnica al servizio dell’uomo bianco e puritano.

Ricerche avanzate sull’HIV.

In Australia un gruppo di ricercatori del Royal Perth Hospital, definito “The Perth Group“, ha concentrato le proprie ricerche sull’isolamento dell’HIV e sulla validità dei test ELISA (test di primo livello, il più utilizzato), Western Blot(secondo livello, considerato più attendibile) e Viral Load (l’ultimo apparso); hanno concluso le loro ricerche affermando che nessuno dei lavori pubblicati dimostra che l’HIV sia stato isolato e che i tre test non provano affatto la presenza del virus HIV nei campioni di sangue sottoposti a test.

La voce di un Nobel.

Il Dottor Kary Mullis ha ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver inventato un procedimento, la PCR (Polymerase Chain Reaction), che permette di identificare un segmento di codice genetico (una specifica sequenza di nucleotidi) eventualmente presente in un campione ed amplificarne la concentrazione per facilitare all’osservatore la sua individuazione.

Per poter completare una sua relazione ha cercato inutilmente documenti scientifici che contenessero la prova che il virus HIV sia la causa dell’AIDS. Da allora non si stanca di ripetere, senza essere mai stato smentito, che non esiste un solo documento scientifico che contenga tale prova. La scienza ha le sue regole, e nessuno può sostenere di aver scoperto qualcosa se non rende disponibile una documentazione completa ed esauriente che consenta ad altri di confermare o confutare la sua scoperta. È paradossale e preoccupante che un migliaio di scienziati sparsi per il mondo stiano lottando per dimostrare che l’ipotesi HIV=AIDS sia falsa, quando nessuno ha ancora dimostrato che è vera. D’altronde se qualcuno avesse isolato il virus HIV ed avesse provato il rapporto causale tra l’HIV e l’AIDS avrebbe con ogni probabilità ricevuto per tale scoperta il Nobel per la medicina. Non ci risulta che tale Nobel sia stato ad oggi assegnato.

L’AIDS e la legge.

La corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per Genocidio(Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni e foto false relative all’isolamento del virus HIV; il Parlamento Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus HIV non è mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali. La tesi dell’accusa, e cioè che ne Montagnier (1983) ne Gallo (1984) avevano isolato alcun virus in connessione con l’AIDS e che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto, è stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi del German Bundestag stesso col numero DS 12/8591. Dopo la sentenza i ricorrenti hanno indirizzato una lettera nella quale descrivono le motivazioni e le conclusioni del procedimento legale a:

ONU, Office of the High Commissioner for Human Rights, Mary Robinson

Tutti i capi di Stato e tutti i capi di Governo

Tutte le Organizzazioni Governative

Sudafrica.

L’attuale Presidente Sudafricano Thabo Mbeki, subentrato a Nelson Mandela il 16 Giugno 1999, sta combattendo da ormai due anni una battaglia, contro il potere politico/economico dell’ortodossia sanitaria occidentale, sul tema dell’AIDS: ha voluto una commissione presidenziale mista ortodossi e dissidenti appositamente istituita col compito di affrontare gli aspetti più controversi dell’AIDS, come la non specificità del test o la tossicità dei farmaci antiretrovirali. Il 3 Aprile 2000 il Presidente Mbeki ha indirizzato una lettera a tutti i Leaders del Mondo per spiegare la posizione del Governo Sudafricano sull’epidemia sub-sahariana di AIDS. In sostanza ha ringraziato per la disponibilità del mondo occidentale, ha sottolineato come l’AIDS in Africa sia un fenomeno specifico e profondamente diverso da quello occidentale, ha affermato che sarebbe assurdo e illogico imporre l’esperienza occidentale alla realtà africana, e che quindi il problema deve essere affrontato e risolto dall’Africa in modo autonomo. Nel frattempo i farmaci antiretrovirali non sono compresi nelle terapie per l’AIDS utilizzate dal sistema sanitario sudafricano, ne da quelli di diversi altri paesi a sud del Sahara che appoggiano l’iniziativa del Presidente Mbeki, nonostante la recente e reclamizzata vittoria giudiziaria contro Big Pharma. Questa scelta ha scatenato una campagnia diffamatoria internazionale contro il Presidente Mbeki, veicolata ai massimi livelli in Gran Bretagna con accuse infamanti tramite:

The Observer: “Mbeki lascia morire nel dolore i bambini malati di AIDS”

The Times: “Mbeki soffre di un complesso di persecuzione”

The Telegraph: “L’Africa dovrebbe essere ricolonizzata”

The Sunday Times: “Mbeki nemico della gente”

International Herald Tribune: ” Il Sudafrica rifiuta un prestito di un miliardo di US$ per comprare farmaci antiretrovirali”

La GlaxoSmithKline (già Barrough Wellcome e poi Glaxo Wellcome), produttrice dell’AZT, il più tristemente famoso dei farmaci antiretrovirali, e di tanti altri farmaci dello stesso tipo, leader mondiale nel commercio di farmaci HIV/AIDS è una multinazionale inglese. In questo scenario, che fa del Presidente Mbeki il leader di un nuovo tentativo di indipendenza e rinascita dell’Africa, l’ex Presidente Nelson Mandela si è apertamente schierato con le tesi dei poteri forti occidentali, sostenendo la teoria virale dell’AIDS e la necessità di utilizzare i farmaci antiretrovirali.

L’Africa.

Il Dott. David Rasnick, membro della Commissione Presidenziale Sudafricana, ha descritto l’epidemia africana di AIDS con le seguenti parole: “Se si smettesse di usare il test HIV l’epidemia africana di AIDS scomparirebbe”. Il WHO (World Health Organization) produce un bollettino settimanale chiamato WER (Weekly Epidemiological Record) nel quale vengono riportati i totali cumulativi di tutti i casi di HIV/AIDS registratati in ciascun paese del mondo, totalizzati per paese e continente:

Bollettino n. 47 del 26 Novembre 1999 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Nov. 1999: 794.444

Bollettino n. 47 del 24 Novembre 2000 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Nov. 2000: 876.009

Bollettino n. 49 del 07 Dicembre 2001 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Dic. 2001: 1.093.522

Come si vede i casi registrati in Africa negli ultimi due anni sono 299.078. Davvero poca cosa se si pensa che in Africa vivono 760 milioni di persone e ne muoiono più di 10 milioni all’anno, di cui un milione per malaria.

Purtroppo il WHO preferisce dare evidenza alle stime invece che ai dati ricevuti dai paesi interessati, ed ecco allora comparire 30/40 milioni di malati ed avviare una crociata contro questo flagello biblico.

L’epidemia vera è quella di menzogne.

In Africa esistono da sempre patologie tipiche della povertà e molto diffuse: aggiungiamo il test che risulta tendenzialmente positivo in presenza di una qualche patologia (vedere la lista dei fattori che possono causare una risposta positiva al test HIV) e il gioco è fatto. Chi prima moriva di tubercolosi o diarrea oggi muore di AIDS. Nessun problema, l’uomo bianco dispone della medicina giusta. Ma è troppo costosa, i paesi africani non possono permettersela. Nessun problema, l’uomo bianco ha anche la banca mondiale e può concedereprestiti molto vantaggiosi per acquistare le miracolose medicine occidentali.

La CIA.

Il 1 Maggio 2000 la Casa-Bianca ha dichiarato l’AIDS una minaccia per la sicurezza nazionale, e ha dato con ciò mandato alla CIA per gestire ufficialmente la faccenda. Viene spontaneo pensare che la minaccia sia rappresentata dalla diffusione dell’epidemia negli USA, ma non è cosi: i dati del CDC (Center for Disease Control) mostrano che i casi di AIDS negli ultimi anni sono calati notevolmente, e sono circa il 30% rispetto al picco degli anni 92/93. Il problema non è quindi la crescita del fenomeno, ma, per quanto paradossale e grottesco possa apparire, l’esatto contrario, la sua eventuale scomparsa. Sono ormai così imponenti gli interessi economici politici e burocratici legati al virus HIV che la sua morte prematura potrebbe sconvolgere parecchi equilibri:

100.000 ricercatori e medici, in buona parte americani, hanno carriere e stipendi legati al virus.

93 miliardi di US$ (oltre 200.000 miliardi di lire) sono stati stanziati fino ad oggi nei soli Stati Uniti per le ricerche sull’AIDS.

più di 1000 associazioni raccolgono in totale migliaia di miliardi di lire all’anno per aiutare i malati di AIDS.

alcune decine di migliaia di miliardi di lire all’anno impinguano i bilanci delle multinazionali del farmaco con la vendita dei farmaci “salvavita” antiretrovirali e dei test HIV (ELISA, Western Blot, Viral Load)

organismi come USAID (U.S. Agency International Development) UNAIDS (United Nations AIDS program), WHO (World Health Organization), ricevono stanziamenti annuali di migliaia di miliardi di lire per combattere l’AIDS. L’ONU ha appena chiesto uno stanziamento di 20.000 miliardi di lire per affrontare l’emergenza.

C’è da credere che tale virus sarà tenuto in vita artificialmente per parecchio tempo.

C’è anche da credere che la successione temporale tra la lettera del Presidente Mbeki e l’annuncio della Casa Bianca non sia pienamente casuale. D’altronde lo stesso Mbeki ha apertamente accusato la CIA e le multinazionali del farmaco di aver orchestrato la campagna di discredito nei suoi confronti. Tutto ciò non deve stupire. Il dissenso ha ripetuto le proprie critiche per 16 anni senza che l’establishment scientifico e gli interessi che esso rappresenta, e da cui è sostenuto, si sentissero minimamente minacciati, visto il loro enorme potere e la conseguente capacità di emarginare e imbavagliare i settori della scienza non graditi.

Ma ora il Presidente Mbeki con la sua Commissione mista sull’AIDS ha dato voce alla dissidenza, e la recente relazione (Presidential AIDS Advisory PanelReport), pubblicata nel mese di Marzo 2001, prevede 10 progetti di ricerca che potrebbero seppellire la teoria ufficiale sull’ipotesi virale dell’AIDS.

Forse si capisce come mai, in questi ultimi mesi, il tam-tam mediatico sui 30 milioni di malati africani ha suonato senza tregua al massimo del volume.

Terapie antiretrovirali.

Il DHHS (U.S.A. Department of Health and Human Services) ha dal 5 Febbraio 2001 modificato le direttive sanitarie relative all’utilizzo dei farmaci antiretrovirali (Guidelines for the Use of Antiretroviral Agents in HIV-Infected Adults and Adolescents), affermando che forse non è il caso di utilizzarli su pazienti asintomatici non essendo chiaro se i “vantaggi” bilanciano gli effetti tossici.

Ha con ciò abbandonato una filosofia terapeutica in auge dal 1987, anno in cui la FDA (Food and Drug Administration) ha approvato l’utilizzo dell’AZT, filosofia riassunta nelle parole “hit hard and hit early” (colpisci duro e colpisci presto) sulla base della quale persone POSITIVE-al-test assolutamente SANE, sono state messe IN CURA con terapie a base di FARMACI “allunga-vita”: spesso la MORTE è sopravvenuta NEL GIRO di POCHI MESI.

I nuovi indirizzi prevedono che la terapia venga prescritta al presentarsi di qualche segno della malattia e non per la sola condizione di sieropositività.

Con ciò si ammette che il sieropositivo non è più un malato e non corre alcun rischio.

Si deve considerare che il primo test HIV è stato introdotto nel 1984 ed in quell’anno sono comparsi i primi sieropositivi destinati ad ammalarsi, si diceva allora, entro 1-2 anni.

Col passare degli anni, e dell’invecchiamento in salute di sieropositivi che hanno scelto di NON assumere FARMACI ANTI-RETROVIRALI e la cui vita si è “allungata spontaneamente”, il periodo di latenza si è dovuto estendere inesorabilmente ed è adesso stimato in decine di anni. Col periodo di latenza lungo ormai quanto una vita le direttive sanitarie che prevedevano la terapia da subito erano diventate ingiustificabili.

E non è quindi più sostenibile che i pazienti di una volta “sarebbero” morti senza terapia.

Prima o poi qualcuno dovrà rispondere ad alcune domande:

spiegare come mai i positivi al test asintomatici fino a ieri sono stati terrorizzati,

e come mai QUELLI CHE sotto terrore HANNO ACCETTATO LA CURA SONO per lo più MORTI,

mentre QUELLI CHE hanno resistito e NON SONO STATI CURATI eNON SI SONO AMMALATI di AIDS.

Esemplare è la storia di Christine Maggiore positiva-al-test asintomatica dal 1992 quando i risultati di un test le cambiarono, giovanissima, la vita. Superato il trauma della sentenza “da 5 a 7 anni di vita, trattamento con AZT da subito”, ha iniziato la sua personale via crucis tra un medico e l’altro, finché dopo circa un anno l’INCONTRO con la DISSIDENZA l’ha FUORI dall’INCUBO.

Da quel momento, SFUGGITA AL SISTEMA SANITARIO, ha dedicato la sua vita alla causa: con altri positivi-al-test come lei ha fondato un’associazione “Alive and Well” (vivi e vegeti) che ha lo scopo di fornire informazioni a quelli che devono, come lei ha fatto, fare una scelta. Ha realizzato un sito, ha scritto un libro, ha incontrato un uomo che ama, hanno avuto un bambino che ora ha 5 anni.

È sempre positiva-al-test (chiaramente falso).

La sua vita valeva per Big Pharma alcune decine di migliaia di dollari.

AZT and friends (Medicines from Hell).

L’AZT (Azidotimidina, Zidovudina, Retrovir) fu messo a punto nel 1964 da un ricercatore della Cancer Foundation di Detroit, Jerome Horwitz . E’ una forma alterata della Timina, uno dei quattro nucleotidi che costituiscono i filamenti del nostro DNA. A differenza della Timina ha un solo legame per cui sostituendosi al nucleotide originale impedisce l’aggiunta di ulteriori nucleotidi al filamento in formazione interrompendo il processo di duplicazione del DNA. Quindi l’AZT, impedendo alla cellula di copiare il proprio DNA ne blocca il processo di duplicazione, e impedisce così la formazione di nuove cellule. L’AZT non fa differenza tra cellule sane, cancerose o virus. Per cui se da una parte può arrestare la duplicazione di quelle malate o dei virus, dall’altra blocca tutti i processi vitali DEVASTANDO L’ORGANISMO. La sostanza si rivelòtalmente tossica (letale) che Horwitz neanchè ne chiese il brevetto, e archiviò la documentazione.

L’AZT usci dalla polvere nel 1986 e fu approvato dalla FDA nel 1987, dopo unaSPERIMENTAZIONE TRUFFA (Vedi Poison by Prescription: The AZT Story – John Lauritsen).

Tra le CONSEGUENZE della SOMMINISTRAZIONE di AZT ci sono:

distruzione del sistema immunitario,

distruzione del midollo osseo,

distruzione dei tessuti e della flora batterica intestinale,

atrofia dei muscoli,

danni al fegato al pancreas alla pelle al sistema nervoso,

linfoma.

Della categoria degli pseudo nucleotidi fanno parte oltre all’AZT i successivi 3TC (Epivir), D4T (Zerit), ddC (Hivid), ddI (Videx) e ABC (Ziagen): il loro funzionamento è analogo, così come le conseguenze.

A partire dal 1996 all’utilizzo di un singolo farmaco si è sostituito un“cocktail” di farmaci (HAART – Highly Active ANTIRETROVIRAL THERAPY) unendo agli pseudo nucleotidi gli inibitori della proteasi, un enzima necessario alla separazione di segmenti proteici. In tal modo, ancora una volta si impediscono delle attività biologiche necessarie sia alla formazione di nuove copie dei virus che al corretto funzionamento delle nostre cellule, con EFFETTI TOSSICI DEVASTANTI.

Fanno parte di questa categoria: Invirase, Fortovase, Agenerase, Kaletra.

Se l’HIV-AIDS fosse una sentenza inappellabile di morte da virus, come la teoria ufficiale sostiene, l’utilizzo delle sostanze antiretrovirali, le cui caratteristiche tossiche sono evidenti e riconosciute, potrebbe apparire come un male necessario. Ma se come, sostengono i dissidenti, non è un virus la causa dell’AIDS, allora LA SOMMINISTRAZIONE di SOSTANZE ANTI-RETROVIRALI è un ATTO CRIMINALE, GENOCIDIO, perpetrato secondo le seguenti modalità:

Positivi-al-test asintomatici morti: sono stati uccisi dal sistema sanitario con devastazioni e sofferenze indicibili.

Positivi-al-test asintomatici vivi: sono sottoposti dal sistema sanitario a danni e sofferenze ingiustificabili e rischiano di morire.

Positivi-al-test conclamati morti: alcuni sarebbero morti comunque ma senza una dose aggiuntiva di devastazioni e sofferenze; altri con le cure opportune avrebbero potuto guarire e sono quindi anch’essi vittime del sistema sanitario.

Positivi-al-test conclamati vivi: non sono curati opportunamente, sono sottoposti dal sistema sanitario a danni e sofferenze ingiustificabili e rischiano di morire.

Secondo Lauritsen, che ha condotto le analisi più approfondite sull’argomento, circa la metà delle persone trattate con le sostanze antiretrovirali appartengono al gruppo dei positivi-al-test perfettamente sani prima della “cura”.

Al momento ci sono alcune centinaia di migliaia di persone al mondo a cui vengono somministrate sostanze antiretrovirali.

Fortunatamente i DOSAGGI delle SOSTANZE ANTIRETROVIRALI sono stati ALLEGGERITI NEL CORSO DEGLI ANNI, e la SOMMINISTRAZIONE CHE ERA CONTINUATIVA NEI PRIMI ANNI è OGGI a CICLI: questo ha RIDOTTO FORTEMENTE LA MORTALITA’ dei soggetti trattati allontanandola da una percentuale che è stata prossima al 100% per parecchi anni.

lI piccolo testimonial africano.

I telegiornali RAI del 1 Giugno 2001 hanno mandato un servizio per ricordare la morte di Nkosi Johnson, il bambino nero di 12 anni, dal corpo ischeletrito e straziato, che durante la conferenza sull’AIDS tenuta a Durban nel 2000 ha commosso la platea ed il mondo con le sue poche parole appena percettibili.

Il cuore non può rimanere insensibile a quell’immagine.

Lo sapevano bene gli organizzatori quando con lucido cinismo hanno deciso di utilizzarlo come testimonial e prova toccante della tragedia che vogliono imporre all’Africa e al mondo.

È nato sieropositivo, ha detto il giornalista RAI, ma è stato fortunato perché all’età di 2 anni è stato adottato da una famiglia bianca ed ha potuto essere curato.

Si, ha potuto prendere l’AZT prima ed il cocktail poi, ed il suo piccolo corpo martoriato ne mostrava con terribile evidenza gli EFFETTI DEVASTANTI.

Questo il giornalista RAI non l’ha detto, ne i telespettatori hanno potuto supporlo, e dieci milioni di persone sono rimaste convinte che quello strazio sia la conseguenza del terribile virus dell’AIDS. La storia è comparsa anche su “la Repubblica” del 2 Giugno. Nkosi ha preso 15 pillole al giorno per 9 anni, c’era scritto, (e cioè 49.275 pillole, più o meno il suo peso corporeo, circa 100.000 dollari) ma neanche una parola sulla possibilità che tutto quel VELENO sia responsabile di quell’immagine di MORTE, scolpita sul suo corpo come un virus non avrebbe mai potuto fare.

Tali sospetti, ancorchè concepiti, non potrebbero d’altronde essere espressi da parte di giornali che tramite l’inserto salute raccolgono miliardi con la pubblicità delle case farmaceutiche.

Il virus che non è un virus.

Il virus HIV a voler esser precisi non è un virus ma un retrovirus.

La differenza è che i virus contengono DNA mentre i retrovirus contengono RNA: questo è un codice di servizio utilizzato dai processi cellulari per trasferire informazioni dal nucleo, dove risiede il DNA, ai ribosomi, dove si assemblano proteine.

I retrovirus sono andati di moda negli anni 70/80 e ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente innocui. Tutti meno quello HIV che oltre ad essere assolutamente terribile è anche l’unico mai isolato.

Successive ricerche hanno confutato l’esistenza stessa dei retrovirus: le strutture biochimiche ed i processi enzimatici che avevano giustificato tale “scoperta” sono risultati appartenere alla cellula e non al presunto ospite.

Ma dimentichiamo per un po’ la nostra precisazione.

Si sa che i virus vengono combattuti dal sistema immunitario. Si sa che sono gli anticorpi ad identificare ed eliminare il virus, e si sa che solo gli anticorpi che hanno già ottenuto dei successi sul virus cominciano a duplicarsi incessantemente per costituire truppe specializzate sufficientemente numerose per affrontare ed eliminare il nemico. Si sa quindi che la presenza di anticorpi attesta la vittoria del sistema immunitario ed il superamento della malattia. Questo è vero sempre, meno che per l’HIV.

Si sa che all’infezione segue l’incubazione, durante la quale il virus si moltiplica rapidamente, fin quando la sua concentrazione porta al manifestarsi della malattia e all’attivazione del sistema immunitario: la prima battaglia è quella più difficile perché il nemico si presenta in forze avendo potuto, ancora sconosciuto, moltiplicarsi indisturbato. Dopo la prima sconfitta il virus può rimanere latente, guardato a vista, ed eventuali successivi scontri si risolvono rapidamente a favore del sistema immunitario: se c’è una battaglia che il virus può vincere questa è la prima, come l’esperienza insegna. Questo è vero sempre, meno che per l’HIV: in questo caso il virus viene sconfitto immediatamente dal sistema immunitario senza neanche mostrare segni della propria presenza, diventa latente per un tempo che può essere biblico, e si risveglia poi con conseguenze nefaste senza che il sistema immunitario possa opporre la benchè minima resistenza. Per spiegare questa sua particolare attitudine è stato definito un “lentivirus”.

Lo si è anche definito “elusivo” e “mutante” per spiegare la sua capacità di non farsi individuare dagli scienziati o eliminare dagli pseudo nucleotidi (AZT). Poi vista questa sua supposta capacità si è potuto suggerire di utilizzare l’azione combinata di più farmaci (il cocktail HAART) con vantaggi evidenti per le case farmaceutiche che invece di farsi concorrenza possono spartirsi una torta ancora più grande.

Si sa che l’evoluzione ha impiegato un miliardo di anni per far assumere agli organismi unicellulari la nostra meravigliosa complessità. E va da se che per un miliardo di anni il sistema immunitario si è sviluppato vincendo tutte assolutamente tutte le sue battaglie contro i virus, altrimenti non saremmo qui a parlarne. E non ha usato l’AZT. Poi è arrivato l’HIV e quello che è stato vero per un miliardo di anni improvvisamente non lo è più.

Il vaccino è una forma indebolita del virus di cui mantiene le sembianze ma non l’intraprendenza: è insomma una specie di identikit che si fornisce al sistema immunitario per consentirgli di selezionare e allertare i suoi anticorpi migliori, quelli capaci di combattere con successo quel virus. Se mai il virus si presenta il sistema immunitario è già pronto e può agire rapidamente evitando l’insorgere della malattia. Il male viene combattuto comunque dagli anticorpi, non dal vaccino che serve solo per predisporre gli anticorpi giusti. Secondo la tesi ufficiale, tutti i soggetti infettati dall’HIV sviluppano spontaneamente gli anticorpi entro 2-4 settimane dall’infezione, tant’è che il test rileva proprio la presenza di tali anticorpi. A cosa potrà mai servire un vaccino per l’HIV è uno dei più grandi misteri della storia dell’umanità. Se poi consideriamo che questo virus è mutante il mistero si infittisce: quale identikit verrà fornito al sistema immunitario? Se poi ci ricordiamo che il virus HIV non è mai stato isolato allora possiamo solo pensare al miracolo: l’identikit di una entità che nessuno ha mai visto.

Tutte queste assurdità sono i sintomi evidenti di una grave malattia conclamata che ha colpito il sistema sanitario internazionale e l’ambiente scientifico collegato, un’infezione maligna che ha attaccato il rigore scientifico, l’onestà intellettuale, la correttezza professionale, e che ha lasciato spazio solo al potere e al guadagno, rivolgendo il sistema sanitario contro la sua stessa ragione di essere: curare i malati.

Ma se il male si è potuto diffondere a tal punto è perché le nostre democrazie non hanno gli anticorpi giusti, il potere del sistema farmaceutico-sanitario non è controbilanciato da poteri altrettanto forti schierati dalla parte dei cittadini: i ministeri della sanità dei paesi occidentali nei 17 anni trascorsi hanno dato prova di essere pienamente asserviti agli interessi del sistema farmaceutico-sanitario internazionale, testimoniando così il livello di COLLUSIONE ormai stabilitosi.

Che fare?

Cominciamo col diffondere informazione. E aiutiamo il Presidente Mbeki a difendere l’intelletto, la cultura, la sessualità, la sanità ed il buon senso da interessi criminali collocati un po’ ovunque ma principalmente oltreoceano.

Il problema demografico.

La società americana è multietnica, ma l’etnia doc è una sola, quella bianca e puritana che nel 19° secolo colonizzò con le armi il sud del paese muovendo i primi passi di una crociata-jihad-guerra santa, destinata ad affermare nel mondo la supremazia dello “spirito americano”, dei suoi interessi regole e valori. Ma l’americano doc si riproduce poco, nelle grandi città è già minoranza, presto lo sarà nel paese, e già oggi è solo il 2,5% della popolazione mondiale. Popolazione mondiale che cresce invece rapidamente.

Cosa accadrà tra 50-100-200 anni?

Quanti abitanti avrà la terra per ciascun americano doc?

Quanto inquineranno?

Quanto forte sarà la pressione alle frontiere?

E altre domande che menti esperte avranno sicuramente formulato, perché è lecito supporre che scienziati di ogni genere siano pagati oltreoceano per studiare il problema, individuarne le variabili, definire modelli matematici, sviluppare sistemi di simulazione, prevedere tutti gli scenari possibili, individuare il peggiore, definire gli interventi possibili per evitarlo, scegliere il più adatto, agire. Cosa potranno mai decidere di fare contro il pericolo demografico se non contenere l’aumento demografico. Come?

Beh, ci sono solo due modi.

Diminuire le nascite e aumentare le morti.

E l’AIDS cosa c’entra?

Beh, col terrore del contagio sessuale si potrebbe infilare un preservativo a tutti gli africani prima e a tutti gli asiatici poi.

Con AZT & friends si potrebbero curare opportunamente tutti i positivi-al-test. I

l test potrebbe essere tarato per ciascun paese in modo div……..

Ovviamente stavamo scherzando, questa è fantascienza, il dottor Stranamore è solo il personaggio di un film, abbiamo lasciato libera la fantasia e vedete da voi le conseguenze, quanti brutti pensieri.

Dimentichiamo.

Ma consentitemi prima un’ultima domanda.

É pensabile che tutta questa follia sia tenuta in piedi solo per vendere un po’ di farmaci agli africani?

Ha senso inventare un’epidemia per vendere farmaci in un continente pieno di epidemie?

Se lo scopo era vendere farmaci, non si potevano affrontare le epidemie storiche di tubercolosi, polmonite, malaria, diarrea, per cui muoiono 3,5 milioni di africani ogni anno, con lo stesso spirito di crociata mostrato quotidianamente per l’AIDS?

Perché i farmaci tradizionali no e gli antiretrovirali si?

Avete una risposta?

(Libero adattatamento delle tesi sostenute in World Without AIDS (Credence Publications) da Steven Ransom & Plillip Day. Visitare anche la pagina Watch out Africa.)

L’AIDS in California.

In questo Stato, che ha una popolazione di circa 31 milioni di abitanti, l’AIDS ha avuto sia una diffusione superiore a quella media dei paesi occidentali, sia una una contrazione più rapida di quella in atto negli stessi.

I dati della tabella riportata sotto possono avere 2 interpretazionidiametralmente opposte a seconda della premessa:

A. Il virus HIV esiste, causa l’AIDS, ed il test è specifico ed affidabile.

I dati dicono che:

le terapie sono diventate più efficaci con il passare degli anni e hanno ridotto sempre più i casi di morte dovuti alla presenza del virus.

la prevenzione e l’efficacia delle terapie hanno ridotto fortemente i casi di nuove infezioni.

B. Il virus HIV non esiste, non è la causa dell’AIDS, il test è fasullo.

I dati dicono che:

le TERAPIE sono DIVENUTE con gli ANNI MENO LETALI e si è RIDOTTO il NUMERO di MORTI dovute alla loro somministrazione.

la forte presenza di controinformazione sul territorio ha allontanato le persone dal meccanismo di alimentazione del fenomeno: i test HIV.

Stato della California.Fonte: www.aids-statistics.com (*)
Anno Casi AIDS Morti AIDS

>1982

306

291

1983

708

682

1984

1,409

1,358

1985

2,586

2,495

1986

4,073

3,918

1987

5,678

5,389

1988

6,746

6,274

1989

8,246

7,389

1990

9,040

7,733

1991

11,200

8,970

1992

12,614

8,823

1993

11,935

6,778

1994

10,337

4,239

1995

9,348

2,359

1996

7,259

1,197

1997

5,502

640

1998

4,152

386

Jan.-Mar. 1999

340

19

(*) Questo sito è stato accessibile fino al mese di Novembre 2001. Poi è stato cancellato. Era l’unico sito che forniva i dati suddivisi per anno. Al momento si trovano solo siti che forniscono dati cumulativi che non consentono di capire l’andamento del fenomeno.

Associazioni e siti:

I dissidenti hanno dato vita a numerose associazioni e sono presenti in tutti i paesi occidentali.

Per saperne di più:

www.virusmyth.net

www.duesberg.com

www.aidsmyth.com

www.aliveandwell.org

www.rethinkingaids.com

www.healtoronto.com

www.informagiovani.it

www.supereva.it

www.disinformazione.it

www.medicinaqualita.it

www.units.it

www.digilander.libero.it/controinfoaids

Libri:

Questo è un elenco parziale dei principali libri scritti dai dissidenti. I primi sono in lingua italiana disponibili in libreria. Per gli altri librerie internazionali owww.amazon.com.

Il Virus Inventato – Peter Duesberg – Baldini Castoldi.

AIDS La grande truffa – De Marchi / Franchi – Edizioni SEAM.

La vera storia dell’Aids – David Rasnick – Edizioni SPIRALI. (Storia romanzata).

AIDS e se fosse tutto sbagliato? – Christine Maggiore – Macro Edizioni,

AIDS: nuova frontiera – Siro Passi e Ferdinando Ippolito – Lombardo Editore in Roma.

Jon Rapport – AIDS Scandal of theCentury Human Energy Press.

AIDS: The Failure of Contemporary Science – Neville Hodgkinson – Fourth Estate Press..

AIDS: The Good News Is HIV Doesn’t Cause It – Peter Duesberg & J. Yiamouyiannis.

Black Lies, White Lies – Tony Brown – William Morrow and Company.

Deadly Deception: the Proof That Sex and HIV do not cause AIDS – Robert Willner, MD.

Infectious AIDS: Have We Been Misled? – Peter Duesberg. North Atlantic Books.

Sex At Risk – Stuart Brody. – Transaction Press.

The AIDS Cult – John Lauritsen. – ASKELEPIOS/Pagan Press.

The AIDS War – John Lauritsen. – ASKELEPIOS/Pagan Press.

Poison by prescription: the AZT Story – John Lauritsen. & Peter Duesberg.

The HIV Mith – Jad Adams. – St. Martin’s Press.

World Without AIDS – Steven Ransom & Plillip Day – Credence Publications.

Positively False – Joan Shenton – IB Taurus Books.

Pagine WEB:

1. Un articolo del Dott. David Rasnick, membro della Commissione Presidenziale Sudafricana sull’AIDS.

2. Un articolo sulle Guide Lines AIDS – Reuters 2 February 2001

3. I test HIV: risultati delle verifiche eseguite da vari scienziati.

Email:

Questo sito è stato realizzato per passione da persone che non hanno nessun particolare motivo per difendere l’una o l’altra teoria, se non un irrinunciabile ingenuo imbarazzante amore per la verità.

Se avete commenti, critiche, apprezzamenti, suggerimenti:[email protected]

AZT

Tratto dal sito http: //digilander.iol.it/anok4u/Doc/aidsmm.htm

www.disinformazione.it

L’AZT, sostanza contenuta nello SPERMA DELLE ARINGHE.

Data la sua elevatissima tossicità è impiegato come base per il VELENO PER TOPI.

Quindi, per anni, la MEDICINA ha sperimentato sugli esseri umani un POTENTISSIMO TOPICIDA, e continua a farlo tuttora.

Non staremo qui a scendere nel “tecnico” su come agisce (per chi volesse saperne di più: “AIDS Gate” http://aliveandwell-eugene.dreamhost.com/aidsgate/ ), comunque l’AZT era stato utilizzato in medicina per distruggere le cellule malate, cancerose, ed impedirne la riproduzione. Fu un fiasco clamoroso. Innanzi tutto si scoprì subito che causava altri cancri, e successivamente che tutti i pazienti trattati con AZT morivano molto prima rispetto a quelli che non avevano ricevuto il trattamento (infatti, ripetiamo, si tratta di VELENO PER TOPI. Anzi, impediva anche di studiare l’evoluzione dei tumori, perché i pazienti morivano precocemente di avvelenamento da AZT. E la ragione è proprio abbastanza semplice: l’AZT non è come i moderni missili “intelligenti” americani, che lanciati contro obiettivi militari, vanno a colpire infallibilmente gli asili e gli ospedali iracheni. Esso non sa quali sono le cellule buone e quelle cattive, le attacca tutte quante e basta. Ovviamente la spiegazione scientifica è ben più complessa e articolata, ma più o meno questo è quello che succede con l’AZT.

Si disse allora che era una questione di dosaggi. Alte dosi uccidevano in breve tempo, ma dosaggi più bassi erano presumibilmente “benefici”. Così vennero fatte altre sperimentazioni su svariate patologie, fra cui soprattutto psoriasi e malattie della pelle. Roba da matti. Inutile dire che fu ben presto accantonato.

Va detto che le CASE FARMACEUTICHE, siccome ricevono parecchi finanziamenti anche in denaro pubblico per le ricerche, spendono ogni anno montagne di soldi nella ricerca e creazione di nuovi farmaci. Ma molti di questi sono puramente speculativi. Il composto chimico magari funziona, produce alterazioni a vari livelli, e viene anche sperimentato su uomini (carcerati, malati di mente …) e animali, ma non ha malattie specifiche da curare, non si sa a cosa possa servire, così viene messo nel cassetto, in attesa che salti fuori la malattia o la scusa buona per tirarlo fuori.

Così è stato per l’AZT.

Vent’anni dopo, con l’avvento di una malattia così “mortifera e terrificante” come l’AIDS, la Wellcome rimise prontamente mano alla sua mirabile invenzione, affermando teorie folli, per cui l’AZT, prima di ammazzare le cellule, ammazzava i virus, ed essendo la recentissima scoperta di Gallo causata da un virus (l’HIV), terapie brevi e mirate sarebbero state efficacissime. La FDA (Food and Drug Administration, l’ente statunitense che verifica l’efficacia dei farmaci) lo approvò ufficialmente solo nel 1987, ma ne consentì l’uso in via sperimentale fin dalla “scoperta” dell’HIV (1984), anche in associazione con altri farmaci, come del resto, aveva già fatto in precedenza autorizzandone l’uso per altre patologie (cancri, ecc.), sin dal 1964.

Ricomincia la storia. GENTE TRATTATA CON AZT sebbene in alcuni casi sembri avere un temporaneo, brevissimo miglioramento, SI AMMALA DEFINITIVAMENTE E MUORE.

Ma invece di sospenderne l’uso, arriva la teoria più demenziale: non bisogna usarlo da solo, ma associato ad altri farmaci che ne limitino i danni e ne integrino l’azione.

Chissà quanti malcapitati si sono ritrovati a dover prendere dosi incredibili di farmaci di ogni genere, fra cui l’AZT, nella speranza di curare una malattia che neanche esiste nei termini in cui viene presentata, morendo di intossicazione da farmaci.

L’AZT è stato usato indiscriminatamente su soggetti già debilitati, donne in gravidanza, neonati.

Moltissimi sono i casi di persone che accortesi del rapido peggioramento con l’AZT, hanno smesso di prendere ogni farmaco, salvandosi dalla morte, e creando quella casistica che la medicina ufficiale non sa spiegare, di soggetti che pur essendo sieropositivi non si ammalano e non muoiono.

Come cresce la voce del dissenso e l’informazione (controinformazione), sempre di più sono le persone che si salvano da una morte imminente annunciata come inevitabile.

A Londra, i superstiti pubblicano la rivista “Continuum”. In Olanda collaborano con la Fondazione per la Ricerca Alternativa sull’AIDS (SAAO), in Svizzera da anni sono attivi gruppi di auto aiuto e controinformazione sull’AIDS che hanno preso piede un po’ in tutta Europa.

LA MAGGIORANZA DELLE PERSONE COLPITE DALLA MALATTIA CHE SONO SOPRAVVISSUTE ALLA MALATTIA lo hanno fatto grazie a grandi dosi di volontà e di senso critico, assumendo costumi di vita coscienti e responsabili, e perché no, anche antagonisti.

Il famoso campione EARVIN “MAGIC” JOHNSON, risultato SIEROPOSITIVO nel 1991, pare abbia assunto AZT per pochi giorni, risultandone debilitato, e che abbiasubito smesso.

La sua salute migliorò subito, tanto che vinse alle Olimpiadi del 1992. In una recente conferenza stampa Magic ha dichiarato di NON essere PIU’ MALATO di AIDS. 

Un altro dei tanti misteri dell’AIDS.

La diagnosi dell’infezione HIV: I TEST di sieropositività HIV

NEXUS

NEW TIMES MAGAZINE – EDIZIONE ITALIANA

Anno VI – Numero 26 – 2000

Lo Yin & Yang dell’HIV

LA DIAGNOSI DELL’ INFEZIONE HIV:

I TEST DI SIEROPOSITIVITA’ HIV

Esistono DUE TEST “HIV” comunemente in uso: l’ELISA e il WESTERN BLOT (WB).

L’ELISA provoca una VARIAZIONE di COLORE quando una MISCELA di PROTEINE dell’ “HIV” REAGISCE con ANTICORPI del SIERO di un PAZIENTE.

Nel TEST WB, le proteine dell’ “HIV” vengono prima separate sulla lunghezza di una striscia di nitrocellulosa.

Questo consente una REAZIONE INDIVIDUALE alle 10 PROTEINE dell’“HIV” perché vengano visualizzate come una SERIE di “BANDE” di COLORE PIU’ SCURO.

Il TEST WB viene USATO per “CONFERMARE” gli ELISA RIPETUTAMENTE POSITIVI, in quanto Gli esperti concordano sul fatto che l’ELISA “IPER-REAGISCE”: vale a dire che esso NON È sufficientemente SPECIFICO.

Comunque, quando studi di questo tipo furono compiuti fra 89.547 campioni di sangue analizzati in forma anonima prelevati da DEGENTI di 26 OSPEDALI AMERICANI, scelti meticolosamente in quanto NON A RISCHIO di AIDS, una PERCENTUALE OSCILLANTE TRA lo 0,7 e il 21,7% dei MASCHI e lo 0,0% e il 7,8% delle FEMMINE, di età compresa fra i 25 e i 40 anni di età,RISULTO’ POSITIVA al TEST WB-HIV.

Quindi la CORRELAZIONE fra ANTICORPI “HIV” e AIDS – che gli esperti accettano come unica prova in vivo che l’HIV causa l’AIDS – non è una statistica legata all’attività naturale ed incontrollata di un virus ma, al contrario, una INVENZIONE GENERATA dall’UMANITÀ. 

Non solo LA CORRELAZIONE NON PROVA MAI LA CAUSA mal’ARTIFICIOSITA’ di questa particolare “CORRELAZIONE” ne COMPROMETTE GRAVEMENTE L’ANALISI SCIENTIFICA.

UNO DEGLI ASPETTI PIU’ BIZZARRI della TEORIA HIV/AIDS è che i laboratori, istituti e nazioni differenti stabiliscono come test di positività SERIE di BANDE WB DIVERSE.

La variazione globale dei criteri interpretativi comporta che in AUSTRALIA, per esempio, un test di sieropositività richiede UNA SERIE particolare di QUATTRO BANDE.

Negli USA sono sufficienti SERIE di DUE O TRE BANDE, che possono comprendere o meno le bande richieste in AUSTRALIA: in AFRICA è richiesta UNA SOLA SERIE DI DUE BANDE designata.

SEMPLIFICANDO, quanto detto significa che LA STESSA PERSONA ESAMINATA lo STESSO GIORNO in 3 CITTÀ DIVERSE PUÓ RISULTARE CONTAGIATA dall’HIV COME ANCHE IL CONTRARIO.

Se la DIAGNOSI del CONTAGIO HIV fosse una PARTITA A POKER, un colore richiederebbe cinque carte dello stesso seme in una nazione, ma solo una o due carte altrove.

UN VIRUS NON PUÓ COMPORTARSI IN QUESTO MODO MA, SECONDO il TEST HIV, che si sostiene che abbia una precisione del 99,999%, LO FA.

Se un VIAGGIATORE AUSTRALIANO dovesse essere ESAMINATO negli USA, dove due o tre bande sono sufficienti a diagnosticare il contagio HIV, I SUOI ANTICORPI sarebbero “FALSI” in AUSTRALIA ma “VERI” quando il suo aereo atterra A LOS ANGELES?