Digiuno

Il Dr. H. M. SHELTON (1895-1985), la voce riconosciuta dell’Igienismo, IL PIU’ GRANDE DIGIUNO-TERAPEUTA DI TUTTI I TEMPI, dal 1920 al 1981, per 61 anni , ha sorvegliato i digiunatori, Dal luglio 1928 all’aprile del 1981, in 53 anni, nella sua Scuola della Salute a San Antonio nel Texas, HA SUPERVISIONATO PIU’ di 30.000 o 40.000 DIGIUNI DI VARIA DURATA. (Nel libro “Il digiuno può salvarvi la vita” c’è scritto: “più di 100.000 digiuni“)

Questo RECORD implica molte più esperienze di qualsiasi altro medico vivente, e molto probabilmente supera anche quella di qualsiasi altro medico della storia. (pag. 51 Il Digiuno Terapeutico).

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Il SISTEMA DI GUARIGIONE DELLA DIETA SENZA MUCO”,

ARNOLD EHRET

  1. 122-123

“Hai mai pensato a cosa significa la mancanza di appetito quando si è malati? E che gli animali non hanno medici né farmacie né ospedali o macchinari per guarirsi?

La natura dimostra ed insegna con quell’esempio che ESISTE UNA SOLA MALATTIA e che essa è CAUSATA DAL MODO IN CUI CI SI ALIMENTA – e, pertanto, QUALSIASI MALATTIA a cui l’ uomo possa dare un nome PUO’ ESSERE GUARITA da UN “RIMEDIO” SOLTANTO – FARE L’ ESATTO OPPOSTO DELLA CAUSA – compensando l’ errore – cioè, RIDUCENDO la QUANTITA’ di CIBO o DIGIUNANDO”.

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 LA CHIAVE DEL SUCCESSO PER DIMAGRIRE

                 Jo Willard, Jean A. Oswald, T. C. Fry, Herbert M. Shelton

p. 186

IL DIGIUNO è il metodo ideale per disintossicare il corpo, purificarlo e permette la guarigione. E’ IL METODO PIU’ RAPIDO per raggiungere laDISINTOSSICAZIONE TOTALE, quella DISINTOSSICAZIONE CELLULARECHE POTRESTE OTTENERE NEL GIRO DI UN ANNO CON UNA DIETA A BASE DI SOSTANZE CRUDE. La perdita di peso si manifesterà in entrambe le circostanze.

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                           “IL DIGIUNO PUO’ SALVARVI LA VITA”

                                           Dr. H. M. Shelton

Copertina

Il digiuno deve essere riconosciuto come un processo fondamentale e radicale ed è il modo di assistenza più remoto perché impiegato sul piano dell’istinto e usato sin da quando la vita apparve sulla terra. Il digiuno è il metodo attraverso il quale la natura si libera dei “tessuti malati”, degli eccessi nutritivi, degli accumuli dei prodotti di scarto e delle tossine. NESSUN’ ALTRA COSA RIESCE AD ELIMINARE TUTTO QUESTO TANTO BENE QUANTO FA IL DIGIUNO.

Esso permette il processo di rinnovamento ed allontana i processi degenerativi dando come risultato uno standard di salute veramente alto. Ci sono poche condizioni patologiche che un digiuno prolungato non possa aiutare; in molte condizioni disperate esso rappresenta l’unica speranza. Qualsiasi condizione reversibile, e anche molte altre ritenute irreversibili, puo’ essere vinta.

Il digiuno è un processo naturale, non difficile o misterioso e non provoca veri problemi o pericoli. Quando viene paragonato all’uso di medicinali potenti e procedure chirurgiche, che sono entrambi trattamenti di vita e sempre pericolosi, IL DIGIUNO E’ VERAMENTE UNA PROCEDURA MODERATA. E` importante che i digiuni prolungati vengano condotti correttamente sotto un’assistenza appropriata. Anche digiuni molto brevi provocano risultati migliori se condotti sotto condizioni ideali, incluso l’interruzione ed il seguito.

Il dott. SHELTON, che ha assistito circa 100.000 DIGIUNI di persone di tutte le età, gruppi e condizioni rappresenta senz’altro UN’ AUTORITA’ IN QUESTO CAMPO ed è certamente l’uomo più adatto a poter scrivere un volume di questo genere.

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                                     TUMORI E CANCRI

                                     Dr. H. M. Shelton

Copertina

Il corpo non è solo capace di guarire se stesso e di costruire i tessuti, ma attraverso il processo di autolisi (auto-digestione) è anche capace di distruggere i tessuti e le sostanze che non servono all’organismo, quali ad esempio i tumori, gli ascessi e tutti gli accumuli morbidi. L’autolisi consiste nella disintegrazione dei tessuti dagli enzimi generati nelle stesse cellule.

Nel corso di un digiuno, i tessuti vengono dispersi nell’ordine inverso al loro uso – prima di tutto si disintegrano i grassi e le crescite morbide. I tessuti vitali vengono nutriti sulle riserve ed i tessuti meno vitali, in modo che l’astinenza dal cibo non produce alcun danno fin tanto che le riserve esistono – e molte migliaia di persone hanno digiunato un mese o più con risultati benefici. Ma, naturalmente, questo dev’essere fatto sotto un’assistenza appropriata.

I tumori sono composti di carne, sangue e ossa e sono soggetti alla disintegrazione attraverso l’autolisi, specialmente durante il digiuno. L’astinenza provoca dei profondi cambiamenti nel metabolismo e non determina alcuna carenza. Esso funziona sempre allo stesso modo. Il tasso di assorbimento durante i digiuni varia nei diversi tipi di tumori. La rimozione dei tumori mediante l’autolisi ha diversi vantaggi rispetto alla rimozione chirurgica. L’autolisi è un processo fisico e non apporta alcun pericolo. La chirurgia abbassa sempre la vitalità ed aggiunge dell’altro ad un metabolismo perverso che costituisce la causa del tumore. Il digiuno, d’altra parte, normalizza la nutrizione e permette l’eliminazione delle tossine accumulate, aiutando pertanto la rimozione della causa del tumore. La tendenza al maligno viene diminuita dal digiuno. Molti casi sono stati risolti mediante questo processo.

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                                   DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA

                                         Dr. H. M. Shelton

p. 67

Come avviene in ogni digestione in natura, anche la digestione intracellulare si compie con l’uso di enzimi. Gli ENZIMI fin qui isolati i identificati nei LISOSOMI sono: ribonucleasi, desossiribonucleasi, fosfatasi, catepsine, glicosidasi, e solfatasi.

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                      “IL DIGIUNO PUO’ SALVARVI LA VITA”

                                    Dr. H. M. Shelton

p. 85

Il più lungo che ho condotto è stato di novanta giorni. Due altri pazienti hanno superato i settanta giorni e molti altri i sessanta.

                       

                     DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA

                                   Dr. H. M. Shelton

p- 58-59

Lo sciopero della fame più lungo e famoso della storia umanafu quello di dodici patrioti irlandesi capeggiati da Terence MacSweeny, sindaco di Cork, che durò dall’11 agosto al 12 novembre 1920, cioè 94 giorni. Questo sciopero ebbe risonanza mondiale. MacSweeny morì dopo 74 giorni e Joseph Murphy dopo 66 giorni di digiuno. Quelli che resistettero per tutti i 94 giorni e sopravvissero erano John e Peter Crowley, Thomas Donovan, Michael Burke, Matt Reilly. Christofer Upton, John Power, Joseph Kennedy e Sean Hennessy.

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                                  DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA

H. M. SHELTON

p. 122

Nei casi di CANCRO è molto probabile che il malato riesca a sopravvivereALCUNI GIORNI DI PIU’ SE VIENE NUTRITO PIUTTOSTO CHE TENUTO A DIGIUNO. Ma io credo che il relativo benessere del corpo e la chiarezza mentale che accompagnano il malato a digiuno che si appresta alla morte, valgano ben più di pochi giorni vissuti ancora in simili condizioni.

 

Il Dr. H. M. Shelton, il più grande digiuno-terapeuta di tutti i tempi

A cura di Stefano Torcellan

Il Dr. H. M. SHELTON (1895-1985), la voce riconosciuta dell’Igienismo, IL PIU’ GRANDE DIGIUNO-TERAPEUTA DI TUTTI I TEMPI, dal 1920 al 1981, per 61 anni , ha sorvegliato i digiunatori, Dal luglio 1928 all’aprile del 1981, in 53 anni, nella sua Scuola della Salute a San Antonio nel Texas, HA SUPERVISIONATO PIU’ di 30.000 o 40.000 DIGIUNI DI VARIA DURATA. (Nel libro “Il digiuno può salvarvi la vita” c’è scritto: “più di 100.000 digiuni“)

Questo RECORD implica molte più esperienze di qualsiasi altro medico vivente, e molto probabilmente supera anche quella di qualsiasi altro medico della storia. (pag. 51 Il Digiuno Terapeutico).

Gente di tutto il mondo, di ogni condizione sociale e in ogni condizione di salute si è recata da lui per digiunare e per imparare a mantenersi in salute.

Il Dr. Shelton, ospitava nella sua Scuola della Salute anche PAZIENTI DI CARITA’, ad essi non chiedeva neanche un nichelino.

Alla SCUOLA della SALUTE del Dr. SHELTON non vi è NESSUNA MISURA FORZATA, né CLISTERI, né LASSATIVI, né MASSAGGI, né BAGNI, CONTA l’ EDUCAZIONE e non il TRATTAMENTO, la SALUTE e NON la MALATTIA.

E’ una Scuola della Salute non un ospedale.

L’ IGIENISMO SI DISTINGUE DA TUTTI GLI ALTRI SISTEMI DI GUARIGIONE perché RIGETTA TUTTI I RIMEDI E TUTTI I VELENI, e utilizza solamente le sostanze e le condizioni benefiche per aiutare i processi curativi del corpo. ESSO METTE L’ ACCENTO, SUL FANTASTICO POTERE DI AUTO-GUARIGIONE DELL’ ORGANISMO UMANO, quasi del tutto ignorato ai nostri giorni.

DUE sono I PRINCIPI O I PROCESSI VITALMENTE IMPORTANTI della Scuola della Salute del Dr. Shelton: “trovare ed eliminare la causa del danneggiamento della salute e fornire al corpo tutti i requisiti fondamentali dell’esistenza organica”.

Nel 1928 Pubblica il il libro immortale “HUMAN LIFE, ITS PHILOSOFY AND LAWS”, con il quale il Dr. SHELTON è diventato LA VOCE RICONOSCIUTA DELL’ IGIENISMO, rifacendosi a Sylvester Graham, Trall, Jennings, Walker, Page e altri pionieri dell’igiene naturale.

Nel 1943, MAHATMA GANDHI, entusiasta dopo aver letto le opere del Dr. SHELTON sul DIGIUNO e sull’ALIMENTAZIONE, INVITO’ il Dr. SHELTON per 6 anni AD INSEGNARE L’ IGIENE NATURALE nelle UNIVERSITÀ’ INDIANE. La seconda guerra mondiale impedisce a Shelton e a Gandhi di incontrarsi. GANDHI VENNE MOLTO INFLUENZATO dal Volume III of The Hygienic System The Science and Fine Art of Fasting, uno dei libri del Dr. Shelton che di frequente consultava prima di intraprendere DIGIUNI PUBBLICI, ne fece 17 nell’arco della sua vita PER PROTESTA contro l’occupazione britannica.

Il Dr. D. J. SCOTT di Strongville, Ohio scrive:

“Nessuno è più qualificato di HERBERT M. SHELTON per scrivere un libro sul DIGIUNO. Ha condotto più digiuni di ogni altro uomo sulla terra, è stato L’ AUTORITA’ PRINCIPALE NEL CAMPO. Shelton è stato colui che più ha fatto in questo secolo per la salute di uomini e donne. Egli non solo ha fatto risorgere la corrente igienista, ma le ha dato sia un fondamento duraturo che una diffusione a livello internazionale.

Il Dr. RALPH CINQUE ha scritto:

Forse un giorno il Dr. Shelton riceverà il riconoscimento che merita, come IL PIU’ GRANDE EDUCATORE DELLA SALUTE DI TUTTI I TEMPI. Comunque, anche coloro che leggono e studiano le sue opere comprenderanno che egli E’ STATO UNA DELLE MENTI PIU’ ACUTE CHE SIANO MAI VISSUTE.

JACK DUNN TROP (fondatore dell’American Natural Hygiene Society) scrive:

Herbert M. Shelton sarà considerato un giorno come uno degli esseri umani più grandi che siano mai vissuti.

Digiuno: quando passa la fame?

“IL DIGIUNO TERAPEUTICO”

PAG. 91-92

Durante il PRIMO GIORNO DI DIGIUNO, una voglia persistente di cibo è di solito presente verso il pomeriggio o la sera.

Nel SECONDO GIORNO giornali desiderio si sente spesso in misura maggiore, dato che si raggiunge IL PUNTO MASSIMO DI FAME.

Nel TERZO GIORNO di solito l fame diminuisce ed in alcuni casi addirittura scompare completamente.

In genere LA SCOMPARSA DELLA FAME è COMPLETA IL QUARTO o IL QUINTO GIORNO. Da questo momento in poi non solo non si sente alcun desiderio di cibo, ma c’ è una marcata ripugnanza verso di esso.

All’apparire del cibo ed al suo odore possono manifestarsi nausea e vomito. Questo stato continua finché non torna la fame, o finché, interrotto il digiuno, non torna l’ appetito.

Il Dr. WEGER riportò che UNO SU OGNI QUARANTA DEI SUOI PAZIENTI NON PERDEVA L’ APPETITO DURANTE IL DIGIUNO. Anche ALTRI MEDICI riportarono TALI ESPERIENZE. Non si conosce alcuna ragione che possa provocare tale REAZIONE ANORMALE e anche se essa non limita in alcun modo la reale efficienza del digiuno, lo rende piuttosto difficile. Fortunatamente TALI CASI RAPPRESENTANO L’ ECCEZIONE PIUTTOSTO CHE LA REGOLA GENERALE.

 

Crisi durante il digiuno

                   “DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA – Dr. H. M. SHELTON

Pag. 186

                              CRISI DURANTE IL DIGIUNO

Molte persone che intraprendono un DIGIUNO lo fanno con l’ idea che I PROCESSI DEPURATIVI che avvengono durante tale periodo siano di NATURA VIOLENTA e pensano che siano anche molto SGRADEVOLI. Ciò accade solo in una minima percentuale di casi; NON è ASSOLUTAMENTE LA REGOLA. Chiunque può digiunare per alcuni giorni, e un individuo assolutamente normale può digiunare per parecchi giorni senza il minimo inconveniente.

IL MALESSERE DURANTE IL DIGIUNO è UN SEGNO DI MALATTIA, NON DI SALUTE.

La maggior parte dei digiunatori possono trascorrere tutto il periodo del digiuno senza che avvenga alcunché di drammatico., e che non abbiano già provato durante il corso della loro vita.

LA MAGGIOR PARTE DEL LAVORO DI ESCREZIONE SI COMPIE SILENZIOSAMENTE E SENZA PRODURRE CRISI FASTIDIOSE.

Nel corpo umano gli organi escretori svolgono il compito di espellere le scorie e tutti i materiali estranei che si trovano all’interno di esso; durante il digiuno questi continuano la loro opera, di solito molto efficacemente.

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                                IL DIGIUNO TERAPEUTICO

Pag. 48

L’AUMENTATA ELIMINAZIONE DI TOSSINE può essere già rilevata nel primissimo giorno di digiuno. L’ ALITO diventa molto spiacevole ed anche la PELLE può esalare un odore altrettanto spiacevole: questo avviene molto probabilmente a causa del maggiore sforzo effettuato su entrambi i polmoni e la pelle.

LE ELIMINAZIONI CATARRALI di solito aumentano durante i primi giorni del digiuno e PERMANGONO FINO AL TERMINE, quando l’ eliminazione è completa e si recupera totalmente la salute. Aumenta anche la quantità di TOSSINE DELL’URINA e questo è probabilmente dovuto alla maggiore eliminazione effettuata attraverso i reni.

IN ALCUNI CASI, una considerevole quantità di sostanze tossiche viene eliminata con il VOMITO (10% dei casi). Naturalmente, tutti questi sintomi non avvengono in tutti i casi, ma C’E’ SEMPRE un QUALCOSA CHE MANIFESTA ESTERNAMENTE questa eliminazione maggiore (dovuta al digiuno).

L’ ELIMINAZIONE PRIMARIA, comunque, manifestata semplicemente da un ASSORBIMENTO INTERNO E DALL’ AUTOLISI, NON è RESA APPARENTE DA REAZIONI ESTERNE, ECCETTO, MOLTO PROBABILMENTE, ATTRAVERSO LA PERDITA DI PESO ed una DEBOLEZZA GENERALE.

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“INTRODUZIONE ALL’ IGIENE NATURALE” – il Dr. H. M. SHELTON

Pag. 24

CRISI DI DISINTOSSICAZIONE

Ci sono opinioni controversie circa la necessità di crisi nel recupero delle malattie croniche. Alcune autorità sostengono che il recupero completo della condizione di cronicità può verificarsi solo attraverso le crisi.

Il dott. TRALL scrive nell’enciclopedia Idropatica, volume II° pag. 62: “è appurato che MOLTI CASI di MALATTIA CRONICA sono CURATI SENZA nessun tipo di CRISI; è anche vero, secondo me, che alcuni casi sono completamente incurabili senza provocare una crisi, e io sono fermamente convinto che in molti casi le CRISI non sono necessarie se non addirittura dannose quando il TRATTAMENTO ECCESSIVO E POCO GIUDIZIOSO”

Il dott. TILDEN faceva parte di coloro i quali dicevano, mentre le crisi sono molto comuni durante il processo di guarigione da condizioni croniche, non sono assolutamente essenziali per ogni causa di guarigione.

SECONDO L’ AUTORE (Shelton) LE CRISI SONO SPESSO FORZATE DA UN TRATTAMENTO DURO.

In quelle istituzioni dove sembra prevalere l’idea che più il corpo è torturato più velocemente guarisce, non è strano per un paziente con poca resistenza essere sottoposto per un lungo periodo o molto spesso a bagni freddi. Oppure i pazienti sono obbligati a stare al sole ardente, fino a quando i loro corpi vengono bruciati dalla testa ai piedi. (altri ingozzati di cibo sano, adatto alla nostra specie, succhi di frutta e di verdure, ecc. – nota di Stefano Torcellan).

Queste cure possono portare facilmente ad una crisi.

INOLTRE io sono convinto che UN DIGIUNO PROLUNGATO PUO’ SOSTITUIRE LA CRISI, sebbene so che spesso, durante questi digiuni, le crisi sono frequenti”.

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Digiuno e Acidosi

“DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA”(primo libro del Dr. H. M. Shelton tradotto in italiano)

Pag. 127

Un’ altra obiezione che spesso viene mossa al digiuno è che questo provoca ACIDOSI, insistendo sul fatto presunto che quando, in assenza di carboidrati, si brucia del grasso, si producono acidi.

E’ inutile cercare di far capire che I SINTOMI CHE SI SUPPONGONO PROVOCATI DA ACIDOSI sono EVANESCENTI E TENDONO A SCOMPARIRE MAN MANO CHE IL DIGIUNO PROSEGUE; perfino la presenza di corpi di ACETONE termina col progredire del digiuno. E’ evidente che IL REGNO ANIMALE NON HA PAURA DELL’ACIDOSI, dato che tutti gli animali digiunano periodicamente e accumulano, tra un digiuno e l’ altro enormi quantità di scorte di grasso. Numerosi scienziati hanno provato ripetutamente che il GLICOGENO viene sintetizzato dagli animali a digiuno; questo fatto rende infondata la paura dell’acidosi.

 

Interruzione del digiuno – Dr.ssa V. V. Vetrano – Dr. H. M. Shelton

                     “IL DIGIUNO PUO’ SALVARVI LA VITA”

                                           H. M. Shelton

Un digiuno può essere interrotto da un qualsiasi tipo di cibo, compresa la frutta e le verdure. Per non eccedere nel consumo, pensiamo sia meglio pesare ogni alimento per i primi giorni. La dott.ssa VIVIAN VIRGINIA VETRANO, mia eccellente assistente per diversi anni, possiede una grossa esperienza nell’interrompere i digiuni utilizzando qualsiasi genere alimentare; secondo lei è meglio usare tale sistema, invece, che consumare solo succhi di frutta o estratti di verdure, come è stato precedentemente consigliato. Se gli ANIMALI ALLO STATO SELVAGGIO non possedendo succhi di frutta o bevande di tale genere, devono interrompere i loro digiuni facendo uso di cibo come lo trovano in natura, perchè l’uomo dovrebbe rappresentare l’eccezione alla regola?

Usando le sue conoscenze in campo fisiologico, la dottoressa VIVIAN VIRGINIA VETRANO prosegue affermando che il VOLUME, negli ANIMALI, è necessario ad iniziare sia la PERISTALSI sia le condizioni miste nello stomaco e nell’intestino. Il VOLUME è necessario anche alla SECREZIONE DEI SUCCHI DIGESTIVI dello stomaco e dell’intestino. La MASSA DI CIBO, toccando lo stomaco e le pareti dell’intestino, rappresenta lo STIMOLO per le CONTRAZIONI MUSCOLARI e per le GIUSTE SECREZIONI DIGESTIVE. A causa di ciò, IL CIBO SOLIDO VIENE DIGERITO PIU’ EFFICACEMENTE DEI LIQUIDI. Viene trattenuto nello stomaco e nell’intestino per tutto il tempo necessario ad una buona digestione ed assimilazione, mentre I LIQUIDI ESSENDO PRIVI DI VOLUME, VENGONO SPINTI VELOCEMENTE NEL TRATTO DIGESTIVO. Non possedendo volume, I LIQUIDI NON PROVOCANO FORTI ONDE PERISTALTICHE e NON FAVORISCONO, ALLO STESSO MODO DEI SOLIDI IL RIFLESSO GASTROCOLICO. E` per questo che QUANDO SI CONCLUDE UN DIGIUNO facendo uso di liquidi si ritarda il primo movimento dell’intestino. Quando vengono impiegati cibi solidi, i movimenti dell’intestino vengono ripresi più in fretta.

La MASTICAZIONE è necessaria sia dal punto di vista psicologico che da quello fisiologico. Un altro vantaggio dell’interrompere il digiuno con i cibi solidi è rappresentato dal fatto che il soggetto non si gonfia di sostanze liquide.

Il VOLUME DEL CIBO previene l’eccesso di alimentazione e lascia il soggetto più soddisfatto.

QUANDO SI USANO ESTRATTI DI FRUTTA O DI VERDURA si verifica una perdita di vitamine e di sostanze nutritive a causa dell’ossidazione. Il processo di spremere la frutta o di passare la verdura, per quanto breve possa essere, richiede del tempo e nel momento in cui la bevanda è pronta per essere bevuta dal digiunatore l’ossidazione è già avvenuta.

 

Una scoperta prodigiosa – Albert Mossèri

Tratto dal libro L’ UOMO LA SCIMMIA E IL PARADISO – Albert Mosseri

Pag. 126

                               UNA SCOPERTA PRODIGIOSA

Quest’anno, 1986, ho realizzato una scoperta, la più prodigiosa nel campo della salute, da quella del digiuno all’alba dei tempi.

Adesso ho la prova che si può accelerare l’eliminazione in modo intenso PER RIGETTARE MEDICINALI, VACCINI e TOSSINE VECCHI di 10, 20, o anche 40 ANNI.

In effetti all’alba dei tempi, il digiuno fu utilizzato istintivamente per rimettersi da affezioni acute come la febbre, l’indigestione, il dolore, ecc. Ma non era che un digiuno breve della durata di qualche giorno.

D’altra parte digiuni molto più lunghi furono praticati, ma con scopo spirituale, il che non ci riguarda. Mosè, Maometto e Gesù digiunarono 40 giorni a scopo spirituale.

In seguito, nel 1822 e fino ad oggi, gli igienisti hanno riscoperto e praticato digiuni brevi, medi e lunghi, per aiutare gli ammalati a ristabilirsi. Questi digiuni sono praticati con acqua e in assoluto riposo, in case specializzate dove i risultati sono eccellenti.

Parallelamente, i naturopati utilizzano il digiuno con diverse modalità che esauriscono le energie e che limitano l’eliminazione, al punto che essa diventa nulla e senza interesse. Tra queste misure inefficaci: l’attività, le purghe, i massaggi, i complementi di vitamine, i diversi trattamenti naturali, ecc.. Questo modo di praticare è senza interesse poiché è inefficace.

Dicevamo dunque che gli igienisti hanno praticato il digiuno dal 1822 dando da bere acqua e supervisionando le persone che digiunavano tenendole a letto.

La lingua delle persone in cura generalmente si carica e diventa bianca, poi man mano che il digiuno progredisce, la lingua si pulisce da sola. E’ rarissimo che la lingua si colori durante un tale digiuno ad acqua. Ho visto solamente 3 o 4 lingue diventare nere o verdi con tale digiuno, nei 3000 casi che ho sorvegliato.

Ma ora riesco ad ottenere che la maggioranza delle persone che digiunano abbiano la lingua colorata: nera, marrone, beige, verde, gialla, color mostarda.

Con il digiuno ad acqua, l’eliminazione finisce col disperdersi in capo a 20/30 giorni e la lingua si scarica poco a poco.

La lingua si scaricava, non che il corpo fosse purificato, ma perché non aveva più vitamine a sufficienza per continuare l’eliminazione. Ne aveva giusto il necessario per sopravvivere.

In effetti si possono considerare TRE FASI nel DIGIUNO:

1) La fase dell’eliminazione dall’inizio che dura da 10 a 30 giorni, ma che è superficiale, poiché la lingua si carica di bianco solamente.

2) La seconda fase che è quella dell’eliminazione intensiva e profonda delle cellule. In questa fase la lingua si colora di nero, marrone, giallo, mostarda, ecc., in base ai medicinali e alle tossine eliminate. Ma questa fase può iniziare solo fornendo al corpo le vitamine, i sali minerali, e gli enzimi di cui ha bisogno. Il digiuno ad acqua non la provoca.

3) L’ultima fase è quella dell’INEDIA e della prossima MORTE. Il corpo manca di tutto e sfrutta gli organi nobili. I sintomi ne sono l’estrema debolezza, l’estrema magrezza, la sensibilità alla luce, ecc..

Le riserve del corpo non sono equilibrate. Abbiamo troppe tossine e grasso, ma pochissime vitamine e sali minerali. Si può pesare 80 kg. di lardo e di tossine e morire di inedia per un lungo digiuno.

D’altra parte, il corpo immagazzina la vitamina B12 da tre a cinque anni se ne ha troppa, lavitamina A da uno a due anni, l’acido folico per parecchi mesi, le vitamine C, B2 e B6per parecchie settimane, ma la vitamina B1 per qualche giorno solamente.

Da notare che la vitamina C può essere immagazzinata per parecchie settimane, ma non avrà in quel momento il valore di una vitamina fresca. Sarà vecchia, logora e di minimo valore.

Infine, la vitamina B6, essendo la vitamina del sistema nervoso, la sua carenza spiegal’insonnia delle persone che digiunano.

Ne consegue che chi digiuna 30/40 giorni avrà sicuramente delle carenze. Ora, poiché l’eliminazione richiede una quantità di vitamine ed enzimi e il corpo conserva quelle/i che gli restano per il funzionamento organico, cioè per sopravvivere,L’ELIMINAZIONE RALLENTA TOTALMENTE.

Da notare che lo stock delle vitamine immagazzinate non è lo stesso per tutte le persone.Una persona può avere vitamina B1 per 10 giorni, mentre un’altra ne può avere per 3 giorni. Coloro i quali ha preso antibiotici, medicinali diversi regolarmente, lassativitutti i giorni o che hanno seguito un regime privo di crudità e di frutta come nella macrobiotica. – In tutti i casi lo stock di vitamine e di enzimi è debole e si manifesta durante il digiuno con i sintomi della DENUTRIZIONE (insensibilità, intemperanza, disturbi alla vista) che limitano il digiuno.

BISOGNA dunque SORVEGLIARE I SINTOMI DI ELIMINAZIONE (sete, cattivo gusto, urine odorose e alito cattivo, stabilità del peso) PRIMA DI PASSARE AL REGIME di ELIMINAZIONE.

Si aspettano così 2 o 3 stabilizzazioni del peso di 3 giorni ciascuna (4 pese consecutive)per passare alla seconda fase della cura. La prima stabilizzazione del peso non è significativa, il corpo si riposa, ma riprende l’ eliminazione, poiché perde nuovamente peso. Dopo la seconda o la terza stabilizzazione del peso, la perdita di peso diventa insignificante, il che denota un rallentamento dell’eliminazione.

Questa scoperta che permette l’eliminazione accelerata e intensiva, condanna definitivamente i digiuni lunghi come inutili e pericolosi. Si perde tempo a digiunare più di 20/30 giorni, poiché l’eliminazione si indebolisce e rallenta.

Bisogna dunque RILANCIARE L’ ELIMINAZIONE a questo stadio del digiuno. Si può rilanciarla solo dopo 7 giorni di digiuno ad acqua. Ho visto in effetti, un caso in cui l’eliminazione è stata rilanciata solo dopo 5 giorni di digiuno ad acqua. Ma in questo caso, il colore beige della lingua era piuttosto chiaro. Il digiuno non era abbastanza lungo per ottenere un forte rilancio al suo seguito.

Una malata mentale aveva digiunato 20 giorni ad acqua. Lingua bianca e grigia e niente più. Da quando l’eliminazione fu rilanciata, la sua lingua divenne color mostarda in 24 ore. Talvolta era giallo limone. Essa confermò che aveva preso medicinali a base di zolfo. .

In un altro caso, la lingua divenne beige in capo a 6 giorni di rilancio, poi si pulì totalmente, infine si ricaricò di nuovo di beige. Suppongo in questo caso, che gli abbiamo dato troppa poca frutta – solo un’arancia spremuta in un litro d’acqua + 15 foglie di scarola al giorno.

Per rilanciare l’ eliminazione, è sufficiente dare alla persona che digiuna, ogni giorno:

– 3 mele o qualunque altro frutto (500gr.)

– 15 foglie di lattuga (con del succo di limone se risultasse difficile prenderle da sole) + 500 gr. di crudità varie.

Per gli OBESI, ho provato le crudità al posto della frutta, ma ho l’impressione che l’eliminazione non ne sia fortemente rilanciata. Proseguirò le mie esperienze e forò un rapporto al momento adatto.

Questo regime di eliminazione, come lo chiamo, deve essere proseguito fino alla fine di tutti i sintomi di eliminazione: lingua colorata, sputi, mal di testa, dolori diversi, sete, ecc..

Il ritorno della fame indica infine il momento di mangiare.

Bisogna inoltre cambiare frutti durante questa fase. In effetti, un frutto può apportare al corpo ciò che un altro non apporta. Questo mi sembra indispensabile, a meno che il corpo non proceda a delle trasmutazioni e che ne sia capace.

Bisogna dunque iniziare con 20/30 giorni di digiuno ad acqua, poi seguire un regime di eliminazione, la lingua si colora, ma alla fine di diverse settimane almeno.

LA LINGUA SI COLORA NEL 90% DEI CASI. Per gli altri, si colora al momento di una seconda cura, quando il corpo avrà accumulato sufficienti riserve.

E’ così che ci sono 2 tipi di eliminazione: bianca (digiuni tradizionali) e colorata. Esse possono avvenire simultaneamente. Una proviene dalle cellule, l’ altra dal sangue, dalla linfa e dal fegato. Impossibile precisarlo.

Il semi-digiuno secondo il Dr. Lovewisdom

Tratto dal libro “L’ Uomo la Scimmia e il Paradiso”, di Albert Mossèri

“Shelton è stato il grande visionario dell’umanità, Lovewisdom è stato il moralista e lo storico del mondo a partire dalla creazione.”

pag. 94-95

“Sembra che LOVEWISDOM abbia scoperto un nuovo metodo per digiunare, più facile, che evita le comuni insonnie durante il digiuno seguito secondo la maniera classica. NON L’ HO MAI PROVATO.”

La nostra preparazione per un digiuno, consiste nello svuotare gli intestini da ogni materia putrescibile. A questo fine, diamo una preparazione di 7 giorni prima del digiuno e che consiste nel nutrirsi soprattutto di FRUTTA E VERDURE, riprendendo insomma IL REGIME IGIENISTA CLASSICO.

Avevamo anche valutato che, quelli che non seguivano questa preparazione avrebbero dovuto PURGARSI, COSA CHE ORA NON FACCIAMO PIU’ da molto tempo, preferendo questa preparazione fatta in loco.

Vogliamo soprattutto EVITARE le rare CRISI di TENESMO (contrazione involontaria e prolungata di uno sfintere-n.d.r.) DOVUTE AD UN INGORGO APPICCICATO.

LA DECOMPOSIZIONE DEL CONTENUTO INTESTINALE durante il digiuno, con o senza preparazione, è SECONDO LOVEWISDOM, ciò che PROVOCA la penosa INSONNIA della persona che digiuna.

L’ ASSORBIMENTO DELLE TOSSINE DAGLI INTESTINI, provocherebbe inoltre la fatica, le palpitazioni, la lingua sporca, il mal di testa, il morale basso, ecc.

Il Dr. LOVEWISDOM CONSIGLIA dunque di bere 3 volte al giorno 1 litro di acqua alla volta, al quale sarà aggiunto un bicchiere di succo d ‘arancia o 2 bicchieri di succo di pomodoro. IL TOTALE è dunque di 3 LITRI DI ACQUA e 3 BICCHIERI DI SUCCO D’ ARANCIA AL GIORNO (o 6 bicchieri di succo di pomodoro).

Con questo metodo, sembra che la persona che digiuna NON sia PIU’ COSTIPATA, resti lucida e possa anche LAVORARE un po’ DURANTE tutto IL DIGIUNO.

Non si può fare un bagno ne lavarsi, con un bicchiere di acqua, pensa Lovewisdom. Occorrono almeno 3 litri.

COME SI POSSONO DRENARE TUTTE LE TOSSINE del corpo, CON UNO O DUE BICCHIERI DI ACQUA come bevanda? Certo, la quantità di 3 litri di acqua al giorno, rappresenta la quantità di liquido che si beve normalmente, o che si trova negli alimenti acquosi consumati ogni giorno.

Con questo metodo, sembra che il DIGIUNO diventi più facile, SENZA INSONNIA, NE CRISI, e senza che la persona che digiuna abbia bisogno di restare sempre a letto. I tessuti diventano più puliti, poiché i 3 litri d ‘acqua e di succo lavano tutto l’ organismo dall’interno.

LOVEWISDOM AFFERMA che, SI SOFFRE ENORMEMENTE durante 40 GIORNI DI DIGIUNO AD ACQUA, e quasi niente con questo metodo di succo molto diluito, in base alla sua esperienza su un periodo molto più lungo. In effetti, AVEVA DIGIUNATO 40 GIORNI AD ACQUA, poi durante un periodo molto più lungo, 6 MESI, POI 7 MESI CON L’ ALTRO SISTEMA. Il che gli ha permesso di confrontare i 2 metodi. SI TRATTEREBBE DI EVITARE L’ AUTO-INTOSSICAZIONE.

IL TENTATIVO RESTA DA FARE CON UN CERTO NUMERO DI PERSONE. Da notare che per le donne, i bambini e gli uomini di corporatura minuta, le quantità saranno minori.

Il Dr. LOVEWISDOM NON PARLA DEL COLORE DELLA LINGUA durante le sue cure di 6 e 7 mesi.

Digiunare per aumentare di peso

 “DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA”

                     primo libro tradotto in italiano del

                                   Dr. H. M. Shelton

Pag. 65

L’ AUMENTO DI RITENZIONE DELL’AZOTO che segue un digiuno indica anch’esso un’accelerazione della fase di metabolismo anabolico (costruttivo). LA PERSONA MAGRA che non riesce ad ingrassare con nessun tipo di dieta, intraprende un digiuno: dopo il digiuno egli aumenta di peso, spesso rapidamente, ricupera molto più peso di quanto non ne avesse perso durante il digiuno. HO VISTO GENTE CHE ERA STATA SMILZA PER ANNI DIVENTARE GRASSA.

Il digiuno della Dr.ssa KUNDE, intrapreso in collaborazione con il prof. CARLSON, per studiare i possibili effetti di ringiovanimento prodotti dal digiuno e le sue conseguenze, sono un punto a favore. Ella era già stata sotto peso,ma in seguito al digiuno ne assunse più di quanto ne aveva perso e lo fece con una quantità di cibo che poteva appena essere sufficiente a mantenere il peso prima del digiuno.

IL PESO AUMENTA, non in proporzione alla quantità di cibo ingerita, ma in rapporto alla quantità di cibo digerita e assimilata. Un esperimento riportato da UPTON SINCLAIR spiega molto bene il principio qui implicato. Egli SCOPRI’ CHE CON QUELLO CHE MANGIAVA PERDEVA PESO, e dopo attento esame, decise che STAVA MANGIANDO TROPPO. COMINCIO’ A RIDURRE LA MISURA DI CIBO CHE ERA SOLITO PRENDERE, e ben presto AUMENTO’ DI PESO. Esperienze di questo tipo, che dovrebbero essere molto più numerose, indicano non solo che in genere mangiamo troppo, ma che LA SOVRALIMENTAZIONE PRODUCE DANNO.

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                         IL DIGIUNO PUO’ SALVARVI LA VITA

                                 Dr. H. M. Shelton

                                    Capitolo 15

                        Digiunare per ingrassare

Per la maggior parte delle persone, considerare il digiuno un mezzo per dimagrire è cosa facile; considerarlo, invece, un modo per ingrassare è più difficile. Tuttavia, in molti casi, accade spesso che, dopo un digiuno, si riesca ad aumentare di peso.

Gli ECCESSI ALIMENTARI con conseguente PERDITA DI PESO sono avvenimenti quotidiani; ogni giorno incontriamo persone che pur alimentandosi abbondantemente nel tentativo di ingrassare, si lamentano del fatto che “più mangiano e più dimagriscono”. Dopo aver provato una dieta ingrassante, ne provano un’altra e così via rimanendo, comunque, sempre magri. L’organismo sovralimentato spesso è sotto-nutrito fino al punto in cui, pur alimentandosi, continua a dimagrire.

Cibo e nutrizione non sono sinonimi. Non si è nutriti in proporzione alla quantità di cibo ingerito, ma in proporzione alla quantità di cibo che si riesce a digerire ed assimilare. Se la digestione e l’assimilazione risultano danneggiate, sovralimentarsi con lo scopo di ingrassare non porterà a risultati. Il deperimento è dovuto alla carenza di salute, è raramente causato dalla mancanza di cibo. In genere il deperimento è proporzionato al grado di danneggiamento della salute. Quello di cui tali persone hanno bisogno non è una maggiore quantità di cibo, ma un sistema disintossicante che permetta loro di digerire ed assimilare il cibo Se questo sarà fatto, non si avrà più alcuna difficoltà ad ingrassare.

Poiché il digiuno, tra le tante cose positive, provoca un ringiovanimento del sistema assimilativo, spesso permette ai pazienti cronicamente sottopeso di riuscire a mettere su diversi chili. Naturalmente durante il digiuno dimagriranno, ma appena questo verrà interrotto riacquisteranno più chili di quelli che avevano perso durante il periodo di astinenza. Questo è confermato sia dall’esperienza che dagli esperimenti condotti su animali.

I digiuni sperimentali hanno dimostrato che dopo un periodo di astinenza, per mantenere l’energia fisica, e necessaria una minore quantità di cibo, in quanto il digiuno produce un meccanismo fisiologico più efficiente. E` questa la ragione per la quale la persona deperita, che non ingrassa nonostante le varie “diete ingrassanti”, scopre che dopo un periodo di digiuno riesce ad ingrassare consumando meno cibo rispetto a prima. Dopo lunghe osservazioni, alcuni contadini riportarono quanto segue. Il maialino più piccolo di una figliata, tale a causa di una mancanza di latte, se viene tolto dalla madre ed alimentato adeguatamente, crescerà più in fretta degli altri, li raggiungerà e li sorpasserà nella crescita.

Osborn, Mendel e Thomson, tre autorità in campo dietetico e biochimico, con una serie di esperimenti confermarono tali osservazioni. Essi scoprirono che la crescita provocata dopo un arresto dovuto ad alimentazione insufficiente, procede più speditamente.

Un fenomeno simile si manifesta dopo un digiuno nelle persone deperite. Il periodo di riposo fisiologico fornito dal digiuno, provoca una migliore digestione, assimilazione e consumo di cibo. E` stato dimostrato che il digiuno aumenta le capacità di utilizzazione dell’azoto. Questo facilita la produzione di un tessuto migliore dei tessuti grassi, che derivano dagli eccessi di amidi, zuccheri e grassi. Per dirla in parole povere, ciò significa che l’organismo utilizza le proteine più prontamente producendo in tal modo una carne diversa da quella che forma, invece, dopo essersi riempito di zuccheri, amidi e grassi. Quando, questo ultimo tipo di alimentazione fa ingrassare, si tratta solo di qualche grammo di grasso inutile in più. Il tessuto prodotto per mezzo del consumo di proteine, oltre ad essere molto forte ed utile migliora anche l’aspetto fisico. E` importante, nel processo di recupero del peso, adottare sistemi adeguati e salutari.

E` ben noto che durante un digiuno il metabolismo viene accelerato, ciò significa che l’elaborazione della materia nutritiva da parte dell’organismo è sicuramente più efficiente. Il metabolismo è il termine che si riferisce all’insieme di processi per mezzo dei quali i cibi vengono trasformati in tessuti e le sostanze inutili eliminate. Ed è in particolare modo la fase costruttiva del metabolismo (chiamata anabolismo) a venire accelerata dal digiuno. Un fatto innegabile è che dopo un digiuno i tessuti appaiono più ricettivi agli elementi nutritivi ed assimilano ed utilizzano le vitamine, i minerali e le proteine più prontamente; questo accade perfino in quegli individui che prima del digiuno presentavano dei problemi a tale riguardo.

Nella ben alimentata, in verità nella sovralimentata America, raramente si riscontrano persone deperite a causa di un’alimentazione povera. Più spesso, la loro mancanza di peso è dovuta all’impossibilità di digerire ed assimilare il cibo che consumano. Questi individui non hanno bisogno di aumentare le quantità del cibo, ma di migliorare le loro capacità di digerirlo ed assimilarlo. Tale miglioramento può essere raggiunto solo intervenendo sui danni organici e funzionali che sono le cause dei loro problemi assimilativi.

Raramente è possibile fare ciò se il paziente continua a consumare la sua razione giornaliera di “buon cibo nutriente”. Il fatto curioso è che la maggioranza di questi pazienti, aumenterà di peso mangiando molto meno cibo di quello che sono soliti mangiare. Ed in particolare trarranno grossi vantaggi da un digiuno di durata adeguata.

I soggetti che presentano un livello di nutrizione insufficiente, in genere hanno scarso appetito. Di solito si pensa che la loro nutrizione appaia insufficiente in quanto non mangiano abbastanza. E’, invece, vero il contrario: una nutrizione povera dà come risultato un appetito ridotto. Quando il cibo non viene utilizzato dall’organismo, questo ne interrompe la richiesta: la fame cessa. La natura, in queste circostanze, è più saggia dell’uomo. Ciò di cui si ha bisogno non è più cibo, ma più capacità per poterlo utilizzare.

Il digiuno acutizza l’appetito. I pazienti, dopo un digiuno, non solo manifestano un desiderio maggiore verso il cibo, ma presentano anche una migliore digestione ed una maggiore capacità di assimilarlo. Inoltre aumentano di peso, ed in alcuni casi, lo fanno molto rapidamente. Sono stato, spesso, testimone di sorprendenti aumenti di questo genere ed ho visto individui sottopeso costante, acquistarne in tale misura da dover poi capovolgere la situazione e cercare di calare di peso.

Eccezioni di tale genere si manifestano quasi interamente in quegli individui magri, da sempre sofferenti di quella malattia, generalmente definita esaurimento nervoso o collasso nervoso. Tali persone riescono a trarre benefici dal digiuno, ma raramente riaumentano di peso immediatamente. La profonda depressione del sistema nervoso e la conseguente depressione delle funzioni dell’organismo richiedono, in questi pazienti, un lungo periodo di controllo scrupoloso non solo dell’alimentazione, ma anche nel loro modo di vivere generale, fino a che non saranno in grado di aumentare di peso una volta per tutte.

Per quanto tempo un individuo sottopeso deve digiunare per garantire un miglioramento nei processi nutritivi? Non esiste una risposta assoluta. Ogni caso è diverso, in quanto le condizioni di ogni paziente sono diverse. In alcuni casi, un digiuno di dieci giorni o di due settimane può essere sufficiente. In altri si avrà bisogno di più tempo. Raramente, un digiuno breve è sufficiente a garantire la correzione dei difetti dei processi nutritivi in grado di permettere alle persone cronicamente sottopeso di ingrassare. In questa situazione, come in tutte le altre, il digiuno deve essere svolto sotto una direzione competente e seguendo il consiglio di un esperto.

Poiché la maggioranza dei casi di soggetti sottopeso, presenti nel nostro paese, è dovuta, non ad un’insufficienza di cibo, ma all’incapacità di digerirlo ed assimilarlo, è necessario che le cause responsabili del danneggiamento nutritivo siano individuate e rimosse. Se il paziente insiste nelle abitudini che gli hanno causato il danneggiamento, non si può pensare che il digiuno riuscirà a migliorare le capacità digestive ed assimilatrici del suo organismo. Anche un digiuno è essenziale, in quanto permette il recupero dell’energia nervosa.

Dopo il digiuno, non è saggio eccedere in quegli alimenti considerati ingrassanti. Al contrario, si può stabilire una buona nutrizione, con una dieta consistente almeno al sessanta per cento in frutta e verdura fresche. Le verdure e la frutta in scatola non sono considerate alimenti validi con cui interrompere un digiuno. Le proteine ed i carboidrati della dieta compenseranno il rimanente quaranta per cento.

Oltre a migliorare la dieta, si dovrebbe rendere parte integrante della vita giornaliera di ciascun individuo, ogni altro fattore igienico che permette di costruire e mantenere un alto livello di salute. L’esercizio giornaliero, l’aria fresca, i bagni di sole se possibile, molto riposo e sonno, la tranquillità emotiva e la liberazione da tutte le abitudini nocive faciliteranno il processo di aumento di peso e la produzione del miglior tipo di tessuto.

Si sarà osservato che il presente consiglio è simile a quello dato agli individui obesi che avevano digiunato e desideravano costruire dei nuovi tessuti sani. Il fatto è che un modo di vita normale genera una condizione normale. Un peso normale affonda le sue basi nella buona salute e nelle migliori abitudini di vita. I bisogni naturali di entrambi i tipi di pazienti si equivalgono.

 

Digiuno e Calcoli Biliari

   IL DIGIUNO PUO’ SALVARVI LA VITA

                                            Dr. H. M. Shelton

                                                 Capitolo 34

                                           I CALCOLI BILIARI

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La colelitiasi é il termine applicato alla formazione di calcoli nella bile, nella vescica e nel dotto biliare. Questi derivano parzialmente o interamentedagli elementi che costituiscono la BILE, tra cui il principale é il COLESTEROLO che precipita in FORMA CRISTALLINA e si unisce al MUCO CONDENSATO.

Nonostante i CALCOLI siano fonte di molti disturbi e nel loro passaggio causino molti DOLORI, spesso la loro presenza viene ignorata e l’uomo può vivere, o morire di un’altra malattia, senza neanche sapere di averli. A volte vengono scoperti durante le autopsie.

Alcuni uomini presentano la cosiddetta DIATESI LITICA, cioè la tendenza a formare accumuli nella forma di CALCOLI ai reni, alla vescica o alla bile. I calcoli possono formarsi in ogni parte del corpo: nel pancreas, nei muscoli, nelle palpebre degli occhi, nelle valvole del cuore, intorno al cuore, nelle arterie. I CALCOLI BILIARI sembrano formarsi più facilmente nei SOGGETTI OBESI rispetto a quelli magri, forse perché i soggetti obesi eccedono maggiormente nell’alimentazione.

LA COLICA EPATICA é costituita da forti dolori nell’addome, nella regione del fegato o della cistifellea occasionati dal passaggio di un calcolo. I calcoli possono essere piccoli abbastanza da riuscire a passare attraverso il dotto biliare, nel qual caso vengono espulsi senza che il paziente se ne accorga, o possono essere grandi al punto da non riuscire a passare nel dotto biliare. I calcoli di dimensioni intermedie passano con difficoltà e causano forti dolori che si manifestano immediatamente, non appena il calcolo inizia a passare dalla cistifellea al dotto cistico. Questi dolori di carattere agonizzante, vengono trasmessi in varie parti dell’addome e del petto, e spesso vengono avvertiti anche nella spalla destra.

L’ostruzione di un dotto da parte di un calcolo può anche causare sintomi minori. La stessa malattia della cistifellea può essere causata dalla presenza di calcoli. Se il dotto viene ostruito da un calcolo appare itterizia, parossismi di dolore, con febbre e brividi periodici. Tale condizione può durare per mesi o anni. Antidolorifici ed operazioni chirurgiche sono i modi più comuni per trattare questa condizione, ma non rimuovono le cause. RIMUOVERE UN CALCOLO alla BILE ed AFFERMARE che il PAZIENTE é GUARITO significa affermare che il CALCOLO é una CAUSA.

Il fatto di non rimuovere le cause porta alla formazione di altri calcoli. Purtroppo si sostiene di non conoscere la causa dei calcoli biliari, così l’operazione lascia il paziente ancora malato.

Qual’é il problema delle persone che manifestano le calcolosi biliari? Esse presentano uno stato generale di infiammazione ed irritazione del tratto digestivo, comprese la cistifellea e il fegato, che danneggia la digestione. Sono debilitate e tossiemiche. La bile non appare di costituzione normale e questo permette la precipitazione dei suoi contenuti minerali. Si sviluppa un danno funzionale nel fegato. Questo persiste fino a che si manifesta un’alterazione della secrezione normale (bile) sufficiente a non far trattenere gli elementi minerali, ma a farli precipitare con conseguente formazione di calcoli. I CALCOLI biliari e renali sono fondamentalmente uguali. I sintomi variano secondo l’organo colpito. Gli organi conferiscono individualità ai sintomi. L’alimentazione sbagliata, l’ECCESSO DI CARBOIDRATI, la mancanza di esercizio sono le CAUSE PRINCIPALI che portano all’irritazione gastrointestinale e biliare oltre che alla formazione di calcoli. Questi non si presentano negli individui sani, ma in quelli con una salute danneggiata da anni di abitudini malsane. Nessuno presenterebbe calcoli biliari se le abitudini di vita fossero sempre sane.

C’é solo un modo per tornare in salute, quello di RIMUOVERE TUTTE LE CAUSE DI MALATTIA e di riportare il fegato in buona salute; fatto questo LA BILE DISTRUGGERA’ I CALCOLI.

LA CURA PIU’ ADATTA é quella di mettersi a letto e riposare, tenendo i piedi al caldo e astenendosi dal mangiare fino al naturale ripresentarsi degli stimoli della fame.

Quando si riprende ad alimentarsi, la dieta dovrebbe essere a base di frutta e verdura fresche per una o due settimane. Ricominciando ad alimentarsi normalmente, le combinazioni tra i cibi dovrebbero essere appropriate. Mangiare amidi e proteine insieme provoca irritazione gastro-intestinale.

NON CREDO SIA NECESSARIO OPERARE LA CALCOLOSI BILIARE. Non si ristabilisce una nutrizione normale solo rimuovendo un effetto del danno nutritivo. L’esercito di soggetti ancora malati in seguito ad operazioni é la testimonianza del fatto che la chirurgia non può fare ritrovare la salute. Si rimuovono troppi organi quando questi potrebbero essere salvati depurandoli per mezzo del digiuno.

Invece di purificare chirurgicamente la cistifellea, il DIGIUNO può farlo lasciandola intatta.

Il paziente non ritrova la salute quando i suoi calcoli biliari sono stati rimossi.L’individuo intelligente sa di essere ancora malato e che molti dei vecchi sintomi, aggiunti a qualcun’altro nuovo, si ripresenteranno presto.

LO SCOPO DI CURARE APPROPRIATAMENTE chi soffre di calcoli alla bile e` quello di ristabilire la funzione del fegato per permettere alla chimica della bile di tornare normale e di cessare la precipitazione dei minerali, evitando la formazione di calcoli.

IN POCHE SETTIMANE UNA BILE NORMALE DISTRUGGERA’ I CALCOLI GIA’ ESISTENTI; mentre i residui passeranno nell’intestino e verranno espulsi. Poiché il fegato non può raggiungere una condizione ottimale a meno che l’intero organismo torni normale, un trattamento inteso solo alla sua guarigione, non porterà risultati. E` necessario una purificazione generale relativa all’organismo.

Il modo migliore per concludere questo capitolo é di riportare le parole di Geo. S. Weger, medico, esperto di calcolosi biliari sia come medico che come Igienista: ≪Con assistenza adeguata la chimica del corpo può disintegrare i calcoli senza troppo dolore. Abbiamo trattato molti casi e raramente siamo dovuti ricorrere agli interventi chirurgici. Con ilDIGIUNO questa DISINTEGRAZIONE avviene molto rapidamente. I pazienti che hanno subito trattamenti precedenti, dall’ottavo al decimo giorno di digiuno spesso presentano delle coliche epatiche. In tali pazienti non si e` mai sospettata la presenza di calcoli alla bile. Questo vale anche per i CALCOLI AI RENI. Nessun trattamento, negli attacchi frequenti, é migliore di una DIETA A BASE DI FRUTTA FRESCA, INSALATE VERDI E VERDURE COTTE non contenenti amidi. I pazienti che seguiranno diete simili e che praticheranno dell’esercizio fisico non presenteranno sintomi. In molti casi, se il CALCOLO BILIARE ha le dimensioni di un’oliva, esso SI AMMORBIDIRA’ E VERRA’ ELMINATO SENZA BISOGNO DI UN INTERVENTO CHIRURGICO. Le eccezioni sono costituite da quelle persone che appaiono talmente debilitate da non possedere le energie per permettere alla natura di ristabilire il suo equilibrio≫.

≪Il medico deve essere molto attento nel determinare il decorso appropriato di un caso. Il processo di recupero può apparire lento ma é stupendamente rapido se paragonato al tempo necessario per la formazione dei calcoli. Anche se molti casi possono migliorare e guarire con il digiuno e le diete adeguate, bisogna ricordare che l’atrofia e la malattia della cistifellea sono il risultato di processi di lunga durata. Senza dover ricorrere a rimedi artificiali la percentuale dei nostri miglioramenti appare molto elevata. Bisogna ricordare che l’INTERVENTO CHIRURGICO non rimuove le cause dei calcoli e non previene il loro riformarsi. Pertanto una GIUSTA DIETA ed altre misure igienistiche sono necessarie tanto dopo un’operazione quanto prima≫.

                               DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA

                                          Dr. H. M. Shelton

PAG. 320

Le seguenti parole autoritarie esprimono molto bene la prevalente opinione scientifica a riguardo dei calcoli biliari o renali: << E’ un fatto indiscutibile che i calcoli ai reni, al fegato o alla cistifellea, non possono essere sciolti; e se si lasciano i calcoli in questi organi, la conclusione evidente è che avverrà un incremento graduale (aumentano di dimensioni) e ben presto gli organi verranno distrutti. Pertanto, è un fatto scientifico chiaro e ovvio che l’unico mezzo per eliminare i calcoli è l’estrazione, e prima lo si fa e meglio è >>.

Questa è l’opinione generale e prevalente da molto tempo, e la pratica chirurgica che ne consegue è praticamente l’unico rimedio offerto al malato di calcoli. E’ abbastanza vero che il corpo non può essere trasformato in un crogiolo in cui fondere oro, ma è anche vero che i calcoli non sono il risultato di un’azione vulcanica e neppure sono depositati li da un processo acquoso. Risultano da una perversione dei processi biologici, e solo chi comprende le leggi biologiche lo può comprendere. E’ importante innanzi tutto capire che le concrezioni non si verificano mai in un corpo normale. I calcoli non si formano in un fegato sano, né in una cistifellea o in reni o in una vescica che siano sani.

Se non si formano quando si è in salute, cosa c’è di sbagliato nel corpo e negli organi di coloro che soffrono di calcoli? La “scienza” non sa rispondere a questa semplice domanda. E’ troppo dire che quando si risponderà alla domanda, l’asportazione dei calcoli sarà riconosciuta come una pratica erronea?

Formuliamo la domanda in modi diversi. Cos’è che non va nelle funzioni secretorie ed escretorie del fegato da permettere la precipitazione degli elementi minerali della bile invece di trattenerli in uno stato di soluzione (mescibili)?

Cos’è che non va nelle funzioni escretorie dei reni se gli elementi minerali dell’escrezione, invece di rimanere mescibili (in stato di soluzione), vengono precipitati, formando dei calcoli, sia nei reni che nella vescica? Se gli elementi di una bile normale e l’urina normale non precipitano a formare calcoli, quale variazione di queste escrezioni permette la formazione dei calcoli?

La nostra risposta a tali domande è piuttosto semplice. Noi siamo convinti che i calcoli derivino da una nutrizione alterata o da un metabolismo alterato. Poiché la nutrizione non è alterata se non dalla TOSSIEMIA e dalla conseguente RIDUZIONE DI ALCALINITA’ DEL SANGUE, i calcoli si formeranno solo nei tossiemici; quindi solo, di regola, in coloro che soffrono di così detta DIATESI GOTTOSA. Gli affetti da calcolosi possono avere CALCOLI in quasi tutto il corpo: nei muscoli, nelle ciglia, nelle valvole cardiache, nelle arterie, ovunque. A giudicare dalle nostre affermazioni, la formazione di calcoli è molto più generalizzata di quello che si pensa. Un uomo o una donna che intraprendono un digiuno di pochi giorni cominciano a espellere una quantità di sabbia e granellini dal condotto urinario. Questo processo può continuare per tre, quattro, cinque giorni. Non ci saranno granellini grossi a sufficienza per provocare dolore o difficoltà nel passaggio; solo in qualche caso può verificarsi un po’ di dolore. Questo drenaggio di sabbia e granellini avviene in numerosi casi in cui non si sospettava nemmeno la presenza di calcoli, anche se di sicuro una certa quantità di sabbia e granelli viene espulsa quasi regolarmente. E’ probabile che un tale fenomeno liberi la cistifellea e i condotti della bile da sabbia e granelli, ma non è facile controllare. Forse molte persone gli espellono dalla cistifellea più o meno regolarmente, anche senza la formazione di calcoli grossi. Comunque niente drena i reni e il fegato come un DIGIUNO. Noi non condividiamo l’opinione pessimistica che i medici hanno sui calcoli. Sappiamo che i CALCOLI possono essere DISINTEGRATI e PASSARE dal FEGATO e dalla CISTIFELLEA nell’INTESTINO sotto forma di SABBIA; e che quelli renali si sbriciolano ed escono a loro volta. Quando la secrezione e l’escrezione sono danneggiate, il fegato può non riuscire a compiere la sua funzione, così che la bile non produce a sufficienza e in modo normale da impedire la precipitazione di alcuni elementi minerali, contribuendo alla formazione di calcoli. Una formazione di CALCOLI può avvenire nei reni quale risultato di un’alterazione nel loro funzionamento, oppure dei DEPOSITI MINERALI IN VARIE PARTI DEL CORPO contribuendo all’insorgenza dell‘ARTRITE REUMATOIDE.Negli OCCHI si può formare la CATARATTA; nelle ARTERIE si possono formare deiDEPOSITI MINERALI; può prodursi una CALCIFICAZIONE PATOLOGICA(comunemente chiamata “ritorno della pietra”). I calcoli derivano da una disfunzione delle normali secrezioni dei reni e del fegato. Le secrezioni anormali permettono la precipitazione degli elementi minerali di queste secrezioni e la formazione di calcoli. Questi depositi si possono formare nella cistifellea o nella vescica, o si possono formare nei condotti del fegato o dei reni. Questi depositi diventano possibili perché le persone affette da così detta DIATESI LITEMICA sono incorreggibili nel mangiare e vivono in modo incosciente, rifiutando di abbandonare le loro abitudini anche quando vanno a discapito della salute. Quando si è ammalati di cistifellea bisogna mettersi a letto e DIGIUNARE; la NATURA drenerà la cistifellea in modo impareggiabile. Una quantità abbondatissima di bile passerà attraverso l’intestino o verrà vomitata; o tutte e due le cose. Spesso si verifica una diarrea di bile. Drenare la cistifellea è un’operazione semplice e rimuove le cause. Finché i CALCOLI non sono disintegrati ed espulsi sotto forma di SABBIA e GRANELLI, bisognerebbe MANGIARE SOLO FRUTTA E VERDURE NON AMIIDACEE E CRUDE. I grassi, gli amidi e le proteine devono essere quasi eliminati. Ma se non si cessa con le abitudini debilitanti le funzioni del fegato e dei reni non si normalizzeranno e si formeranno sempre più calcoli malgrado il digiuno e la dieta.Perché bisogna sottomettersi a un’operazione di calcoli? L’operazione può rimuovere un calcolo, una cistifellea, un rene, ma non può rimuovere le cause della calcolosi. Si formeranno di nuovo altri calcoli, un anno dopo l’altro. Si può asportare un rene a causa dei calcoli, e questi si formeranno nell’altro rene; e poiché non si può vivere senza reni a questo punto LA CHIRURGIA è INUTILE. Essa non può rimuovere la causa; e se non si rimuove la causa la formazione di calcoli continuerà. Perché i sintomi che hanno portato alla rimozione della cistifellea spesso persistono anche dopo l’operazione? Perché il danneggiamento costituzionale non è stato mutato in meglio dalla mal consigliata operazione. L’aumento di snervamento, l’indigestione e la nutrizione sbagliata non sono state rimosse e guarite asportando la cistifellea. L’ ASPORTAZIONE CHIRURGICA dei CALCOLI è IRRAZIONALE; richiede la tessa mancanza di sensibilità necessaria a un macellaio per squartare un bue, ma NON RIMUOVE ALCUNA CAUSA e non impedisce perciò la formazione di ulteriori calcoli. Lo stesso avviene se si asporta un rene. Ora che l’organo è stato rimosso e i calcoli tolti che ne è delle cause vere della “malattia”? L’infezione della cistifellea è un’estensione dell‘infezione intestinale. Le operazioni alla cistifellea non pongono alcun rimedio all’infezione intestinale.