Lega Nazionale Contro la Predazione degli Organi e la Morte a Cuore Battente

Fonte:

www.antipredazione.org
”Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente” Indirizzo: Pass. Canonici Lateranensi, 22 – 24121 Bergamo (ITALIA)
Tel. 035-219255, Fax 035-235660,  [email protected]

QUELLO CHE NON TI HANNO DETTO

Non ti hanno detto che l’espianto di organi quali cuore, fegato, polmoni, reni, ecc., si effettua da persona in coma, sottoposta a ventilazione mediante intubazione, e non da un morto in arresto cardio-circolatorio-respiratorio, come tutti intendiamo.

La persona viene incisa dal bisturi mentre il suo cuore batte, il sangue circola, il corpo è roseo e tiepido, urina, può muovere gambe, braccia, tronco, ecc… Le donne gravide portano avanti la gravidanza.

Non è vero che prima si interrompa la ventilazione e che poi, a cuore e respiro fermi da 20 minuti, si inizi il prelievo, ma è proprio l’opposto.

Gli organi vengono tolti da persona che ha perso la coscienza, dichiarata d’autorità  in “morte cerebrale”, le cui reazioni alla sofferenza prodotta dall’espianto sono impedite da farmaci paralizzanti o da anestetici.

Prof. Dr. Massimo Bondì, L.D. Pat. Chir. e Prop. Clin. Univ. La Sapienza Roma, chirurgo generale e patologo generale: “La morte cerebrale è ascientifica, amorale e asociale” (Audizione Commissione sanità 1992).

Dr. David W. Evans, Fellow Commoner of Queens’ College Cambridge, cardiologo dimessosi dal Papworth Hospital per opposizione alla “morte cerebrale”: “C’è grande differenza tra essere veramente morto ed essere dichiarato clinicamente in morte cerebrale” (Audizione Commissione sanità 1992).

Dr. Robert D. Truog, Dr. James C. Fackler, Harvard Medical School Boston: “Non è possibile accertare la cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello” [Critical Care Medicine, n° 12, 1992, “Rethinking Brain Death” (Ripensamento sulla morte cerebrale)].

Prof. Peter Singer, Presidente dell’Associazione Internazionale di Bioetica: “…la morte cerebrale non è altro che una comoda finzione. Fu proposta e accettata perché rendeva possibile il procacciamento di organi” (Congresso di Cuba 1996).

Dr. Cicero Galli Coimbra, Head of Department neurology and neurosurgery, Univ. Sau Paulo, Brasil: “…i protocolli diagnostici per dichiarare la morte cerebrale (test dell’apnea) inducono un danno irreversibile su pazienti che potrebbero essere salvati” (Convegno internazionale Roma 19/2/2009).

IL DIBATTITO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE E’ ROVENTE, MA IN ITALIA CONTINUA LA CENSURA.

QUELLO CHE DEVI SAPERE

È in vigore la Legge n. 91 del 1° aprile ’99, detta del silenzio-assenso, promozione trapianti, organizzazione, finanziamenti, export-import. Essa va a sommarsi alla L. 578/93, al D.M. 582/94 e D.M. Turco 11/04/08 che impongono concetto e dichiarazione della “morte cerebrale” in 6 ore per tutti, neonati ed adulti.

Questa legge prevede che il Ministro della Sanità emani un decreto attuativo con 10 direttive per la schedatura dei cittadini in donatori e non-donatori: come e quando le ASL dovranno inviare notifica documentata a ciascun cittadino affinché si presenti per la dichiarazione di volontà. Solo dopo tale notifica, quanti nonavranno risposto all’ASL, verranno d’ufficio considerati donatori.

ATTENZIONE! Da più di 15 anni si attende tale decreto (art. 5): il Ministro inadempiente invece ha emesso un decreto temporaneo (8 Aprile 2000) contrario alla legge nello spirito e nella lettera, aprendo le porte a raccolte illegali e abusive presso Asl, ospedali, ambulatori, associazioni pro-trapianto, anagrafi comunali e siti web…, poi travasate nella totale assenza di garanzie nel database illegale del Centro Nazionale Trapianti. Questo è pericolosissimo per i non-donatori: abbiamo diffidato tutte le ASL, i Ministri della Salute e presentato ricorso al TAR.

IN ATTESA DEL DECRETO 
VIGONO DISPOSIZIONI TRANSITORIE

1 Diritto della persona di opporsi all’espianto di organi/tessuti/cellule con dichiarazione autografa, per es. la CARTA-VITA da noi emessa.

2 Diritto dei parenti di presentare opposizione scritta per coloro che non si sono espressi. I parenti sono esclusi in presenza di documentata volontà favorevole del malato (Attenti ai tesserini fasulli!).

3 Senza una forma scritta d’opposizione “è consentito procedere al prelievo di organi, tessuti e cellule”.

È illegale che i medici chiedano ai parenti la firma di donazione, crudele ed immorale “donare” un altro. È illegale e criminale espiantare un non-donatore  fingendo di praticare un’autopsia.

DIFFIDA DELLE ISTITUZIONI CHE FANNO
 PROPAGANDA PER INCREMENTARE I TRAPIANTI

QUELLO CHE PUOI FARE CON NOI

Volere che sia abrogata la Legge 578/93 che impone in 6 ore la dichiarazione di “morte cerebrale” in presenza di circolazione sanguigna e di cuore che batte autonomamente.

In tale attesa:

Volere corretta informazione: non va nascosto che l’espianto degli organi è a cuore battente mentre il prelievo di tessuti può essere dopo arresto respiratorio e cardio-circolatorio di 20 minuti.

Volere che da subito sia introdotto il diritto all’obiezione di coscienza per medici che non credono nella morte del cervello mentre il corpo è vivo.

Volere che sia abrogata la L. 91/99, detta del silenzio-assenso, che espropria con inganno i cittadini, nonché le varie schedature illegali.

Volere che la schedatura sia contemplata solo per i donatori che abbiano personalmente dichiarato all’ASL la propria volontà di donare a cuore battente, come in Inghilterra. Volere sempre il rispetto dell’opposizione della famiglia.

Volere che i medici non spengano d’autorità la ventilazione e la vita ai non-donatori, impedendo consulti di medici di fiducia e terapie alternative.

Volere che le associazioni “pro-morte a cuore battente” e “pro-espianto/trapianto” non penetrino nelle scuole a condizionare bambini e ragazzi indifesi.

Volere che non si nascondano la sofferenza, le gravi patologie e l’alto tasso di mortalità dei trapiantati.

Volere che si ponga fine al business istituzionale della macellazione umana e al conseguente commercio degli organi, legale e illegale.

4 nuovi pericoli:

1 Indagini strumentali invasive e dannose quali l’angiografia cerebrale per cercare segni di morte e non di vita;

2 espianto a cuore non battente da 1 a 5 minuti;

3 Proposta di Legge 100 già 746 per mantenere vivi i “morti cerebrali” per esercitazioni chirurgiche, chimiche e radiologiche;

4 Donazioni da viventi sani (rene, parte di fegato e in fieri polmone, pancreas, intestini).

OCCORRE PROMUOVERE UN REFERENDUM PER ABROGARE LA FINTA MORTE CEREBRALE


NIHON UNIVERSITY: “TERAPIA DELLA IPOTERMIA CEREBRALE CONTROLLATA” Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14 pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12 con ischemia cerebrale globale da arresto cardiaco da 30 a 47 minuti, riportandoli a normale vita quotidiana, con pieno ristabilimento delle capacità di comunicazione verbale.
“Una dichiarazione affrettata di cosiddetta ‘morte cerebrale’ senza che sia stata tentata tale terapia potrebbe ben costituire omicidio o, come minimo, premeditata omissione di soccorso e malpractice” (Yoshio Watanabe MD; Cardiac Transplantation: Flaws In The Logic Of The Proponents. JPN Heart J, Sept 1997 – Hayashi N, MD, Brain Hypothermia Therapy, JPN Med J, July 6, 1996).

Prof. Lodovico Bergamini, docente di neurologia all’Università di Torino scrive: “Un tracciato elettroencefalografico può essere normale anche se piatto, cioè privo di ritmo visibile: ad esempio soggetti adulti ansiosi o soggetti neonati possono avere un tracciato piatto che di per sé non è assolutamente definibile patologico” (Manuale di neurologia clinica).

Espianto a cuore non battente da 1 a 5 minuti

Non bastano gli organi espiantati a cuore battente da persone dichiarate in “morte cerebrale” e così i falsari dei trapianti hanno sviluppato “contro legge” un protocollo autoritario da applicare a persone con attacco cardiaco reputate “precocemente” senza speranza. I falsari la chiamano “donazione a cuore fermo” per convincerci che sono morti, ma così non è. 
A livello internazionale è definita “donazione a cuore non battente” (Non Heart Beating Donor NHBD) ma cervello vivo. Si tratta di non applicare la rianimazione, anche se il cuore potrebbe riprendere, e dell’uso della circolazione extra-corporea per ossigenare reni e fegato, ostacolando l’afflusso di sangue al cervello. Se chiami il 118 per segnalare un attacco cardiaco, sappi che come primo atto telefoneranno al Coordinatore dei prelievi e avvieranno subito trattamenti per effettuare l’espianto allo scadere dei 20 minuti previsti dalla legge per la dichiarazione di morte cardiaca.

MOLTI MEDICI ILLUSTRI HANNO ESPRESSO

PUBBLICA CONDANNA E CHIESTO MORATORIA

Alcuni oppositori tra i tanti:

Prof. Dr. Nicola Dioguardi, emerito di medicina interna, Università di Milano;

Prof. Dr. Edoardo Storti, emerito di clinica medica, Università di Pavia;

Prof. Dr. Paolo Puddu, direttore dell’Istituto di patologia speciale medica e metodologia clinica, Università di Bologna;

Dr.a Maria Luisa Robbiati, anestesista-rianimatrice, già dell’ospedale S. Camillo e del Policlinico Gemelli di Roma;

Dr. Giuseppe Bertolini, anestesista-rianimatore, già degli Ospedali Riuniti di Roma;

Dr.a Stefania Dente, anestesista-rianimatrice, già all’ospedale C.T.O. di Napoli, anestesista all’Osp. di Bolzano;

Dr. Dario Miedico, specialista medicina legale, Milano;

Dr. Paolo Bavastro, cardiologo, primario medico alla Filderklinik, Stoccarda;

Prof. Giuseppe Sermonti, ordinario di genetica, Università di Palermo e di Perugia;

Dr. Dario Sepe, specialista malattie del fegato, Roma;

Prof. Dr. Rocco Maruotti, primario chirurgo, Milano;

Prof. Dr. Gerardo Ciannella, docente in medicina lavoro Univ. Napoli, Dirigente medicina preventiva Osp. Monaldi;

David J. Hill, M.A., FRCA emeritus consultant anaesthetist, Cambridge, UK; …

AIDO e AVIS… ti rubano il cuore

AIDO e AVIS ti rubano il cuore

Fremono i preparativi per la giornata nazionale della donazione organi, indetta, nientepopodimeno che dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin, per il giorno 31 Maggio 2015.

Impossibile non farsi travolgere dall’ondata di bontà e solidarietà accuratamente preparata dai due boss dell’industria dei trapianti S.p.A.: AIDO e AVIS

Spot televisivi strappalacrime, palloncini colorati, manifestazioni sportive e musicali di ogni genere e l’immancabile lauto banchetto comunitario scaldano i gelidi e avidi cuori del ventunesimo secolo riscoprendo così la redenzione nell’ultimo ed estremo gesto d’amore: sacrificare sé stessi per dar vita ad altri.

Lo spettatore, si lascia conquistare da questo spettacolo idilliaco, e vuole diventarne il protagonista…a “costo zero”, o almeno così crede, ignaro del fatto che, nel retropalco, prende scena la tragedia della macellazione umana a cuore battente.

CI CHIEDIAMO...quanti “eroi” sarebbero ancora disposti a “donarsi” se sapessero che l’espianto degli organi si effettua da persona in coma profondo (quindi VIVA) e non da un cadavere in arresto-cardiocircolatorio? Quanti ne rimarrebbero se sapessero che, durante l’espianto, il cuore batte, il sangue circola, gli arti possono muoversi e le donne gravide portano avanti la gravidanza e che, solo grazie a farmaci anestetici e paralizzanti, si evitano reazioni da dolore nel donatore?

No, non vogliamo cadere nella sterile critica di…”coscienze in buona fede”, IL NOSTRO COMPITO OGGI è quello di “METTERE LA PULCE nell’ORECCHIO”, di portare agli occhi dei futuri donatori, prima che vengano espiantati, quelle informazioni necessarie ad una vera e libera scelta consapevole in merito alla “donazione organi”.

Leggiamo direttamente dalle FAQ dalle pagine web ufficiali AIDO: “Quando avviene il prelievo degli organi? Quando sia stata accertata e documentata la morte encefalica o morte cerebrale, stato definitivo e irreversibile. L’accertamento e la certificazione di morte sono effettuati da un collegio di tre medici (medico legale, anestesista-rianimatore, neurofisiopatologo) diversi da chi ha constatato per primo la morte e indipendenti dall’équipe che effettuerà il prelievo e trapianto. Questi medici accertano la cessazione totale e irreversibile di ogni attività del cervello per un periodo di osservazione non inferiore a 6 ore.”

Si parla, dunque, di “morte cerebrale”...ebbene si, nel “nuovo mondo”, anche l’unica certezza rimasta, la “morte”, può assumere nomi e significati diversi.

Ma vediamo, nel dettaglio, cosa dice la più grande enciclopedia online “Wikipedia” in merito alla “morte cerebrale”: “…LA MORTE CEREBRALE è UN CRITERIO PER OTTENERE LA DIAGNOSI DI MORTE.

LA MORTE ha inizio con la CESSAZIONE IRREVERSIBILE DI TRE FUNZIONI: cardiocircolatoria (morte clinica), respiratoria (morte reale) e nervosa (morte legale).

Ma è errato parlare di morte cardiaca, respiratoria o cerebrale: rappresentando la morte un evento unitario, da qualsiasi punto di vista la si veda, è più corretto parlare di criteri cardiologici, respiratori e neurologici.

La prima definizione di coma irreversibile fu elaborata nel 1968 da un comitato creato ad hoc dell’Harvard Medical School.

I criteri di Harvard per l’accertamento della morte cerebrale sono poi diventate la base di tutte le legislazioni nazionali. Con questi criteri si stabilisce quando è lecito “staccare la spina” e interrompere la rianimazione perché il paziente è clinicamente morto.

I criteri di Harvard sono anche la base per le leggi in materia di trapianti: gli organi sono prelevabili dal donatore, dopo l’accertamento della morte cerebrale. Il concetto di morte cerebrale veniva introdotto nel mondo scientifico in contemporanea ai primi trapianti nella storia della medicina.

La maggior parte degli organi non può essere prelevata da cadavere, per cui i criteri di accertamento della morte naturale (arresto dell’attività cardiaca e della circolazione sanguigna) non consentivano questo tipo di interventi. L’introduzione del concetto di morte cerebrale forniva una legittimazione scientifica per poter effettuare i trapianti…”

Si, avete letto bene: “La maggior parte degli organi non può essere prelevata da cadavere” e, ancora, “L’introduzione del concetto di morte cerebrale forniva una legittimazione scientifica per poter effettuare i trapianti”.

Come se non bastasse, è la stessa Harvard Medical School di Boston che, nell’articolo “Rethinking Brain Death” (Ripensamento sulla morte cerebrale- Critical Care Medicine ’92) afferma che: non esistono mezzi strumentali atti a dimostrare la “cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”, distruggendo così le fondamenta della “donazione organi” e rendendo così l’art. 1 della Legge italiana L. 578/93 e il Decreto Ministeriale 582/94 privi di fondamento scientifico. Vi ricordano qualcosa, ora, le notizie di cronaca…”…stava per essere espiantato e si risveglia dal coma…”?

Lo spazio è tiranno e non abbiamo alcuna intenzione di tediare i lettori con decine di pubblicazioni facilmente reperibili online…crediamo che questo basti a spingerli ad informarsi al di fuori dei recinti imposti dalla lobby dei trapianti.

Ma il lettore più attento, si starà chiedendo qual è il ruolo dell’AVIS in tutto questo.

La risposta, arriva direttamente dall’AVIS stessa; riportiamo quanto pubblicato sul sito web della sezione AVIS di Albairate: “Quanto sangue serve per i trapianti? I trapianti di ogni tipo di organo, stanno aumentando di numero; i consumi di sangue crescono anche per questo motivo.

Di seguito, a titolo puramente indicativo, sono indicati i consumi stimati per ALCUNI TIPI DI TRAPIANTO.

Trapianto di rene: servono in media 4 donazioni di globuli rossi,

Trapianto di cuore: in media, almeno 10 di rossi, plasma, e piastrine, con picchi di 30/40 sacche totali,

Trapianto di fegato: in media servono 16 sacche di globuli rossi, 35 sacche di plasma fresco congelato e 5 sacche di piastrine.

Fin qui la media, si possono, però, raggiungere punte massime di 160/170 sacche di globuli rossi, 290/300 di plasma e 140 di piastrine per interventi particolarmente delicati ed impegnativi”.

Insomma…per poter effettuare il TRAPIANTO D’ORGANI, serve SANGUE…TANTO SANGUE.

Ed ecco, quindi, spiegate le motivazioni dell’incessante martellamento mediatico AVIS, che si spinge fino alle scuole elementari o, come avvenuto nel Novembre 2006 nel Liceo Ginnasio statale Virgilio di Roma, ad un vero e proprio prelievo di sangue all’interno delle mura scolastiche.

(Vi invitiamo,ancora, ad approfondire Online i possibili rischi di ANEMIA e SINCOPE, legate al prelievo di sangue, soprattutto nelle fasce di età più giovani.)

La propaganda AIDO e AVIS manipola le coscienze; la donazione deve diventare “un atto dovuto”, il più grande atto d’amore, di umanità e di solidarietà.

LA VERITA’ E’ BENE DIVERSA...la donazioni organi, rientra a pieno titolo in quelle logiche egoistiche e consumistiche dettate dall’iper-capitalismo occidentale.

Vi chiediamo…quanta umanità c’è in una vita passata, prima, attendendo con impazienza la morte di un donatore compatibile e, poi, legata a doppio filo a farmaci anti-rigetto e ai loro effetti collaterali?

E quanto egoismo e materialismo si legge, invece, nel messaggio veicolato dall’AIDO, quello, per il donatore, di continuare a vivere nel ricevente scavalcando tutte le leggi naturali, relegando l’uomo a “merce di scambio”, svuotato dei suoi “pezzi” e difficilmente contestualizzabile in un contesto spirituale di “eternità”?

Rethinking brain death – PubMed

Review article

Truog RD, et al. Crit Care Med. 1992.

Authors

Truog RD1, Fackler JC.

Author information

1Department of Anesthesia, Children’s Hospital, Harvard Medical School, Boston, MA 02115.

Citation

Crit Care Med. 1992 Dec;20(12):1705-13.

Abstract

OBJECTIVE: To evaluate whether current criteria for the diagnosis of brain death fulfill the requirement for the “irreversible cessation of all functions of the entire brain, including the brainstem.”

DATA SOURCES: Clinical, philosophical, legal, and public policy literature on the subject of brain death.

DATA EXTRACTION/SYNTHESIS: We advance four arguments to support the view that patients who meet the current clinical criteria for brain death do not necessarily have the irreversible loss of all brain function. First, many clinically brain-dead patients maintain hypothalamic-endocrine function. Second, many maintain cerebral electrical activity. Third, some retain evidence of environmental responsiveness. Fourth, the brain is physiologically defined as the central nervous system, and many clinically brain-dead patients retain central nervous system activity in the form of spinal reflexes. We explore options for resolving these inconsistencies between the conceptual definition and the clinical criteria used to make the diagnosis of brain death.

CONCLUSIONS: Brain death is a valid conception of death because it signifies the permanent loss of consciousness. Brain death criteria should therefore be based on the diagnosis of the permanent loss of consciousness rather than that of the loss of vegetative brain functions. Revision of our current “whole brain” definition of brain death to a “higher brain” standard should be considered.

PMID 1458950 [PubMed – indexed for MEDLINE]

Chirurgia senza sangue, tutti i vantaggi – Matteo Luca Andriola

Domenica , 16 Ottobre 2016 – 22.24

Lettera 43 – Quotidiano online indipendente

Niente trasfusioni. Né sanguinamenti. Così si operano i Testimoni di Geova. Mentre si riduce il rischio infezioni. La nuova tecnica arriva a Sesto S. Giovanni.

di Matteo Luca Andriola

02 Ottobre 2016

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Chirurghi in sala operatoria.

I Testimoni di Geova non accettano trasfusioni di sangue. È un fatto noto a molti, anche se non tutti ne conoscono le radici. Ma da ora – grazie a una nuova tecnica operatoria – non è più un ostacolo insormontabile nella cura del paziente.

Il rifiuto si fonda su motivi dottrinali e su una disposizione presentata al primoconcilio di Gerusalemme nel 49 d.C., esposta in Atti degli Apostoli 15:28-29,che comanda di astenersi «dalle cose sacrificate agli idoli e dal sangue e da ciò che è strangolato e dalla fornicazione».

ASTENSIONE TOTALE. Un’astensione totale, specie in ambito terapeutico, che si rafforza dalla regola tratta dal Levitico, secondo cui si deve evitare che «ciò che esce dal proprio corpo vi possa ritornare». Nemmeno il sangue.

Una questione molto controversa, che che ha portato i detrattori della confessione ad accusarli di lasciar morire i propri figli, dato che il divieto si estende a tutti gli adepti, minori inclusi.

Però, nel tentativo di soddisfare le esigenze dei pazienti Testimoni di Geova, dato che entra in ballo un’annosa questione etica che travalica la fede, i vertici della congregazione religiosa hanno cercato da anni di cooperare con i medici in tal senso attraverso comitati sanitari, sviluppando appositi protocolli terapeutici alternativi alle emotrasfusioni.

DIRITTO DI RIFIUTARE LA TERAPIA. Nel nostro Paese, dove spesso vi è lo scontro fra chi professa un’etica religiosa e una laica, la giurisprudenza ha fatto passi da gigante, ribadendo che il diritto all’autodeterminazione è undiritto assoluto di libertà. Quindi, il dissenso a una terapia medica espresso anticipatamente da un paziente in possesso delle proprie facoltà mentali deve essere rispettato, anche qualora questo versi in pericolo di vita, legittimando quindi il rifiuto in oggetto anche in osservanza a specifiche norme.

Questa garanzia legislativa ha permesso ai Testimoni di Geova di potersi curare nel rispetto delle loro scelte tramite l’inaugurazione, nell’ambito delDipartimento Cardiovascolare dell’istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, un ambulatorio all’ospedale privato convenzionato Multimedica di Sesto San Giovanni, tutto dedicato agli appartenenti della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, che non opera col sangue.

Un reparto pensato ad hoc

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L’ospedale privato convenzionato Multimedica di Sesto San Giovanni.

Il reparto è nato grazie al dottore Giuseppe Vaccari, corresponsabile delreparto di Cardiochirurgia, che si è fatto promotore dell’iniziativa a seguito di numerosi contatti con pazienti Testimoni. Lo stesso Vaccari gestisce l’ambulatorio con Pietro Turco, corresponsabile dell’Elettrofisiologia di Multimedica.

«RISULTATI ECCELLENTI». Specializzato in quella che negli Stati Uniti è definita come «bloodless surgery» (chirurgia senza sangue o «pulita»),Vaccari, spiegava al Corriere che la sua decisione nasceva per «rispondere in tempi brevi alle esigenze cardiologiche e chirurgiche dei pazienti che rifiutano la trasfusione di sangue per motivi di fede», primariamente i Testimoni di Geova.«Quando lavoravo in Piemonte, in 10 anni, ho operato circa 400 Testimoni di Geova, con risultati chirurgici eccellenti, grazie a un ambulatorio dedicato in cui i pazienti venivano inquadrati e preparati pre-operativamente in modo meticoloso. Tale preparazione a volte richiede dei mesi».

Per facilitare questa situazione, il dottor Vaccari spiegava di aver dovuto «sviluppare e scoprire nuove tecniche e modalità chirurgiche che prima non avrei mai preso in considerazione, ottimizzando le conoscenze e tarando la metodica sul paziente specifico».

CLIPS AL TITANIO ANTI-SANGUINAMENTO. Una tecnica che consiste nell’evitare il sanguinamento del paziente usando CLIPS bipolari al titanio che permettono di chiudere, una volta recisi, i vasi sanguigni, GEL che favoriscono la coagulazione a base di trombina e collagene o attraverso una procedura che comporta tra l’altro la preparazione del malato prima e dopo l’intervento, e quindi senza fare ricorso a unità di sangue donato o altre tecniche che i Testimoni accettano malvolentieri, come il recupero intra-operatorio, l’utilizzo della macchina cuore-polmone e l’emodiluizione.

Una sfida per far progredire la medicina. «Lavorare con i testimoni di Geova», ha spiegato infatti Vaccari, «mi ha aiutato a crescere e migliorare come chirurgo, perché ho dovuto sviluppare e scoprire nuove tecniche e modalità chirurgiche che prima non avrei mai preso in considerazione, ottimizzando le conoscenze e tarando la metodica sul paziente specifico».

NON È IL PRIMO CASO AL MONDO. Ma Vaccari non è il solo medico che vuole mettersi alla prova andando oltre le emotrasfusioni. C’è il caso del dott. Nicolas Jabbour, direttore del Nazih Zuhdi transplant institute dell’università dell’Oklahoma, il primo uomo al mondo che fece un trapianto di fegato senza trasfusioni. Libanese, egli spiegava che negli Stati Uniti «ogni anno vengono effettuati dai 20 ai 30 mila interventi [senza sangue, ndr], per la maggior parte su Testimoni di Geova. Sono convinto che si tratti di una grande opportunità per tutti i pazienti e, in genere, per la società. Questo tipo di chirurgia permette di risparmiare sangue, di cui c’è grave carenza in tutto il mondo».

Operare senza sangue costa meno

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In Italia una sacca di sangue può costare dai 153 ai 219 euro.

Quando, negli Anni 70 cominciarono ad aumentare i casi di epatite tra i pazienti trasfusi, diversi medici cominciarono a ricercare alternative alle trasfusioni. Negli Anni 80 c’erano già diverse équipe mediche che operavano senza sangue. Poi, quando scoppiò l’epidemia di Aids, le équipe vennero spesso consultate da altri che desideravano adottare le stesse metodiche.

TREND IN CRESCITA. Negli Anni 90 molti ospedali hanno messo a punto programmi che offrono ai pazienti la possibilità di essere curati senza sangue. È una tendenza in graduale espansione, essendo praticata in tutto il mondo, aZurigo dal dottor Donat R. Spahn, a Londra dal primario chirurgo ortopedico Peter Earnshaw, in Canada da Mark Boyd, mentre negli Stati Uniti, con 75 mila operazioni di questo tipo l’anno, molte delle quali in strutture simili a quelle inaugurate a Sesto, dette bloodless center, uno dei medici all’avanguardia è il dott. Arveh Shander.

In Italia – dove vengono infatti compiuti ogni anno 11 mila interventi senza trasfusioni, e non solo su Testimoni di Geova – operazioni di questo tipo sono state praticate non solo a Sesto, ma presso il reparto di cardiochirurgia pediatrica di Padova, presso l’Unità operativa di Urologia dell’ospedale Bassini diCinisello Balsamo (Mi) e presso il reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale di Careggi a Firenze.

UNA SACCA DI SANGUE COSTA CIRCA 200 EURO. Ma quali sono i vantaggi della «bloodless surgery»? Negli Stati Uniti, dove predomina il sistema sanitario privato, essi sono primariamente di ordine economico, dato il costo complessivo delle trasfusioni si aggira attorno tra il miliardo e i 2 miliardi di dollari l’anno. Da noi la situazione, pur con un sistema sanitario diverso, è simile: secondo il Centro nazionale sangue, una sacca di sangue costerebbe circa dai 153 ai 219 euro; il costo varia a seconda del tipo di raccolta, semplice o aferesi.

A questo va aggiunto il vantaggio sanitario. I fautori della «bloodless surgery»sostengono che evitando le trasfusioni si abbasserebbe il rischio di infezioni trasmesse per via ematica, dato che i vari test di laboratorio eseguiti non garantiscono completamente la sicurezza trasfusionale, dal momento che le indagini diventano positive dopo un periodo di tempo più o meno lungo a seconda delle metodiche utilizzate e della malattia in questione.

RIDUCE IL RISCHIO DI INFEZIONI POSTOPERATORIE. Il dottor Jabbour spiegava che «Periodicamente vediamo comparire nuovi virus. Pensiamo ad esempio a quello del West Nile. Non basta. La chirurgia senza sangue riduce notevolmente il rischio di effetti collaterali e complicanze, come le infezioni postoperatorie. Stanno inoltre comparendo studi che dimostrano una maggiore incidenza di recidive di tumore nei pazienti oncologici trasfusi. Ricevere una sacca di sangue è come ricevere un organo. Il corpo può reagire».

Un’esigenza che non è solo dei Testimoni di Geova

Molte persone associano il rifiuto di emotrasfusioni ai Testimoni di Geova e ai loro precetti dottrinali, ma, citando i rischi, un sondaggio fatto in Canada dalDigital Journal agli inizi del primo decennio del 2000 indicava che l’89% dei canadesi – non Testimoni – preferirebbe un’alternativa al sangue donato, mentre a tutto il 2002, il 30% di tutte le richieste di interventi chirurgici senza sangue provenivano da persone non Testimoni di Geova.

NUOVI STRUMENTI E TECNICHE. L’Encyclopedia of Surgery indica nuovi strumenti e tecniche chirurgiche che permettono ora ai chirurghi di eseguire procedure con minime perdite di sangue. A questo si aggiungono procedure come l’uso in fase pre-operatoria di prodotti farmaceutici per stimolare la produzione di globuli rossi, piastrine e globuli bianchi vari per aumentare il volume del sangue, così come altri farmaci per ridurne le perdite.

COLLE SIGILLANTI E MACCHINE PULITRICI. Nuove colle e sigillanti possono bloccare ferite perforanti o coprire aree più estese di tessuto sanguinante esposto. I pazienti possono ora recuperare il sangue che si perde in un intervento chirurgico o in un trauma tramite l’uso di macchine che puliscono il sangue e lo restituiscono al paziente senza depositarlo, senza parlare del fatto che, in caso di emorragia, nella maggior parte dei casi il volume del sangue può essere sostenuto da fluidi alternativi, come la soluzione di lattato di Ringer, il destrano, l’amido idrossietilico e altri ancora che impediscono lo choc ipovolemico.

Ergo, curare senza sangue si può, basta volerlo.