Salvare la vita col sangue: In che modo?

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Come vedremo, gli aspetti sanitari ed etici connessi con l’uso del sangue hanno diretta attinenza col modo in cui potete salvare il vostro bene più prezioso: la VITA.

SANGUE: INDISPENSABILE ALLA VITA

In che modo il sangue può salvarvi la vita? La cosa senz’altro vi interessa, perché la vostra vita dipende dal sangue. Il sangue trasporta l’OSSIGENO in tutto il corpo, porta via l’ANIDRIDE CARBONICA, vi aiuta ad adattarvi alle variazioni di temperatura ea ELIMINARE TOSSINE, VELENI, ecc.

Non mangerete sangue di alcuna specie di essere vivente, perché il sangue è la vita d’ogni carne; chiunque ne mangerà sarà eliminato”.Levitico 17:13, 14, Ge.

Oggi gli SCIENZIATI SANNO che la LEGGE data agli EBREI era IGIENICAMENTE AVANZATA.

CHE DIRE DELL’IMPIEGO DEL SANGUE IN MEDICINA?

Per circa 2.000 anni, in EGITTO e altrove, “il sangue umano fu considerato il rimedio sovrano per la LEBBRA”.

Un medico descrisse la terapia cui fu sottoposto il figlio del re Esar-Addon quando l’ASSIRIA era all’apice del progresso tecnologico: “Il principe sta molto meglio; il re, mio signore, può essere felice. A partire dal 22 gli darò SANGUE da BERE, ne berrà per 3 giorni. Per altri 3 giorni gli darò SANGUE per USO INTERNO”.

Esar-Addon ebbe contatti con gli ISRAELITI. Nondimeno, avendo la Legge di Dio, gli israeliti non avrebbero mai bevuto sangue a scopo terapeutico.

All’EPOCA dei ROMANI il SANGUE era ADOPERATO in MEDICINA?

Il naturalista Plinio (contemporaneo degli apostoli) e Areteo di Cappadocia, un medico del II secolo, riferiscono che il sangue umano era usato per curare l’EPILESSIA.

In seguito Tertulliano scrisse: “E dove mettete tutti quelli che durante unoSPETTACOLO GLADIATORIO corrono a BERE ingordamente, PER CURARSI il MORBO COMIZIALE, l’EPILESSIA, il SANGUE ANCORA CALDOSGORGANTE dalla STROZZA dei DELINQUENTI SGOZZATI nell’arena?”

Egli fece notare il contrasto con i CRISTIANI, dicendo: “Noi non abbiamo tra i nostri alimenti neppure il sangue degli animali…Per torturare i CRISTIANI porgete loro anche dei SANGUINACCI, perché siete ben certi che sono un cibo a loro proibito”.(Apologetico, 9, trad. di I. Giordani, Roma 1967)

Pertanto i PRIMI CRISTIANI erano DISPOSTI a RISCHIARE la VITA pur di NON PRENDERE SANGUE.

Un libro spiega: “Il sangue nella sua forma più comune…non passò di moda come ingrediente in medicina e nella magia”. E aggiunge: “Nel 1483, per esempio, Luigi XI di Francia era moribondo. ‘Peggiorava di giorno in giorno, e le medicine non gli giovavano affatto, benché fossero di una strana natura; infatti egli sperava ardentemente di rimettersi col SANGUE UMANO che veniva TOLTO a certi BAMBINI e che egli trangugiava’”. R. Tannahill, Flesh and Blood, New York 1975, pp. 63-4.

CHE DIRE DELLE TRASFUSIONI DI SANGUE?

Gli esperimenti in tal senso cominciarono verso l’inizio del XVI secolo. Thomas Bartholin (1616-1680), professore di anatomia presso l’Università di Copenaghen,obiettò: ‘Coloro che sostengono si debba usare sangue umano come rimedio interno per le malattie evidentemente ne abusano e peccano in modo grave. I CANNIBALI sonoCONDANNATI.

NON ABORRIAMO FORSE COLORO CHE BEVONO SANGUE UMANO?

È una cosa simile ricevere, o per bocca o con strumenti atti a trasfonderlo, sangue altrui da una vena incisa. Chi compie questa operazione vive nel terrore della legge divina, secondo la quale è proibito mangiare sangue’. — De sanguinis abusu disputatio, Francoforte 1676, pp. 140-143.

Perciò, nei secoli passati persone riflessive si resero conto che la LEGGE BIBLICA si applicava all’introdurre sangue nelle vene quanto all’assumerlo per bocca.

Bartholin concluse: “Entrambi i modi di prendere sangue servono al medesimo scopo, quello di alimentare o risanare con questo sangue un corpo malato”. —De sanguine vetito disquisitio medica, Francoforte 1673, p. 11.

Questa breve panoramica può aiutarvi a capire la posizione che, per motivi religiosi, i Testimoni di Geova assumono sull’argomento, una posizione su cui non possono transigere. Essi stimano altamente la vita e intendono avvalersi di terapie mediche valide. Ma sono determinati a non violare la LEGGE di DIO, che è sempre stata questa: Chi rispetta la vita come dono del Creatore non cerca di sostenerla assumendo sangue.

EPPURE PER ANNI SI E’ RIPETUTO CHE IL SANGUE SALVA LA VITA

I MEDICI menzionano casi di PERSONE con PERDITE MASSIVE di SANGUE che,TRASFUSE, SI SONO RIPRESE RAPIDAMENTE.

Perciò potreste chiedere: ‘FINO A CHE PUNTO QUESTA POSIZIONE è VALIDA dal PUNTO di VISTA MEDICO?’

A sostegno della terapia trasfusionale vengono addotte ragioni di carattere medico.

Per poter compiere una scelta consapevole in merito al sangue E’ quindi GIUSTO CHE CONOSCIATE I FATTI.

Parole dell’apostolo Paolo, riportate in Atti 17:25, 28, Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture.

#DIVIETI SIMILI furono poi INCLUSI nel CORANO.

TRASFUSIONI di SANGUE: SONO SICURE?

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Oggigiorno sono considerate uno dei principali presidi terapeutici.

Molti medici che hanno a cuore il benessere dei pazienti non hanno esitazioni a somministrare sangue.

Donare sangue è stato paragonato al donare la vita.

Milioni di persone donano o ricevono sangue.

Per esempio, nel 1986-87 in Canada i donatori sono stati 1.300.000 su una popolazione di 25 milioni di persone. “Nell’anno più recente per cui sono disponibili delle statistiche, nei soli Stati Uniti sono state trasfuse dai 12 ai 14 milioni di unità di sangue”. —The New York Times, 18 febbraio 1990.

Il SANGUE è sempre stato circondato da un ALONE MAGICO’”, osserva ladottoressa Louise J. Keating. “Nei primi 46 anni sia la classe medica che il pubblico considerarono le scorte di sangue più sicure di quanto in realtà non fossero”. (Cleveland Clinic Journal of Medicine, maggio 1989)

QUAL ERA LA SITUAZIONE ALLORA, E QUAL E’ OGGI?

Già trent’anni fa venne detto da patologi e addetti alle banche del sangue: “Il SANGUE è DINAMITE! Può fare molto bene o molto male.

La MORTALITA’ da TRASFUSIONE di SANGUE è UGUALE a quella daANESTESIA ETEREA o da APPENDICECTOMIA.

Si dice che si verifichi 1 CASO di MORTE ogni 1.000-3.000 o forse 5.000TRASFUSIONI.

Nella zona di LONDRA l’incidenza sarebbe di 1 DECESSO ogni 13.000 FLACONI diSANGUE TRASFUSO.New York State Journal of Medicine, 15 gennaio 1960.

Da allora i PERICOLI sono forse stati ELIMINATI?

Si può dire che ora le TRASFUSIONI siano SICURE?

Ebbene, OGNI ANNO sono CENTINAIA di MIGLIAIA le PERSONE che subisconoDANNI a CAUSA del SANGUE, e MOLTE MUOIONO.

SANGUE E IMMUNITÀ

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Agli inizi del secolo gli scienziati cominciarono a comprendere meglio la straordinaria complessità del sangue. Appresero che esistono vari GRUPPI SANGUIGNI.

Nelle trasfusioni è determinante accertare la compatibilità fra il sangue del paziente e quello del donatore.

Se un paziente con sangue del gruppo A riceve sangue del gruppo B, può verificarsi una GRAVE REAZIONE EMOLITICA che può distruggere gran parte dei suoi globuli rossi e portare in poco tempo alla MORTE.

Benché ora la tipizzazione dei gruppi sanguigni e le prove crociate di compatibilità vengano eseguite di routine, sono sempre possibili degli errori.

OGNI ANNO un certo numero di PAZIENTI MUOIONO in seguito a REAZIONI EMOLITICHE.

I fatti dimostrano che il problema della COMPATIBILITA’ va ben OLTRE i relativamente pochi GRUPPI SANGUIGNI per cui vengono eseguite le prove crociate.

COME MAI?

In un suo articolo intitolato “EMOTRASFUSIONI: usi, abusi e pericoli”, il dott.Douglas H. Posey junior scrive: “Quasi 30 anni fa Sampson descriveva laTRASFUSIONE di SANGUE come una procedura relativamente PERICOLOSA…

Da allora sono stati individuati e caratterizzati almeno altri 400 ANTIGENI dei GRUPPI SANGUIGNI. Non c’è dubbio che il numero continuerà a salire perché laMEMBRANA degli ERITROCITI è ENORMEMENTE COMPLESSA”. —Journal of the National Medical Association, luglio 1989

Ora gli scienziati stanno studiando l’effetto che il SANGUE TRASFUSO ha sulle difese dell’organismo, cioè sul SISTEMA MMUNITARIO.

COSA POTREBBE SIGNIFICARE QUESTO PER VOI O PER UN VOSTRO FAMIGLIARE CHE DOVESSE SOTTOPORSI A UN INTERVENTO CHIRURGICO?

Circa 1 TRASFUSIONE su 100 è accompagnata da FEBBRE, BRIVIDI, ORTICARIA…..….

Circa 1 TRASFUSIONE di ERITROCITI su 6.000 dà luogo a una REAZIONE EMOLITICA.

Questa è una GRAVE REAZIONE IMMUNITARIA che può verificarsi in modo acuto o qualche giorno dopo la trasfusione; PUO’ PROVOCARE insufficienza renale acuta, shock, coagulazione intravascolare disseminata e anche la MORTE”.Congresso NIH (National Institutes of Health), 1988.

Quando viene TRAPIANTO un cuore, un fegato o un altro organo, il SISTEMA IMMUNITARIO del RICEVENTE avverte la presenza del TESSUTO ESTRANEO, e ciò può dar luogo a un fenomeno di RIGETTO.

ANCHE la TRASFUSIONE è un TRAPIANTO di TESSUTO.

Persino il SANGUE che ha SUPERATO le PROVE CROCIATE di COMPATIBILITA’ può DEPRIMERE seriamente il SISTEMA IMMUNITARIO.

A un congresso di patologia è stato ribadito che centinaia di relazioni scientifiche “hanno stabilito un NESSO fra TRASFUSIONI di SANGUE e RISPOSTE IMMUNITARIE”. —Medical World News,11 dicembre 1989.

Fra i COMPITI PRINCIPALI del SISTEMA IMMUNITARIO c’è quello diINDIVIDUARE E DISTRUGGERE le CELLULE MALIGNE (cancerose).

L’ IMMUNO-SOPRESSIONE potrebbe aumentare il RISCHIO di AMMALARSI diCANCRO e di MORIRE?

ECCO DUE NOTIZIE IN MERITO.

La RIVISTA CANCER (15 febbraio 1987) ha pubblicato i risultati di uno studio condotto nei Paesi Bassi: “Nei PAZIENTI affetti da CANCRO del COLON è stato riscontrato un significativo EFFETTO SFAVOREVOLE delle TRASFUSIONI sullaSOPRAVVIVENZA a LUNGO TERMINE.

In questo gruppo la SOPRAVVIVENZA GLOBALE CUMULATIVA in un periodo di 5 anni è stata del 48% nei PAZIENTI TRASFUSI e del 74% nei PAZIENTI NON TRASFUSI”.

Un gruppo di medici della University of Southern California ha seguito UN CENTINAIO di PAZIENTI sottoposti a interventi di chirurgia oncologica. “LaRECIDIVITA’ di tutti i CARCINOMI LARINGEI è stata del 65% nei PAZIENTITRASFUSI. 14% nei PAZIENTI NON TRASFUSI.

Per i TUMORI del CAVO ORALE, della FARINGE e del NASO o dei SENI PATANASALI, il tasso di RECIDIVE è stato del 71% nei PAZIENTI TRASFUSI”.31% nei PAZIENTI NON TRASFUSIAnnals of Otology, Rhinology & Laryngology, marzo 1989.

Alla domanda sul perché avesse rifiutato una trasfusione di sangue, lo scienziato danese NIELS JERNE, premio NOBEL per la MEDICINA nel 1984, ha risposto: “IL SANGUE di un individuo è come le sue IMPRONTE DIGITALI: non esistono 2 tipi di sangue esattamente uguali”.

COSA INDICANO QUESTI STUDI RIGUARDO ALLE TRASFUSIONI?

In un suo articolo intitolato EMOTRASFUSIONI e CHIRURGIA ONCOLOGICA”,il dott. John S. Spratt osserva: “Il chirurgo oncologo potrebbe dover rinunciare alle trasfusioni”.The American Journal of Surgery, settembre 1986.

Un altro compito fondamentale del SISTEMA IMMUNITARIO è quello di difendere l’organismo dalle INFEZIONI. Si capisce pertanto perché alcuni studi rivelino che i PAZIENTI TRASFUSI sono PIU’ SOGGETTI alle INFEZIONI.

Il dott. P. I. Tartter ha compiuto uno studio su pazienti sottoposti a CHIRURGIA COLORETTALE, di quelli TRASFUSI, il 25% aveva contratto INFEZIONI, in paragone col 4% dei NON TRASFUSI.

Tartter riferisce: “TRASFUSIONI di SANGUE somministrate prima, durante o dopo l’intervento sono state associate a COMPLICAZIONI INFETTIVE…

Il RISCHIO di CONTRARRE un’INFEZIONE POST-OPERATORIAAUMENTAVA PROPORZIONALMENTE al NUMERO di UNITA’ di SANGUE TRASFUSE”. (The British Journal of Surgery, agosto 1988)

I partecipanti a un congresso tenuto nel 1989 dall’Associazione americana delle banche del sangue hanno appreso che mentre il 23% dei PAZIENTI che avevano RICEVUTOSANGUE OMOLOGO nel corso di un intervento di SOSTITUZIONE dell’ARTICOLAZIONE dell’ANCA avevano contratto INFEZIONI, i PAZIENTINON TRASFUSI non avevano avuto NESSUNA INFEZIONE.

A proposito di questi EFFETTI COLLATERALI delle TRASFUSIONI di SANGUE, ildott. John A. Collins scrive: “Sarebbe il colmo dell’ironia se si riscontrasse che una‘terapia’ della cui reale EFFICACIA esistono BEN POCHE PROVE addiritturaAGGRAVA uno dei problemi principali che questi pazienti devono affrontare”. — World Journal of Surgery, febbraio 1987.

TRASFUSIONI DI SANGUE E MALATTIE

Quali sono queste malattie?

In effetti non ce ne sono una o due soltanto, ma davvero molte.

Dopo aver preso in esame quelle più note, un testo menziona “ALTRE MALATTIE ASSOCIATE alle TRASFUSIONI”, come la sifilide, l’infezione cosiddetta da citomegalovirus e la malaria, erpesmononucleosi, toxoplasmosi, tripanosomiasi[malattia del sonno africana e morbo di Chagas], leishmaniosi, brucellosi [febbre maltese], tifo, filariosi, morbillo, salmonellosi e febbre delle Montagne Rocciose”.Techniques of Blood Transfusion, a cura di L. C. Stehling, Boston 1982, pp. 189-90.

Il prof. LABIN di New York afferma (come la Medicina Biologica ha sempre affermato) che il SANGUE (non proprio) TRASFUSO fa MALE, infatti nel TRASFUSO si “INIETTANO” anche TUTTE le MALATTIE del DONATORE.

SANGUE, FEGATO ROVINATO, E…

Un giornale americano afferma: “Ironicamente, l’AIDS trasmesso dal sangue…non ha mai costituito una minaccia tanto grave quanto altre malattie, per esempiol’EPATITE”. — Washington Post, 5 luglio 1988.

Molti hanno infatti contratto una GRAVE FORMA di EPATITE, per la quale non esiste una cura specifica, e sono MORTI.

Secondo un periodico (U.S.News & World Report del 1° maggio 1989), negli Stati Uniti circa il 5% dei TRASFUSI contrae l’EPATITE: 175.000 PERSONE l’anno. Di questi, LA META’ CIRCA diventa MALATO CRONICO e almeno 1 su 5 SVILUPPA una CIRROSI o un CANCRO del FEGATO.

Si calcola che 4.000 MUOIONO. Pensate ai titoli di giornale QUANDO CADE unJUMBO e tutti i passeggeri perdono la vita.

Ma 4.000 MORTI all’anno equivalgono a quelli provocati dalla CADUTA di unJUMBO OGNI MESE!

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Da tempo i medici sapevano che una forma più blanda di EPATITE (quella di tipo A) E’ CAUSATA da CIBI e ACQUA CONTAMINATI.

Poi scoprirono che una FORMA PIU’ GRAVE era CAUSATA dalla TRASFUSIONE di SANGUE, e non c’erano test di controllo idonei.

Infine alcuni brillanti scienziati trovarono il modo per individuare le “IMPRONTE”lasciate dall’EPATITE tipo B.

All’inizio degli anni ’70, in alcuni paesi il SANGUE veniva sottoposto aCONTROLLO.

Le scorte di sangue sembravano sicure e pareva che l’impiego del sangue avesse un luminoso futuro. Era così?

Non passò molto prima che si scoprisse che MIGLIAIA di PERSONE che avevano ricevuto SANGUE SOTTOPOSTO a CONTROLLO avevano contratto ugualmente l’EPATITE.

Molti, debilitati dalla malattia, appresero che il loro FEGATO era ormai ROVINATO.

MA SE IL SANGUE ERA STATO CONTROLLATO, COM’ERA POTUTO SUCCEDERE QUESTO?

Il SANGUE era veicolo di un’ALTRA FORMA di EPATITE, definita NON-A non-B (NANB), ora chiamata EPATITE C. Per un decennio essa fu il TERRORE di chi doveva ricevere trasfusioni, COLPENDO dal 8 al 17% dei TRASFUSI in Giappone, Israele, Italia, Spagna, Svezia e Stati Uniti.

Autorevoli esperti”, osserva l’Harvard Medical School Health Letter(novembre 1989), “temono che A, B, C e D non rappresentino l’intero alfabeto dei tipi di EPATITE; potrebbero saltarne fuori degli altri”.

In effetti l’ELENCO di queste MALATTIE  si va ALLUNGANDO.

Forse avrete letto titoli come “MORBO di LYME da TRASFUSIONI? È improbabile, ma gli ESPERTI lo SOSPETTANO”.

È SICURO il SANGUE di un DONATORE risultato POSITIVO al TEST per ilMORBO di LYME?

A un gruppo di MEDICI è stato chiesto se avrebbero accettato di farsi trasfondere quel sangue. “TUTTI HANNO RISPOSTO di NO, anche se nessuno ha raccomandato di scartare il sangue di questi donatori”. Cosa deve pensare la gente se gli addetti stessi non accetterebbero quel sangue conservato nelle emoteche? —The New York Times, 18 luglio 1989.

Un SECONDO MOTIVO di PREOCCUPAZIONE è che il sangue raccolto in un paese in cui è diffusa una certa malattia può essere impiegato in luoghi molto distanti, dove né la gente né i medici sono a conoscenza del pericolo. Con la facilità con cui oggi ci si sposta da un luogo all’altro e con l’aumento dei RIFUGIATI e degli IMMIGRATI in generale, aumenta il rischio che un prodotto ematico possa trasmettere qualche MALATTIA ESOTICA.

Inoltre, uno specialista avverte: “Può darsi che le TRASFUSIONI di SANGUE possanoCAUSARE altre MALATTIE come LEUCEMIA, LINFOMA e DEMENZA SENILE, [o morbo di ALZHEIMER]”. —Transfusion Medicine Reviews, gennaio 1989.

PER QUANTO QUESTI RISCHI METTANO GIA’ PAURA, CE NE SONO ALTRI MOLTO PIU’ TEMIBILI.

 LA PANDEMIA DI AIDS

“L’AIDS ha modificato per sempre l’opinione di medici e pazienti in merito al sangue. E la cosa ha i suoi lati positivi, dicono i medici radunati per un congresso sulle emotrasfusioni presso i National Institutes of Health”. —Washington Post, 5 luglio 1988.

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Il MORBO di CHAGAS illustra come il sangue può diffondere una malattia a distanza.Il Medical Post (16 gennaio 1990) riferisce che ‘nell’AMERICA LATINA ci sono dai 10 ai 12 MILIONI di PERSONE AFFETTE da QUESTA MALATTIA nella sua FORMA CRONICA’.

Questo morbo è stato definito “UNO DEI RINCIPALI RISCHI TRASFUSIONALI nell’AMERICA del SUD”.

Un INSETTO “ASSASSINOPUNGE sul viso una vittima che dorme, ne SUCCHIA il SANGUE e DEPONE i suoi ESCREMENTI nella FERITA.

La vittima può essere portatrice del MORBO di CHAGAS per anni (e nel frattempo donare sangue) prima di manifestare COMPLICAZIONI CARDIACHE LETALI.

PERCHE’ LA COSA DOVREBBE PREOCCUPARE CHI VIVE IN CONTINENTI DISTANTI?

Sul New York Times del 23 maggio 1989, parlando di PAZIENTI UNO dei QUALI DECEDUTO — che avevano contratto il MORBO di CHAGAS in seguito a unaTRASFUSIONE, il dott. L. K. Altman ha scritto: “Altri casi potrebbero essere passati inosservati perché qui i MEDICI NON HANNO DIMESTICHEZZA col MORBO di CHAGAS, NE’ SI RENDONO CONTO che PUO’ ESSERE TRASMESSO con le TRASFUSIONI”.

Il SANGUE PUO’ quindi DIFONDERE MALATTIE A GRANDE DISTANZA.

VALIDE ALTERNATIVE ALL’EMOTRASFUSIONE

Forse penserete: ‘È vero che le TRASFUSIONI sono PERICOLOSE, MA CI SONO ALTERNATIVE VALIDE?’ La domanda è logica.

Il dott. Grant E. Steffen mette in evidenza due fattori fondamentali: “Una terapia medica è valida se i suoi elementi hanno la capacità di conseguire legittimi obiettivi sanitari e non sanitari”. (The Journal of the American Medical Association, 1° luglio 1988).

Fra gli OBIETTIVI NON SANITARI ci può essere l’esigenza di non violare le norme etiche del paziente o la sua coscienza educata secondo i princìpi della Bibbia. — Atti 15:28, 29.

Dobbiamo concludere che attualmente ci sono molti pazienti che ricevono sangue ed emoderivati senza avere nessuna possibilità di trarre beneficio dalla trasfusione (non hanno bisogno di sangue) e correndo invece concreti rischi di conseguenze dannose. Nessun medico esporrebbe consapevolmente un paziente a una terapia che non può giovargli ma che potrebbe nuocergli, eppure questo è esattamente ciò che accade quando si trasfonde sangue senza necessità”. — Transfusion-Transmitted Viral Diseases, 1987.

ESISTONO MODI LECITI ed EFFICACI per AFFRONTARE SERI PROBLEMI MEDICI SENZA FARE USO DI SANGUE?

La RISPOSTA è SI’.

Benché anche prima la maggioranza dei chirurghi dichiarasse di somministrare sangue solo quando ciò era assolutamente necessario, DOPO il DIFFONDERSI dell’EPIDEMIA di AIDS l’IMPIEGO di SANGUE è NOTEVOLMENTE DIMINUITO. Come si legge in un editoriale di un periodico sanitario (Mayo Clinic Proceedings, settembre 1988), “uno dei pochi vantaggi dell’epidemia” è stato che essa “ha indotto pazienti e medici ad adottare varie strategie per evitare le trasfusioni di sangue”.

IL PORTAVOCE di una BANCA del SANGUE spiega: “Ciò che è cambiato è l’intensità del messaggio, la sensibilità dei clinici al messaggio (grazie a una maggiore consapevolezza dei rischi), e il FORTE INCENTIVO a PRENDERE in CONSIDERAZIONE le ALTERNATIVE”.Transfusion Medicine Reviews,ottobre 1989.

SI NOTI: ESISTONO ALTERNATIVE!

La cosa diventa comprensibile se si tiene presente:

IL MOTIVO PER CUI SI FANNO LE TRASFUSIONI DI SANGUE.

L’EMOGLOBINA presente nei globuli rossi TRASPORTA l’OSSIGENO necessario alla salute e alla vita.

SE UN INDIVIDUO HA PERSO MOLTO SANGUE, potrebbe sembrare che la cosa più logica sia quella di sostituirlo.

NORMALMENTE il LIVELLO di EMOGLOBINA è di circa 14-15 grammi per ogni 100 centimetri cubi di sangue (14 g/dl). (Un altro modo per indicarne la concentrazione èl’EMATOCRITO, il cui valore di solito è del 45%).

La “NORMA” ERA quella di TRASFONDERE il PAZIENTE PRIMA di un INTERVENTO se l’EMOGLOBINA era INFERIORE a 10 g/dl(EMATOCRITO 30%).

Secondo il periodico svizzero Vox Sanguinis (marzo 1987), “il 65% degli ANESTESISTI richiedeva che il LIVELLO PRE-OPERATORIO dell’EMOGLOBINA nei PAZIENTI da sottoporre a CHIRURGIA ELETTIVA fosse di10 g/dl”.

Ma a un congresso sulla trasfusione di sangue tenuto nel 1988 il prof. Howard L. Zauderha chiesto: “COME SI E’ ARRIVATI A QUESTO NUMERO MAGICO’?” Quindi ha aggiunto: “L’EZIOLOGIA della norma secondo la quale il paziente deve avere 10 grammi di EMOGLOBINA (Hb) PRIMA di essere sottoposto ad ANESTESIA, SI PERDE nelle OSCURE NEBBIE della TRADIZIONE e NON E’ SUFFRAGATA da PROVE CLINICHE o SPERIMENTALI”. Pensate alle molte migliaia di pazientitrasfusi sulla base di questa NORMA OSCURA e NON SUFFRAGATA da PROVE!

QUALCUNO POTREBBE CHIEDERE:

Perché il VALORE NORMALE dell’EMOGLOBINA è 14 g/dl SE NE BASTA MENO?’

Perché in questo modo si ha una notevole RISERVA o CAPACITA’ di INCREMENTARE l’APPORTO di OSSIGENO in caso di ESERCIZIO FISICO o LAVORO PESANTE.

Studi eseguiti su PAZIENTI ANEMICI hanno addirittura evidenziato che “è difficile rilevare un deficit nella capacità lavorativa anche con concentrazioni diEMOGLOBINA di soli 7 g/dl. Altri hanno riscontrato solo una MODERATA RIDUZIONE FUNZIONALE”. — Contemporary Transfusion Practice,1987.

Se è vero che gli adulti possono adattarsi a un basso livello di EMOGLOBINA, che dire dei BAMBINI?

Il dott. James A. Stockman III afferma: “Salvo poche eccezioni, i NEONATI PREMATURI subiscono un CALO dell’EMOGLOBINA nei PRIMI UNO-TRE MESI…………………In NEONATOLOGIA le indicazioni a trasfondere non sono ben definite. In realtà MOLTI BAMBINI PICCOLI sembrano tollerare LIVELLI di EMOGLOBINA NOTEVOLMENTE BASSI SENZA apparenti DIFFICOLTA’ CLINICHE”.Pediatric Clinics of North America,febbraio 1986.

“Secondo alcuni autori, LIVELLI di EMOGLOBINA anche di 2-2,5 g/1 dl possono essere ACCETTABILI.…….………..L’INDIVIDUO SANO PUO’ TOLLERARE una PERDITA del 50% della MASSA dei GLOBULI ROSSI e risultare quasi del tutto ASINTOMATICO se laPERDITA di SANGUE è DISTRIBUITA in un CERTO ARCO di TEMPO”.Techniques of Blood Transfusion, 1982.

Tutto questo NON SIGNIFICA che NON OCCORRA FAR NULLA SE SI è PERSO MOLTO SANGUE in un INCIDENTE o nel corso di un INTERVENTO.

Se la PERDITA è RAPIDA e IMPONENTE, la PRESSIONE SANGUIGNA SCENDE e può subentrare lo SHOCK.

CIO’ CHE OCCORRE FARE innanzi tutto è ARRESTARE l’EMORRAGIA eRIPRISTINARE il VOLUME della MASSA CIRCOLANTE. Questo ONDE EVITARE lo SHOCK e mantenere in circolo i restanti GLOBULI ROSSI e gli altri componenti del sangue.

SI PUO’ RIPRISTINARE il VOLUME CIRCOLANTE SENZA FARE RICORSO aSANGUE INTERO o PLASMA SANGUIGNO.

  • Esistono vari LIQUIDI NON EMATICI che sono EFFICACI comeESPANSORI del VOLUME PLASMATICO.
  • IL PIU’ SEMPLICE è una SOLUZIONE SALINA, che ha il vantaggio di essere economica e compatibile col nostro sangue.
  • Ci sono anche LIQUIDI con PROPRIETÀ‘ PARTICOLARI, come i DESTRANI, l’EMAGEL e il RINGER LATTATO.
  • Un succedaneo PIU’ RECENTE è l’AMIDO IDROSSIETILICO (HETASTARCH o HES), che “può essere sicuramente RACCOMANDATO per quei PAZIENTI USTIONATI che RIFIUTANO il SANGUE e i suoi DERIVATI”. (Journal of Burn Care & Rehabilitation,gennaio/febbraio 1989)
  • Questi prodotti presentano sicuramente dei vantaggi.
  • Le SOLUZIONI CRISTALLOIDI [come la normale SOLUZIONE SALINA e il RINGER LATTATO], il DEXTRAN e l’HES (Hetastarch, Amido Idrossietilico) sono relativamente ATOSSICI e poco costosi, prontamente disponibili, possono essere conservati a temperatura ambiente, non richiedono prove di compatibilità e sono ESENTI dal RISCHIO delle MALATTIE TRASMISSIBILI con le TRASFUSIONI di SANGUE”. — Blood Transfusion Therapy— A Physician’s Handbook,1989, p. 36.

MA POTRESTE CHIEDERE:

‘Come possono essere efficaci questi PRODOTTI NON EMATICI se per trasportare l’OSSIGENO nell’organismo ci vogliono i GLOBULI ROSSI?

Come si è detto, il corpo ha delle RISERVE per quanto riguarda l’apporto diOSSIGENO.

SE C’ E’ una PERDITA di SANGUE, intervengono MERAVIGLIOSI MECCANISMI DI COMPENSAZIONE.

Il CUORE POMPA PIU’ SANGUE AD OGNI BATTITO.

Dato che il SANGUE PERDUTO è stato SOSTITUITO con un FLUIDO ADATTO, il SANGUE così DILUITO CIRCOLA più FACILMENTE, fin nei VASI PIU’ PICCOLI. Come risultato di modificazioni chimiche, AI TESSUTI viene CEDUTO PIU’ OSSIGENO.

Questi ADATTAMENTI sono così EFFICACI che ANCHE CON LA META’ soltanto dei GLOBULI ROSSI l’apporto di OSSIGENO può ancora ammontare a CIRCA il 75% del NORMALE.

Un PAZIENTE a RIPOSO UTILIZZA solo il 25% dell’OSSIGENO disponibile nel suo SANGUE.

E la maggioranza dei FARMACI PER ANESTESIA GENERALE riducono il bisognodi OSSIGENO da parte dell’organismo.

COSA POSSONO FARE I MEDICI?

Il medico esperto può aiutare chi ha perso sangue e quindi ha meno globuli rossi. Una volta RISTABILITO il VOLUME CIRCOLANTE, il medico può SOMMINISTRAREOSSIGENO ad ALTA CONCENTRAZIONE. Così se ne mette a disposizionedell’organismo una maggiore quantità, spesso con OTTIMI RISULTATI.

Alcuni medici britannici hanno usato questo sistema su UNA PAZIENTE che aveva PERSO così TANTO sangue che “IL SUO LIVELLO di EMOGLOBINA era SCESO a 1,8 g/dl. La paziente è stata sottoposta con SUCCESSO a trattamento…….conOSSIGENO ad ALTE CONCENTRAZIONI per INALAZIONE e TRASFUSIONI di GRANDI QUANTITA’ di SOLUZIONE GELATINOSA [EMAGEL]”. (Anaesthesia,gennaio 1987) La relazione afferma pure che altri PAZIENTI con EMORRAGIA ACUTA sono stati sottoposti a trattamento in CAMERA IPERBARICA conRISULTATI POSITIVI.

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La MACCHINA per la CIRCOLAZIONE EXTRACORPOREA (cuore-polmone) si è rivelata MOLTO UTILE nella cardiochirurgia SU PAZIENTI CHE RIFIUTANO ILSANGUE.

Il medico può anche aiutare il paziente a PRODURRE più GLOBULI ROSSI. COME?

Somministrandogli (per via intramuscolare o intravenosa) PREPARATI a BASE diFERRO, che possono aiutare l’organismo a produrre GLOBULI ROSSI a un RITMO 3 o 4 VOLTE PIU’ RAPIDO del NORMALE.

ORA C’E’ ANCHE UN ALTRO METODO.

I RENI producono un ORMONE chiamato ERITROPOIETINA (EPO), cheSTIMOLA il MIDOLLO OSSEO a produrre GLOBULI ROSSI. È stato ora realizzatoun PRODOTTO SINTETICO, l’ERITROPOIETINA da DNA RICOMBINANTE. Il medico può somministrarlo a certi PAZIENTI ANEMICI per aiutarli a sostituire iGLOBULI ROSSI con GRANDE RAPIDITA’.

Anche in FASE OPERATORIA, chirurghi e anestesisti coscienziosi e capaci possono aiutare il paziente impiegando METODICHE AVANZATE perRIDURRE AL MINIMO le PERDITE di SANGUE.

È senz’altro DA RACCOMANDARE l’adozione di meticolose tecniche operatorie, comel’ELETTRO-CAUTERIZZAZIONE per RIDURRE al MINIMO ilSANGUINAMENTO.

A volte il SANGUE che si RACCOGLIE nella FERITA può essere ASPIRATO, FILTRATO e REIMMESSO in CIRCOLO.

I PAZIENTI collegati a una MACCHINA CUORE-POLMONE avviata con un liquido non ematico possono trarre vantaggio dalla conseguente EMODILUIZIONE, che RIDUCE la PERDITA di GLOBULI ROSSI.

SI STANNO ABBANDONANDO VECCHI CONCETTI circa il TRASPORTO OSSIGENO ai TESSUTI, la GUARIGIONE delle FERITE e il ‘VALORE NUTRITIZIO’ del SANGUE.L’ESPERIENZA con PAZIENTI Testimoni di Geova dimostra che l’ANEMIA GRAVE è BEN TOLLERATA”. The Annals of Thoracic Surgery,marzo 1989.

ESISTONO ALTRE UTILI METODICHE.

IPOTERMIA: abbassando la temperatura corporea del paziente se ne riduce il fabbisogno di ossigeno durante l’intervento.

ANESTESIA IPOTENSIVA. Terapie che favoriscono la COAGULAZIONE.

DESMOPRESSINA (DDAVP) per RIDURRE il TEMPO di EMORRAGIA.

BISTURI al LASERi.

Vedrete che l’ELENCO SI ALLUNGHERA’ man mano che medici e pazienti preoccupati cercheranno altri modi per evitare le trasfusioni di sangue.

SPERIAMO che NON DOBBIATE mai PERDERE una GROSSA QUANTITA’ di SANGUE.

MA SE DOVESSE CAPITARVI, è molto probabile che MEDICI CAPACIPOSSANO CURARVI SENZA TRASFUSIONI RISPARMIANDOVI tutti i RISCHI che esse comportano.

CHIRURGIA SÌ, MA SENZA TRASFUSIONI

Oggi molti non vogliono ricevere sangue. Chiedono per ragioni sanitarie ciò che i Testimoni di Geova richiedono basilarmente per motivi religiosi: valide terapie mediche alternative alle emotrasfusioni. Come abbiamo visto, E’ POSSIBILE ESEGUIRE GROSSI INTERVENTI CHIRURGICI SENZA SANGUE.

Se avete ancora dei dubbi, qualche altra citazione da pubblicazioni scientifiche può aiutarvi a dissiparli.

ANCHE I BAMBINI PICCOLI?

48 INTERVENTI A CUORE APERTO su BAMBINI sono stati eseguiti adottando metodiche alternative alle emotrasfusioni indipendentemente dal grado di complessità chirurgica”. ALCUNI BAMBINI PESAVANO SOLO 4,7 kg.

Visti i costanti RISULTATI POSITIVI ottenuti con i Testimoni di Geova e il rischio di gravi complicazioni insito nelle trasfusioni di sangue, attualmente stiamo eseguendo la maggior parte degli INTERVENTI di CARDIOCHIRURGIA PEDIATRICA SENZA TRASFUSIONI”. Circulation,settembre 1984.

L’articolo “QUADRUPLA SOSTITUZIONE di GROSSE ARTICOLAZIONI in unPAZIENTE Testimone di Geova” (Orthopaedic Review, agosto 1986) parlava di unPAZIENTE ANEMICO con “DEGENERAZIONE, allo STADIO AVANZATO di entrambe le ARTICOLAZIONI del GINOCCHIO e dell’ANCA”. PRIMA e DOPO gli INTERVENTI fu SOMMINISTRATO con BUONI RISULTATI un DESTRANO contenente FERRO.

Il British Journal of Anaesthesia (1982) riferiva il caso di una Testimone di Geova 52enne con un LIVELLO di EMOGLOBINA INFERIORE a 10 g/dl. Per ridurre al minimo la perdita di sangue, l’intervento di sostituzione totale delle articolazioni dell’anca e della spalla venne eseguito in anestesia ipotensiva. Unéquipe chirurgica dell’Università dell’Arkansas (USA) impiegò la stessa tecnica in UN CENTINAIO di INTERVENTI di SOSTITUZIONE dell’ARTICOLAZIONE dell’ANCA suPAZIENTI Testimoni di Geova, e questi SI RIPRESERO TUTTI BENE. Il primario del reparto osserva: “Ciò che abbiamo appreso da questi pazienti Testimoni di Geova ora lo applichiamo a tutti i nostri pazienti sottoposti a SOSTITUZIONE TOTALE dell’ARTICOLAZIONE dell’ANCA”.

La coscienza di alcuni Testimoni di Geova permette loro di accettare TRAPIANTI D’ORGANO se l’intervento è eseguito SENZA SANGUE.

Una relazione su 13 TRAPIANTI di RENE terminava dicendo: “I risultati complessivi indicano che la maggioranza dei [pazienti] testimoni di Geova può essere sottoposta con sicurezza ed efficacia a TRAPIANTO RENALE”. (Transplantation, giugno 1988)

Il RIFIUTO del SANGUE NON ha IMPEDITO di eseguire con successo nemmeno iTRAPIANTI DI CUORE.

CHE DIRE DI ALTRI TIPI DI OPERAZIONI SENZA SANGUE?

Un periodico di informazione sanitaria (Medical Hotline, aprile/maggio 1983) parlava di “Testimoni di Geova sottoposte a GROSSI INTERVENTI di GINECOLOGIA e OSTETRICIA [presso la Wayne State University, negli USA] SENZA TRASFUSIONI di SANGUE”.

Il periodico osservava: “La MORTALITA‘ e la percentuale di COMPLICANZE non sono state maggiori che nelle donne sottoposte agli stessi interventi e trasfuse”. Dopo di che commentava: “I risultati di questo studio autorizzerebbero a tentare un approccio nuovo, per quanto riguarda l’impiego del sangue, con tutte le donne che si sottopongono ainterventi di ostetricia e ginecologia”.

Presso l’ospedale dell’Università di Gottinga, in Germania, 30 PAZIENTI sottoposti aINTERVENTI di CHIRURGIA GENERALE RIFIUTARONO IL SANGUE. “Non ci sono state complicazioni che non potessero sorgere anche in pazienti che accettano le emotrasfusioni…. Non si deve attribuire eccessiva importanza all’impossibilità di praticare una trasfusione, né questo dovrebbe indurre ad astenersi dall’eseguire un’operazione necessaria e giustificata sotto il profilo chirurgico”. —Risiko in der Chirurgie,1987.

Anche INTERVENTI di NEUROCHIRURGIA sono stati eseguiti senza impiego di sangue su numerosi adulti e bambini, per esempio al Medical Center dell’Università di New York. Nel 1989 il dott. Joseph Ransohoff, PRIMARIO di NEUROCHIRURGIA,ha scritto: “È evidente che nella maggioranza dei casi si può evitare, con un rischio minimo, di impiegare sangue e suoi derivati in pazienti le cui convinzioni religiose ne vietano l’uso, particolarmente se l’intervento può essere eseguito tempestivamente e in tempi relativamente contenuti. È interessante notare che spesso mi dimentico che il paziente è un Testimone fino al momento in cui viene dimesso dall’ospedale e mi ringrazia per aver rispettato le sue convinzioni religiose”.

Infine, E’ POSSIBILE ESEGUIRE COMPLESSI INTERVENTI di CHIRURGIA CARDIOVASCOLARE su ADULTI e BAMBINI SENZA ricorrere a TRASFUSIONI?

Il dott. Denton A. Cooley è stato un pioniere in questo campo. Come si può notare dall’articolo medico ristampato in appendice, alle Þhb Ü pagine 27-9, sulla base di un precedente studio Cooley affermava cheil RISCHIO degli interventi chirurgici per i pazienti del gruppo dei Testimoni di Geova NON E’ sostanzialmente SUPERIORE che nel caso di altri”. Ora, dopo aver eseguito 1.106 INTERVENTI del genere, il Dr.Denton A. Cooley scrive: “In ogni caso rispetto l’impegno o l’accordo preso con il paziente”, cioè di non somministrargli sangue.

Alcuni chirurghi hanno notato che UN ALTRO FATTORE CHE AIUTA i Testimoni di Geova è il loro SPIRITO POSITIVO. “L’atteggiamento di questi pazienti è stato esemplare”, scriveva Cooley nell’ottobre 1989. “Non hanno il timore delle complicazioni o anche della morte che la maggioranza dei pazienti ha. Nutrono una fede profonda e stabile nel loro credo e nel loro Dio”.

Questo non significa che rivendichino il cosiddetto diritto di morire. Ricercano attivamente terapie valide perché vogliono guarire. Sono CONVINTI che UBBIDIRE alla legge di Dio sul sangue sia SAGGIO, e questa convinzione ha un effetto positivo sull’efficacia della chirurgia senza sangue.

Il prof. V. Schlosser, dell’istituto di chirurgia dell’ospedale dell’Università di Friburgo,in Germania, riferisce: “In questo gruppo di pazienti l’INCIDENZA PERI-OPERATORIA di FENOMENI EMORRAGICI NON E’ STATA PIU’ ELEVATA, e le COMPLICANZE sono state semmai INFERIORI. Il particolare modo in cui iTestimoni di Geova affrontano le malattie ha influito positivamente nella fase perioperatoria”. — Herz Kreislauf, agosto 1987.

I Testimone di Geova NON ACCETTANO TRASFUSIONI di sangue intero, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine o plasma sanguigno. Per quanto riguarda frazioni minori, come le IMMUNOGLOBULINE, si veda La Torre di Guardia del 1° giugno 1990, pagine 30-1.

#La Torre di Guardia del 1° marzo 1989, pagine 30-1, tratta i princìpi biblici implicati nei metodi di recupero intra-operatorio del sangue e nell’impiego delleAPPARECCHIATURE per la CIRCOLAZIONE EXTRACOPOREA

CHE DIRE DELL’IMPIEGO DEL SANGUE?

 Nessuno che esamini obiettivamente i fatti negherà che le TRASFUSIONI di SANGUE comportano GRAVI RISCHI.

Il dott. Charles Huggins, direttore del centro trasfusionale di un grande ospedale americano (il Massachusetts General Hospital), lo dichiara apertamente: “Il SANGUE non è mai stato così sicuro. Ma è da considerarsi INEVITABILMENTE PERICOLOSO. È la SOSTANZA PIU’ PERICOLOSA che USIAMO in MEDICINA”. The Boston Globe Magazine, 4 febbraio 1990.

Per validi motivi ai sanitari è stato dato questo consiglio: “Per quel che riguarda leEMOTRASFUSIONI è necessario rivalutare anche la componente RISCHI nel rapportoRISCHI/BENEFICI e CERCARE delle ALTERNATIVE”. (Il corsivo è nostro). —Perioperative Red Cell Transfusion,congresso dei National Institutes of Health, 27-29 giugno 1988.

I medici possono non essere d’accordo sui benefìci e sui rischi del sangue. Uno può praticare molte trasfusioni nella convinzione che valga la pena correre quei rischi. Un altro può ritenere che non sia il caso di correrli, dal momento che ha ottenuto buoni risultati senza adoperare sangue. In ultima analisi, però, siete voi, come pazienti o genitori, a dover decidere. Perché voi? Perché sono implicati il vostro corpo (o quello di vostro figlio), la vostra vita, i vostri princìpi etici e, cosa sommamente importante, se siete religiosi o testimoni di Geova, la vostra relazione con Dio.

RICONOSCIUTO IL VOSTRO DIRITTO

Oggi in molti paesi è riconosciuto al paziente l’inviolabile diritto di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi.

La LEGGE SUL CONSENSO INFORMATO si fonda su 2 PRESUPPOSTI:

PRIMO, che il paziente ha il diritto di ricevere informazioni sufficienti a fare una scelta informata in merito al trattamento raccomandato;

SECONDO, che il paziente può scegliere se accettare o rifiutare la proposta del medico.…A meno che non si riconosca ai pazienti il diritto di dire di no, oltre che di sì, o anche di acconsentire ma solo a certe condizioni, gran parte dellaratio legis del consenso informato viene vanificata”. — Appelbaum, Lidz e Meisel, Informed Consent— Legal Theory and Clinical Practice, New York 1987, p. 190.*

“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. LA LEGGE NON PUO’ IN NESSUN CASO VIOLARE I LIMITI IMPOSTI DAL RISPETTO DELLA PERSONA UMANA”. —Costituzione della Repubblica Italiana, art. 32, 2° comma. 

“Il ‘Testimone di Geova adulto e cosciente, in grado cioè di essere informato e di esprimere la sua volontà, può rifiutarsi di essere sottoposto a trattamenti contrari alle sue idee religiose. NESSUN INTERVENTO della MAGISTRATURA è LEGITTIMO. Il MEDICO, raccolta la sua dichiarazione di rifiuto, non è esposto ad alcuna responsabilità. Non si pone neanche un problema di stato di necessità: SULLA NECESSITA’ di SALVARE’, di cui all’art. 54 cp PREVALE IL PREVENTIVO RIFIUTO,liberamente espresso, di certi trattamenti. Il SANITARIO HA, semmai,l’OBBLIGO di PORRE in ESSERE (per stato di necessità o meno) le POSSIBILI TERAPIE ALTERNATIVE sulle quali vi è il consenso o almeno il ‘non dissenso’”. — Amedeo Santosuosso (magistrato), I TUOI DIRITTI — Guida per conoscerli e salvaguardarli, Milano 1988, p. 369.

IL SANGUE CHE SALVA VERAMENTE LA VITA

Dalle informazioni finora trattate emergono chiaramente alcuni aspetti.

Benché molti considerino le TRASFUSIONI di SANGUE un mezzo per salvare la vita, esse comportano NUMEROSI RISCHI.

Ogni anno MIGLIAIA di PERSONE MUOIONO come CONSEGUENZAdelle TRASFUSIONI; molte altre contraggono GRAVI MALATTIE che le affliggeranno a lungo.

Perciò, ANCHE DA UN PUNTO di VISTA FISICO, CONVIENE DARE ASCOLTO al COMANDO BIBLICO diASTENERSI DAL SANGUE’. — Atti 15:28, 29.

I PAZIENTI che si avvalgono di METODICHE ALTERNATIVE allaTRASFUSIONE sono PROTETTI da NUMEROSI PERICOLI.

MEDICI ESPERTI che HANNO RACCOLTO LA SFIDA diAPPLICARE QUESTE METODICHE ai Testimoni di Geova hanno da tempo messo a punto schemi terapeutici efficaci e sicuri, documentati da numerose relazioni scientifiche.

I MEDICI che attuano CURE VALIDE SENZA FAR USO di SANGUENON STANNO SACRIFICANDO i PRINCIPI della MEDICINA.

Al CONTRARIO, mostrano rispetto per il diritto che il paziente ha di essere informato sui rischi e sui benefìci così da poter fare una scelta consapevole per quanto riguarda il suo corpo e la sua vita.

Non siamo così ingenui da credere che tutti condivideranno questo modo di vedere le cose.

Gli uomini differiscono in quanto a coscienza, princìpi etici e opinioni mediche.

Perciò altri, inclusi alcuni medici, possono trovare difficile accettare la decisione di un paziente di astenersi dal sangue.

Un CHIRURGO di New York scrisse: “Non dimenticherò mai quando, 15 anni fa, ero un giovane medico interno e stetti al capezzale di un Testimone di Geova che MORI’ in seguito a EMORRAGIE provocate da un’ULCERA DUODENALE.
I DESIDERI del PAZIENTE furono RISPETTATI e NON gli FURONO SOMMINISTRATE TRASFUSIONI, ma ricordo ancora l’enorme frustrazione cheprovai allora come medico”.

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SENZA DUBBIO a quel tempo il CHIRURGO era CONVINTO che ilSANGUE avrebbe SALVATO QUELLA VITA.

TUTTAVIA L’ANNO DOPO il British Journal of Surgery (ottobre 1986)pubblicò un articolo in cui si riferiva che PRIMA dell’AVVENTO delleTRASFUSIONI l’EMORRAGIA GASTROINTESTINALE avevaun TASSO di MORTALITA’ del 2,5% SOLTANTO.

Da quando le TRASFUSIONI erano diventate un fatto di ROUTINE, ‘la maggioranza degli studi statisticamente significativi indicava unaMORTALITA’ del 10%’.

Come mai il TASSO di MORTALITA’ era 4 VOLTE PIU’ ELEVATO?

I ricercatori davano questa spiegazione: “La TRASFUSIONE PRECOCESEMBRA INVERTIRE la RISPOSTA di IPER-COAGULITA’ INDOTTA dall’EMORRAGIA, FAVORENDO COSI’ la RIPRESA delSANGUINAMENTO”.

Quando il Testimone di Geova con l’ULCERA SANGUINANTE avevaRIFIUTATO il SANGUE, LA SUA SCELTA in effetti AVEVA FORSEACCRESCIUTO le SUE PROBABILITA’ di SOPRAVVIVENZA.

Questo stesso chirurgo aggiungeva: “Il passare del tempo e la cura di molti pazienti tendono a cambiare il modo di vedere le cose, e oggi trovo che la fiducia fra il paziente e il suo medico, e il dovere di rispettare i desideri del paziente, sono di gran lunga più importanti della nuova tecnologia medica di cui siamo circondati.…È interessante che la frustrazione ha ora ceduto il posto a un senso di ammirazione e riverenza per la salda fede e devozione di quel particolare paziente”. Il chirurgo concludeva dicendo: ‘Questo mi rammenta che devo sempre rispettare i desideri personali e religiosi di un paziente quali che siano i miei sentimenti o le conseguenze’.

Forse vi rendete già conto di qualcosa che CERTI MEDICI IMPARANO CON “IL PASSARE DEL TEMPO E LA CURA DI MOLTI PAZIENTI”.

I FATTI MOSTRANO CHE chi non tiene conto della LEGGE di Dio sul SANGUE spesso va incontro a CONSEGUENZE immediate o a lungo termine; alcuni addirittura MUOIONO a CAUSA del SANGUE.

La MAGGIORANZA di QUELLI CHE, per motivi religiosi e/o sanitari, RIFIUTANO il SANGUE ma ACCETTANO TERAPIE ALTERNATIVESTANNO POI MOLTO BENE. Possono così prolungare la loro vita di parecchi anni, ma non a tempo indefinito.

Il fatto che tutti gli uomini siano imperfetti e prima o poi muoiano ci porta alla verità centrale di ciò che la Bibbia dice riguardo al sangue. Se comprenderemo e apprezzeremo questa verità, vedremo in che modo il sangue può veramente salvare la vita, la nostra vita, in modo durevole.

I Testimoni di Geova: Una sfida sotto l’aspetto etico-chirurgico

I medici si trovano davanti a una particolare sfida quando i loro pazienti sono testimoni di Geova. I seguaci di questa fede hanno profonde convinzioni religiose cheIMPEDISCONO LORO di ACCETTARE sangue intero omologo o autologo, eritrociti concentrati, globuli bianchi o piastrine.

Molti consentiranno l’uso della MACCHINA CUORE-POLMONE (non avviata con sangue), dell’APPARECCHIATURA per la DIALISI o di apparecchiature analoghe SE LA CIRCOLAZIONE EXTRACORPOREA NON è INTEROTTA.

Il personale sanitario non deve preoccuparsi di eventuali responsabilità, poiché iTestimoni di Geova prenderanno le adeguate misure legali per esonerarlo da ogni responsabilità conseguente al loro consapevole rifiuto del sangue. ESSI ACCETTANO LIQUIDI SOSTITUTIVI NON CONTENENTI SANGUE. L’USO di queste e di altre ACCURATE TECNICHE ha permesso ai medici di eseguire GROSSI INTERVENTI CHIRURGICI su ogni tipo di PAZIENTI Testimoni di Geova,ADULTI E MINORENNI. È stato quindi adottato per tali pazienti uno standard di assistenza medica che si concilia con il principio di curare la “persona integrale”. (JAMA1981;246:2471-2472)

Un grosso problema sanitario mette a dura prova i medici.

Negli Stati Uniti ci sono oltre mezzo milione di Testimoni di Geova che non accettano trasfusioni di sangue.

Il NUMERO dei Testimoni di Geova e di quelli che si uniscono a loro è IN AUMENTO.

Anche se IN PASSATO molti medici e funzionari ospedalieri consideravano il problema della TRASFUSIONE un PROBLEMA LEGALE e chiedevanol’AUTORIZZAZIONE del TRIBUNALE per PROCEDERE come ritenevano opportuno dal punto di vista medico, RECENTE LETTERATURA MEDICA RIVELA CHE sta avendo luogo un NOTEVOLECAMBIAMENTO D’OPINIONE.

Forse questo è il risultato dell’ACCRESCIUTA ESPERIENZA dei CHIRURGHI con PAZIENTI aventi BASSISSIMI LIVELLI diEMOGLOBINA e può anche essere un indice del fatto che viene sempre più riconosciuto il principio giuridico del consenso consapevole.

Ora un gran numero di casi di TRAUMI e di CHIRURGIA ELETTIVAinerenti a Testimoni sia ADULTI che MINORENNI vengono risolti SENZA TRASFUSIONI DI SANGUE

Ultimamente, rappresentanti dei testimoni di Geova si sono incontrati con chirurghi e dirigenti amministrativi in alcuni dei più grossi centri medici del paese.

Questi incontri hanno migliorato la comprensione e contribuito a risolvere problemi relativi a RECUPERO del SANGUE, TRAPIANTI e a come evitare scontri medico-legali.

LA POSIZIONE DEL TESTIMONE RIGUARDO ALLA TERAPIA

I testimoni di Geova accettano il trattamento medico e chirurgico.

Anzi, FRA LORO ci sono DECINE di MEDICI, e anche di CHIRURGHI.

Ma i Testimoni sono persone profondamente religiose e convinte del fatto che leTRASFUSIONI di SANGUE sono loro VIETATE da PASSI BIBLICI come:

Solo non dovete mangiare la carne con la sua anima, col suo sangue”(Genesi 9:3-4);

Ne devi versare il sangue e lo devi coprire di polvere’ (Levitico 17:13-14); e:

Astenetevi dalla fornicazione e da ciò che è stato strangolato e dal sangue’(Atti 15:19-21).1

Pur non essendo QUESTI VERSETTI espressi in termini medici, per i Testimoni essi ESCLUDONO la TRASFUSIONE di SANGUE INTERO, di ERITROCITI CONCENTRATI e di PLASMA, nonché la somministrazione di GLOBULI BIANCHI e di PIASTRINE.

L’INTENDIMENTO RELIGIOSO dei Testimoni, però, NON VIETAcategoricamente l’uso di parti come ALBUMINA, IMMUNOGLOBULINE e PREPARATI per l’EMOFILIA; ciascun Testimone deciderà personalmente se accettarli.2

I Testimoni CREDONO che il SANGUE PRELEVATO DAL CORPO DEV’ESSERE ELIMINATO, per cui NON ACCETTANOl’AUTOTRASFUSIONE di SANGUE PRE-DEPOSITATO.

SONO CONTRARI a quelle TECNICHE di RACCOLTA o EMODILUIZIONE nel corso dell’INTERVENTO OPERATORIO che comportano la CONSERVAZIONE di SANGUE.

Molti Testimoni però CONSENTONO l’USO di APPARECCHIATURE per la DIALISI o della MACCHINA CUORE-POLMONE (non avviata consangue) nonché il RECUPERO del SANGUE nel corso dell’INTERVENTO CHIRURGICO purché la CIRCOLAZIONE EXTRACORPOREA NON SIA INTERROTTA; il medico vorrà chiedere a ogni singolo paziente ciò che la sua coscienza gli comanda.2

I Testimoni non pensano che la Bibbia contenga commenti diretti sui trapianti di organi; per cui spetta al singolo Testimone decidere in merito a TRAPIANTI di CORNEA, di RENE o di ALTRI TESSUTI.

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 POSSIBILI I GROSSI INTERVENTI CHIRURGICI

Ci sono stati spesso chirurghi che hanno rifiutato di prendere in cura i Testimoni perché il loro atteggiamento circa l’uso di parti del sangue apparentemente ‘legava le mani al medico’, ma ora molti medici preferiscono considerare la situazione solo come un’ulteriore complicazione che mette alla prova la loro abilità.

Dato che i Testimoni di Geova NON SONO CONTRARI ai LIQUIDI SOSTITUTIVI COLLOIDALI O CRISTALLOIDI, NE’ all’ELETTRO-CAUTERIZZAZIONE, all’ANESTESIA IPOTENSIVA o all’IPOTERMIA,vi si è fatto ricorso con buoni risultati. Le attuali e future applicazioni diHETASTARCH, la somministrazione per via endovenosa di forti dosi diDEXTRAN contenente FERRO e il BISTURI A ULTRASUONI promettono bene e non danno luogo a obiezioni dal punto di vista religioso.

E se un SOSTITUTO del SANGUE a BASE di FLUORO di recente produzione (Fluosol-DA) si dimostrerà innocuo ed efficace, il suo uso non sarà in contrasto con le credenze dei Testimoni.

Nel 1977 Ott e Cooley  riferirono in merito a 542 OPERAZIONI CARDIOVASCOLARI eseguite su Testimoni SENZA TRASFONDERESANGUE e conclusero che questa procedura può essere seguita “con un rischio ragionevolmente basso”. Rispondendo alla nostra richiesta, Cooley ha recentemente preparato una statistica su 1.026 OPERAZIONI, il 22% delle quali su MINORI, concludendo che “il RISCHIO degli interventi chirurgici per i pazienti del gruppo dei Testimoni di Geova NON E’ sostanzialmenteSUPERIORE che nel caso di altri”.

In modo analogo, il dott. Michael E. DeBakey comunica “che nella grande maggioranza delle situazioni, riguardanti i Testimoni, il RISCHIO delleOPERAZIONI SENZA l’USO di trasfusioni di sangue NON E’ MAGGIORE che per quei pazienti con cui possiamo usare le trasfusioni di sangue” (comunicazione personale, marzo 1981).

Nella letteratura medica si parla anche di COMPLESSI INTERVENTIall’APPARATO URINARIO e di CHIRURGIA ORTOPEDICA eseguiti con SUCCESSO.

Il dott. G. Dean MacEwen e il dott. J. Richard Bowen scrivono che laFUSIONE SPINALE POSTERIORE “è stata realizzata con SUCCESSO su20 Testimoni di Geova minorenni (dati inediti, agosto 1981). Essi aggiungono: “Il chirurgo deve imparare a rispettare il diritto del paziente di rifiutare una trasfusione di sangue pur seguendo sempre tecniche chirurgichetali da risultare innocue per il paziente”.

Herbsman riferisce di avere avuto BUONI RISULTATI in casi, tra cui alcuni di MINORENNI, “in cui c’era stata FORTE PERDITA di SANGUE a seguito di TRAUMI”. Egli ammette che “i Testimoni sono alquanto in svantaggio quando si tratta del sangue. Nondimeno è chiaro che ci sono alternative in sostituzione del sangue”. Notando che molti chirurghi hanno ritenuto di non poter accettare come pazienti i Testimoni “per timore di conseguenze legali”, egli mostra che questa non è una preoccupazione valida.

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ASPETTI LEGALI E MINORENNI

I Testimoni sono pronti a firmare il MODULO dell’Ordine dei Medici Americani che ESONERA i MEDICI e gli OSPEDALI DA OGNI RESPONSABILITA’,13e quasi tutti i Testimoni portano con sé un “Avviso per il medico”, datato e firmato da Testimoni, preparato con la collaborazione di medici e legali. Questi documenti impegnano il paziente personalmente (ed economicamente) e offrono una protezione al medico, poiché il giudice Warren Burger sosteneva che una causa per scorrettezza professionale “apparirebbe priva di fondamento” nei casi in cui fosse stato firmato un tale documento. E commentando questo fatto in un’analisi sul “trattamento medico obbligatorio e libertà religiosa”, Paris ha scritto: “Qualcuno che ha esaminato le pubblicazioni ha detto: ‘Non sono riuscito a trovare nessun sostegno per la dichiarazione secondo cui il medico incorrerebbe in sanzioni…penali…se non imponesse la trasfusione di sangue a un paziente che non la vuole’. Il rischio sembra più il prodotto di una mente fertile in campo legale che una possibilità reale”.

La CURA dei MINORI costituisce il PROBLEMA MAGGIORE, ed è spesso intentata un’AZIONE GIUDIZIARIA contro i genitori in base alle norme sulla tutela dei figli.

Ma tali provvedimenti sono contestati da molti medici e avvocati che conoscono bene i casi dei Testimoni e che sono convinti che i genitori Testimoni si interessano di assicurare ai loro figli una buona assistenza medica. Non volendo sottrarsi alla loro responsabilità di genitori o scaricarla su un giudice o su terzi, i Testimoni raccomandano di tener conto dei princìpi religiosi della famiglia.

Il dott. A. D. Kelly, ex segretario dell’Ordine dei Medici Canadesi, ha scritto15che “i genitori di minorenni e il parente prossimo di pazienti privi di sensi hanno il diritto di interpretare la volontà del paziente.…NON AMMIRO il COMPORTAMENTO dei GIUDICI di un DUBBIO TRIBUNALE che si riuniscono alle due del mattino per SOTTRARRE un FANCIULLO alla CUSTODIA dei SUOI GENITORI”.

È assiomatico che i GENITORI abbiano voce in capitolo quando si tratta della cura dei loro FIGLI, come ad esempio quando si tratta dei potenziali rischi o benefìci di interventi chirurgici, radiazioni o chemioterapia.

Per RAGIONI MORALI che esulano dal problema del rischio delle trasfusioni, i genitori Testimoni chiedono di usare terapie che non siano vietate sotto il profilo religioso. Questo è in armonia con il principio medico di curare “la persona integrale”, non trascurando il possibile danno psicosociale permanente derivante da una tecnica che va contro le credenze fondamentali di una famiglia.

In molti casi, GROSSI CENTRI del PAESE che hanno avuto a che fare con i Testimoni ACCETTANO ora il TRASFERIMENTO di PAZIENTI da ISTITUTI NON DISPOSTI a CURARE i Testimoni di Geova, anche casi di BAMBINI.

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 È UNA SFIDA PER IL MEDICO

È comprensibile che il medico, dedito a salvaguardare la vita e la salute dei pazienti con l’impiego di tutte le tecniche a sua disposizione, dovendo curare i testimoni di Geova si trovi davanti a un DILEMMA.

Nella prefazione a una serie di articoli sui grossi interventi chirurgici su Testimoni, Harvey ammette: “Sono irritato da quelle credenze che ostacolano il mio lavoro”. Ma poi aggiunge: “Forse dimentichiamo troppo facilmente che la chirurgia è un’arte che dipende dalla tecnica personale dei singoli individui. La tecnica è suscettibile di miglioramento”.

Il professor Bolooki menziona un’inquietante notizia secondo cui UNO DEI CENTRI TRAUMATOLOGICI PIU’ ATTIVI della contea di Dade, in Florida, “RIFIUTAVA regolarmente di CURARE” i Testimoni. Egli fa notare che “quasi tutte le TECNICHE CHIRURGICHE per questo gruppo di pazienti comportano MENO RISCHIO del SOLITO”. E aggiunge: “Sebbene i chirurghi pensino di venir privati di uno strumento della medicina moderna…sono convinto che c’è moltissimo da imparare operando questi pazienti”.

Anziché considerare il paziente Testimone un problema, un crescente numero di medici accetta la situazione come una sfida.

Accogliendo la sfida hanno adottato uno standard di assistenza medica per questo gruppo di pazienti che è accettato in numerosi centri medici del paese.

Questi medici forniscono allo stesso tempo la cura migliore per il benessere generale del paziente.

Gardner e altri osservano infatti: “A che servirebbe guarire il corpo del paziente se, a suo giudizio, fosse pregiudicata la sua vita spirituale agli occhi di Dio, cosa che condurrebbe a una vita priva di significato e forse peggiore della morte stessa?”

I Testimoni riconoscono che, dal punto di vista medico, la loro convinzione, a cui si attengono tenacemente, aumenta apparentemente il rischio e può costituire una complicazione. Perciò in genere mostrano insolita riconoscenza per le cure che ricevono. Oltre ad avere gli elementi essenziali di una profonda fede e di una forte volontà di vivere, essi cooperano lietamente coi medici e col personale sanitario. Così paziente e medico affrontano insieme questa sfida che non ha uguale.

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SANGUE: UN FATTO DI SCELTA E COSCIENZA

del dott. J. Lowell Dixon

I medici si impegnano a usare la propria conoscenza, le proprie capacità e la propria esperienza per combattere le malattie e la morte. Tuttavia, che dire se un paziente rifiuta il trattamento raccomandato? C’è la probabilità che questo accada se il paziente è un testimone di Geova e il trattamento prevede l’uso di sangue intero, eritrociti concentrati, plasma o piastrine.

Un medico può pensare che la scelta del paziente di non accettare un trattamento che implica l’uso di sangue leghi le mani a un personale medico scrupoloso. Tuttavia non bisogna dimenticare che anche pazienti che non sono testimoni di Geova decidono spesso di non seguire le raccomandazioni del loro medico.

Secondo Appelbaum Roth, e il 19% dei pazienti delle cliniche universitarie ha rifiutato almeno un trattamento o una tecnica, anche se il 15% di questi dinieghi “poteva mettere a repentaglio la vita”.

L’idea generale che “il MEDICO SA COSA E’ MEGLIO” induce la maggioranza dei pazienti a rimettersi alla sua abilità e alla sua conoscenza. Ma sarebbe molto pericoloso se un medico si comportasse come se tale idea fosse un fatto scientificamente provato e agisse con i pazienti di conseguenza. È vero che la nostra preparazione, l’abilitazione alla professione e l’esperienza ci danno notevoli privilegi in campo medico.

I PAZIENTI, però, HANNO dei DIRITTI. E, come probabilmente sappiamo, la legge (anche la Costituzione) dà più importanza ai diritti.

Sulle pareti di quasi tutti gli OSPEDALI è esposta la “CARTA dei DIRITTI del PAZIENTE”.

Uno di questi diritti è quello del CONSENSO CONSAPEVOLE, che più precisamente si potrebbe chiamare SCELTA CONSAPEVOLE.

Dopo che il paziente è stato informato dei possibili risultati di vari trattamenti (o del mancato trattamento), spetta a lui decidere il da farsi.

Nell’Albert Einstein Hospital del Bronx (New York), una direttiva di massima nei confronti delle trasfusioni di sangue e dei testimoni di Geova diceva:“Qualsiasi PAZIENTE ADULTO che non sia privo della capacità di intendere e di volere ha DIRITTO di RIFIUTARE un TRATTAMENTO indipendentemente da quanto tale rifiuto possa nuocere alla sua salute”.

Anche se i medici possono esprimere preoccupazioni in relazione all’etica o alla responsabilità, i TRIBUNALI hanno ribadito il fatto che LA SCELTA DEL PAZIENTE E’ PIU’ IMPORTANTE.

La Corte d’Appello di New York ha detto che “il diritto del paziente di decidere l’andamento della sua cura [è] la cosa più importante…[Un] medico non può essere ritenuto colpevole di inadempienza delle sue responsabilità legali o professionali quando rispetta il diritto che un paziente adulto capace di intendere e di volere ha di rifiutare un trattamento medico”.

Quel tribunale ha pure fatto rilevare che “l’integrità etica della professione medica, pur essendo importante, non può avere maggior peso dei diritti individuali fondamentali qui rivendicati. Ad essere di somma importanza sono le necessità e i desideri dell’individuo, non le esigenze di un’istituzione”.

Quando un Testimone di Geova rifiuta il sangue, la coscienza dei medici può essere turbata al pensiero di non seguire quella che sembra essere la terapia ottimale.

Ciò che il Testimone chiede ai medici coscienziosi di fare, però, è di provvedergli la MIGLIORE CURA ALTERNATIVA POSSIBILE in quelle circostanze.

Spesso dobbiamo modificare la terapia in base alle circostanze, come ad esempio ipertensione, forte allergia agli antibiotici o il non disporre di certe costose attrezzature. Trattandosi di pazienti Testimoni, si chiede ai medici di affrontare il problema medico o chirurgico tenendo conto della scelta e della coscienza del paziente, della sua decisione morale/religiosa di astenersi dal sangue.

Numerosi rapporti su grossi interventi chirurgici eseguiti su pazienti Testimoni mostrano che molti medici possono, in tutta coscienza e con esito favorevole, accondiscendere alla richiesta di non far uso di sangue.

Per esempio, nel 1981, Cooley passò in rassegna 1.026 interventi cardiovascolari, il 22% dei quali SU MINORI. Egli affermò che “il RISCHIO degli INTERVENTI CHIRURGICI per i PAZIENTI del GRUPPO dei Testimoni di Geova NON E’ sostanzialmente SUPERIORE che nel caso di altri”.

Kambouris  ha parlato di interventi di alta chirurgia eseguiti su Testimoni di Geova ad alcuni dei quali era stato “negato un trattamento chirurgico urgente perché rifiutavano la trasfusione di sangue”. Egli ha detto: “A tutti i pazienti è stato assicurato prima del trattamento che in sala operatoria le loro convinzioni religiose sarebbero state rispettate, indipendentemente dalle circostanze. Questa linea di condotta non ha avuto effetti negativi”.

Quando un paziente è testimone di Geova, oltre al fatto della scelta entra in gioco anche la coscienza.

Non si può pensare solo alla COSCIENZA del MEDICO.

Che dire di quella del PAZIENTE?

I Testimoni di Geova considerano la vita un dono di Dio rappresentato dal sangue. Accettano il comando biblico dato ai cristiani di ‘astenersi dal sangue’(Atti 15:28, 29).

Quindi, se un medico assumesse un atteggiamento paternalistico e calpestasse le profonde e radicate convinzioni religiose del paziente, le conseguenze potrebbero essere tragiche.

Papa Giovanni Paolo II ha osservato che violentare la coscienza di qualcuno “è il più doloroso colpo inferto alla dignità umana. È, in un certo senso, peggiore dell’infliggere la morte fisica, dell’uccidere”.

Mentre i Testimoni di Geova rifiutano il sangue per motivi religiosi, SONO SEMPRE DI PIU’ i PAZIENTI NON Testimoni di Geova che decidono diEVITARE il SANGUE per RISCHI come AIDS, epatite non-A non-B e reazioni immunologiche.

Possiamo dire loro il nostro parere circa il fatto che tali RISCHI sembrano MINORI RISPETTO AI VANTAGGI.

Ma, come fa notare l’Ordine dei Medici Americani, il paziente è “l’ultimo arbitro nella decisione se accettare i rischi del trattamento o dell’operazione raccomandata dal medico o rischiare di farne a meno. Tale è il diritto naturale dell’individuo, che la legge riconosce”.10

A questo proposito, Macklin ha menzionato il problema dei rischi/vantaggi in relazione a un Testimone di Geova che “rischiò di morire dissanguato senza trasfusione”.

Uno STUDENTE di MEDICINA disse: “Era nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Che si fa quando le convinzioni religiose sono contrarie all’unico trattamento esistente?”

Il ragionamento di Macklin: “Potremmo essere fermamente convinti che quest’uomo stia facendo uno sbaglio. Ma i testimoni di Geova credono che l’essere trasfusi…[possa] avere come risultato la DANNAZIONE ETERNA.Noi siamo preparati ad analizzare i rischi e i vantaggi dal punto di vista medico, ma se si contrappone la dannazione eterna alla vita che rimane da vivere sulla terra, l’analisi assume un’angolazione diversa”.

In questo numero del Journal Vercillo e Duprey fanno riferimento a In re Osborne per sottolineare la necessità di garantire la sicurezza delle persone a carico.

Ma com’è stato risolto il caso?

Esso riguardava il PADRE di due minorenni GRAVEMENTE FERITO.

Il TRIBUNALE stabilì che, se fosse morto, i figli sarebbero stati affidati alle cure, materiali e spirituali, dei parenti.

Perciò, come in altri casi recenti, il tribunale non ha ritenuto che lo stato avesse alcun motivo impellente per non tener conto della cura scelta dal paziente;l’INTERVENTO del GIUDICE per AUTORIZZARE un TRATTAMENTO che il PAZIENTE RITENEVA MOLTO DISCUTIBILE ed era INGIUSTIFICATO.

CON UN TRATTAMENTO ALTERNATIVO il PAZIENTE SI RIPRESE e continuò ad aver cura della sua famiglia.

NON è FORSE VERO CHE la MAGGIORANZA dei CASI che si sono presentati, o che probabilmente si presenteranno, ai medici SI PUO’ RISOLVERE SENZA FAR USO DI SANGUE?

I nostri studi e la nostra sfera di competenza riguardano problemi medici, tuttavia i pazienti sono esseri umani i cui valori e le cui aspirazioni non si possono ignorare. Nessuno meglio di loro sa quali sono le cose più importanti per ciascuno, qual è la propria morale e la propria coscienza, cioè le cose che danno un senso alla vita.

Può essere una SFIDA per noi medici rispettare la coscienza religiosa dei pazienti Testimoni. Ma nell’accettare questa sfida diamo risalto a preziose libertà che tutti noi abbiamo a cuore.

John Stuart Mill ha scritto appropriatamente: “Nessuna società in cui queste libertà, nell’insieme, non siano rispettate può dirsi libera, qualunque sia la sua forma di governo…Ciascuno è il legittimo custode della propria salute, fisica, mentale o spirituale. Gli uomini hanno molto da guadagnare lasciando che ognuno viva come gli sembra bene, anziché costringerlo a vivere come sembra bene agli altri”.

Trasfusioni di sangue: Possono anche uccidere invece di salvare

Alla domanda sul perché avesse rifiutato una trasfusione di sangue, lo scienziato danese NIELS JERNE, premio NOBEL per la MEDICINA nel 1984, ha risposto: “Il sangue di un individuo è come le sue impronte digitali: non esistono 2 tipi di sangue esattamente uguali”.

Il dott. CHARLES HUGGINS, direttore del centro trasfusionale di un grande ospedale americano (il Massachusetts General Hospital), lo dichiara apertamente: “Il sangue non è mai stato così sicuro. Ma è da considerarsi inevitabilmente pericoloso. È la sostanza più pericolosa che usiamo in medicina”. The Boston Globe Magazine, 4 febbraio 1990.

Secondo alcuni autori, livelli di emoglobina anche di 2-2,5 g/1 dl possono essere accettabili….L’individuo sano può tollerare una perdita del 50% della massa dei globuli rossi e risultare quasi del tutto asintomatico se la perdita di sangue è distribuita in un certo arco di tempo”.Techniques of Blood Transfusion, 1982.

Il prof. Luc Montagnier, lo scopritore del virus dell’AIDS, afferma:L’evoluzione delle nostre conoscenze in questo campo indica che un giorno LE TRASFUSIONI di SANGUE DOVRANNO SPARIRE.

Il prof. LABIN di New York afferma (come la Medicina Biologica ha sempre affermato) che il SANGUE (non proprio) TRASFUSO fa MALE, infatti nelTRASFUSO si “INIETTANO” anche TUTTE le MALATTIE del DONATORE.

Egli è il chirurgo dei ”Testimoni di Geova” Americani e pur NON ESSENDOTestimone di Geova, per accontentarli nelle loro credenze religiose ha messo a punto TECNICHE “ALTERNATIVE” alle TRASFUSIONI di SANGUE, con notevole successo ha operato con tecniche avveniristiche su migliaia di pazienti, senza che essi abbiano risentito nel tempo nessun disturbo.

Sentite le sue affermazioni: LE TRASFUSIONI di SANGUE sono un VEICOLO di MORTE !

Come quando si sostituisce un rene, un cuore, un fegato, anche sostituire il sangue crea delle crisi di RIGETTO.


Questo RIGETTO NON SI MANIFESTA IMMEDIATAMENTE ma dopo un certo tempo e NON TUTTI COLLEGANO le CAUSE della MORTE del PAZIENTE con la TRASFUSIONE di SANGUE effettuata tempo addietro; invece LA COLPA della MORTE sta proprio nella TRASFUSIONE di SANGUE non suo”.

Egli ha OPERATO 9000 PAZIENTI SENZA RICORRERE alla TRASFUSIONE di SANGUE e non tutti erano Testimoni di Geova ed ha ottenuto OTTIMI RISULTATI,lasciando la maggior quantità di sangue nell’interno del corpo del paziente durante l’intervento.

SE vi sono delle PERDITE di VOLUME di SANGUE, egli LO REINTEGRA con iPERFLUOROCARBURI (che in ITALIA sono VIETATI); egli comunque opera con un BISTURI ELETTRONICO, per cui il sangue non lo vede nemmeno edAFFERMA anche che OGNUNO HA IL SUO SANGUE PERSONALIZZATO; è per questo che è INSOSTITUIBILE, se lo si cambia qualche cosa succede sempre.

Se poi lo analizzassimo con apparecchiature Bio elettroniche vedremmo la realtà di quel SANGUE usato per le TRASFUSIONI: sarebbe da BUTTARE nella SPAZZATURA !

infatti migliaia di persone hanno contratto l’AIDS anche attraverso le trasfusioni di sangue e sono in seguito morte.

Generalmente le TRASFUSIONI hanno per CONSEGUENZA quasi in ogni caso, di rendere il terreno, le acque corporee, alcaline ed in ogni caso di ossidare (caricare elettronicamente) e di aumentare la pressione osmotica (la tensione) o di diminuire la resistività.

Sempre il prof. Labin Afferma: Una TRASFUSIONE su 1000 provoca nel tempo la MORTE PREMATURA e nel 25% dei casi chi ha ricevuto sangue non suo, presenta LESIONI IRREVERSIBILI AL FEGATO.

Uno studio di Mitsuhiro Osame, del dipartimento di medicina interna dell’università di Kagoshima, in Giappone, dice: su 85 malati di “PARESI” (Paralisi), 1 su 5 era stato SOTTOPOSTO PRECEDENTEMENTE a TRASFUSIONE di SANGUE da 6 mesi ad 8 anni prima ! 


vedi anche: Testimoni di Geova, i fuoriusciti

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TRASFUSIONI DI SANGUE

UNA STORIA LUNGA E TORMENTATA


Se i globuli rossi fossero un nuovo farmaco, sarebbe molto difficile ottenere l’autorizzazione per immetterlo sul mercato”. By Dott. Jeffrey McCullough

Nell’INVERNO del 1667 un pazzo violento di nome Antoine Mauroy fu portato da Jean-Baptiste Denis, eminente medico di Luigi XIV re di Francia. Denis aveva la “cura” ideale per la PAZZIA di Mauroy: una TRASFUSIONE di SANGUE di VITELLO, che avrebbe dovuto avere un effetto calmante sul paziente.

Ma le cose non andarono bene per Mauroy.

È vero che dopo una seconda trasfusione le sue condizioni migliorarono, ma ben presto ricominciarono gli accessi di pazzia, e dopo non molto Mauroy MORI‘.
Anche se in seguito fu accertato che Mauroy in realtà era MORTO perAVVELENAMENTO da ARSENICO, gli esperimenti di Denis con il sangue animale provocarono un acceso dibattito in Francia.

Alla fine, nel 1670 la PROCEDURA fu PROIBITA.

Con il tempo anche il parlamento inglese e persino il papa presero lo stesso provvedimento.

Le TRASFUSIONI di SANGUE finirono nel DIMENTICATOIO e per 150 anni non se ne parlò più.

I RISCHI GRAVISSIMI NEI PRIMI TEMPI

Nel XIX secolo le trasfusioni di sangue tornarono sulla scena per opera di unostetrico inglese di nome James Blundell. Utilizzando tecniche migliori e strumenti all’avanguardia, e insistendo nel voler usare solo sangue umano,Blundell riportò alla ribalta le trasfusioni di sangue.

Nel 1873, però, F. Gesellius, un medico polacco, moderò l’entusiasmo per le trasfusioni diffondendo una scoperta allarmante: PIU’ di META’ dei PAZIENTI TRASFUSI alla fine ERANO MORTI.

Di fronte a questi dati, eminenti medici cominciarono a criticare la procedura. La popolarità delle trasfusioni diminuì di nuovo.

Poi, nel 1878, il medico francese Georges Hayem mise a punto unaSOLUZIONE SALINA che secondo lui poteva fungere da SOSTITUTO del SANGUE. A differenza del sangue, non aveva effetti collaterali, non coagulava ed era facilmente trasportabile. Com’è comprensibile, la SOLUZIONE SALINA diHayem cominciò ad essere usata estesamente. Stranamente, però, l’opinione generale ben presto si orientò di nuovo a favore del sangue. Perché?

Nel 1900 il patologo austriaco Karl Landsteiner scoprì l’esistenza dei GRUPPI SANGUIGNI e il fatto che non tutti i gruppi sono compatibili tra loro. Non era strano che in precedenza tante trasfusioni avessero avuto un ESITO FATALE!Ora le cose potevano cambiare: bastava accertarsi che il gruppo del donatore fosse compatibile con quello della persona trasfusa. Armati di questa nuova conoscenza i medici tornarono ad avere fiducia nelle trasfusioni, appena in tempo per la prima guerra mondiale.

TRASFUSIONI E GUERRE

Con la seconda guerra mondiale aumentò la richiesta di sangue


Durante la prima guerra mondiale i SOLDATI FERITI furono molto spessoTRASFUSI. Si sa che il sangue coagula rapidamente, e un tempo sarebbe stato quasi impossibile portarlo sul campo di battaglia.

All’inizio del XX secolo, però, Richard Lewisohn del Mount Sinai Hospital di New York sperimentò con successo le PROPRIETA’ ANTICOAGULANTI delCITRATO DI SODIO Questo importante passo avanti fu salutato da alcuni medici come un miracolo. “Era quasi come se qualcuno avesse fermato il sole”, scrisse il dott. Bertram M. Bernheim, illustre medico dell’epoca.

Con la seconda guerra mondiale aumentò la richiesta di sangue. Dappertutto spuntarono poster con SLOGAN tipo: “DONA SANGUE, ADESSO!”, “Il tuo sangue può salvarlo” e “Lui ha dato il suo sangue. E tu?” Questa campagna sortì grandi risultati.

Negli Stati Uniti, durante la seconda guerra mondiale, furono donate circa 13 milioni di unità di sangue. Si calcola che a Londra ne siano stati raccolti e distribuiti più di 260.000 litri. Naturalmente le trasfusioni di sangue comportavano molti RISCHI per la SALUTE, come divenne ben presto chiaro.

TRASFUSIONI DI SANGUE: NON ESISTE UNO STANDARD TERAPEUTICO

Ogni anno solo negli Stati Uniti vengono trasfuse più di 11 milioni di unità di globuli rossi a 3 milioni di pazienti. Alla luce di queste cifre si potrebbe pensare che i medici seguano rigidi standard per quanto riguarda le emotrasfusioni. Il New England Journal of Medicine, però, fa notare che sono sorprendentemente pochi i dati su cui ci si basa “nelle decisioni relative alle trasfusioni”. Anzi, nella pratica esiste un’ampia variabilità, non solo per quanto riguarda cosa e quanto trasfondere, ma anche nel decidere se trasfondere o no. “La trasfusione dipende dal medico, non dal paziente”, dice la rivista medica Acta Anæsthesiologica Belgica. Non è dunque strano che da uno studio i cui risultati sono stati pubblicati dal New England Journal of Medicine sia emerso che “il 66% delle TRASFUSIONI, secondo una stima, vengono somministrate in maniera inappropriata”.

MALATTIE TRASMESSE CON IL SANGUE

Dopo la seconda guerra mondiale, grandi progressi in campo medico resero possibili interventi chirurgici un tempo inimmaginabili. Di conseguenza sorse un’INDUSTRIA MONDIALE con un giro d’affari di molti miliardi di dollari l’annoallo scopo di fornire il SANGUE per le TRASFUSIONI, che i medici cominciavano a considerare una procedura di ROUTINE.

Ben presto, però, molti cominciarono a preoccuparsi per le MALATTIE LEGATE alle TRASFUSIONI. Durante la guerra di Corea, ad esempio, quasi il 22% di coloro che avevano ricevuto TRASFUSIONI di PLASMA si ammalarono diEPATITE: quasi il triplo rispetto a quanto era accaduto durante la seconda guerra mondiale.

Negli anni ’70 i Centri americani per il Controllo delle Malattie calcolarono chel’EPATITE da TRASFUSIONE UCCIDEVA 3.500 PERSONE L’ANNO. Altri parlavano di una cifra dieci volte maggiore.

Grazie a procedure di screening più efficienti e a una maggiore attenzione nella scelta dei donatori, il numero dei casi di EPATITE B diminuì.

Ma poi una FORMA NUOVA di EPATITE e POTENZIALMENTE FATALE, fece molte vittime: l’EPATITE C.

Si calcola che 4.000.000 di americani si sono ammalati di EPATITE C, e che per centinaia di migliaia di loro ciò è avvenuto attraverso le TRASFUSIONI di SANGUE. È vero che alla fine controlli rigorosi hanno ridotto l’incidenza dell’epatite C, ma alcuni temono che si affacceranno altri problemi, di cui ci si accorgerà solo quando sarà ormai troppo tardi.

UN ALTRO SCANDALO: IL SANGUE CONTAMINATO DA HIV


Negli anni ’80 si scoprì che il sangue può essere contaminato dall’HIV, il virus dell’AIDS. All’inizio i responsabili delle banche del sangue erano estremamente riluttanti ad ammettere che le loro scorte potessero essere contaminate. Sulle prime molti di loro erano alquanto scettici di fronte alla minaccia dell’HIV. Secondo il dott. Bruce Evatt “era come se qualcuno arrivasse dal deserto dicendo: ‘Ho visto un EXTRATERRESTRE’. Ascoltavano, ma non ci credevano affatto”.

In un paese dopo l’altro, però, sono scoppiati scandali quando si è scoperto che le scorte di sangue erano contaminate dall’HIV. Si calcola che in Francia dalle 6.000 alle 8.000 persone abbiano contratto l’HIV in seguito a trasfusioni somministratetra il 1982 e il 1985. Le trasfusioni di sangue sono ritenute responsabili del 10% delle infezioni da HIV in Africa e del 40% dei casi di AIDS in Pakistan. Oggi, grazie a test di screening perfezionati, NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI il contagio da HIV attraverso le trasfusioni di sangue è ormai raro. Questo tipo di “contagio” comunque continua ad essere un problema nelle nazioni in via di sviluppo che non dispongono di test di screening.

Peter H. Duerberg, il primo scienziato al mondo a scoprire un gene oncogeno nel DNA, ha messo in discussione l’ipotesi di una correlazione diretta tra virus HIV e AIDS sulle pagine di prestigiose riviste scientifiche e ha suggerito l’ipotesi che LE DIVERSE MALATTIE che sono INCLUSE nella SINDROME detta AIDS siano CAUSATE dall’uso prolungato di COCAINA, diEROINA, di DROGHE “RICREATIVE” e dall’uso stesso dei FARMACI ANTI-HIV, quali l’AZT, prescritto per prevenire o trattare l’AIDS. Duesberg, nel 1996, insieme a Kary Mullis, premio nobel per la chimica nel 1993, ha scritto “IL VIRUS INVENTATO”.

Con il SANGUE TRASFUSO, si “INIETTANO” tutte le TOSSINE e/o i VELENIche causano le MALATTIE del DONATORE.

Com’è comprensibile, negli ultimi anni è aumentato l’interesse per la medicina e la chirurgia senza sangue. Ma si tratta di un’alternativa sicura ? L’articolo che segue risponde a questa domanda.

MEDICINA E CHIRURGIA SENZA SANGUE, SONO SEMPRE PIU’ RICHIESTE

“Tutti coloro che lavorano con il sangue e con pazienti sottoposti a interventi chirurgici devono prendere in considerazione la chirurgia senza sangue”. –Joachim Boldt, docente di anestesiologia, Ludwigshafen am Rhein, Germania.

LA BUFALA dell’AIDS ha costretto scienziati e medici (quelli che hanno creduto o credono ancora oggi che esiste veramente il virus dell’HIV) a prendere ulteriori precauzioni per aumentare la sicurezza in sala operatoria. Ovviamente, questo ha significato sottoporre il sangue a screening più severi. Secondo gli esperti, però, nemmeno queste misure garantiscono trasfusioni a rischio zero. “Nonostante la società investa molto per rendere le scorte di sangue più sicure che mai”, afferma la rivista Transfusion, “riteniamo che i pazienti cercheranno ugualmente di evitare le TRASFUSIONI di SANGUE ALLOGENICO [donato] per il semplice fatto che le scorte di sangue non potranno mai essere completamente sicure”.

Non sorprende che molti medici stiano diventando prudenti nel somministrare il sangue. “Le TRASFUSIONI di SANGUE fondamentalmente NON FANNO BENE, e noi tendiamo con molta decisione a evitarle a tutti”, dice il dott. Alex Zapolanski, di San Francisco.

Anche la GENTE COMUNE comincia a rendersi conto dei PERICOLI delle TRASFUSIONI.

Un sondaggio condotto nel 1996 rivelava che l’89% dei canadesi avrebbe preferito un’alternativa al sangue donato. “Non tutti i pazienti rifiutano le trasfusioni omologhe come fanno i Testimoni di Geova”, afferma il Journal of Vascular Surgery. “Nondimeno, i rischi di “contagio” (rischi di iniettare le tossine e i veleni che causano le malattie del donatore) e di immunomodulazione, dimostrano chiaramente che dobbiamo trovare alternative per tutti i pazienti”.

L’OPINIONE DI ALCUNI MEDICI

La chirurgia senza sangue non è solo per i Testimoni di Geova ma per tutti i pazienti. Sono convinto che tutti i medici dovrebbero praticarla’“.

By Joachim Boldt, docente di anestesiologia, Ludwigshafen am Rhein, Germania.

Anche se oggi le trasfusioni di sangue sono più sicure che in passato, comportano ugualmente dei rischi, tra cui quello di avere reazioni immunitarie e di contrarre l’epatite o malattie trasmesse per via sessuale”.

By Terrence J. Sacchi, docente di medicina.

La maggioranza dei medici non ci pensa due volte prima di trasfondere, e lo fa con grande facilità e in maniera indiscriminata. Io no”.

By Alex Zapolanski, primario di cardiochirurgia al San Francisco Heart Institute.

Non riesco ad immaginare nessun intervento convenzionale all’addome che in un paziente normale richieda come prassi l’emotrasfusione”.

By Johannes Scheele, docente di chirurgia, Jena, Germania.

METODICA D’ELEZIONE

Meno male che esiste un’ALTERNATIVA: la MEDICINA e la CHIRURGIA SENZA SANGUE. Molti pazienti non la considerano l’ultima spiaggia ma una metodica d’elezione, e con buone ragioni. Stephen Geoffrey Pollard, primario di chirurgia in Gran Bretagna, osserva che coloro che vengono OPERATI SENZA SANGUE hanno tassi di morbilità e mortalità “almeno buoni quanto quelli dei pazienti che ricevono il sangue, e in molti casi si RISPARMIANO leINFEZIONI e le COMPLICAZIONI POSTOPERATORIE spesso imputabili alSANGUE”.

COME SI E’ SVILUPPATA LA MEDICINA CHE NON FA USO DI SANGUE? 


In un certo senso la domanda è un po’ strana: in effetti la MEDICINA SENZA SANGUE è PIU’ ANTICA di QUELLA CHE FA USO di SANGUE. È stato solo all’inizio del XX secolo che le tecniche trasfusionali sono progredite al punto da venire impiegate di routine.

Negli ultimi decenni, però, alcuni hanno reso POPOLARE la CHIRURGIASENZA SANGUE.

Ad esempio, negli anni ’60 il famoso chirurgo Denton Cooley effettuò alcuni tra i PRIMI INTERVENTI a CUORE APERTO SENZA far uso di SANGUE.

Quando, negli anni ’70, cominciarono ad aumentare i casi di EPATITE tra iPAZIENTI TRASFUSI, molti MEDICI cominciarono a ricercare ALTERNATIVE AL SANGUE.

Negli anni ’80 c’erano già DIVERSE GROSSE EQUIPE di MEDICI che OPERAVANO SENZA SANGUE.

Poi, quando scoppiò l’epidemia di AIDS (che era in realtà causata dall’AZT), queste équipe (ignare della vera causa dell’AIDS) vennero spesso consultate da altri che desideravano adottare le stesse metodiche.

Negli anni ’90 molti ospedali hanno messo a punto programmi che offrono ai pazienti la possibilità di essere curati senza sangue.

I medici sono riusciti ad applicare metodiche che non prevedono l’uso di sangue durante interventi e procedure d’emergenza che tradizionalmente richiedevano la trasfusione.

Interventi importanti di CHIRURGIA cardiaca, vascolare, ginecologica e ostetrica, ortopedica e urologica si possono eseguire con successo SENZA USARE SANGUE o PRODOTTI EMATICI, osserva David H. W. Wong sulCanadian Journal of Anaesthesia.

Un vantaggio della chirurgia senza sangue è che incoraggia ad adottare un approccio terapeutico di migliore qualità.

L’abilità del chirurgo è importantissima per prevenire SANGUINAMENTI, diceBenjamin J. Reichstein, primario chirurgo di Cleveland, nell’Ohio (USA).

Una rivista giuridica sudafricana afferma che in certi casi la CHIRURGIA SENZA SANGUE può essere “PIU’ VELOCE, PULITA E MENO COSTOSA”. E aggiunge:Quello che è sicuro è che in molti casi i trattamenti a lungo termine si sono dimostrati più economici e più sbrigativi”.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui attualmente circa 180 OSPEDALI in TUTTO il MONDO hanno programmi SPECIALIZZATI in MEDICINA e CHIRURGIA SENZA SANGUE.

IL SANGUE E I TESTIMONI DI GEOVA


A motivo delle loro convinzioni basate sulla Bibbia, i Testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni di sangue.* Tuttavia accettano – anzi, fanno di tutto per trovare –alternative mediche al sangue.

I Testimoni di Geova ricercano attivamente il meglio in quanto a trattamenti medici”, ha detto Richard K. Spence quando era primario chirurgo in un ospedale di New York.Come gruppo, sono i clienti meglio informati che un chirurgo possa incontrare”.

Lavorando sui Testimoni di Geova, i medici hanno perfezionato molte metodiche che non prevedono l’uso di sangue.

Prendete il caso del chirurgo cardiovascolare Denton Cooley. Nell’arco di 27 anni la sua équipe HA OPERATO a CUORE APERTO SENZA SANGUE 663 Testimoni di Geova.

I risultati indicano chiaramente che gli interventi di CARDIOCHIRURGIA si possono effettuare con successo SENZA SANGUE.

È vero che molti hanno criticato i Testimoni di Geova per il loro rifiuto del sangue. Un manuale pubblicato dall’Associazione degli Anestesisti di Gran Bretagna e Irlanda, invece, definisce la posizione dei Testimoni “un segno di rispetto per la vita”. In realtà i Testimoni con la loro ferma posizione hanno avuto una parte importante nel rendere disponibili a tutti trattamenti medici più sicuri. “I testimoni di Geova che dovevano subire interventi hanno indicato la strada e hanno fatto pressioni per migliorare un settore importante del servizio sanitario norvegese”, scrive il prof. Stein A. Evensen, dell’Ospedale Nazionale di Oslo.

Per aiutare i medici a curare i pazienti senza ricorrere al sangue i Testimoni di Geova hanno istituito un utile servizio di assistenza.

Attualmente più di 1.400 Comitati di assistenza sanitaria in tutto il mondosono in grado di fornire a medici e ricercatori articoli di riviste mediche specializzate attingendo a una BANCA DATI di OLTRE 3.000 ARTICOLI nel campo della MEDICINA e della CHIRURGIA SENZA SANGUEGrazie al lavoro dei Comitati di assistenza sanitaria dei Testimoni di Geova oggi non solo i Testimoni, ma tutti i pazienti hanno meno probabilità di ricevere trasfusioni di sangue inutili”, osserva Charles Baron, docente della Boston College Law School.

Le informazioni raccolte dai Testimoni di Geova nel campo della medicina e della chirurgia senza sangue sono state utili a molti medici. Ad esempio, nel preparare il materiale per un libro intitolato Autotransfusion: Therapeutic Principles and Trends (Autotrasfusione: princìpi terapeutici e tendenze), gli autori hanno chiesto ai Testimoni di Geova informazioni sulle ALTERNATIVE all’EMOTRASFUSIONE. i Testimoni le hanno provvedute volentieri.

Con gratitudine, gli autori hanno scritto in seguito:In tutto il materiale che abbiamo letto su questo argomento non abbiamo mai visto un elenco così conciso e completo di strategie utili per evitare le trasfusioni di sangue omologo”.

I PROGRESSI fatti in CAMPO MEDICO hanno spinto molti a prendere in considerazione la MEDICINA SENZA SANGUE.

QUALI SARANNO GLI SVILUPPI FUTURI?

Il prof. Luc Montagnier, lo scopritore del virus dell’AIDS, afferma:L’evoluzione delle nostre conoscenze in questo campo indica che un giorno LE TRASFUSIONI di SANGUE DOVRANNO SPARIRE.

Nel frattempo le ALTERNATIVE al SANGUE stanno già SALVANDO delle VITE.

IL RUOLO DEL PAZIENTE

Parlate con il vostro medico delle alternative al sangue prima che ne sorga il bisogno. Questo è particolarmente importante nel caso di donne in gravidanza, genitori con figli piccoli e persone anziane.

Mettete le vostre RICHIESTE per ISCRITTO, soprattutto se è disponibile a tal fine un documento legale.

Se il vostro medico non è disposto a curarvi senza sangue, cercatene uno che rispetti i vostri desideri.

Siccome alcune alternative al sangue hanno bisogno di tempo per essere efficaci, non rimandate le cure se sapete di dover subire un intervento.

Tratto da: watchtower.org

NdR: Pur condividendo il criterio del NON farsi fare TRASFUSIONI di SANGUE, per i PERICOLI che esse comportano, come i Vaccini, ma dichiaro ed affermo che, ognuno deve essere libero di scegliere per se stesso e/o per i propri figli minori, IL CONSULENTE di QUESTO PORTALE conferma e attesta che NON E’ Testimone di Geova, ma E’ ARELIGIOSO, SENZA RELIGIONE, ma filosofo della Vita Eterna !

La SOLUZIONE alla carenza di sangue da utilizzare nelle trasfusioni potrebbe nascondersi nel REGNO VEGETALE.

Un gruppo di ricercatori guidato dagli esperti dell’Università di Lund, in Svezia,ha infatti identificato una PROTEINA della BARBABIETOLA da ZUCCHERO MOLTO SIMILE all’EMOGLOBINA UMANA, la proteina che permette il trasporto dell’ossigeno nel sangue.

Secondo Nélida Leiva-Eriksson, primo nome dello studio pubblicato su Plant & Cell Physiology in cui viene descritta la scoperta, l’identificazione di questa proteina potrebbe aprire la strada allo sviluppo di molecole che, opportunamente adattate, potrebbero essere utilizzate nelle trasfusioni.

In alternativa, le piante, magari proprio la BARBABIETOLA già coltivata a livello industriale per la produzione di zucchero, potrebbero essere utilizzate come vere e proprie fabbriche per la produzione di EMOGLOBINA UMANA.


L’EMOGLOBINA di BARBABIETOLA, simile per il 50-60% a quella umana, è stata identificata cercando nel genoma della pianta sequenze simili a quelle dell’emoglobina.

In questo modo sono stati identificati ben 3 GENI INTERI e un GENE TRONCATO. 


L’analisi della struttura e dell’espressione di questi geni ha portato i ricercatori a ipotizzare che almeno uno potrebbe avere “un ruolo molto specifico”. “Le nostre scoperte – concludono Leiva-Eriksson e colleghi nel loro studio – aprono nuove possibilità per la ricerca, per gli incroci e per l’ingegneria genetica, dato che leEMOGLOBINE potrebbero essere coinvolte nello SVILUPPO VEGETALE più di quanto si pensasse”

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Per quanto riguarda le applicazioni della scoperta in campo umano, il prossimo passo sarà MODIFICARE L’EMOGLOBINA VEGETALE per adattarla alle trasfusioni nelle cavie e nell’uomo. Il processo potrebbe richiedere 3 anni, ma prima di arrivare a un’applicazione in ambito medico potrebbe essere necessario molto più tempo.

Tratto da: salute24.ilsole24ore.com