Nessuna affezione maligna lo è sin dall’inizio

TUMORI  E CANCRI, p. 64-65

Dr. H. M. Shelton

Nessuna affezione maligna lo è sin dall’inizio.

Le masse cellulari anomale che costituiscono i neoplasmi traggono origine dal leggero aggravamento di uno stato di circolazione sanguigna già ostruita. La stessa cosa avviene per le iperplasie.

Il cancro è uno stato patologico caratterizzato dal restringimento graduale dei vasi sanguigni (dai quali tutte le cellule ricevono il proprio nutrimento) fino all’occlusione completa di tali vasi.

Un neoplasma che si metta a ≪crescere≫ sul seno, per degenerare nell’orrenda massa putrescente chiamata cancro, ha, così, un’origine molto semplice.

Quando un TUMORE ha una CAPSULA SPESSA e RESISTENTE, che intralcia la sua crescita volumetrica, il suo contenuto tende a raggiungere una tale DENSITA’, che i CAPILLARI e le PICCOLE ARTERIE finiscono per risultare COMPLETAMENTE OSTRUITE. Il TUMORE si trova, così, sempre più TAGLIATO FUORI DAL CIRCUITO SANGUIGNO e finisce per MORIRE DI ASFISSIA. Il nucleo del tumore entra allora in DECOMPOSIZIONE, e ciò comporta un AVVELENAMENTO SETTICO (un avvelenamento del corpo dovuto alle sostanze putride che passano ogni giorno dalla massa in decomposizione al resto del corpo). Questa SETTICEMIA CRONICA (setticemia: avvelenamento settico del sangue) dà, a sua volta, seguito alla CACHESSIA, che e` lo stato in cui lo sviluppo cellulare dell’intero organismo viene cronicamente colpito dall’AVVELENAMENTO SETTICO.

Quando il processo che abbiamo appena descritto si verifica in un TUMORE, lo si puo` chiamare CANCRO.

La trasformazione di un TUMORE BENIGNO in un TUMORE MALIGNO è avviata dall’OSTRUZIONE DEL CIRCUITO SANGUIGNO e dall’ASFISSIA CELLULARE che ne consegue. A partire da questo momento, non esiste alcun fattore estrinseco al tumore, sia patologico, sia eziologico, che possa influire in qualche modo su di esso.

L’INDURIMENTO DELLE GHIANDOLE LINFATICHE VICINO AL TUMORE COSTITUISCE IL PRIMO SEGNO DELLA SUA TRASFORMAZIONE MALIGNA.

QUANDO LE GHIANDOLE LINFATICHE SI SONO INGROSSATE e la CACHESSIA è AVANZATA, IL MALATO E’ CONDANNATO”.

Come dice TILDEN: ≪Che il CANCRO sia mortale, non ha nulla di particolarmente incomprensibile. Un cancro non è altro che SEPSINA, il PRODOTTO MORTALMENTE VIRULENTO della PUTREFAZIONE dei TESSUTI, che si trova nelle ferite e nelle appendiciti mal curate, nella febbre puerperale nonchè in molti altri risultati dell’incommensurabile e catastrofica ignoranza medica.

E` lo stesso tipo di AVVELENAMENTO MORTALE che si manifesta dopo un ABORTO (sia esso “legale” o “criminale”), oppure in occasione dei parti, quando l’ostetrico, o supposto tale, è in realtà un dilettante che raffazzona i parti per affrettarsi ad andare sul campo da golf o a teatro, lasciando così prive di cure le mutilazioni provocate dai suoi interventi rapidi e anormali≫.

Un certo numero, in verità molto esiguo, di casi di cancro sono finiti con una guarigione. Generalmente, tuttavia, è lecito dire che quando un tumore è diventato maligno la guarigione è impossibile.

QUALE E’ L’ EFFETTO DEL DIGIUNO SUL CANCRO? Esso provoca l’arresto della crescita tumorale, seguito da un processo d’involuzione e riassorbimento. HO CURATO un CASO DI CANCRO AL SENO in cui il tumore era grosso circa quanto due pugni d’uomo insieme; VENNE RIDOTTO AL VOLUME DI UNA NOCE mediante un DIGIUNO di CINQUANTA GIORNI. Ogni dolore sparì dopo solo pochi giorni di digiuno e le suppurazioni e l’odore che esse emanavano cessarono alcuni giorni dopo. La paziente tornò a casa poco tempo dopo aver cessato il digiuno, pertanto nulla poté esser fatto per assicurare il completamento del processo di riassorbimento.

Nel caso in cui il DIGIUNO NON sia stato ABBASTANZA LUNGO per assicurare di per sè un riassorbimento completo, l’AUTOLISI (dal GRECO: AUTO e LUO = DISSOLVERE SE STESSO) DEI TUMORI BENIGNI SI COMPLETA solitamente IN POCO TEMPO, seguendo un REGIME ALIMENTARE ACCURATAMENTE REGOLATO.

p. 65

Nota di Albert Mossèri

Quando il Dr. Shelton scrive che il cancro è incurabile, dovremmo capire bene il senso di queste parole. Egli vuol dire, con ciò, che è incurabile il vero cancro. Ma la maggior parte dei casi diagnosticati come cancri non sono tali, in quanto la diagnosi medica è quasi sempre sbagliata. Conseguentemente, I CASI DIAGNOSTICATI CANCRO SONO TUTTI GUARIBILI. (A.M.)

p. 138

Quando il Dr. Shelton scrive” E’ molto raro che un malato di cancro si ristabilisca completamente”, si dovrebbe capire bene il senso di questa frase che rischia di allarmare i lettori. Spieghiamoci. La stragrande maggioranza, diciamo il 98%, DEI CASI DIAGNOSTICATI DAI MEDICI COME CANCRO, NON SONO TALI. SONO SEMPLICI TUMORI BENIGNI, LA CUI GUARIGIONE E’ ASSOLUTAMENTE SICURA. Quando il Dr. Shelton parla di cancro, egli parla del vero CANCRO, che è molto raro (per esempio: IL 2% di tutti quelli che hanno TUMORI). Al contrario, quando un MEDICO parla di CANCRO, si può essere certi che non si tratta di CANCRO, ma di SEMPLICE TUMORE. Conseguentemente, quando Shelton dice che il cancro è guaribile molto raramente, bisogna sapere che la grande maggioranza dei casi diagnosticati come cancro sono perfettamente conducibili a guarigione. (A. I. M.) W.LW

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I raggi X, causa del cancro

TUMORI E CANCRI, CAPITOLO IX

Dr. H. M. Shelton

Nella rivista americana ≪Pageant≫ dell’agosto 1951, un giornalista mercenario tra i più quotati, Herb Bailey, ci racconta, in un articolo molto ben scritto, la parte recitata da Emile Grubbe, dottore in medicina, nello sviluppo di ciò che si chiama trattamento con i raggi X. Al di fuori di una cerchia esoterica di specialisti, Grubbe è poco noto. Nondimeno, è un grand’uomo, uno scienziato, un pioniere, un inventore, un uomo che si è fatto una strada con Edison, Steinmetz e molti altri, ma è stato sfrontatamente ignorato dai pubblicisti, così abili a creare celebrità. Secondo Bailey, Grubbe è stato il primo ad aver provato a usare i raggi X come ≪rimedio≫ contro il cancro. I suoi primi tentativi con ciò che Bailey definisce francamente ≪EFFLUVI INVISIBILI E MORTALI≫, gli inflissero numerose gravi bruciature, poco dolorose all’inizio. Egli perdette, così, una dopo l’altra, tutte le dita della mano sinistra e il labbro superiore; presto fu la volta della mano destra. Grubbe, sottolinea con forza l’articolo, ha vissuto una vita di sofferenze ≪affinchè altri vivano≫, è stato un salvatore che ha dato la propria vita per quella del mondo, e ha permesso all’umanità di espiare i propri peccati per interposta persona.

Fu nel 1896 che Grubbe fece il suo primo tentativo (su una donna) e che la Roentgenterapia vide la luce. La donna ne morì, mentre la terapiaassassina le sopravvisse. Oggi, stando a quello che dice Bailey, essa è diventata l’agente terapeutico più importante che la medicina conosca, ≪efficace per piu` di 500 malattie≫. Parimenti, ≪è oggi il più potente nemico del cancro≫. Di più: ≪Milioni di persone debbono la vita a tale terapia. Milioni di altre sopravviveranno grazie ad essa≫.

L’uomo che per primo si servì dei raggi X per il ≪trattamento≫ delle malattie (non era ancora medico) prima che si scoprisse che ≪bruciano la carne e sono essi stessi causa di cancro≫ è rimasto a lungo trascurato, perché fece i suoi primi tentativi prima di diventare medico. E` perlomeno strano che Bailey attribuisca a questo motivo la ≪vergognosa negligenza≫ di cui Grubbe è stato fatto oggetto in un articolo in cui cita Pasteur come uno dei luminari della medicina. Non sa, quindi, che Pasteur non è mai stato medico?

Vi è forse un altro motivo per spiegare perché la lega dei figli di Esculapio ha trascurato Grubbe e si è dimostrata avara di lodi verso l’uomo ≪al quale molti debbono la vita più di quanto la debbano a qualsiasi altro medico vivente≫. Grubbe è un omeopata. Era anche professore al collegio medico Hahnemann quando cominciò a usare i raggi X per il trattamento del cancro. Al corpo sanitario non piace conferire a degli spregevoli omeopati i riconoscimenti del prestigio dubbioso riservato ai propri membri. Se ha così tardivamente riconosciuto Grubbe come il pioniere della Roentgenterapia, è sia perchè Grubbe è omeopata, e lo è sempre stato, sia perchè non era medico quando insegnava la ≪scienza≫ al collegio Hahnemann.

Nel 1896 Grubbe fece il suo primo tentativo su una persona cancerosa, ma fu solo nel1898 che ricevette la sua laurea in medicina. Da buon Hahnemanniano qual era, credeva fermamente nel ≪principio≫ che ≪I SIMILI SONO GUARITI DAI SIMILI≫ (similia similibus curantur, per coloro che conoscono il latino). Credeva che se si vuole guarire una data malattia, bisogna far uso di un ≪rimedio≫ in grado di procurare sintomi simili a quelli della malattia che bisogna ≪guarire≫.

Bailey ci racconta che quando Grubbe mostrò ai medici del collegio la sua mano sinistra bruciata, uno di essi, J.E. Gilman, ritenne che ≪se i raggi X possono così gravemente danneggiare i tessuti normali, potrebbero anche distruggere le cellule cancerose≫. Tale è forse la versione resa nota a Bailey, ma è poco probabile che Gilman si sia rivolto a Grubbe proprio in questi termini. Egli si sarà molto probabilmente espresso così: ≪Poiché i raggi X bruciano le carni dell’uomo e provocano essi stessi uno stato canceroso, dovrebbero, secondo la ≪legge dei simili≫, essere capaci di guarire il cancro≫. In ogni modo, secondo Bailey ≪Grubbe si dichiarò entusiasta di questa idea≫ e ≪si offrì di sperimentarla≫. Centinaia tra i primi audaci ricercatori avevano già pagato con la vita i loro tentativi di penetrare il segreto di queste radiazioni. Ne avevano, così, dimostrato il carattere distruttivo; perchè non potevano essere curative?

Se le radiazioni producono una malattia ≪simile≫ o ≪contraria≫ . . . se possono uccidere, possono anche guarire. E` così che ragiona una corporazione che, nei tremila anni di esistenza organizzata, ha deliberatamente respinto qualsiasi metodo costruttivo di cura e concesso la propria fiducia ai mezzi distruttivi. Essa non è impegnata a salvare vite, bensì a distruggerle.

Fu ROENTGEN, il cui nome è stato dato ai raggi X, il primo a suggerire di impiegarli come mezzo diagnostico. In questo campo, hanno infatti un qualche valore, sia pure limitato; al tempo stesso, però, presentano i loro pericoli. Hanno causato errori diagnostici quanto qualsiasi altro metodo; in questo stesso momento, vi sono migliaia di persone sottoposte a cure anti-tubercolotiche senza avere la tubercolosi, per il fatto che la radiografia del torace ha fatto ritenere che avessero tale malattia. La radiografia è utile soprattutto per le ossa.

Per altri tessuti, la sua interpretazione è aleatoria e si dovrebbero far stampigliare le seguenti parole su tutte le lastre radiografiche trasmesse al medico dal radiologo:INTERPRETAZIONE PERICOLOSA. CANTONATE FACILI≫ .

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Qual è la causa del cancro?

TUMORI E CANCRI, CAPITOLO X

Dr. H. M. Shelton

Sir William Arbuthnot Lane, medico chirurgo britannico molto noto, già medico del defunto re d’Inghilterra, dice che ≪LA MALATTIA NON HA ALTRA CAUSA CHE I VELENI. Possono trovarsi nell’aria che respiriamo, ma ne produciamo la maggior parte in noi stessi, dal CIBO di cui ci nutriamo. Nei casi in cui ho avuto la possibilità di accertare tale fatto, ho constatato che il paziente soffriva di STASI INTESTINALE CRONICA e che il cancro era una causa indiretta di questo stato≫.

Leggendo superficialmente le parole di Sir William, la maggior parte dei lettori può essere portata a pensare che egli voglia dire che la causa della malattia è LA TOSSIEMIA. Ma, un più attento esame delle sue parole, ci dice che i veleni ai quali pensa sono quelli che passano nell’organismo attraverso il tubo digerente, quando le materie alimentari, anziché essere digerite, vi fermentano o imputridiscono. Poiché questo si verifica solamente in un individuo nervoso e tossiemico, L’ AVVELENAMENTO (che proviene dall’intestino tenue, non da quello crasso), costituisce un FATTORE SUPPLEMENTARE ALLA TOSSIEMIA che, a sua volta, non può che complicarla ed aggravarla maggiormente. Non credo che possa esistere il minimo dubbio sul fatto che un avvelenamento cronico di questo tipo ha una sua parte nello sviluppo del cancro.

Un altro medico britannico, Ernest H. Tipper, membro del Reale Collegio dei Chirurghi, attribuisce il cancro al consumo di alimenti impropriamente combinati tra loro e, particolarmente, al consumo di azotati (o proteine) con amilacei, che sono presenti in America e in Inghilterra (così come dovunque purtroppo!). ≪Il pane e la carne presi insieme≫ egli dice, ≪costituiscono certamente il fattore primario di avviamento del cancro e anche, probabilmente, la vera causa finale≫. Che certe combinazioni alimentari inappropriate, quali gli azotati con gli amilacei, possano essere la fonte di fermentazione e di putrefazione avanzate sottolineata da Lane, è cosa al di fuori di qualsiasi dubbio. LE COMBINAZIONI ALIMENTARI INAPPROPRIATE costituiscono, quindi, unFATTORE CORRENTE DI AVVELENAMENTO. Tipper sottolinea che la possibilità di avvelenamento da tali combinazioni alimentari inappropriate (e, conseguentemente, di CANCRO) è molto elevato in quanto il paziente si trova già in uno stato precario di salute. Può darsi che tutte le forme di avvelenamento cronico sbocchino, alla fine, nel cancro; sappiamo che ciò è vero per quanto riguarda l’ARSENICO. Può darsi che l’enorme quantità di SOSTANZE INORGANICHE che ingeriamo di solito con i nostri alimenti, i VELENI più o meno forti di cui viene cosparso tutto ciò che cresce nei CAMPI, negli ORTI e nei FRUTTETI, e quelli che ≪L’ INDUSTRIA ALIMENTARE≫ aggiunge agli alimenti che tratta e che l’organismo non elimina se non lentamente e con grandi difficoltà siano anch’essi fattori di cancro.

Riteniamo, tuttavia, che LA FONTE PIU’ RICCA DI FATTORI CANCEROGENI sia costituita dall’AVVELENAMENTO CRONICO provocato dagli ALIMENTI AZOTATI e, forse, soprattutto dai VELENI prodotti dalla PUTREFAZIONE di tali alimenti. Consideriamo il cancro come il punto di arrivo di un’ANAFILASSI CRONICA, che si aggiunge alla TOSSIEMIA ORIGINALE. Il cancro non è, per noi, una ≪affezione locale≫, bensì la manifestazione localizzata di un disordine di tutto l’organismo e di unAVVELENAMENTO DIFFUSO, durato molto a lungo. Il fattore tempo è messo in evidenza dal fatto che per produrre sperimentalmente il cancro nei RATTI, mediante sostanze cancerogene note, il tempo richiesto corrisponde a diversi anni della vita umana.

Affinchè l’avvelenamento produca il cancro, bisogna che la sua intensità e la sua durata siano sufficienti a far deviare dalla norma, in modo continuativo e marcato, i processi di nutrizione e di metabolismo; e ciò non solo in punti particolari, ma in tutto l’organismo nel suo insieme. Il fatto che il cancro compaia frequentemente in più punti del corpo allo stesso tempo, prova che si tratta di un disturbo metabolico di tutto il corpo. Questo significa che qualsiasi punto dell’organismo può essere soggetto a un’IRRITAZIONE CRONICA e, conseguentemente, al CANCRO. In genere, la maggior parte dei cancri multipli sono considerati innesti (METASTASI) provenienti da un solo punto canceroso originale, piuttosto che manifestazioni indipendenti.

Questa però è una SUPPOSIZIONE MOLTO DEBOLE. La DIATESI CANCEROGENA, frutto di un AVVELENAMENTO GENERALIZZATO e del successivo disordine metabolico, può benissimo generare IL CANCRO IN PIU’ D’UN PUNTO CONTEMPORANEAMENTE, senza l’aiuto di queste ipotetiche metastasi. Bisogna avere un’immaginazione molto fervida, per concepire che le cellule cancerose facciano i GLOBETROTTERS, andando a impiantarsi dove più gradiscono.

Agli autori che si occupano di cancro, piace porsi questa domanda: che cosa fa scattare la trasformazione della cellula normale in cellula cancerosa? Molti anni d’intensi studi da parte di centinaia di ricercatori hanno rivelato l’esistenza di numerose sostanze disintegranti minori, che potrebbero essere i fattori necessari a far scattare la molla. Il ruolo di queste sostanze è , tuttavia, di secondaria importanza. La domanda principale, quella di cui gli specialisti del cancro sembrano non avere alcuna idea e che certamente non si pongono mai, è questa: per quale motivo esiste questo terrenomorboso, base della diatesi cancerosa? Quali sono le cause dei mutamenti patologici che si riscontrano nei tessuti, mediante i quali questi passano dallo stato normale a quello precanceroso? Sembra che sia stata accertata, attraverso numerose ricerche, l’esistenza di ≪una diatesi cancerosa interessante l’organismo nel suo insieme, e una disposizione ereditaria di qualche organo verso questa malattia≫. Il fatto che il cancro sia frequentemente ≪una malattia di famiglia≫ sembra indicare che questo ≪terreno≫ morboso viene trasmesso di generazione in generazione, previo contatto con i diversi elementi correntemente denominati ≪agenti cancerogeni≫. Quando non esiste questo ≪terreno≫, tali elementi provocano soltanto una leggera infiammazione locale. Noi affermiamo che sono le abitudini malsane, e più particolarmente LE ABITUDINI ALIMENTARI MALSANE a dar corso alla DIATESI CANCEROGENA CUMULATIVA che, nel tempo, genera le modificazioni tessutali ≪retrograde≫ che precedono e annunciano il CANCRO.

Un organismo sottoposto ad AVVELENAMENTO CRONICO DA ALIMENTI AZOTATI sovrabbondanti ed inappropriati, si trova in uno stato di morbosità simile, se non identico, a quello che si osserva nell’anafilassi alimentare.

Rimane solo da trovare il fattore che, in tutti i casi di cancro, avvia il meccanismo che al termine di un lungo periodo preliminare precanceroso, sfocia nel cancro propriamente detto. E` vero, in ogni caso, che questo lungo periodo preliminare è di primaria importanza. Quando in un determinato punto del corpo i TESSUTI si allontanano dal loro normale sviluppo, sembra che la causa sia imputabile a un precedente lungo sviluppo di declino generale dell’organismo, al quale si aggiungono, come cause accessorie, diversi fattori esterni di IRRITAZIONE LOCALE. Bisogna però capire, che queste cause accessorie, alle quali è stata dedicata tanta attenzione, non si trovano mai all’origine vera e propria del cancro. E` stato frequentemente notato che i TUMORI MALIGNI compaiono generalmente, se non sempre, su TESSUTI la cui vitalità è carente e, che tale carenza, è molto spesso cronica, a volte molto vecchia. Da ciò si è tratta la conclusione che IL CANCRO NON SI SVILUPPA MAI SU TESSUTI SANI, ma su ≪residui embrionali≫, verruche pigmentate, cicatrici da scottatura, tiroidi gozzute, adenomi al seno, oppure sui margini di ulcere gastriche, sulle lesioni dissenteriche o tubercolotiche, così come sulle lesioni dovute all’IRRITAZIONE mediante corpi estranei o parassiti intestinali (elminti).

Tutti questi fatti ci portano a una sola conclusione: colui che si mantiene sempre in salute, con SANE ABITUDINI, non verrà mai colpito dal cancro. Se consideriamo il CANCROcome il COMPIMENTO di un PROCESSO PATOLOGICO PROGRESSIVO, il cui avviamento è costituito dal primo raffreddamento del lattante, che nell’età matura giunge al suo culmine (il cancro), non abbiamo più bisogno di attribuire ogni tipo di cancro a sostanze disintegranti particolari, né di proteggerci contro tali sostanze per prevenirlo.

Se riusciamo a impedire la formazione del ≪terreno≫ canceroso, possiamo evitare il cancro. E` quindi importante, per noi, conoscere alcuni degli elementi che maggiormente contribuiscono alla formazione del ≪terreno≫ canceroso. Ho già detto che gli alimenti azotati inappropriati, specie un’alimentazione azotata eccessiva, costituiscono l’elemento essenziale dello STATO D’ INTOSSICAZIONE che sfocia nel cancro; DEBBO ORA PROVARLO.

Venticinque anni or sono, circa, il Dr. John Round, Dottore in Scienze, scriveva quanto segue in un articolo su ≪La Carne e il Cancro≫: ≪Secondo Rayer, il cancro si riscontra normalmente negli uccelli predatori e solo raramente in quelli non carnivori. LeAQUILE e gli AVVOLTOI in cattività muoiono spesso di cancro. IL GUFO comune è particolarmente soggetto al cancro. Una delle scoperte più sconvolgenti degli ultimi anni è l’elevata frequenza del cancro nei PESCI. . . Il cancro è particolarmente diffuso tra quelli allevati in cattività (vivai, acquari). . . Si è trovato il cancro in certi RETTILI:SALAMANDRE, RANE, PITONI.

≪Per altro verso, tra tutti gli animali domestici, il CAVALLO sembra essere quello meno esposto al cancro. Il cancro è anche rarissimo nei BOVINI. ≪E` raro negli OVINI e molto raro nelle CAPRE. Nei CONIGLI è così raro che non ne conosciamo alcun caso.E` molto frequente, invece, in quei divoratori d’immondizie che sono i RATTI e i TOPI,soprattutto in quelli la cui ALIMENTAZIONE è di origine CARNEA. Gli animali selvatici tenuti in cattività hanno anch’essi, a volte, il cancro. La frequenza del cancro è incredibilmente alta anche nel GATTO. Nondimeno, fatta eccezione per i topi, fra tutti gli animali studiati in questo rapporto, IL PIU’ SOGGETTO AL CANCRO e` IL CANE. Su 3.525 cani esaminati, Semner ha trovato che l’8% era canceroso. Tutti i principali tipi di cancro che colpiscono l’uomo sono stati riscontrati anche nel cane. Ora, il CANE è un carnivoro e spesso al domestico viene data TROPPA CARNE. Esso, poi, accresce ancora la sua razione con ogni sorta di detriti carnei che si procura frugando negli ammassi d’immondizie. ≪Se torniamo agli animali poco soggetti al cancro, constatiamo che, di tutti quelli esaminati, IL MENO SOGGETTO AL CANCRO sembra essere LA SCIMMIA. Difatti, i tumori sono estremamente rari tra questi animali. Le scimmie si nutrono preferibilmente di NOCI ( per quanto riguarda i cibi proteici ) e la loro quasi totale immunità dal cancro costituisce un fatto di notevole importanza. ≪Se guardiamo all’UOMO, constatiamo che la frequenza del CANCRO in lui è proporzionale alla quantità di CARNE che consuma. Ciò può non essere sempre vero per quanto riguarda gli individui, ma lo è certamente per le collettività≫. Parlando dei cancri che si riscontrano nelle piante, il Dr. Round scrive: ≪Si trovano delle specie di cancro su certi ALBERI. E` molto interessante rilevare che questi CANCRI VEGETALI sono più frequenti negli ALBERI che crescono su un terreno sovraccarico di colaticcio o di acque di fogna; in altri termini, in ALBERI sovralimentati di SOSTANZE AZOTATE. Sulla BARBABIETOLA sovralimentata, per esempio, si sviluppa una specie di CANCRO VEGETALE. Questo cancro somiglia spaventosamente a quelli che colpiscono le specie animali, compreso l’uomo≫.

Round cita poi le seguenti parole del Prof. F. Smith, del Laboratorio di Patologia vegetale della città di Washington: ≪IL CANCRO VEGETALE ha maggiori probabilità di comparire nelle PIANTE SOVRALIMENTATE. . . Come il cancro nell’uomo, è quasi certo che sia recidivo dopo l’escissione.

Con il tempo, il cancro vegetale finisce per distruggere la pianta sulla quale si sviluppa≫.

La sovralimentazione ed il consumo eccessivo di alimenti azotati, ed in particolare diALIMENTI AZOTATI MALSANI, possono dunque essere considerati come i fattori preliminari di ogni sviluppo canceroso. Amici miei cari, i partigiani devoti della ≪coltura organica≫ dovrebbero trarne insegnamento.

Quanto è stato riferito sui cancri vegetali, dovrebbe far loro capire che l’esagerata correzione di un terreno con terricciato, specie quando esso è ricco di materie azotate, produce piante alimentari di qualità molto povera. I mangiatori di CARNE dovrebbero rendersi conto che la frequenza del CANCRO negli ANIMALI CARNIVORI (anche allo stato selvatico) e la sua relativa assenza in quelli ERBIVORI e FRUGIVORI (anche in cattività) costituiscono una prova decisiva che le proteine di origine animale non sono appropriate all’alimentazione umana.

Gli utensili da cucina in alluminio, il catrame delle strade, le tinture all’anilina, gli acidi salicilici e borici, le bruciature dovute al radio, e tutte le altre ≪cause di cancro≫ di cui si parla tanto oggi, non sono le cause principali del cancro. I popoli antichi che soffrivano di cancro non avevano strade asfaltate, nè utensili di alluminio. Essi non pativano le bruciature dei raggi X o del radio. Queste cose non possono causare il cancro nei PESCI del mare, nè all’AQUILA nel suo nido, ne ́ al GUFO nel suo granaio. Deve esserci una causa generale che spiega sia l’esistenza del cancro nell’uomo, negli animali e nelle piante, sia la frequenza con la quale si deve constatare che le famose ≪cause di cancro≫, di cui si parla tanto nelle notizie di stampa, non riescono a generarlo. Un metabolismo in disordine, dovuto ad abitudini alimentari malsane, uno STATO DI AVVELENAMENTODIFFUSO NELL’ ORGANISMO, risultanti da una NUTRIZIONE ECCESSIVA e scelta male, sono gli elementi comuni e universali che preparano il terreno sul quale si svilupperanno TUMORI E CANCRI. Conservo ancora il vivo ricordo di un giovane di trentacinque anni, morto di cancro dopo aver sofferto a lungo. Poiché il suo lavoro richiedeva grandi sforzi fisici, pensò di avere bisogno di grandi quantità di CARNE.Mangiava carne a sazietà ad ogni pasto, tanta da sfamare una tigre della giungla. Per anni e anni, i TESSUTI di quest’uomo sono MARCITI NELL’ ANAFILASSI.

Si potrebbe obiettare che vi sono anche dei VEGETARIANI CANCEROSI. Ciò è vero, perchè molti vegetariani non si sono ancora completamente liberati dei loro appetiti malsani e continuano a mangiare pesce, uova e altre ≪leccornie≫ altrettanto poco raccomandabili. Questi non ha nulla da spartire col vero vegetariano. Il vegetariano americano o europeo ha quasi sempre un padre e una madre carnivori e nella maggior parte dei casi diventa vegetariano soltanto dopo molti anni di alimentazione carnea.

La riforma dietetica costituita dalle abitudini alimentari della maggior parte dei vegetariani riflette, generalmente, un PENTIMENTO DELL’ UNDICESIMA ORA, da parte di una persona che si è resa conto che qualche cosa non funziona (in altri termini, di una persona vissuta a lungo in modo malsano) e manca di qualsiasi ordine e coesione. Essa viene effettuata alla carlona e raramente è così radicale da riuscire a controbilanciare laDIATESI EREDITARIA e gli effetti dell’ALIMENTAZIONE MALSANA che l’ha preceduta.

Si deve anche far presente la possibilità che, oltre a quella dovuta all’ECCESSO DI PROTEINE, anche altre forme di avvelenamento cronico sfociano nel cancro. Un gran numero di vegetariani non differiscono che molto poco dai loro congeneri onnivori: sono altrettanto ghiotti e praticano male le leggi della salute in tutte le altre sfere della vita. Essi soffrono, vita natural durante, di tossiemia ed avvelenamento cronici da decomposizione gastrointestinale, che sono una conseguenza dei vari vizi tossici popolari che continuano a praticare. IL VEGETARIANISMO non deve in alcun modo essere considerato come un lasciapassare con licenza di contravvenire continuamente ed impunemente alle LEGGI DELLA VITA.

Che i VEGETARIANI di cui parliamo soffrano di ulcere, gozzi, adenomi, ecc., nella stessa misura dei carnivori, è cosa ben nota a tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscerli da vicino e di curarli spesso. Non è pertanto impossibile che anche tra queste persone si manifestino, di tanto in tanto, CASI DI CANCRO.

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Alcune cause di cancro

TUMORI E CANCRI, CAPITOLO XI

Dr. H. M. Shelton

Anticamente, il cancro era noto, in Inghilterra (e forse anche sul continente), come putredine reale, perché colpiva maggiormente i monarchi, che mangiavano gli alimenti più cari, particolarmente quelli carnei. Un autore britannico dice che ” l’ aristocrazia e le classi privilegiate sono state crivellate, negli evi, di cancri e di altre malattie degenerative; ed è certamente molto significativo il fatto che appena l’ alimentazione dei re e degli aristocratici è diventata quella delle masse, il cancro e le altre malattie degenerative si sono diffuse nel popolo come un incendio di foresta”.

NON CREDO CHE IL CANCRO POSSA ESSERE ATTRIBUITO AD UN FATTORE ISOLATO.

Tutte le pretese malattie, per quanto semplici, sono effetti complessi di un certo numero di precedenti correlativi. Anche il CANCRO POLMONARE, la cui frequenza si è decuplicata e per il quale una relazione di causa ed effetto è stata identificata nel fatto di fumare TABACCO, non è dovuta a ciò soltanto, come dimostrano molti fumatori fino a tarda età senza contrarre il cancro polmonare, e molti non fumatori che vengono comunque colpiti da tale male. Se pensiamo alle vite disordinate dell’aristocrazia e della monarchia nel tempo, troviamo facilmente, nelle loro vite, elementi causa di malattie, da aggiungere ai misfatti del “CARNIVORISMO “.

Mentre le vite delle classi superiori sono state, in quasi tutti i tempi e tutti i paesi, colme delle disgrazie dell’ECCESSO, quelle delle classi inferiori sono state piene dei misfatti della CARENZA.

E’ senza dubbio meglio dire che L’ ECCESSO DI PROTEINE, specie quello diPROTIDI ILLEGITTIMI ED INAPPROPRIATI, è soltanto un fattore importante nell’evoluzione del cancro, come il tabacco in quello polmonare.

REINHEIMER formula l’ipotesi che il cancro sia un’evoluzione originata da anafilassi cronica latente, o da AVVELENAMENTO PROTIDICO. Egli considerava I PRODOTTI ANIMALI come I MAGGIORI RESPONSABILI: specie LA CARNE, un po’ LE UOVA e molto poco IL LATTE.

Il fatto che i protidi di tali alimenti creino effettivamente anafilassi è provato dal gran numero di persone che hanno reazioni allergiche dopo averli ingeriti.

ANAFILASSI E ALLERGIA sono lo stesso fenomeno.

Questa tesi trova conferma nel fatto che è stato scoperto che un nutrimento ricco di protidi affretta la diffusione del cancro negli animali sottoposti ad esperimento. Alcune sostanze protidiche del TUORLO D’ UOVO favoriscono rapidamente l’ evoluzione e la crescita dei cancri mammellari nei RATTI. Se, mediante statistiche, potessimo trovare una correlazione tra il cancro al seno nella donna e l’ abitudine di mangiare UOVA, la tesi diREINHEIMER sarebbe confermata.

Anche allo stato selvatico, gli ANIMALI CARNIVORI sono spesso affetti da CANCRO,mentre gli ANIMALI VEGETARIANI E FRUGIVORI ne sono quasi immuni. Ciò vale per gli uomini, ma vi sono eccezioni degne di nota. In linea generale, tuttavia, L’INCIDENZA DEL CANCRO CRESCE E SI ABBASSA CON L’ AUMENTO E LA DIMINUZIONE DEL CONSUMO DI CARNE.

Se gli animali carnivori, dotati di mezzi speciali che li preservano dall’eccesso di protidi e dagli elementi tossici della carne, patiscono un’elevata incidenza di cancri, l’ uomo dovrebbe lamentare una situazione peggiore, perché gli mancano gli speciali mezzi di difesa che hanno tali animali.”

Il RENE del LEONE è due volte più grande di quello del TORO e non molto più piccolo di quello dell’ELEFANTE. Si vuole che il RENE indichi la quantità di PROTEINE che dovrebbe essere assorbita. Se ciò è vero, gli ANIMALI CARNIVORI, che hanno RENIdi NOTEVOLI DIMENSIONI, sono più adatti ad un regime alimentare carneo; mentre gli ANIMALI VEGETARIANI, dai RENI PICCOLI, sono poco o affatto adatti a questa stessa alimentazione così ricca di protidi.

Il FEGATO degli ANIMALI CARNIVORI è relativamente più grande di quello dei vegetariani. Il FEGATO del PESCECANE, per esempio, è la cosa più grande che esso abbia. Il FEGATO è importante per l’ escrezione dei residui del metabolismo protidico e per la preparazione dei protidi per uso cellulare. Gli animali che vivono normalmente con un regime ricco di protidi, quali la carne e le uova, hanno bisogno di un FEGATO voluminoso.

L’ APPARATO DIGERENTE del CARNIVORO è BREVE; quello del vegetariano è più lungo.

Il TRATTO DIGESTIVO BREVE del CARNIVORO impedisce una lunga permanenza nel corpo della CARNE e dei suoi prodotti, prevenendo così la conseguente putrefazione. Applicato all’UOMO, o ad altri ANIMALI VEGETARIANI, il REGIME CARNEOproduce comunemente una maggiore PUTREFAZIONE negli organi digerenti.

SE NON VI E’ TOSSIEMIA, l’ eccesso di protidi verrà semplicemente espulso e non ne conseguirà alcuna malattia; ma se la TOSSIEMIA ha intaccato l’ integrità dei tessuti e squilibrato le funzioni vitali al punto che i processi metabolici sono più o meno caotici, l’AVVELENAMENTO CRONICO DA PROTIDI può essere l’ ultimo fattore necessario per la comparsa del cancro.

Il cancro non si svilupperà necessariamente in queste condizioni, perché il malato può morire prima, per altre malattie degenerative provocate dalla stessa causa. Ci vogliono anni perché un cancro si sviluppi, perciò è normale ritenere che si tratti di una malattia della tarda età. Ma, l’ incidenza crescente del cancro in individui giovani indica che esistono fattori che affrettano la sua evoluzione.

I RAGGI X e altre RADIAZIONI IONIZZANTI sono noti come elementi che provocano lo sviluppo precoce del cancro.

I NOSTRI ATTUALI SISTEMI ALIMENTARI, specie quello inerente alla sovralimentazione con PROTIDI ANIMALI – particolarmente CARNE E UOVA – potrebbero benissimo far parte del complesso di elementi che costituiscono i precedenti delCANCRO.

L’ attuale follia, che si manifesta con la raccomandazione di un REGIME RICCO DI PROTIDI, può, a lungo andare, portare al DISASTRO.

L’ UOMO E’ CERTAMENTE MAL PREDISPOSTO a un REGIME ALTAMENTE PROTIDICO.

La natura prepara un’ alimentazione povera di protidi, per l’ uomo, nel corso del periodo di vita post-natale, durante il quale cresce più rapidamente.

Normalmente l’ uomo raddoppia il proprio peso nei primi nove mesi di vita; ciò non succede mai più in alcun periodo successivo.

DOVE STA DUNQUE, IL BISOGNO DI UN REGIME CON MOLTI PROTIDI ?

Ogni ECCESSO DI PROTIDI deve essere eliminato ed è sui RENI che incombe il fardello dell’escrezione di tale eccesso.

Mangiando UOVA E CARNE, assorbiamo un ECCESSO DI PROTIDI.

GLI ANIMALI DALLA CRESCITA RAPIDA, che hanno relativamente bisogno di più protidi dell’uomo, dovrebbero essere meno colpiti da grandi quantità di protidi, specie durante il periodo della crescita.

Se il RATTO – che cresce rapidamente – può essere colpito da CANCRO per la suaSOVRALIMENTAZIONE PROTIDICA (con le UOVA), tanto più verosimile è lo sviluppo del cancro nell’uomo per la stessa causa.”

Vi sono molti CANCRI, tra i VEGETARIANI. In INDIA, per esempio, molte persone soffrono di CANCRO per l’ abitudine di masticare BETEL. Il BETEL è una PIANTA-VELENO che viene masticata (un po’ come il tabacco in passato). Usato con succo di limone, è molto popolare tra certe classi di questo paese.

Poi vi sono coloro che soffrono di CANCRO risultante dalla BRUCIATURA continua dell’ADDOME, provocata dal PANIERE KANGRI, appeso al collo e gravante sull’addome. Questo paniere è colmo di CARBONI ACCESI ed è usato in certe regioni freddissime, per scaldarsi.

LE SPEZIE FORTI sono forse la causa più comune di CANCRO nei VEGETARIANI.Le spezie vengono anche aggiunte alla carne, per impedirne la putrefazione, in quanto gli oli che contengono sono avversi alla vita (antibiotici) e impediscono ai batteri di decomporre la carne.

Molto tempo fa, gli EGIZIANI impararono che le spezie poste nel corpo delle mummie ne impedivano la decomposizione. LE SPEZIE furono I PRIMI CONSERVANTI.

I chiodi di garofano, per esempio, se premuti su della carne fresca, la preservano per settimane.

Può essere difficile spiegare l’uso delle SPEZIE da parte dei vegetariani, ma il loro impiego derivò, probabilmente dall’uso medicinale fattone dallo SCIAMANO, (STREGONE) e dal MEDICO.

GLI ORIENTALI, che rendono così aspro il sapore dei loro cibi con ZAFFERANO, PEPERONCINO e altre spezie così forti che i loro occhi lacrimano e i loro stomaci si ulcerano, non possono sorprendersi se dopo molti anni di tali abusi vengono colpiti daCANCRO GASTRICO.

Gli abitanti dell’INDIA si rimpinzano di SPEZIE FORTI, compreso il CURRY; ciò aiuta certamente a spiegare la frequenza del CANCRO GASTRICO tra loro.

Le ULCERE GASTRICHE ed i CANCRI sono tra le più comuni affezioni delPOPOLO INDIANO.

Ciò vale, però, soltanto per una parte di tale popolo, poiché quel vasto paese che è L’ INDIA è abitato da varie popolazioni, con abitudini alimentari e modi di vita molto diversi.

Un autore britannico ha detto che quando gli EUROPEI assaggiano per la prima volta queste pietanze, piangono anche più degli indiani e chiedono acqua a gran voce. Dopo aver vissuto qualche anno in India, tuttavia, imparano ad “amare” quelle spezie incendiarie.

Ma gli EUROPEI che abusano del loro stomaco in questo modo devono anch’essi, come gli indiani, patirne le conseguenze.

IL CANCRO NON SI SVILUPPA SENZA CHE, per anni, si manifestino sintomi tali da far capire che tutto non funziona come dovrebbe.

Poiché non capiamo questi SEGNI PREMONITORI e continuiamo a ignorarli, finiamo per ritenere che spesso il cancro “dà pochi segnali di avvertimento”.

E’ vero che quando il tumore compare le cellule cancerose possono già essersi diffuse nel corpo e IL CANCRO PUO’ ESSERSI FORMATO IN UNA DOZZINA DI PUNTI DIVERSI DELL’ ORGANISMO, ma ciò non vuol dire che non si sia mai manifestato alcun segno evidente di malattia evolutiva in atto.

Siccome insistiamo nel voler reputare il cancro come una malattia specifica, cioè non derivante da concomitanti stati patologici precedenti, non ne interpretiamo correttamente i segni e rifiutiamo di considerarlo come L’ ULTIMO ANELLO DI UNA CATENA DI CAUSE ED EFFETTI.

SU UN TERRENO VERAMENTE SANO, non potranno mai svilupparsi crescenze cancerose. Il cancro si evolve sempre su un certo punto cronico. Ciò vuol dire che ILMANTENIMENTO DI UN VERO STATO DI SALUTE, mediante L’ ADOZIONE E LA PRATICA DI ABITUDINI DI VITA ECCELLENTI, con particolare accento suUN MODO VERAMENTE NORMALE DI ALIMENTARSI, è IL MEZZO PIU’ SICURO DI PREVENIRE IL CANCRO. Se, tuttavia, aspettiamo troppo a lungo per adottare tale modo di vivere, non possiamo più sperare di prevenire il cancro. LE RIFORME DELL’ UNDICESIMA ORA si traducono frequentemente inFALLIMENTI. Gli IGIENISTI dovrebbero educare i propri figli sulla via dell’IGIENEed incidere loro nella mente l’ importanza di perseverare su queste vie.

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Il dolore nel cancro

TUMORI E CANCRI, Capitolo XII

Dr. H. M. Shelton

I cancerosi, si dice, muoiono nei tormenti più atroci. I loro DOLORI che non lasciano tregua, raggiungono il livello più alto che la vita possa tollerare. La loro agonia può durare molti giorni o molte settimane, fin quando una morte pietosa viene a porre fine alla loro orrenda tragedia. Questo é il pietoso risultato della terapia abituale. Il chirurgo taglia, pratica escissioni, o estirpa un cancro; poi, bombarda il paziente con raggi X, per prevenire una recidiva. Conseguenza: il paziente si trova ben presto colpito da iper-eccitabilità morbosa, la quale esige (é la ≪scienza medica≫ che lo dice) sedativi leggeri che, purtroppo, devono presto essere sostituiti con antidolorifici meno anonimi: l’oppio o la morfina. Presto si crea l’assuefazione alla droga, che finisce per aumentare il dolore anziché lenirlo. Le droghe e tutte le medicine calmanti e sedative sono la causa principale delle tremende agonie.

Le due cause principali delle intollerabili sofferenze patite dai cancerosi sono:

1. I sedativi succitati;

2. L’ingestione di cibo quando il paziente risente un qualsiasi malessere.

I due elementi summenzionati fanno parte proprio della pratica medica corrente; non sarebbe pertanto inesatto affermare che i DOLORI di cui soffrono i cancerosi sono causati essenzialmente dai loro medici. L’alimentazione forzata e il drogaggio scatenano il DOLORE, che s’intensifica maggiormente costringendo il paziente a ricorrere sempre più spesso all’azione dei ≪calmanti≫. Il DOLORE diventa il più crudele dei tiranni, tanto da rendere continuamente suoi schiavi sia il malato che la famiglia di questo, sia il medico che l’infermiera.

A meno che non si smetta di alimentare e drogare il paziente, il DOLORE persiste e diventa sempre più acuto, fino a raggiungere il grado di intensità in cui il canceroso chiede la morte, per essere finalmente liberatodalle proprie torture.

I DOLORI PIU’ TREMENDI sono causati dalle droghe somministrate per ≪calmare≫ il DOLORE. L’uso di queste droghe finisce per dare assuefazione e quando questo succede, la dose necessaria deve essere aumentata sempre più , finché si giunge al punto in cui il sedativo più ≪potente≫ si rivela ormai insufficiente a calmare anche il più piccolo DOLORE. Quando il paziente perviene a questo stadio, finisce per chiedere con forza che gli venga data UN’ ARMA DA FUOCO o somministrata una quantità di droga tale da ucciderlo. Una spaventosa prova da subire al termine della vita, frutto dell’ignoranza e della follia di medici e chirurghi, che si dedicano con somma gioia a lavorare di scalpello e di bisturi, a somministrare raggi X e radio, fino al punto di riuscire, a forza di alimenti e di droghe, a portare al colmo le sofferenze delle loro vittime.

Senza la disastrosa e delittuosa influenza dei medici, senza le loro medicine e droghe deleterie e tutte le stupide misure cosiddette profilattiche, salute e vita lunga sarebbero cose molto comuni, come oggi lo sono, invece, la malattia e la morte prematura.

Quando il paziente realizza che il suo caso é disperato, quando ogni speranza é perduta, la volontà di lottare se ne va anch’essa. Il desiderio di essere ≪sollevato≫ diventa ogni giorno più forte ed il paziente farà ricorso a tutto il suo potere di persuasione, per ricevere abbastanza droga da farla finita. Tutti coloro che hanno il cancro sono condannati, pare, a questo DOPPIO MARTIRIO: la malattia e il trattamento scientifico.

Vi é un solo mezzo logico ed efficace di porre fine ai DOLORI ed é quello di sospendere l’alimentazione ed il drogaggio. Quando il paziente non risente più il minimo malessere, gli venga dato, per qualche giorno, succo di frutta; in seguito gli si darannofrutti e legumi crudi; dovrà fare il bagno e movimenti fisici. SE I DOLORI TORNANO, si deve ripristinare il DIGIUNO fino a che questi non cesseranno; il DOLORE può essere LENITO con ACQUA TIEPIDA e il paziente potrà bere acqua calda a volontà. Se si segue questo metodo, dopo un ragionevole lasso di tempo il paziente si sentirà perfettamente sollevato e avrà una sufficiente lucidità di spirito per godersi fino all’ultimo la compagnia dei suoi amici.

Se la fine é prossima, il paziente potrà conservare la propria lucidità fino all’ultimo minuto della sua vita. Se ha ancora qualche settimana o mese di vita, un’alimentazione leggera, composta di frutti e legumi crudi, gli eviterà qualsiasi malessere. Come TILDENaveva ragione di scrivere: ≪La fine di un canceroso intossicato da alimenti e droghe ricorda i lamenti che ci descrivono i vecchi autori, nelle loro narrazioni delle terribili pene inflitte alle anime dei dannati≫.

Pochissimi cancerosi sono disposti a mangiare abbastanza moderatamente da vivere senzaDOLORI. Gli amici ed i parenti vi diranno per esempio: ≪Dopo tutto, non ha che pochi giorni di vita; perché non dovrebbe godersela pienamente?≫. Ora, i malati che rifiutano di moderare il loro appetito non possono affatto godersi la vita; al contrario, non fanno che aggravare le proprie sofferenze. La maggior parte delle persone preferisce morire nello stato di benessere procurato loro dal cibo, l’alcool o le droghe. Ho visto UNA DONNA prepararsi deliberatamente, e ≪gustarsi≫, una pietanza che desiderava e prendere subito dopo una ≪droga calmante≫ in quantità sufficiente per uccidersi, piuttosto che perseverare nell’osservanza di un regime che le avesse permesso di vivere tranquillamente. Ho visto UN UOMO abbandonare deliberatamente le restrizioni alimentari, grazie alle quali non era stato afflitto da alcuna sofferenza per un lungo lasso di tempo. . . l’ho visto tornare ad abitudini alimentari le cui conseguenze (lo avevano avvertito) sarebbero state deleterie. Quando i DOLORI tornarono, rifiutò di sottoporsi a un breve digiuno e di attenersi di nuovo al regime. Pretese invece un’operazione, malgrado gli avvertimenti che gli sarebbe stata fatale. E` morto sulla tavola operatoria.

Ho visto UN UOMO nel mezzo della trentina, con due cancri inoperabili, che aveva ripreso le forze, era rimasto a lungo senza DOLORI e aveva abbandonato l’uso di droghe; l’ho visto mangiare una PIETANZA PROIBITA (del piccione) e risentire intensi DOLORI due ore dopo. Digiunò nuovamente per tre giorni ed i suoi DOLORI cessarono. Per un altro mese osservò le restrizioni alimentari previste e non risentì alcunDOLORE. Poi cadde nuovamente nel medesimo errore e la cosa gli procurò subito le stesse sofferenze. Rifiutò un ulteriore periodo di restrizioni alimentari, riprese l’uso dei sedativi e fu presto annoverato tra coloro che furono ma non sono più.

LE TRE PERSONE la cui storia abbiamo raccontato hanno preferito moriresoffrendo terribilmente, piuttosto che rinunciare ai loro capricci preferiti. La prima voleva del pasticcio e del caffè, la seconda del pane e del sale, la terza alimenti carnei. Vivere senza queste cose era per loro inconcepibile; le valutavano più della vita stessa. La buona vecchia Madre Natura sa, a modo suo, mostrarsi conciliante verso coloro che scelgono il trapasso.

Astensione volontaria e autodisciplina sono parole che gli esseri umani non vogliono intendere. Non riescono a capire il linguaggio delle proprie sensazioni. E` stato loro insegnato ad andare fino in fondoe, quando soffrono, ad alleviare i loro mali con le medicine. Così diventano gli SCHIAVI di abitudini che li distruggono. Perdono qualsiasi voglia di spezzare le proprie catene e di ridiventare liberi. L’ostinato attaccamento alle loro abitudini e l’uso delle medicine finiscono per procurare loro insopportabili sofferenze, che non li lasciano più, fino alla morte.

La vecchia ingiunzione: ≪scegliete la vita; che possiate vivere≫ non é capita dagli uomini e dalle donne di oggi, come non lo fu da coloro che la ricevettero per primi. Anche oggi, scegliamo la sofferenza e una fine prematura.

 

Che cos’è il cancro

TUMORI E CANCRI, CAPITOLO XIII

Dr. H. M. Shelton

La medicina, detta scientifica, sta combattendo il cancro con zelo e ardore. La campagna condotta dalla <<Società per la prevenzione e la lotta contro il cancro>> continua senza soste da molti anni, senza conseguire il sia pur minimo risultato positivo. Tutt’al più è riuscita a diffondere nel pubblico una fobia profonda e ossessiva del cancro: la più piccola escrescenza, la più piccola verruca, la più piccola perdita di sangue, fanno sì che la gente si precipiti dai dottori i quali non la smettono più di operare persone credute cancerose, che tali non sono mai state. Ogni anno i medici <<guariscono>> un gran numero di casi di <<cancro primario>> che non hanno nulla di canceroso. Quando è una persona importante (un senatore, per esempio) a esser dichiarata cancerosa, muore immancabilmente. Le guarigioni di cui si parla tanto sembrano coinvolgere soltanto gente oscura, di cui non ci viene mai dato il nome. Una sola eccezione a questa regola: Babe Deiderickson, guarita da un <<cancro>> che non aveva.

Per gli osservatori superficiali, il cancro, come tutte le altre malattie, è una <<cosa>> dotata di esistenza propria, completamente indipendente da qualsiasi altra manifestazione morbosa. Descritto così, diventa facile farlo apparire come un <<nemico>> mostruoso e crudele. Così ci insegnano che una certa cosa indefinibile, chiamata cancro, può comparire improvvisamente in qualche punto del corpo, od all’interno dell’organismo, senza alcuna provocazione o causa visibile. Tale <<cosa>> non viene da nessuna parte, sorge dal nulla. La sua genesi, la sua evoluzione (per i medici, non esiste alcuna evoluzione in patologia) sono ignote e, secondo le conseguenze e le teorie attuali, inconoscibili.

Per l´uomo della strada, come per gli specialisti medici, il cancro non ha un’origine nota, ma una fine si: quella del paziente. L´imbonimento medico, che può essere riassunto nell’affermazione <<questo è un effetto la cui causa è insondabile>>, costituisce la flagrante confessione di un´impotenza e un´ignoranza stridenti e arroganti.

In realtà, la Facoltà sembra aver deciso che l´argomento causa può benissimo esser lasciato da parte, visto che è possibile definire l’effetto con una terminologia che sbalordisce e riduce al silenzio il profano dall’intelligenza media, mentre soddisfa tutte le apprensioni di una casta medica che, nell’insieme, è lungi dal possedere un senso delle responsabilità sufficientemente sviluppato. E` cosi che il gergo tecnico viene spacciato per conoscenza e che la <<lotta contro il cancro>> prosegue allegramente. Eppure, questi medici specialisti che hanno confessato senza vergogna la loro sfrontata ignoranza sulle cause di una malattia la cui casistica continua ad aumentare, osano affermare di <<guarire>> ogni anno, negli Stati Uniti, settantamila cancerosi; osano affermare che li <<guariscono>> non eliminando la causa del male, bensì incidendo o distruggendo il tumore mediante il bisturi, il radio o i raggi X. Non sarà certo questo genere di pubblicità ad impressionarci.

Ecco una donna con un piccolo tumore al seno, un uomo una cui ghiandola linfatica si è gonfiata in modo visibile, oppure con una lesione cutanea dovuta ad una ferita o ad un’IRRITAZIONE CRONICA che non riesce a guarire a causa di una salute precaria. Ecco altre persone con un’IRRITAZIONE CRONICA allo stomaco, arrivato quasi allo stadio di ULCERAZIONE. Altre ancora soffrono di ulcerazioni al collo dell’utero, conISPESSIMENTO DEL TESSUTO e INTASAMENTO VENOSO, a causa di una cattiva posizione di tale organo. Possiamo citare una infinità di tali indici localizzati di cattiva salute. A questo stato di salute ridotta, va ad aggiungersi LA PROPAGANDA DELLA PAURA (soprattutto, il gran chiasso che si fa sui <<sette segnali di pericolo che annunciano il cancro>>): L’ APPRENSIONE E L’ INQUIETUDINE che suscitano,RIDUCONO a loro volta L’ENERGIA NERVOSA. Le persone che hanno pensato al cancro entrano, allora, in uno stato di sgomento tale da farle precipitare a testa bassa dal medico o dal chirurgo, che sguaina il proprio bisturi o lancia una bordata di raggi X o di radio; e, se il paziente non è ucciso all’istante, verrà citato come un canceroso al primo stadio che è stato <<guarito>>.

E` un fatto che la paura, l’inquietudine, l’apprensione, la violazione dell’integrità dell’organismo da parte del chirurgo, la cauterizzazione mediante i raggi X o il radio, ecc.. possono provocare uno stato canceroso, in casi in cui tale stato non si sarebbe mai verificato, se non vi fossero state ne la campagna del terrore, ne la terapia. Non è raro che i tumori benigni siano trasformati in tumori maligni dai fattori che abbiamo appena citati. Fintanto che i medici non prenderanno coscienza di tutti i fattori che entrano in gioco nell’evoluzione delle manifestazioni patologiche, continueranno a moltiplicarsi le cause di malattia.

Il cancro è considerato soltanto un tumore che cresce sul corpo, ed è su questa idea che è basata la terapia. Esso non viene soltanto considerato così, ma neanche ritenuto una semplice <<malattia locale>> , che è possibile distruggere o asportare con il bisturi. Eppure, NON E’ FACILE DETERMINARE SE UN TUMORE E’ CANCEROSO, FINTANTO CHE NON ABBIA RAGGIUNTO LA NECROSI.

DA QUEL MOMENTO, il PAZIENTE è AVVELENATO dalle POTENTI TOSSINE EMANATE DAI TESSUTI NECROTICI CHE COSTITUISCONO IL TUMORE.

Il CANCRO è una SEPSI (UN AVVELENAMENTO DA SOSTANZE PUTRIDE)risultante dalla DISINTEGRAZIONE e la DECOMPOSIZIONE DEI TESSUTI. In altri termini, il CANCRO è uno STATO DI AVVELENAMENTO SETTICO. La morte da cancro è morte da avvelenamento.

SE SI POTESSERO DRENARE completamente le SOSTANZE SETTICHE che si sono infiltrate nel corpo in seguito al cancro, se si potesse predisporre un sistema valido per lo smaltimento dei detriti provenienti dalla DECOMPOSIZIONE e la PUTREFAZIONE DEI TESSUTI, se la tossiemia generale dell’organismo, causa di tutte le manifestazioni patologiche che vi vengono riscontrate, potesse essere eliminata in modo razionale, LA GUARIGIONE DAL CANCRO SAREBBE POSSIBILE IN MOLTI CASI. Allo stato attuale, IL MASSIMO CHE POSSIAMO FARE è di diminuire la disintegrazione del tessuto anormale, fare in modo che il paziente soffra il meno possibile e, (ciò si è verificato in molti casi) prolungare in misura apprezzabile la vita del paziente.

E` stato largamente provato che le operazioni, i raggi X e il radio abbreviano la vita del paziente, aggravando ulteriormente le sue sofferenze.

Quando lo SVILUPPO CANCEROSO è ancora nella FASE INIZIALE, ovvero quando è ancora difficile dire se il tumore sia canceroso o meno, è ancora possibile far sì che lo sviluppo patologico venga arrestato, che il TUMORE venga RIASSORBITO e che la salute venga ristabilita; sempre che, però, il paziente sia messo in grado di eliminare i veleni accumulati e accetti di correggere il proprio modo di vivere. Quando IL TUMORE ha raggiunto uno STADIO AVANZATO (dopo tutti i tumori che l’organismo ha subito durante molti anni) e non è possibile assicurare un adeguato drenaggio, non vi sono più speranze. QUANDO GLI AVVERTIMENTI DELLA NATURA VENGONO IGNORATI TROPPO A LUNGO, viene il momento dell’espiazione finale per tutte le disobbedienze alle sue leggi. I PENTIMENTI IN EXTREMIS e le RIFORME DELL’ UNDICESIMA ORA non servono più a nulla.

E` certo che non esistono motivi per ritenere che la causa del cancro continui a essere sconosciuta. E` vero che i ricercatori si dannano l’anima, notte e giorno, per scoprire una o più cause specifiche, ma ignorano o disdegnano la sola causa che possa validamente spiegare tutte le malattie in genere. A meno di considerare il cancro come un male sui generis, come una manifestazione patologica completamente distinta da tutte le altre, saremo pure obbligati, presto o tardi, a ricercarne la causa fra quelle generali delle manifestazioni patologiche. Se vogliamo prevenire il cancro, dovremo dedicare un’attenzione particolare alle abitudini che causano l’enervazione e la tossiemia, dalla quale derivano tutte le manifestazioni patologiche.

Fintanto che la campagna anticancerosa della Facoltà sarà in grado di dire al mondo soltanto che il cancro esiste e che la sua incidenza aumenta, essa non potrà costituire altro che un appoggio al metodo abbondantemente raccomandato dagli opuscoli, dalle dispense ed altra <<lettura>>, così generosamente distribuita dalle organizzazioni che <<lottano>> contro il cancro: l’ablazione rapida dei tumori, maligni o benigni. Le campagne anticancerose fondate sullo slogan <<andate dal vostro medico>>, mirano ad accrescere il reddito dei medici e dei chirurghi. Non hanno affatto lo scopo di prevenire il cancro, di cui essi non conoscono la causa.

Chi deve stabilire se un tumore è maligno o no? Il medico e il patologo, ci verrà detto. Ma questi signori si sbagliano molto spesso: succede frequentemente che medici e chirurghi operino, o bombardino i loro pazienti con raggi X e radio, senza cercare in modo serio di determinare se il tumore sia veramente maligno. Si ha sempre più tendenza a considerare tutti i tumori maligni, o suscettibili di diventarlo, e ad asportarli o distruggerli sulla base di un semplice sospetto. Conoscete la storia di ERODE e della strage degli innocenti (ahimè, nell’umanità carnivora ve ne sono state molte altre!): orbene, la mentalità di Erode è anche quella dei medici; non sapendo quali tumori siano maligni e quali no, li distruggono tutti, nella speranza che tra essi si trovino quelli maligni. La loro frenesia distruttiva non può far altro che accrescere l’incidenza del cancro; infatti, provoca la fine prematura di molte persone.

La pronta individuazione del cancro, sulla quale la propaganda medica fa tanto rumore, è lungi dall’essere importante quanto la ricerca della sua vera causa e la soppressione della stessa. Per i medici, una pronta individuazione sottintende una pronta operazione, una pronta cauterizzazione con raggi X o radio. Non parliamo, poi, di tutte le altre violenze che subiscono le organizzazioni vittime della loro atroce frenesia. Ma non sono certo questi mezzi a poter ripristinare lo stato di salute nel paziente. Qualsiasi problema scientifico, particolarmente quello relativo alla causa delle malattie in genere, diventa presto un mistero imperscrutabile quando si tenta di risolverlo senza basarsi sui fatti certi. UN CORPO PROFESSIONALE CHE CONFESSA LA PROPRIA IGNORANZA SULLA CAUSA DEI RAFFREDDORI e che non è capace di porre rimedio a una costipazione o una normale indigestione, non è affatto in grado di risolvere i problemi presentati da uno stato patologico avanzato come il cancro. I medici possono continuare a pretendere che sono speranzosi di trovare presto un <<rimedio>> contro il cancro, ma nessuno dei loro numerosi <<rimedi>> ha mai <<guarito>> questo male.

Non avendo alcuna conoscenza dell’UNITA’ e della CONTINUITA’ DI TUTTI I FENOMENI PATOLOGICI, i propagandisti medici non mancano di ricordarci frequentemente la forte incidenza del cancro nei due sessi, tra i quaranta e i cinquant’anni; come se a questa età si verificasse una frattura nella vita e si resistesse meno bene agli attacchi, non provocati, di un mostro sorto dal nulla per avventarsi su di noi dalle tenebre. Il fatto che quarant’anni di vita malsana, con la formazione progressiva di uno stato patologico, possano condurre al cancro è un’idea completamente estranea al loro modo di pensare. Anni di enervazione e tossiemia non possono non sfociare in una qualsiasi forma patologica; cancro od altro. Coloro che non muoiono di cancro potranno comunque morire del male di Bright, di diabete, di arteriosclerosi, di apoplessia, di malattia cardiaca, o finiranno in preda alla demenza, l’atassia, la paralisi, ecc. Le statistiche sull’alta incidenza di tutte queste malattie e del cancro, che i giornali ed i periodici ci forniscono in gran copia, possono avere un senso soltanto se viste alla luce delle cause generali di tutti i fenomeni patologici. Qualsiasi esame di tali statistiche, che non tenesse conto dei fattori di enervazione comuni a tutte le malattie, non può condurre che a una conclusione incoerente ed erronea.

La frenetica campagna anticancerosa attualmente in corso, fatta essenzialmente di statistiche e di grida allarmistiche sui pretesi <<segni premonitori>>, ma che non è in grado di dire nulla sulla causa del cancro, può soltanto spingere un numero sempre crescente di persone a farsi operare senza la minima necessità. Seminando dovunque nella sua scia la solita sequela di ricordi tragici, di speranze deluse, di lutti e morti premature, e ciò che il Dr. GEORGE S.WEGER chiama così bene <<la grande armata di fantasmi sfilanti in lugubre e solenne processione, dietro una bara piena da scoppiare di effetti amputati, asportati, enucleati e cauterizzati>>, mentre la causa reale del cancro se la ride apertamente di un corpo sanitario cieco e vittima delle proprie illusioni e di un pubblico ignorante e male informato; quali che siano i suoi scopi, questo vasto movimento di propaganda straripante in tutto il paese non può far altro che riempire abbondantemente le casseforti dei medici e dei chirurghi, colmare gli ospedali di invalidi e mandare prematuramente al cimitero molta gente.

Digiuno e Cancro

“DIGIUNARE PER RINNOVARE LA VITA”

Dr. H. M. Shelton

p. 122

Nei casi di CANCRO è MOLTO PROBABILE che IL MALATO RIESCA A SOPRAVVIVERE ALCUNI GIORNI DI PIU’ SE VIENE NUTRITO PIUTTOSTO CHE TENUTO A DIGIUNO. Ma io credo che il relativo benessere del corpo e la chiarezza mentale che accompagnano il malato a digiuno che si appresta alla morte, valgano ben più di pochi giorni vissuti ancora in simili condizioni.

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TUMORI E CANCRI, pag. 64-65

Dr. H. M. Shelton

QUALE E’ L’ EFFETTO DEL DIGIUNO SUL CANCRO? Esso provoca l’arresto della crescita tumorale, seguito da un processo d’involuzione e riassorbimento. HO CURATO un CASO DI CANCRO AL SENO in cui il tumore era grosso circa quanto due pugni d’uomo insieme; VENNE RIDOTTO AL VOLUME DI UNA NOCE mediante un DIGIUNO di CINQUANTA GIORNI. Ogni dolore sparì dopo solo pochi giorni di digiuno e le suppurazioni e l’odore che esse emanavano cessarono alcuni giorni dopo. La paziente tornò a casa poco tempo dopo aver cessato il digiuno, pertanto nulla poté esser fatto per assicurare il completamento del processo di riassorbimento.

Nel caso in cui il DIGIUNO NON sia stato ABBASTANZA LUNGO per assicurare di per sè un riassorbimento completo, l’AUTOLISI (dal GRECO: AUTO e LUO = DISSOLVERE SE STESSO) DEI TUMORI BENIGNI SI COMPLETA solitamente IN POCO TEMPO, seguendo un REGIME ALIMENTARE ACCURATAMENTE REGOLATO.

p. 65

Nota di ALBERT MOSSERI

Quando il Dr. Shelton scrive che il cancro è incurabile, dovremmo capire bene il senso di queste parole. Egli vuol dire, con ciò, che è incurabile il vero cancro. Ma la maggior parte dei casi diagnosticati come cancri non sono tali, in quanto la diagnosi medica è quasi sempre sbagliata. Conseguentemente, I CASI DIAGNOSTICATI CANCRO SONO TUTTI GUARIBILI. (A.M.)

p. 128

Chi deve stabilire se un tumore è maligno o no? Il medico e il patologo, ci verrà detto. Ma questi signori si sbagliano molto spesso: succede frequentemente che medici e chirurghi operino, o bombardino i loro pazienti con raggi X e radio, senza cercare in modo serio di determinare se il tumore sia veramente maligno. Si ha sempre più tendenza a considerare tutti i tumori maligni, o suscettibili di diventarlo, e ad asportarli o distruggerli sulla base di un semplice sospetto. Conoscete la storia di Erode e della strage degli innocenti (ahimè, nell’umanità carnivora ve ne sono state molte altre!): orbene, la mentalità di Erode è anche quella dei medici; non sapendo quali tumori siano maligni e quali no, li distruggono tutti, nella speranza che tra essi si trovino quelli maligni.

p. 138

Quando il Dr. Shelton scrive” E’ molto raro che un malato di cancro si ristabilisca completamente”, si dovrebbe capire bene il senso di questa frase che rischia di allarmare i lettori. Spieghiamoci. La stragrande maggioranza, diciamo il 98%, DEI CASI DIAGNOSTICATI DAI MEDICI COME CANCRO, NON SONO TALI. SONO SEMPLICI TUMORI BENIGNI, LA CUI GUARIGIONE E’ ASSOLUTAMENTE SICURA. Quando il Dr. Shelton parla di cancro, egli parla del vero CANCRO, che è molto raro (per esempio: IL 2% di tutti quelli che hanno TUMORI). Al contrario, quando un MEDICO parla di CANCRO, si può essere certi che non si tratta di CANCRO, ma di SEMPLICE TUMORE. Conseguentemente, quando Shelton dice che il cancro è guaribile molto raramente, bisogna sapere che la grande maggioranza dei casi diagnosticati come cancro sono perfettamente conducibili a guarigione. (A. I. M.)

La cachessia fatale

Le bon guide de l’hygienisme N° 26 pag. 25-26 di Albert Mossèri

Tratto da VOL. 7 – HYGIENIC SYSTEM – Dr. H. M. Shelton

La cachessia è un avvelenamento settico cronico di lento sviluppo. (E’ caratterizzato da una magrezza estrema). – A. M.)

E’ un LENTO ASSORBIMENTO SETTICO che COLPISCE le GHIANDOLE LINFATICHE ALL’ INIZIO, IL SANGUE POI.

QUANDO un TUMORE MUORE per mancanza di nutrizione, soffocato a morte dalla sua stessa crescita, si decompone ed avvelena il corpo.

LA CACHESSIA è LA LINFAGITE CRONICA SETTICEMICA.

Quando i TESSUTI sono PRIVATI DI OSSIGENO, degenerano e vanno in NECROSI. Un veleno viene generato che, se assorbito, produce un avvelenamento settico generale. Se l’ avvelenamento è abbastanza pronunciato o continua parecchio tempo, si conclude con la morte. LA MORTE DEL TESSUTO sopraggiunge QUANDO l’ AGGRAVAMENTO (indurimento) IMPEDISCE LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA e BLOCCA L’ APPORTO DI OSSIGENO. E’ L’ ULCERA se non il CANCRO.

Il Dr. JOHN TILDEN disse:

“L’ ULCERA è una DEGENERAZIONE ATTIVA dovuta all’APOPLESSIA delle CELLULE, mentre IL CANCRO è una DEGENERAZIONE PASSIVA che proviene dall’ASFISSIA delle CELLULE.

L’ ULCERA può essere paragonata al CANCRO nel senso che la prima è la forma acuta, mentre il cancro è la forma passiva. Le due forme possono esistere insieme. I patologi potrebbero vedere questa PARENTELA se abbandonassero una sola volta la cattiva abitudine di individualizzare le cosiddette malattie e ricercassero le cause specifiche”.

I TUMORI, a seguito della loro costituzione lenta hanno le loro strutture che si alterano più facilmente del tessuto normale una volta che la loro NUTRIZIONE è FERMATA o il loro DRENAGGIO IMPEDITO. Allora, subiranno la DECOMPOSIZIONE e la SETTICEMIA si svilupperà.

Difatti, i cambiamenti di degenerazione che si producono nei diversi tipi di tumori benigni o maligni, non differiscono dalle alterazioni che si producono nei tessuti normali quando l’ approvvigionamento sanguigno diminuisce o quando l’ ULCERA e la CACHESSIA si sono sviluppate.

Ma a causa del carattere imperfetto della loro circolazione capillare dell’approvvigionamento insufficiente di sangue e della trombosi che proviene di solito dalla pressione o dalla stasi, I TUMORI SONO PIU’ SOGGETTI all’EMORRAGIA e ad una DEGENERAZIONE susseguente, RISPETTO AL TESSUTO NORMALE.

L’ emorragia, e i vari tipi di degenerazione iniziano spesso con una degenerazione adiposa delle cellule che può arrivare fino alla calcificazione ed anche alla formazione di osso, portando infine alla necrosi ed alla cancrena, risultato dal fatto che il tumore è spinto al di là dei limiti di sicurezza. E ciò è compiuto dall’azione continua delle cause originarie.

Quando un TUMORE è RACCHIUSO in una FORTE CAPSULA RESISTENTE, può diventare così DENSO che anche le ARTERIE CAPILLARI sono COMPLETAMENTE OSTRUITE. Allora la decomposizione si produce ed avvelena il sangue in una SETTICEMIA CRONICA che termina con una CACHESSIA FATALE.

Quando l’ avvelenamento del sistema si insedia così, il cambiamento si chiama“CANCRO”. La malignità è una SETTICEMIA AUTOGENA (endogena) che si apre un passaggio attraverso i muri che la racchiudono.

Il CANCRO RIMANE “BENIGNO” FINCHE‘ l’ irritazione, l’ infiammazione e l’ indurimento non causino l’ ASFISSIA DEL TESSUTO. Poi, la DECOMPOSIZIONE e la CACHESSIA distruggono il malato.

IL PRONOSTICO SECONDO IL GONFIORE DEI GANGLI

Secondo il Dr. JOHN TILDEN:

“Se l’IPERTROFIA delle GHIANDOLE LINFATICHE non è palpabile al tocco delle dita del chirurgo, allora la LINEA MORTALE dell’AVVELENAMENTO SETTICOnon è ancora stata superata. In questo momento delle CURE IGIENISTE adeguate possono restaurare la salute.”

Più avanti dice:

“Appena il cancro ha infettato il sistema ghiandolare, tutti i cosiddetti rimedi sono senza valore.

E per tutto il tempo in cui le ghiandole linfatiche non vengono colpite, si può dubitare che la crescita sia veramente un cancro.

Una VERRUCA, si dice, diventa talvolta maligna. Ora, prima che la DECOMPOSIZIONE o che la SETTICEMIA si sia sviluppata, tutti i pretesi CANCRI reagiscono favorevolmente alle CURE IGIENISTE.

Questo non è inserito nel repertorio della medicina!

Difatti, LA TORIA DELL’ EVOLUZIONE PROGRESSIVA, o DELL’ UNITA’ DI TUTTE le cosiddette “MALATTIE”, non è entrata nella filosofia della medicina”.

“QUANDO LE GHIANDOLE LINFATICHE SI SONO INGROSSATE e la CACHESSIA è AVANZATA, IL MALATO E’ CONDANNATO”.

LA CHIRURGIA dopo che la cachessia è avanzata, E’ IL COLMO DELLA FOLLIA. Non può fare niente altro che aumentare la sofferenza e accorciare la vita”.

NOTA di ALBERT MOSSERI

MA PRIMA CHE L’ ESTREMA MAGREZZA SI PRESENTI, forse è utile TOGLIERE IL CANCRO affinché non avveleni l’ intero corpo. IL MARCATO GONFIORE DEI GANGLI ed un INIZIO DI DIMAGRIMENTO sono I DUE SEGNI per AUTORIZZARE L’ OPERAZIONE. Allo stesso tempo, bisognadisintossicare il corpo con un digiuno ed un regime sanoPRIMA DI QUESTI DUE SEGNI, NON SI E’ MAI  SICURI CHE SIA UN CANCRO, ed un’operazione intempestiva precipiterà lo sviluppo del cancro che, diversamente, non si sarebbe forse mai sviluppato. Dunque, niente precipitazione. LA TEORIA MEDICA che l’ OPERAZIONE è PREVENTIVA è FALSA. Il bisturi provoca un trauma da cui il corpo malato non si rimette.

Le ulcere

Le bon guide de l’hygienisme N° 60 pag. 24

Tratto da Dr. Shelton’ s Hygienic Review, N° 3 – vol 24

L’ ULCERA PEPTICA, che sia localizzata nell’esofago, stomaco o duodeno, rappresenta il punto finale di una catena di cause e di effetti che cominciano anni prima nella vita del paziente.

Primariamente, il paziente vive in modo da produrre L’ ENERVAZIONE. Questa enervazione inibisce le secrezioni così che c’ è un accumulo di METABOLITI NEL SANGUE, nella LINFA, nei TESSUTI.

Questi METABOLITI sono il PRODOTTO FINALE delle ATTIVITA’ CELLULARI. Con questo accumulo, il fardello tossico diventa abbastanza elevato da minacciare l’ esistenza.

Allora si stabilisce un’ ELIMINAZIONE VICARIANTE o COMPENSATORIA attraverso un canale di escrezione per liberare il corpo da questo fardello tossico.

Nella maggior parte dei casi, una parte della mucosa sarà requisita per compiere il compito compensatore.

Si svilupperà allora un’influenza, una bronchite, una diarrea o una gastrite acuta.

Queste crisi acute si ripeteranno parecchie volte prima che i catarri diventino cronici.

Se si verificano crisi ripetute di gastrite acuta, la tappa successiva nell’evoluzione della patologia è lo sviluppo della gastrite cronica, – dei catarri cronici nello stomaco.

A questo stadio, avremo le seguenti tappe nel processo di evoluzione, cioè:

-ENERVAZIONE

-INTOSSICAZIONE (TOSSIEMIA)

-IRRITAZIONE

-INFIAMMAZIONE

La gastrite sarà palliata con i medicinali e sarà aggravata da un’ alimentazione malsana.

Dopo un certo tempo i tessuti sottomucosi saranno implicati.

LA TAPPA SUCCESSIVA nell’evoluzione è quella dell’INDURIMENTO. Questo indurimento RIDUCE l’approvvigionamento di SANGUE verso la PARTE AFFETTA e i TESSUTI SI DISGREGANO.

LA TAPPA SUCCESSIVA nell’evoluzione è L’ ULCERA.

Essa evolve talvolta in una TAPPA FINALE, IL CANCRO.

La DISGREGAZIONE DEI TESSUTI nell’ULCERA è dovuta all’INSUFFICIENZA NUTRITIVA o alla MANCANZA DI OSSIGENO, o entrambi, in seguito all’IPERTROFIA (INDURIMENTO) determinata da una INFIAMMAZIONE PROLUNGATA.

Si può enunciare qui l’ assioma che in generale l’ IPERTROFIA è dovuta allaSOVRALIMENTAZIONE.

In quanto alla sovralimentazione locale, è dovuta all’IPEREMIA CRONICA (eccesso di sangue).

L’ ULCERA CALLOSA che si vede sulle gambe somiglia un po’ all’ulcera stomacale che risulta dall’indurimento

LE ULCERE ovunque siano localizzate sembrano provocate sempre dalla MORTE DEI TESSUTI per una MANCANZA NUTRITIVA prodotta dall’INDURIMENTO.

LE CAUSE

Il tabacco, l’ alcol, il tè, il caffè, lo zucchero, l’ eccesso di farinacei, i pasti abbondanti e tutte le abitudini di enervazione dello spirito e del corpo concorrono a produrre l’ ULCERA PEPTICA.

NON ACCETTO l’ idea che queste ULCERE siano il RISULTATO della DIGESTIONE delle PARETI dello STOMACO o del DUODENO da parte del SUCCO GASTRICO.

Difatti, questo processo digestivo NON ENTRA IN CAUSA nella formazione delle ULCERE del naso, della gola, del colon, della vescica, della cistifellea, dell’utero, della vagina, ecc.

L’ IPERACIDITA’ GASTRICA è un SINTOMO, NON una CAUSA.

E’ un SINTOMO COESISTENTE CON L’ ULCERA.

LA DISGREGAZIONE DEI TESSUTI delle pareti gastriche e intestinali è dovuta all’ANEMIA ed all’ANORESSIA che proviene dall’INDURIMENTO.

E’ dovuta anche al fatto che i TESSUTI sono MALNUTRITI dagli alimenti malsani.

Quando non si ha alcuna attività digestiva, L’ ULCERA SI CICATRIZZA.

LE ULCERE

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Zona Tumore e Zona Cancro – Valdo Vaccaro

28 Gennaio 2009

                                                 VALDO VACCARO

                          Viviamo in un mondo di imbrogli e di mistificazioni

Come sempre accade, le parole hanno importanza fondamentale. Chiamare una cosa in un modo piuttosto che nell’altro, fa una enorme differenza. Chiamare un porcellino, porco e maiale, lo precipita senza remissioni nel primo macello del circondario, come accade da noi. Chiamarlo amico inseparabile dell’uomo e della famiglia, come succede in Medioriente, dove caracolla per i giardini, familiarizza con cane e gatto e scimmiette, si accovaccia simpaticamente sulle panchine, corre incontro affettuoso ai bambini ed al padrone, lo salva dai maltrattamenti e gli restituisce la dignità che si merita.

La sofisticazione del non distinguere tra una cosa e l’altra. Togliere il potere della parola alla gente significa toglierle la libertà, parola di Confucio.

Chiamare vitamine naturali e vitamine sintetiche, col nome unico di vitamine. Definire i minerali inorganici ed inassimilabili (vedi minerali delle acque dure, del suolo, di tutti i cibi cotti) allo stesso modo dei minerali organicati della frutta e delle verdure crude. Paragonare carboidrati industriali e lavorati, ovvero zuccheri e dolciumi, con zuccheri naturali della frutta al naturale. Chiamare proteine o addirittura proteine nobili, le proteine vietate di carne-latte-pesce, e proteine inesistenti o di scarto quelle che pure esistono nelle angurie e nei meloni, e in tutta la frutta del mondo, specie nelle carote e nei tuberi, sono tutte opere di mistificazione logica e linguistica. Esiste infatti un baratro di differenza tra ciascun termine elencato e il suo termine simile ma opposto. Chiamare latte, tutti i tipi di latte, dimenticando che ogni tipo di animale mammifero ha il suo latte con le sue specifiche funzioni naturali e le sue caratteristiche diversissime, è ulteriore bestemmia terminologica. Considerare poi l’umanità come normale consumatrice di latte a vita, come una razza che sfida le leggi naturali dello svezzamento, prolungando il medesimo dai 2 anni canonici agli 80 o ai 120 per chi ci arriva, è una ulteriore perla attribuibile agli Azzeccagarbugli delle stalle, dei macelli e dei caseifici. Togli il potere della parola alla gente equivale togliere la libertà, perché la costringi a seguire i tuoi ragionamenti e i tuoi concetti, diceva giustamente un tizio di nome Confucio, vissuto 2500 anni fa ai tempi del nostro Pitagora.

Hai mai sentito un medico parlare di vitamina naturale o di minerale organicato?

Non sentirai infatti mai un medico dire che ti mancano vitamine naturali A o B o C, potrebbe andare incontro a radiazione dall’albo. Ti dirà che ti mancano vitamine, senza alcun aggettivo. Non è che lo faccia per semplificare le cose. Lo fa, ovvero lo deve fare, per imbrogliare le cose. Non lo sentirai mai dire ti mancano minerali organicati.

Non lo sentirai mai dire ti manca acqua zuccherina biologica. Non sentirai mai un dietologo imbroglione dirti, adotta una dieta low-naturalcarb (una dieta a bassi carboidrati naturali) ma semplicemente una dieta low-carb, dove il termine carboidrato è unico ed onnicomprensivo. Rigorosamente una parola soltanto: porco, vitamina, minerale, proteina, latte, zucchero. Qualcuno penserà che sono un parolaio e che la tiro troppo per le lunghe. Cosa c’entra poi tutto questo col cancro? C’entra eccome. Lo vedremo subito.

La putredine reale, ovvero il cancro esclusivo dei carnivori dal sangue blu

Per la Scienza Igienistica, che è scienza e non tecnica come la Medicina, le parole tumore e cancro hanno un ben preciso e distinto significato. Nei tempi andati, i medici, non osavano staccarsi troppo dalla scienza igienistica, non confondevano le acque come quelli di oggi, e si parlava di tumore benigno e tumore maligno.

La parola cancro non era ancora spuntata all’orizzonte. Nei secoli scorsi poi, ad ammalarsi di cancro erano solo i re e i dignitari di corte, ovvero quelli che avevano il privilegio esclusivo di mangiare la carne dei propri cavalli e dei propri armenti. I contadini poveri, i servi della gleba, ma anche gli artigiani, e i piccoli commercianti del periodo feudale, si accontentavano dei prodotti della terra e degli alberi, e magari integravano il tutto con qualche ovetto nel periodo invernale, o con qualche pollo a Pasqua e Natale, sempre a patto che i padroni di sangue blu, i valvassori e i valvassini, e poi i baroni e i conti, glielo concedessero. Mangiare carne faceva ammalare di cancro già allora, visto che i contadini erano sani e pimpanti, con le diete basso-proteiche naturali della modesta vita campagnola di allora, mentre i regnanti finivano uno dopo l’altro preda della cosiddetta putredine, un male nel quale il sangue e i tessuti imputridivano. Non era un caso se i consumatori esclusivi di carne diventavano alla fine vittime esclusive e privilegiate della putredine, al punto che tale malattia venne chiamata Putredine reale, ovvero cancro.

La differenza tra tumore e cancro è come quella tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco

Tornando ai giorni nostri, la differenza tra un tumore e un cancro equivale alla differenza che esiste tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco, o tra un rigagnolo di campagna e il Po. Questo gli igienisti naturali lo sanno bene. Il tumore (sempre benigno, se non è degenerato e se non colpisce certi organi delicatissimi) non deve spaventare. E’ un sintomo di altra malattia chiamata intossicazione avanzata, o chiamata ossidazione avanzata (da radicali liberi). E’ un sintomo come la febbre, come il mal di testa, come il raffreddore, come il grasso in più della gente sovrappeso.

Se hai la febbre, essa arriva perché il problema sta nell’intestino, o nel sangue carico di leucociti, perché ogni volta che mangi il veleno carne scatta la leucocitosi. Stessa cosa per il mal di testa. Se hai il grasso, non devi intervenire sul grasso, ma sul meccanismo che ti fa accumulare l’adipe. Il tumore localizzato dunque non è malattia, ma salute alterata, ovvero benettia.

Esso è un sintomo. Una costruzione logica e illuminata del sistema immunitario. Una barriera difensiva. Una ultima ratio. Un punto prescelto dalla CIA interna per concentrare determinati veleni che andando in circolo farebbero insopportabili danni.

Serve una nuova cultura, totalmente diversa da quella medioevale della medicina

Il corpo non va mai contro se stesso. Il corpo tende a guarire, non a peggiorare, a condizione però che si cambi stile di vita e che si interrompa il circolo vizioso di avvelenamento. La situazione è diversa solo quando si è in stato di cachessia, di putrefazione avanzata del sistema, dove le cellule non ricevono più nutrimento e non si ripuliscono più. La malattia che causa tumori e talvolta cancri, ha un nome preciso, ed è avvelenamento, degenerazione cellulare. Fregarsi le mani, se ti ritrovi con un tumore? Certamente che no. Meglio stare sempre in salute. Disperarsi? Certamente che no. Dirsi semmai: Che culo, ragazzi, mi è andata bene. Faccio in tempo a cambiare radicalmente vita e a recuperare. Ma per fare questo tipo di ragionamento serve cultura. La cultura giusta. Non certo la cultura medicale del terrore e dell’intervento a tutti i costi, tipica della medicina di questi ultimi anni.

I pericoli insiti nel toccare chirurgicamente e chemioterapicamente un tumore. Una bomba innocua se lasciata in pace. Una bomba da disinnescare con mille attenzioni.

Il tumore benigno è come una bomba. Tranquilla e innocente finché nessuno la tocca e la sbatte violentemente. L’unica cosa saggia da fare è lasciarla al suo posto, oppure disinnescarla con metodo scientifico. Anche perché toccare chirurgicamente o chemioterapicamente un tumore, significa mandare in circolo i veleni in esso depositato, e creare le basi per altri punti critici, mediante quel fenomeno, purtroppo inarrestabile e letale che si chiama metastasi. La scienza igienistica ha da tempo descritto per filo e per segno il tumore difensivo, in sei passi precisi, chiamati enervazione (indebolimento), toxemia (intossicazione), infiammazione della parte prescelta dal sistema, ulcerazione, indurimento.

Il passo numero sette, meglio non compierlo

Il passo numero sette meglio non compierlo, e si chiama fungazione, o diramazione del problema in altri punti. E’ quel passo che, poco importa come interveniamo, porta alla morte rapida, in quanto il sistema immunitario ha capito che non c’è più nulla da fare se non abbreviare i tempi (salvo che, con droghe e medicine estreme, ovvero con l’accanimento terapeutico e con operazioni utili solo a far lievitare il conto del ricovero, non si tenga in vita il soggetto più a lungo del necessario, in condizioni di terribile sofferenza).

Questi dettagli si trovano anche, per chi lo volesse, sul mio volume L’Alimentazione Naturale dalla A alla Z, già ordinabile su Internet presso la Anima Edizioni di Milano ([email protected]).

L’efficacissima alternativa salutistico-naturale delle cliniche sheltoniane (Ex ANHS)

La tecnica medica purtroppo, non vuole saperne di fare questi ragionamenti. O forse non è troppo motivata a farlo. Le cliniche igienistiche-naturali americane (Cinque, Sabatino, Goldhamer, Cridland, Fuhrman), ma anche quelle australiane (Alec Burton), quelle europee di tipo bircheriano (Svizzera) ed ehretiano (Germania), e diverse altre che pure esistono nei diversi paesi, stanno facendo miracoli senza farmaci e senza bisturi. Non a caso, gli artisti di Hollywood sono regolari clienti di questi rifugi terapeutici. Qui non solo ti guariscono e risolvono i tuoi problemi, non solo ti disinnescano le mine interne, ma fanno la cosa più importante, che è quella di educarti alla salute e non alla malattia. Non a caso i ricchi d’America vanno in queste cliniche, e non negli ospedali dei comuni mortali. Non a caso gli stessi medici ospedalieri, quando hanno dei problemi seri, mettono la coda tra le gambe, e mogi-mogi ricorrono alle cure dei tanto sputtanati igienisti-naturali. Miracoli li ha fatti e li sta facendo pure Carmelo Scaffidi a Bergamo, avendo salvato se stesso e i suoi familiari innanzitutto, e avendo raccolto una mole interessante di guarigioni da tumore, sempre senza ricorrere a farmaci e bisturi, in ottemperanza alle precise regole dell’igienismo sheltoniano. Ma, attenzione, i miracoli non vengono realizzati dagli igienisti, bensì dal corpo umano ben diretto da chi ha capito come esso funziona. Da chi segue davvero i concetti del grande Ippocrate, secondo cui A) La Natura è la Sovrana Medicatrice dei Mali, e B) Primus non nocere.

Come operano i disinnescatori di mine e di ordigni chiamati malattie incurabili e tumori? Cosa fanno di così speciale? Se hai cachessia e cancro conclamato ti rimandano subito a casa.

Cosa fanno in queste cliniche di particolare? In queste cliniche ci sono i disinnescatori di bombe tossiche chiamate malattie e chiamate tumori. Non si disinnescano i cancri. Trattasi di ordigni troppo arrugginiti che perdono già veleno e creano bombette tutto intorno. Se uno è arrivato al cancro lo invitano cortesemente a tornare a casa, perché il digiuno terapeutico praticato da queste parti aiuta il canceroso a morire prima e più veloce, risparmiandogli pure atroci sofferenze. Gli farebbe dunque bene. Non si tratterebbe di eutanasia nel modo più assoluto, ma di semplice scorciatoia naturale e indolore verso l’ultimo respiro. Solo che i titolari di quelle cliniche non amano peggiorare i propri straordinari record, le statistiche di guarigione che servono da referenza per altri clienti. Loro puntano a guarire, non a far morire, sia pure in modi decenti. In questi casi, il medico igienista dirà sottovoce due parole ai famigliari, insegnando loro a mettere il poveretto a digiuno, e a dargli tutte le cure amorevoli che servono ad accompagnarlo serenamente verso il trapasso.

Immediato digiuno ad acqua distillata per tutte le neoformazioni tumorali. Una purificazione completa che risolve e ripulisce non solo il tumore ma tutte le irregolarità presenti.

Se uno invece ha qualsiasi tipo di neoformazione tumorale, viene messo immediatamente a digiuno e a riposo fisiologico. Niente cibo, niente giornali, niente televisione, niente preoccupazioni.

Riposo assoluto e tanta acqua distillata. Si va in regime di chetosi e di grasso-cannibalizzazione controllate. Ed anche in regime di eliminazione di tutte le scorie e dei prodotti inquinanti accumulati nell’organismo nel corso della vita. Trattasi di una purificazione completa e priva di rischi, che risolve non solo il tumore ma tutte le 30 mila malattie elencate nel carnet della medicina ufficiale, visto che il corpo umano è un tutt’uno, non certo un’assieme disassemblato di organi e di cellule. Viene pure eliminato gradualmente il tumore.

Herbert Shelton, memorabile campione mondiale storico dei digiuni assistiti

Il campione mondiale di questi digiuni assistiti fu proprio il dr Herbert Shelton, i cui record di guarigione stanno incisi nella memoria degli americani, nei suoi 50 libri best-seller, e nei successi strepitosi dei suoi allievi odierni. Nella prima seduta di 4-7 giorni il tumore grosso come una noce, diventa una piccola nocciolina.

Una seconda seduta simile e anche la nocciolina scompare del tutto per non tornare mai più, a condizione però di diventare virtuosi, e di mangiare e vivere in rapporto alle precise esigenze del nostro corpo umano- fruttariano. Il digiuno ad acqua distillata non è altro che una autoguarigione controllata e pilotata sapientemente da un esperto igienista.

Il suo compito è di aiutare il paziente a superare gli inevitabili momenti di difficoltà e di leggero fastidio che accompagnano la fuoriuscita dei veleni. Quindi la eliminazione dei tumori , di tutti i tumori, è un fatto normale e di routine. Il successo è garantito.

Non concorrenza all’acqua di rose ma furibonda competizione con la Medicina Ufficiale

Non ci si aspetti però dai medici comuni la conferma o peggio ancora l’approvazione. La categoria che essi odiano e contrastano di più è proprio quella degli igienisti. Trattasi non di concorrenza all’acqua di rose, ma piuttosto di furibonda competizione storica. Una specie di lotta per la sopravvivenza. Muori tu o muoio io.

Se la gente comune si mette a fare queste scelte di tipo salutistico naturale, loro chiudono bottega e se ne vanno tutti a casa, oppure si rivolgono umilmente ai centri igienistici chiedendo di potersi aggregare al carro vincente degli ex-nemici. Sarebbe come chiedere a una prostituta di indicarti il posto in cui si trovano delle ragazze che lo fanno gratis per divertimento.

Se ne guarderà bene dal rivelartelo, salvo che non sia scema o autolesionista. Il paragone suona un po’ offensivo, ma rende molto bene l’idea.

La logica intelligente e auto-difensiva del corpo umano

Tieni presente che il corpo umano, molto virtuosamente, tenta sempre le vie più logiche per rimediare alle nostre indiscrezioni alimentari e comportamentali. Mangiamo e trangugiamo veleni, cibi che non sono cibi ma anti-cibi, cibi che non dovrebbero mai essere guardati, considerati, comprati, maneggiati, portati alla bocca?

Bene, l’infinita ed inesauribile saggezza del corpo fa affluire tali veleni nei punti più consoni e meno pericolosi, e preferibilmente tra le cellule grasse del corpo. Escrescenze locali e innocui indurimenti, a volte non sono altro che mini-ricettacoli di tossine che vanno e vengono, appaiono e scompaiono a seconda di come ci comportiamo, a seconda del nostro tasso di inquinamento interno.

Queste non sono favole, ma realtà scientifiche osservate più volte dagli stessi medici, i quali riescono a capacitarsene solo quando tirano via i paraocchi che l’Ordine Medico gli ha da sempre imposto, quell’antico paraocchi di derivazione medievale per cui il male è una entità bizzarra e maligna che arriva misteriosamente da lontano, e che deve essere bombardata ed estirpata come si fa con un mostruoso invasore.

I danni delle rimozioni chirurgiche sommati ai danni delle analisi preventive

Un tumore, eliminato brutalmente per via chirurgica o per via chemioterapica, comporta una pericolosa modifica degli equilibri intorno alla zona tumorale. Infatti quei veleni che prima dell’estirpazione affluivano al tumore, ora non trovano più la precedente valvola di sfogo, la precedente fossetta biologica, per cui corrono il rischio di riversarsi in altri punti, causando nuovi tumori.

Un importante test in Norvegia rivela i pericoli degli esami mammografici

Il pericolo viene segnalato da un recente test svolto in Norvegia e durato 6 anni, tra il 2002 e il 2008, dove, ironia della sorte, pare che siano gli stessi esami mammografici a causare l’insorgenza di tumori. L’igienismo naturale già lo sapeva. Già predicava da decenni che le analisi, le visite, gli screening, fanno male fisicamente e psicologicamente, non solo per danni specifici dei raggi, ma anche per lo stress che essi producono inevitabilmente.

In questo esperimento norvegese, appena pubblicato sugli Annali di Medicina Interna, si sono raffrontati 2 gruppi di donne, campione A, sottoposto a regolare screening mammografico annuale per 6 anni e, campione B, mai sottoposto a screening. Ebbene, alla fine dell’esperimento, il gruppo A sottoposto a ripetuti test ha presentato percentuali molto più alte di tumore al seno, rispetto al gruppo B non mammografato.

Interpretazione dei risultati. Sospetti inquietanti e molte incertezze. I tumori che regrediscono e svaniscono. I tumori generati dalla mammografia stessa. Ogni donna decida in piena libertà e senza criminali pressioni se sottoporsi o no ad esami.

A prima vista sembrerebbero avere ragione i patiti delle mammografie, quelli che spaventano le donne in continuazione con pressanti inviti a farsi controllare regolarmente, quasi che fossero degli esseri difettosi e pronti a cadere nelle grinfie del male ad ogni piè sospinto. Una vera e assurda atrocità mediatica, priva di motivazioni logiche e scientifiche.

Una demenziale e corrotta abitudine della medicina mondiale odierna. Per i patiti della mammografia, gli strumenti e gli analisti avrebbero dunque lavorato bene e scoperto più cancri nelle donne regolarmente esaminate. Ma gli autori della ricerca la pensano in modo diverso.

Sospettano infatti, con dati e ragionamenti alla mano, che alcuni ricettacoli rivelati dalle ripetute mammografie nei primi test, non continuerebbero e non si riconfermerebbero alla fine dei 6 anni, in quanto potrebbero essere regrediti spontaneamente, come accade più volte coi tumori, con sbalordimento generale dei medici.

E c’è pure il sospetto, non dichiarato perché mancano le prove, che ripetute mammografie possano avvelenare le donne sottoposte a ripetuti test e favorire in loro l’insorgenza di tumori. Alla fine si può dire che le incertezze sul beneficio dell’esame mammografico sono sempre state tante. E questo esperimento prova che esistono tuttora molti fatti sconosciuti ed oscuri riguardanti gli esami al seno.

Meglio dunque che ogni donna decida in piena libertà e autonomia i pro ed i contro del farsi esaminare, è la conclusione dei medici norvegesi.

Gli stratagemmi e le falsità statistiche dell’oncologia. L’inguaribile trionfalismo della medicina.

Leggo un documento di Marcello Pamio dell’1/12/06, che appare suwww.Disinformazione.it col titolo di Guerra al cancro? Ecco le balle dell’oncologia. Quella di sottolineare pomposamente i grandissimi risultati ottenuti dalla scienza nella guarigione e nella cura del cancro, è diventato sport preferito dei medici in Italia e nel mondo. Ma in Italia più che altrove, viste le tradizioni di alto lignaggio medico che vanta il nostro paese (pensa un po’ alle università di Padova, Pavia. Pisa, Bologna, Udine, Roma, fucine di grandi cardiologi, collegate a grossi ed efficienti centri ospedalieri). Il cancro è ormai sconfitto, e la sopravvivenza è già sul 50%, annunciano trionfalmente i medici. Già osserviamo che, se il 50% sopravvive, significa comunque che l’altro 50% muore. Una specie di lancio della monetina. E poi, chi mai ci dice che il 100% morirebbe se non trattato coi metodi distruttivi della medicina?

I diagnosticati-non-operati sopravvivono in media 11 anni, mentre i diagnosticati-operati solo 3. La Medicina insegna a scrivere male e a fare i calcoli ancora peggio.

In America, i dati citati dal dr Robert Mendelsohn attestano che i diagnosticati di cancro, poi non operati, hanno una sopravvivenza media di 11 anni, mentre i diagnosticati poi operati vivono solo 3 anni. Significa che qualcuno vive 8 anni qualcuno 4 e qualcuno pochi mesi soltanto. Ma, tornando al 50%, ci accorgiamo che i medici sono bravi a tagliare e suturare, ma non sempre sono bravi con carta e penna.

La loro calligrafia è notoriamente incomprensibile (la non-chiarezza sta nel loro DNA), ma, quando si mettono a fare dei calcoli coi numeretti sono ancora peggio. Oppure sono invece troppo bravi, nel senso che sono allenati a cambiare le carte in tavola. Come quando fanno le statistiche sulle vaccinazioni, al fine di dimostrare l’indimostrabile, con falsità e bugie tra l’atroce e il carnevalesco.

Il 50% di sopravvivenza degli operati più che una burla è un insulto alla logica e alla trasparenza

I dati ISTAT sulla mortalità-tumori in Italia nel 2002 parlano di 162.201 persone morte, mentre 250.000 sono quelle diagnosticate cancerogene, per cui i sopravissuti sono 88000, cioè il 35,2% e non il 50. Ma, il 50%, è una media aritmetica di diversi tipi di tumore.

Il cancro al testicolo (solo 2000 casi/anno) si risolve con l’asportazione del medesimo e il maschio, così eunuchizzato, sopravvive nell’87% dei casi. Ebbene, quelli col cancro al polmone, statisticamente molto più significativo con 40.000 casi/anno, rivela una sopravvivenza media del 10-12%, per cui 10 sopravvivono e 90 muoiono, come dichiarato dal dr Francesco Bottaccioli, membro dell’Accademia delle Scienze di New York e docente di psico-oncologia all’università La Sapienza di Roma.

Ecco allora che il 35,2% non vale più.

Alla fine, si salva il 5 o forse il 10%, non per merito dell’operazione, ma nonostante l’operazione. Si salvano quelli con la scorza più forte, quelli che sarebbero sopravvissuti pure senza cure.

Ma non è finita lì. Gli oncologi includono nelle statistiche (già di per sé erronee) anche neo-formazioni che non sono affatto tumori, inquinando ulteriormente l’affidabilità dei dati, come accade per i polipi del colon-retto o per le formazioni displastiche del seno. Si gonfiano dunque a proprio tornaconto i numeri, inserendo patologie che non c’entrano nulla col cancro. E poi, in aggiunta, si escludono i tanti malati che dopo la chemio muoiono entro i primi giorni, in quanto etichettati come Decessi prematuri, non causati cioè dai medici ma da una situazione precaria del paziente già in sede pre-operatoria. E’ bene inoltre sapere che le terapie oncologiche usate dalle statistiche hanno una durata di 5 anni. Quindi, se una persona muore entro 5 anni, diventa caso negativo. Se invece muore il 5° anno più un giorno, magari grazie ad accanimenti terapeutici, non entra più nel computo, e diviene un guarito totale. Perché mai si fanno circolare questi dati assurdi del 50%, che in realtà diventano 35%, e poi 25%, e che alla fine sono sì e no il 5% o al massimo il 10%. In pratica si salvano i soggetti a scorza più forte, quelli che, anche senza operazione e senza cure, sarebbero comunque sopravvissuti. Ignoranza, malafede, interessi, baronie, cattedre da lasciare a qualcuno? A ognuno le proprie considerazioni personali.

Due su tre almeno finiscono malamente al cimitero, firmato Ospedale Maggiore e Università di Torino. Un fallimento totale della cosiddetta Guerra contro il Cancro.

L’Ospedale Maggiore e l’Università di Torino dichiarano che Circa 2/3 delle persone affette da tumore ed operate vanno incontro a esito letale. Significa che 2 su 3, seguendo la prassi medica ortodossa, finiscono anzitempo al cimitero. Nel 1990, i morti per tumore trattato erano 147.869, ma nel 1991 erano 162.201.

Dove arriveremo? La Guerra al Cancro, dichiarata da Richard Nixon, è stata una disfatta totale. John Christian Bailer III, insigne professore di Epidemiologia e Biostatica alla Mc Gill University, ha dimostrato, con dati NCI (National Cancer Institute) alla mano, che nel 1962 morivano 277.000 persone/anno, e che nel 1982 ne motivano 434.000. Trent’anni di guerra e di fallimento continuo.

Urge un drastico cambiamento culturale

Serve dunque un drastico cambio culturale e metodologico. Decenni di indottrinamento hanno portato la società moderna a usare pillole per ogni evenienza, a fidarsi totalmente degli esperti in camice bianco. Hai mal di testa? Pillola. Hai febbre? Pillola. Hai dolore? Pillola. Hai tumore? Chemio e bisturi. Se è vero che ogni malattia, anche la più terribile, insegna costruttivamente qualcosa, come dicono le grandi culture millenarie del passato, come faremo ad apprendere le leggi che il Gran Dottore Malattia (ovvero il gran Medico Benettia) è in grado di darci? Come faremo a imparare qualcosa se distruggiamo ogni cosa col napalm e le radiazioni?

Non c’è nessuno da sconfiggere. Serve ri-direzionare le batterie antiaeree, puntandole contro la propria ignoranza e la propria vergognosa presunzione. Le malattie sono amiche e non si combattono. Questo è l’ABC della Vera Medicina che voi tradite.

Il tanto vituperato igienismo, cari medici, insegna una cosa basilare, e cioè che le malattie non sono dei nemici, e pertanto non si combattono e non si sconfiggono, ma si coadiuvano e si rispettano, si trasformano in preziose alleate per il ripristino della salute. Queste non sono frignazze da due soldi bucati. Questo è l’A-B-C della Vera Medicina che un padre come Ippocrate vi ha inutilmente insegnato, e che voi continuate indegnamente a tradire.

Il discorso vale anche per il tumore, amico prezioso che ci salva in corner, nell’emergenza. Vale, al limite, persino per il cancro, che porta alla tomba veloce prima di far patire atroci sofferenze. Ma voi andate contro questo con accanimenti terapeutici, anche perché ogni soggetto non operato, per il vostro sistema irresponsabile e venale, è una sconfitta professionale e uno sberleffo alla venalità medico- farmaceutica. In America, non dimentichiamo, ogni caso di tumore/cancro trattato e operato significa 50.000 US$ dalle assicurazioni. Tanto ossigeno e tanto carburante per gli ospedali.

La formidabile lezione igienistica di Florence Nightingale

Quella di Florence Nightingale, apparsa sul testo Notes on Nursing (Londra 1860), è una memorabile sfida, tutta femminile, alla teoria demenziale dei germi introdotta in ambiente medico dall’impostore francese Luigi Pasteur. Le malattie non sono organizzate in categorie come cani e gatti.

Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi? Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia da un lato, e l’aria viziata e la sporcizia interna- esterna a determinare lo stare bene o lo stare male delle persone? Non sono forse le malattie delle reazioni naturali alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo? Mi è stato insegnato, sia da scienziati superbi che da donne ignoranti, a temere la febbre, la scarlattina e le varie infezioni. Ma la vera assistente sanitaria ignora le infezioni, non ne ha paura, ed eventualmente le previene. Stanze pulite, finestre aperte ed assistenza amorevole ai pazienti. Questo è da richiedere a una buona nurse.

Un trattamento saggio e umano è la migliore cura contro le infezioni e le malattie di ogni tipo. La dottrina delle malattie specifiche è il grande rifugio delle menti fragili e deboli della medicina. Non esistono malattie specifiche. Ci sono solo condizioni adatte a rendere la gente malata. Più che una teoria intelligente sulla origine delle malattie, le parole della Nightingale sono quanto di meglio sia mai stato pronunciato negli ultimi 200 anni in ambiente medico, e meriterebbero di essere scolpite sui muri di ingresso di tutti gli ospedali e di tutte le aziende sanitarie, come avveniva con la scritta Conosci Te Stesso dei templi greci. Questa magnifica donna-medico inglese, sicuramente la più famosa assistente sanitaria della storia, sfidò la presunzione dei colleghi maschi e la teoria pasteuriana sui germi, 17 anni prima che il chimico Pasteur attribuisse a se stesso la scoperta dei germi (imbrogliando indegnamente il vero scienziato Béchamp). La sua lezione è più che mai valida, come tutte valide sono le idee di Pitagora, dopo 2500 anni. Le verità non conoscono declino e tramonto. Non conoscono mode e maniere. Sono fatti eterni.

Il melanoma e la cura Nacci

Mi arriva la testimonianza probante ed accorata di Ervino Abbà, pubblicata su Il Piccolo di ieri, e relativa al suo melanoma, diagnosticato nel 2003 dal Policlinico di Modena e dall’Ospedale di Padova. Il dr Nacci, di Alba, con molta disponibilità ed onestà, mi ha sottoposto a una cura fitoterapica associata ad adeguato regime alimentare.

Dopo alcuni anni di cure Nacci, le mie analisi non hanno più rivelato alcuna traccia di melanoma. Solo che il dr Nacci è stato sospeso dall’Ordine dei Medici che gli contesta i metodi di cura, ed anche il fatto di aver creato un suo sito Internet senza previa autorizzazione. Il dr Nacci è stato pure duramente criticato dall’Ordine dei Medici di Trieste La grave decisione dell’Ordine toglie la libertà, sancita dall’art. 32 dalla Costituzione Italiana, di poter scegliere la cura che ognuno ritiene più appropriata. Infatti, nonostante gli ottimi risultati finora ottenuti, potrei essere costretto d’ora in avanti a ricorrere a cure mediche chemioterapiche non prive di effetti negativi. Tra i tanti conoscenti scomparsi a seguito di cura chemio, cito solo quelli più a me vicini. Mia moglie, Marialuisa Bevilacqua, in cura per anni presso l’Istituto Tumori di Milano, con spesa chemioterapica di 25 milioni di lire non mutuata nel 1989, e decesso dopo appena 8 mesi di cura. E mia nipote che, dopo cura per tumore all’esofago, è stata sottoposta a chemioterapia preventiva, scomparendo 15 mesi dopo per metastasi, a 43 anni.

Commento al messaggio di Ervino Abbà. Colpire uno per spaventarne cento.

Non conosco i dettagli della cura Nacci, né a livello di cura fitoterapica né a livello di cura dietologica, e quindi non posso esprimermi su questo. Do invece credito totale alla buona fede e al coraggio di Ervino Abbà, che cita tutto quanto gli è successo personalmente e in famiglia.

Ha fatto non bene ma benissimo a non sottoporsi al napalm della chemioterapia. Gli stessi medici sanno che si tratta di un metodo mega-distruttivo e di una ultima ratio. E’ una pratica assurda che dovrebbe essere stroncata per legge.

Il problema è che l’Ordine sta rintanato nel suo fortino, forte dei suoi addentellati coi governi, coi ministeri della salute e della giustizia, con le industrie farmaceutiche e il ministero dell’economia, coi sindacati e i partiti. Le cure Nacci sono viste dall’Ordine come il fumo negli occhi.

Non è che l’Ordine, cattivo e feroce, ce l’abbia con la persona di Nacci. L’Ordine è un apparato burocratico che, come il principe di Machiavelli, non deve perdere il potere. Colpire uno per colpirne cento e mille. Colpire uno per spaventare ed ammonire tutti gli altri.

La gente è terrorizzata dalle malattie. Ogni canale televisivo è zeppo di specialisti che pretendono di medicalizzare ulteriormente. Nessuno che insegni la salute. TerminatiIl Potere del Cuoco e Gusto, si passa non certo casualmente al gastroenterologo, al cardiologo e al cancerologo. Da una parte ti ammalo, e dall’altra ti napalmizzo, ti opero e ti trapianto.

Una cosa però la voglio dire ad Abbà. Ed è che deve abbandonare l’idea di essere ammalato e pronto a riammalarsi. Questa è la mentalità perdente dello sconfitto e del terrorizzato inculcatagli proprio da quei metodi e da quei sistemi che lui sta giustamente combattendo. Se è vero (e glielo auguro) che la cura lo ha veramente guarito, significa che non si deve preoccupare. Il corpo ha tendenza virtuosa a stare in salute. A condizione però che non continui a commettere i vecchi errori e le passate sbadataggini alimentari e comportamentali che portarono il suo corpo ad ammalarsi.

La soluzione dei problemi esiste, ma non si deve dire a voce alta. Al massimo si deve sussurrare, ovattata e per pochi adepti, nei salotti-bene.

La dieta antiossidante, anticostipante, antimuco, antiacidificante, antiputrefattiva, antifermentativa, antiurica, anti-leucocitosica, anticancro per eccellenza, è la dieta crudista vegana. Lo sanno ormai tutti, inclusi i cancerologi, inclusi gli scienziati di ogni branca del sapere, non solo il prof Umberto Veronesi, guarda caso ex Ministro della Sanità e Presidente della Lega Europea Anti-Cancro.

Ma queste cose non bisogna dirle. Se tutti diventano virtuosi ed igienisti, se tutti ricorrono a stratagemmi semplici e naturali come il digiuno a banalissima acqua distillata, dove andremo mai a finire? Dove finiranno le tonnellate di farmaci, le sale chirurgiche e radiologiche, le frotte di medici istruiti perfettamente per il taglio, l’asportazione e il trapianto? Dove li metteremo i 25000 propagandisti medici che percorrono le città italiane come dei segugi, ad inseguire ogni medico ed ogni terapeuta privato o della mutua? E cosa faranno gli alberghi che ospitano le migliaia di convenzioni mediche annue? E come faremo a dimagrire il business trainante ed esplosivo delle onoranze funebri?

Chiedesi tam-tam di stile afro-equatoriale, o le nuvolette indiane stile Sioux

Data la delicatezza e la fondamentale importanza degli argomenti trattati, chiedo a tutti gli amici vicini e lontani che mi seguono, di fotocopiare, stampare, ritrasmettere e diffondere via email, il presente documento, naturalmente dopo averlo letto, capito e condiviso. Documento da inviarsi soprattutto ai medici.

L’etica e la salutistica riguardano tutti. Chiunque abbia un corpo da difendere e un’anima da salvaguardare. Non facciamo la guerra alle categorie. Chiediamo umilmente perdono a chi si sentisse offeso per qualche parola di troppo o per qualche termine troppo colorito. Andiamo piuttosto al sodo della questione. Non vogliamo e non auguriamo la rovina economica ed il fallimento a nessuno. Una società più logica e intelligente, più libera da dogmatismi e imposizioni, più ricca di valori e priva di sprechi, troverà modo anche di riciclare le attività obsolete, sbagliate e senza vie di uscita. Anche i macellai hanno dei figli da far crescere. Anche i medici devono pensare alla salute propria e dei loro bambini.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista) – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)