Igiene Naturale

L’Igiene Naturale, o Igienismo, è un sistema teorico e una pratica di vita volta al rispetto delle leggi naturali per ottenere stabilmente salute e benessere, auto-guarigione spontanea, equilibrio psichico. Esso è un sistema terapeutico diametralmente opposto alla medicina ufficiale che si distingue da tutti gli altri sistemi di guarigione perchè rigetta tutti i veleni e tutti i rimedi, utilizza solamente le sostanze e le condizioni benefiche per aiutare i processi curativi del corpo e mette l’accento sul fantastico potere di autoguarigione dell’organismo umano, quasi del tutto ignorato ai giorni nostri. Secondo l’Igiene Naturale la malattia è lo sforzo del corpo per eliminare rifiuti, tossine, muco e materiali indesiderabili. Questo sistema, chiamato anche Ortopatia (dal greco orthòs, corretto e pàthos, sofferenza), vale a dire affezione sana o giusta sofferenza, afferma che la malattia è una sana e giusta azione del corpo. Il principio basilare dell’Igiene Naturale è che la buona salute è normale e naturale e che si può riacquistare e mantenere, eliminando le cause di malattia e fornendo al corpo tutti i bisogni fondamentali dell’esistenza organica: cibo adatto alla nostra specie (determinato dallo studio dell’anatomia e della fisiologia comparate, le quali dimostrano che l’uomo è frugivoro, come sostenevano Georges Cuvier, padre della moderna paleontologia e Carlo Linneo, padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi), aria pura, sole, calore, esercizio, riposo, sonno, pensieri positivi, evitando gli eccessi, le carenze, le emozioni negative e gli abusi di ogni genere.

Introduzione all’Igiene Naturale

Dr. H. M. Shelton

L’Igiene Naturale rappresenta l’ultima fase della sofferenza e allo stesso tempo il “revival” del primordiale modo di vivere dell’uomo. Essa incorpora tutto ciò che di benefico ha la natura e provvede ad usarlo in modo intelligente sopperendo alle nostre necessità fisiologiche e biologiche per una salute perfetta.

Il principio basilare dell’Igiene Naturale è che la buona salute è normale e naturale e che possiamo ottenerla e mantenerla eliminando le cause di malattia e fornendo al corpo i requisiti naturali determinati da uno studio di anatomia e fisiologia. (L’anatomia e la fisiologia comparate dimostrano che l’uomo è frugivoro, come sostenevano Georges Cuvier, padre della moderna paleontologia e Carlo Linneo, padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi).

L’Igiene Naturale rende comprensibili le cause di malattia in modo che esse possano essere evitate e provvede a far capire come poter superare le malattie già esistenti. Essa si basa su un modo di vivere naturale e una nutrizione appropriata per il mantenimento della buona salute e sul riposo ed il digiuno per la sua ristorazione. L’Igiene Naturale, d’altra parte, vi aiuta a salvarvi dalle medicine, dai medici e dai frequenti check-up, oltre ad evitarvi il bisturi del chirurgo. Non pensate, infatti, che sia quasi l’ora di mettere fine alla sindrome del medico, dell’ospedale e della chirurgia?

Imparerete che ci sono pochissime condizioni patologiche che non possono essere aiutate dall’Igiene Naturale; che molte situazioni disperate possono essere risolte, che può essere conquistata qualsiasi condizione reversibile oltre a far tornare indietro l’orologio biologico ed aggiungere anni alla vostra vita. Cercate di comprendere l’Igiene Naturale. Quando realizzerete le inevitabili conseguenze che provoca la violazione delle leggi naturali, e vi renderete conto delle esperienze fatte da migliaia di igienisti grati, capirete che l’unico approccio alla preservazione della buona salute è il modo di vivere naturale e la rimozione delle cause della malattia.

Noi non siamo riformatori; siamo rivoluzionari

Noi non siamo riformatori, siamo rivoluzionari. Delle riforme mediche, il mondo ne ha piene le tasche. Riformare il sistema medico, sostituendo una serie di medicine ad un’altra, è solo una ridicola farsa. In alcuni casi, questi cambiamenti potrebbero anche alleviare un male ma ne provocherebbero senz’altro un altro e sarebbe, quindi, come sostituire il rubare col truffare. Riformare l’allopatia con l’omeopatia, entrambe queste col fisiomedicalismo ed infine, il tutto, con l’ecletticismo sarebbe come sostituire il cedro o il succo di frutta col vino, il gin, il brandy o altro. Noi non abbiamo sostituti per i farmaci. Semplicemente li lasciamo da parte, come cose dannose.

Noi non possiamo cambiare una frode, una menzogna. Possiamo solamente insegnare la verità. Il nostro sistema è indipendente da qualsiasi altro. Le sue premesse sono originali. Le sue dottrine non sono state mai insegnate nelle facoltà di medicina, nè sono state mai riconosciute da alcun medico. Esse seguono (o forse precedono) tutto quanto è stato detto, fatto o supposto sulle vere leggi della natura. Non riconosciamo, inoltre, alcun vero trattato, se non quello scritto dalla stessa mano di Dio – l’immenso volume della natura.

Viva la disobbedienza – Dr. John H. Tilden

Le bon guide de l’hygienisme n° 58

p. 8

Dr. John H. TILDEN

La disobbedienza all’autorità è la madre del progresso. I DISSIDENTI e RIVOLUZIONARI sono quelli che impediscono al mondo di stagnare e di fissarsi in un centro morto. E’ il compagno che non accetta l’autorità senza esame che fa avanzare il mondo.

ROBERT INGERSOLL disse: << c’è qualcosa di meraviglioso nell’uomo che non si rassegna mai. >>

Disse ancora:

<< Se avessimo ubbidito ai RE, cinquecento anni fa , saremmo tutti degli schiavi. Se avessimo fatto come i PRETI volevano, saremmo tutti degli idioti. E se avessimo fatto ciò che i MEDICI volevano, saremmo morti tutti. La disobbedienza ci ha salvati. >>

p.11

<< Ho ripetuto spesso ai miei lettori che la MEDICINA è il solo campo delle conoscenze umane in cui un uomo può fare “l’AUTORITÀ’” o “l’ESPERTO”in certi suoi rami senza sapere checchessia sull’argomento della sua specializzazione. >> Dr. Shelton’s Hygienic Review n° 11 vol 20

p. 21

<< L’ASTROLOGIA, l’ALCHIMIA e la MEDICINA sono solo le vecchie orme delle vere scienze che sono l’ASTRONOMIA, la CHIMICA e l’IGIENISMO.>> – Dr. H. M. Shelton

Fino a quando la gente…

Fino a quando la gente sarà troppo stupida per andare alla ricerca di terapie preventive, vorrà essere sempre curata da qualcuno; se non con medicine ed interventi chirurgici, con elettricità e bagni, con clisteri e lassativi a base di erbe, un’iniezione sul posteriore o qualche altro rimedio stupido. Fino a quando si rifiuterà di imparare come si fa a ristabilirsi e come vivere per stare bene, continuerà ad essere ingannata da falsi curatori o da venditori ambulanti che tirano fuori così tante cure e così rapidamente che è impossibile tenerle dietro. Pagherà a caro prezzo l’assicurazione per le malattie perché si rifiuta di imparare a stare bene. Solo quando vorrà imparare e si rifiuterà di accettare i vecchi miti e le antiche superstizioni della medicina, allora la conoscenza sarà vicina.

Il Sistema Medico “L’Arte di Uccidere”

Non è improprio chiamare il sistema medico “L’Arte di Uccidere”, ma dato che stiamo cercando di evitare termini duri, ci accontenteremo di chiamarlo “La scienza delle assurdità”. Da un lato è assurdo perché non vi è senso logico in esso; è l’assurdità sistematizzataE’ una collezione di idee senza senso ridotte a principi stabiliti di assurdità palpabile. L’arte di curare il malato con qualsiasi tipo di medicine velenose e di mezzi distruttivi, può essere chiamata “la scienza della medicina” e le riviste mediche, così come la stampa risultano spesso piene di articoli sulle scoperte di grandi miglioramenti “nell’arte curativa”.

Ma tutte queste scoperte di cui i giornali abbondano, non equivalgono a nient’altro che ad ulteriori mezzi per introdurre nell’organismo umano sempre più veleni. Sta di fatto che quanto più la medicina “migliora” tanto più aumentano le assurdità. Ci chiediamo spesso come gli antichi abbiano potuto attraversare i mari senza bussola, ma erano molto più a loro agio questi navigatori nell’oceano che un medico in una stanza di un malato. La “scienza medica” oggi, passa da un veleno a un altro con tanta rapidità e facilità quanto l’empirismo medico del secolo scorso, siamo circondati da risultati dell’avvelenamento. Pochi, se ce ne sono godono di buona salute.

Fino a quando l’uomo non abbandonerà la vecchia superstizione secondo la quale può godere di buona salute tramite l’avvelenamento e non imparerà a fare uso delle cose normali e naturali della vita, si continuerà così. Pillole, polveri e pozioni velenose, prodotti patologici di animali sofferenti e coltelli e forbici del chirurgo sono materiali miseri per la salute.

Crisi di disintossicazione

Ci sono opinioni controverse circa la necessità di crisi nel recupero delle malattie croniche. Alcune autorità sostengono che il recupero completo della condizione di cronicità può verificarsi solo attraverso le crisi.

Il dott. TRALL scrive nell’enciclopedia Idropatica, volume II° pag. 62:è appurato che molti casi di malattia cronica sono curati senza nessun tipo di crisi; è anche vero, secondo me, che alcuni casi sono completamente incurabili senza provocare una crisi, e io sono fermamente convinto che in molti casi le crisi non sono necessarie se non addirittura dannose quando il trattamento eccessivo e poco giudizioso”.

Il dott. TILDEN faceva parte di coloro i quali dicevano, mentre le crisi sono molto comuni durante il processo di guarigione da condizioni croniche, non sono assolutamente essenziali per ogni causa di guarigione.

Secondo l’autore (Shelton) le crisi sono spesso forzate da un trattamento duro. In quelle istituzioni dove sembra prevalere l’idea che più il corpo è torturato più velocemente guarisce, non è strano per un paziente con poca resistenza essere sottoposto per un lungo periodo o molto spesso a bagni freddi. Oppure i pazienti sono obbligati a stare al sole ardente, fino a quando i loro corpi vengono bruciati dalla testa ai piedi (altri ingozzati di cibo sano, adatto alla nostra specie, succhi di frutta e di verdure, ecc. – nota di Stefano Torcellan).

Queste cure possono portare facilmente ad una crisi. Inoltre io sono convinto che un digiuno prolungato può sostituire la crisi, sebbene so che spesso, durante questi digiuni, le crisi sono frequenti”.

La simbiosi normale – Dr. H. M. Shelton

IL SISTEMA IGIENISTICO, CAPITOLO III, pag. 51

Dr. H. M. Shelton                                

Sin da quando CHARLES DARWIN ha formulato la sua teoria della lotta per l’ esistenza, abbiamo sempre condiviso quanto da lui affermato nell’opera L’ ORIGINE DELLA SPECIE: “DALLA LOTTA PER L’ ESISTENZA E DALLA CAPACITA’ DI SOPRAVVIVENZA ALLE CONDIZIONI SFAVOREVOLI, SI SELEZIONANO INDIVIDUI CON LE MIGLIORI PROBABILITA’ DI SOPRAVVIVENZA”. Il PROGRESSO è concepito come una SCALA SANGUINOSA o un SENTIERO PIENO DI CADAVERI,che risuona delle urla di battaglia di una CARNEFICINA.

Questo credere nel cannibalismo universale, nel “MANGIA O SEI MANGIATO”, e questa “FILOSOFIA DELLA TIGRE”, sono così reali da far tirare fuori le zanne e gli artigli, per invadere il mondo moderno. Sia gliAMERICANI che gli EUROPEI sono caduti nell’INCANTESIMO delleTEORIE DI DARWIN: LA VITA è stata immaginata come uno“SPETTACOLO DI GLADIATORI” e siamo arrivati a pensare, conDARWIN, che i vari organi del corpo umano sono dei normali parassiti nel sistema organico. Nella cosiddetta “letteratura biologica” troviamo continuamente dei riferimenti alla “LOTTA PER L’ ESISTENZA”, intrapresa dai vari organi che formano un organismo vivente. DARWIN dichiarò che “ogni struttura cellulare epiteliale e muscolare conduce una sorta di esistenza parassita in relazione al resto del corpo”.

DARWIN riteneva che la VITA fosse una “LOTTA PER L’ ESISTENZA” e che tutti i modi di vita fossero ugualmente buoni. Secondo DARWIN l’ assassinio, il brigantaggio, il parassitismo e tutte le forme di sfruttamento di un organismo da parte di un altro, come qualsiasi altro modo di vivere erano “buoni”. Osò perfino fare riferimento ad un parassita che, in seguito al suo adattamento alla vita parassitaria, aveva perso la testa, gli occhi, le zampe e l’ apparato digerente, ma che si era avvantaggiato nella “lotta per l’ esistenza” proprio grazie a questa riduzione della sua integrità.

Basandosi sull’opportunismo più assoluto, DARWIN riuscì a DISTRUGGERE TUTTI I VALORI e a SMINUIRE LA BIOLOGIA. CORRUPPE IL PENSIERO MODERNO FINO ALLA FINE. I capitalisti, gli economisti e gli imperialisti di tutto il mondo si impadronirono rapidamente della sua“SELEZIONE-CASTIGO” (ZUCHTWAHL), come i tedeschi chiamavano la sua selezione, poiché anche “la scienza” autorizzava il sistema competitivo con tutti i mali che ne seguivano; la “scienza” consacrava la guerra che, eliminando le “discordie” fra le nazioni, era più produttiva di progresso della pace.

L’ EVOLUZIONE DARWINIANA ci ha insegnato che la Natura si preoccupa solo del benessere di ogni specie e ha trascurato L’ EVENTO BIO-SOCIALE FONDAMENTALE, secondo il quale nessuna specie può esistere da sola.

Non credo che siamo obbligati a continuare per sempre ad interpretare la Natura in termini di caos e ragionamento illogico. Esiste un aspetto migliore della Natura, quello osservato da EMERSON, SAMUEL BUTLER, PRINCE KROPOTKIN, MATERLINK, e altri. Perfino WALLACE si rifiutò di credere, come DARWIN, che la Natura è completamente crudele.

Probabilmente, L’ UOMO CHE HA FATTO PIU’ DI QUALSIASI ALTRO PER ELIMINARE LA MACCHIA DARWINIANA DALLA FACCIA DELLA TERRA è HERMANN REINHEIMER, biologo inglese che, nei suoi numerosi lavori sulla simbiosi, ha dimostrato che la “TRAMA DELLA VITA” è una REALTA’ e non una semplice espressione del linguaggio. Questo capitolo e quelli che seguono, in questo e in altri volumi della stessa serie, che trattano della simbiosi, si basano sui suoi splendidi lavori.

REINHEIMER dice: “Io considero tutti gli organismi viventi come un tipo di società dove le varie specie di piante ed animali rappresentano gli individui da cui è formata questa società”. Da questo punto di vista, la pianta e l’ animale sono legati indissolubilmente da legami bio-economici, bio-sociali e bio-morali e formano un insieme ben definito. LETTERALMENTE il termineSIMBIOSI significa “VIVERE INSIEME” e, inteso in un significato più ampio, può essere usato per tutti gli esseri viventi, in quanto essi vivono insieme ed hanno rapporti di interdipendenza, necessari per la continuità della vita. Lo stesso tipo di interdipendenza esiste anche fra gli organi di un intero organismo.LA DIVISIONE DEI COMPITI e L’ INTERDIPENDENZA, pertanto, sono principi naturali validi sia per gli ORGANI che per le SPECIE.

La SIMBIOSI rappresenta una combinazione di fattori biologici e sociologici che REINHEIMER ha giustamente descritto come UN’ UNIONE SOCIO-FISIOLOGICA. In questo modo HA SUPERATO I CONFINI LIMITATI DELLA MORFOLOGIA (la forma) ed è entrato nel problema reale, “quello di UNA RELAZIONE ECONOMICA E FISIOLOGICA che implica l’ adattamento reciproco degli organismi attraverso il SERVIZIO, piuttosto che attraverso il FURTO e l’ ASSASSINIO.”

Tutti gli organismi devono mangiare per vivere e questo implica dei rapporti reciproci tra essi. Il PRINCIPIO DARWINIANO della “EVOLUZIONE ATTRAVERSO LA DISTRUZIONE”, o della “EVOLUZIONE ATTRAVERSO IL CAOS” mostra una importante “LOTTA PER L’ESISTENZA in cui i forti e i potenti sopravvivono, i deboli soccombono. Gli animali hanno solo bisogno di mangiare, se non vengono mangiati.

REINHEIMER dice: “IL GENIO DELLA VITA ORGANICA doveva risolvere il problema della associazione e dell’adattamento reciproco delle specie viventi. Le necessità di “UN INDUSTRIA VIVENTE”, delicata e complessa, sono molte, ed è futile immaginare che esse non implichino, allo stesso modo, altre necessità altrettanto delicate in campo fisiologico e sociologico, così come determinati tipi di cibo, o precisi rapporti di “lavoro” o di sopportazione reciproca”.

LA SIMBIOSI è un’ associazione tra individui diversi, ma ben adattati, e rappresenta IL METODO IDEALE per risolvere i problemi dell’esistenza, in quanto determina il miglioramento generale delle condizioni di vita. I rapporti di simbiosi esistenti tra diversi organismi vengono denominati,SIMBIOSI NORMALE. Con la denominazione SIMBIOSI INTERNA, invece, si indicano i rapporti simbiotici degli organi nell’organismo.

Il nesso simbiotico tra la PIANTA E I BATTERI è uno degli eventi più interessanti in tutto il regno della biologia. I batteri della terra crescono sui prodotti di scarto delle piante più forti, a cui sono utili. Il numero di piante che vivono in simbiosi attiva con i batteri e i funghi è molto numeroso. Se non fosse per il rifornimento di prodotti azotati, la vita sarebbe impossibile. I batteri e i funghi occupano una posizione preminente nella organicazione dell’azoto atmosferico. SENZA I BATTERI nel mare e sulla terra, il mondo diventerebbe rapidamente un posto inospitale sia per le piante che per gli animali. La pianta più forte sostituisce parte della sua eccedenza di carboidrati con l’ azoto, ed è stato scoperto che condizione indispensabile alla organicazione dell’azoto è il rifornimento continuo di carboidrati da parte delle piante verdi.

Attualmente sappiamo che la SIMBIOSI INFRACELLULARE è un fenomeno molto diffuso. E’ stato scoperto che molti animali, specialmente insetti e alcuni vermi, ospitano regolarmente nel loro corpo dei micro-organismi (batteri e funghi) che si localizzano in cellule speciali, chiamate MICETOCITI, le quali formano un altro tessuto dell’animale.

Alcune volte, assumono la forma di organi speciali con una struttura caratteristica. Queste associazioni hanno ricevuto il nome di PIANTE-ANIMALI. Molti infusori, polipi, coralli e vermi si associano ad alghe unicellulari gialle o verdi, e molto spesso non possono sopravvivere senza di loro. Sappiamo che, in molti casi la reciprocità del servizio assume importanza fra due organismi.

Un buon esempio della SIMBIOSI INFRA-CELLULARE è quelle dellaSPUGNA e dell’ALGA. I rami dell’alga si protendono lungo i canali della spugna: l’ alga rifornisce la spugna di ossigeno prodotto attraverso la fotosintesi, e utilizza il diossido di carbonio prodotto dalla spugna per produrre sostanze organiche indispensabili alla spugna stessa.

Le piante e gli animali si complementano mutuamente e si rendono molti servizi reciproci, in modo da assicurarsi SALUBRITA’ E INTEGRITA’ ADEGUATA. Le PIANTE non sono solo degli AGENTI BIO-CHIMICI, ma anche AGENTI BIO-SOCIALI, e lo stesso vale per gli ORGANISMI ANIMALI.

L’ interdipendenza tra la pianta e l’ animale, e il “PATTO CONCOMITANTE PRIMORDIALE DI AIUTO RECIPROCO” che riguarda tutti gli organismi, in virtù delle loro costituzioni e del fatto che dipendono uno dall’altro, implicano una serie di “DOVERI” BIOLOGICI non diversi dai “DOVERI” FISIOLOGICI che esistono fra gli organi di un organismo. La PIANTA E L’ ANIMALE sono dei PARTNER UGUALI in una RECIPROCITA’ VITALE.C’ è una divisione del lavoro tra essi. Quando GRANT ALLEN ci dice che: “L’ INSETTO ha TRASFORMATO tutta la SUPERFICIE DELLA TERRA IN UN GIARDINO FIORITO SENZA CONFINI, che lo rifornisce, anno dopo anno, di polline o miele e che a sua voltasi rinnova attraverso i frutti che offre per il suo soddisfacimento”, ci vuole dire che da tempi immemorabili, la pianta e l’ animale hanno prodotto dei valori intercambiabili e hanno beneficiato di questo scambio. Questo è il RAPPORTO NORMALE FRA PIANTA E ANIMALE.

La CAPACITA’ DI ADATTAMENTO di una specie animale o vegetale viene misurata dalla CAPACITA’ di ELABORARE LE SOSTANZE SEMPLICI e di ELIMINARE I PRODOTTI DI RIFIUTO. L’ impollinazione incrociata, effettuata dagli animali (soprattutto insetti) è stata ed è un fattore importante nella DIFFUSIONE e nella EVOLUZIONE delle piante. D’ altro canto, esse sono indispensabili per la vita dell’animale, in quanto gli forniscono nutrimento sotto forma di nettare, polline, sali, vitamine, amidi, zuccheri, proteine, nonché l’ossigeno. Ma per produrre queste sostanze esse hanno bisogno del diossido di carbonio, prodotto di rifiuto del metabolismo animale. LO SCAMBIO DI GAS – OSSIGENO e DIOSSIDO DI CARBONIO – fra la PIANTA e l’ANIMALE è quindi molto importante per la vita organica e costituisce realmente uno SCAMBIO NUTRITIVO.

Gli UCCELLI, così come i MAMMIFERI, sono gli “AGRICOLTORI” dei boschi, e questa è una cosa di valore inestimabile per gli alberi, dato che essi sono capaci di produrre molti semi ma non di assicurarne una giusta distribuzione. Così come i FIORI vengono usati per la fecondazione reciproca, iFRUTTI servono per la DISTRIBUZIONE DEI SEMI. Le piante hanno migliorato ed accresciuto la loro produzione in rapporto all’aumento dell’adeguamento dei servizi animali, sui quali contano.

GLI ANIMALI CHE SI NUTRONO DI FRUTTA hanno contribuito a disseminare le piante su tutta la terra: LE PIANTE CHE OFRIVANO I FRUTTI PIU’ APPETITOSI, sono state quelle che hanno ricevuto la migliore disseminazione.

Queste situazioni garantiscono un processo continuo di “stimolazione” reciproca che apporta dei mutui benefici e conduce a maggiore utilità, capacità, efficienza, produzione non solo dei partner del rapporto, ma anche di tutta la vita in generale.

Le piante e gli animali, attraverso il loro PATTO BIO-SOCIALE, hanno reso il mare e la terra più ospitali. Nel mare e sulla terra, LE PIANTE HANNO MOSTRATO IL CAMMINO, dato che GLI ANIMALI DIPENDONO DA LORO PER IL CIBO, così come per i RIFUGI.

Dice REINHEIMER:Questi e altri importanti risultati sono in armonia con il principio sociologico, secondo il quale il lavoro di tutti gli individui, come unità, porta risultati maggiori di quelli che possono essere prodotti dagli stessi individui che lavorano separatamente. E questo vale soprattutto nei casi di cooperazione naturale”.

CHI NON LAVORA NON MANGIA è la legge della vita, e gli animali e le piante che si burlano di questa legge, devono pagare, secondo il noto principio che: “se non riuscirò” a farlo uscire dal BORSELLINO (scambio di servizi), lo tirerò fuori dalla sua PELLE”.

La laboriosità dell’APE, nel raccogliere il nettare e nel portare il polline, è responsabile della raccolta dei fiori del prossimo anno. Se lavora bene questa stagione, mangerà bene nella prossima. Se non lo fa, non ci sarà nessun raccolto. Così, L’ APE si rifornisce del proprio cibo, mentre L’ ANIMALE PREDATORE lo distrugge. Il comportamento dell’ape è produttivo, quello delLADRO e dell’ASSASSINO è distruttivo.

L’ ANIMALE CHE LAVORA SIMBIOTICAMENTE, quando serve la pianta, pensa anche a procurare il cibo per sé stesso. Raramente ci soffermiamo a pensare quanto noi dipendiamo dal lavoro degli INSETTI (nella fecondazione dei fiori) per il nostro rifornimento di frutta e cibo. Loro NON LAVORANO SOLO PER SE’ STESSI, MA PER TUTTA LA VITA.

NESSUN UOMO VIVE PER SE’ STESSO”. Nessuna nazione vive per sé stessa. Sicuramente nessuna specie vivente vive per sé stessa. LE PIANTE E GLI ANIMALI FORMANO UN’ UNITA’ in correlazione e in rapporto reciproco, che agisce insieme armoniosamente.

Il servizio simbiotico reciproco fra gli animali e le loro piante nutritive, migliora ed accresce i loro rifornimenti di cibo.

In questo modo, gran parte dell’organismo è responsabile del suo ambiente. La fauna (gli animali) di un paese dipende soprattutto dalla sua forza (la vegetazione). Dall’altra parte, la vita animale di una zona ha determinato, più di una volta, la sua vegetazione; quelle forme vegetali che venivano servite meglio dagli animali ricevevano i servizi reciproci migliori (la compensazione) e, in questo modo, venivano protette meglio e distribuite maggiormente. E’ evidente, quindi, che la simbiosi è una cooperazione o una relazione biologica essenziale, e che se i partner portano avanti la loro cooperazione “a distanza”, ciò è molto pericoloso. L’ ESSENZA VITALE DELLA SIMBIOSI, è quella in cui i partecipanti si aiutano gli uni con gli altri e non si nascondono, quella in cui esiste “UNA DIFFERENZIAZIONE RECIPROCA E COOPERATIVA”.Non hanno bisogno di essere attaccati fisicamente, possono essere dei partner “liberi”, ma allo stesso tempo possono essere usati mutuamente, in SERVIZIO RECIPROCO DIPENDENTE E COSTANTE, di cui L’ ESEMPIO CLASSICO è L’ APE e il FIORE.

Il sevizio a distanza fra le specie in natura, è simile o identico alla RIPRODUZIONE DELLE SPECIE, in cui i sessi sono separati. In questi casi, gli “elementi” maschili e femminili vengono elaborati, maturano a distanza e vengono uniti da un istinto non diverso da quello che unisce L’ APE e il FIORE.

E’ stato detto che non esiste una cooperazione reale in natura, se un organismo pensa solo al suo benessere. Questo sebbene sia vero, non ha importanza; quello che importa, invece, è che il metodo di collaborazione sia stabilito, sulla terra e che tutto quello che nella vita è desiderabile ed elevato provenga da esso. NON E’ STABILITO CHE GLI ORGANISMI COOPERANO PERCHE’ SI AMANO (anche se questo può essere vero), ma “perché DIPENDONO l’ uno dall’altro; perché HANNO BISOGNO l’ uno dell’altro; perché attraverso la cooperazione possono raggiungere degli scopi elevati e di grande utilità. Per esempio, possono superare meglio le difficoltà di esistenza in luoghi dove la lotta contro gli elementi è particolarmente severa”.

Non importa se la COOPERAZIONE è dettata dalle necessità, se non richiede un’intelligenza elevata o una profonda emozione; quello che importa è che l’ associazione sia “di beneficio ai partecipanti e di aiuto generale ad una VITA MIGLIORE O PIU’ LUNGA”.

NEI LIBRI DI TESTI DI BIOLOGIA, la simbiosi e il parassitismo vengono scambiati per la stessa cosa. Questo è sbagliato e noi dobbiamo assolutamente tracciare una linea di distinzione tra i due concetti. Il PARASSITISMO è l’ ANTITESI DIRETTA DELLA SIMBIOSI; implica uno sfruttamento unilaterale di un organismo da parte di un altro, con il risultato finale dell’impoverimento di entrambi. Il PARASSITISMO è ANORMALE, perfinoPATOLOGICO, sebbene la biologia Darwiniana lo ritenesse normale.

Sfortunatamente, nella maggior parte dei casi, la biologia, per giustificare GLI ISTINTI CORROTTI, è stata considerata in modo sbagliato. Essa prende in prestito le sue premesse dai pregiudizi popolari. Passa la maggior parte del tempo ad analizzare i lati spiacevoli della vita anziché quelli che concernono la salute. Ha un’ inclinazione alle interpretazioni patologiche. PraticamenteTUTTI I SUOI “ESEMPI” DI EVOLUZIONE SONO CASI DI DEGENERAZIONE.

LA SIMBIOSI SI DISTINGUE DAL PARASSITISMO, come dicevaWEISMANN, in quanto mentre in quest’ultimo un organismo viene sfruttato da un altro senza ricevere nessun compenso, nella simbiosi c’ è un rapporto dal quale ogni partner trae vantaggio aiutando, nello stesso tempo, l’ altro partner e rendendogli più facile la vita. NON CI SONO ORGANISMI INDIPENDENTI. Solo la DIPENDENZA ILLEGGITTIMATA porta allaCONTAMINAZIONE. Il parassita che non rispetta i suoi doveri di reciprocità distrugge il suo ospite e, quindi, anche il suo rifornimento di cibo.

Il prof. J. ARTHUR THOMSON dice: “Molti PARASSITI sonoESTETICAMENTE REPELLENTI per la loro forma, colore e movimento ed è interessante il contrasto che c’ è fra il loro stato di attrazione libera e quello di parassita repellente. LA BRUTTEZZA E’ IL MARCHIO DELLA DEGENERAZIONE. E’ come se la NATURA dicesse, questo ASILO è aperto, se vuoi, ma se entri, devi indossare L’ ABITO DEL DISONORE.”

Le COMPENSAZIONI NEGATIVE, che soffre il parassita, non sono uguali alle COMPENSAZIONI POSITIVE degli organismi simbiotici: sono dovute aDUE PRINCIPI differenti: uno PROGRESSIVO ED INTEGRATIVO, l’altro REGRESSIVO E DEGENERATIVO. I PARASSITI hanno perso il loro dominio sulla vita normale, e il loro stadio infantile è l’ unica espressione fedele del loro passato dignitoso. Rappresentano il DISADATTAMENTO e, a causa del loro carattere anormale o patologico, non occupano un posto permanente nella gerarchia o nella vita. Sono IMPLICATI IN UN PROCESSO PATOLOGICO CHE SI PROTRAE, una patologia che riguarda tutte le specie e il cui EFFETTO FINALE è la loro ESTINZIONE.

Nel pensiero Darwiniano il parassitismo rappresenta un adattamento riuscito; ma questo ha poca importanza, dato che l’ asserzione è accompagnata raramente dal criterio del successo. Se la degenerazione crescente è successo, lasciate che i Darwiniani abbiano tutto il successo che desiderano. L’ ADATTAMENTO E LA RIPRODUZIONE conseguenti alla mancanza di integrità’ , che implica il parassitismo, sono dei sostituti poveri.

I BIOLOGI TRASCURANO il fatto, che la RIPRODUZIONE possa agire patologicamente, a spese dello stato di salute futuro, e cioè, che implichi delle“COMPENSAZIONI NEGATIVE”.

Il PARASSITISMO è, indubbiamente, secondo le parole di REINHEIMER“una influenza antisociale e maligna, nemica dell’integrazione e in antitesi all’integrità’”. Siamo, quindi, obbligati a cercare l’ opposto – un principio sociale benigno – come salvaguardia della SALUTE e dell’INTEGRITÀ. Sembra quindi, che ci siano DUE MODI DI VITA: UNO che, attraverso la SIMBIOSI,porta alla SALUTE e alla VITA; L’ ALTRO che, attraverso il“BRIGANTAGGIO”, il PARASSITISMO e il CANNIBALISMO porta allaMALATTIA e al DECLINO.

Le CONCLUSIONI qui riportate riguardano la scienza medica, fisiologica, biologica e sociologica.

REINHEIMER raccomanda giustamente che i fattori influenti nel GRANDE DRAMMA MONDIALE DELLA VITA dovrebbero essere osservati da un punto di vista più profondo e discriminato, che implica una SEPARAZIONE DELLE PARTI in questo grande dramma “in FATTORI POSITIVI, ECONOMICI E MORALI da una parte, e OSTACOLI, che costituiscono la parte spiacevole della vita, la FASE ANORMALE dall’altra; distinzione che il Darwinismo non è riuscito a fare. Infatti, con la giusta valutazione di tutti i fattori, si nota che la biologia porta ad un’ idea di un universo ordinato, intelligente e ragionevole, proprio come oggi fanno altre scienze.”

L’ OPPORTUNISMO AMORALE del DARWINISMO, la delusione del fatto che “IL PROFITTO” IMMEDIATO DELL’ ORGANISMO, sebbene sia un grande vantaggio, sia l’ UNICO RAPPORTO CON LA NATURA, sostenuto dalla biologia, ha portato i nostri insegnanti a sostenere che TUTTE LE ABITUDINI DI VITA SONO BUONE, NIENTE INTERESSA LA NOSTRA CONDOTTA DI VITA.

Il prof. J. ARTHUR THOMSON dichiara che TUTTI I MODI DI VITA, dato che sono compensati con la SOPRAVVIVENZA, sono GIUSTIFICATI e SANZIONATI allo STESSO MODO, e sono tutti buoni. MA SE LI GUARDIAMO PIU’ DA VICINO, scopriremo che molte specie sopravvivono male, che il loro “successo” di oggi va a scapito del futuro.

La SEMPLICE RIPRODUZIONE, come PRINCIPIO DEL SUCCESSO EVOLUTIVO, e la “SOPRAVVIVENZA”, formano un modello molto povero di perfezione biologica e fisiologica.

REINHEIMER sottolinea che il DARWINISMO che fa della“SOPRAVVIVENZA” il PRINCIPIO del SUCCESSO e del VALORE BIOLOGICO, rende il passerino di fiume uguale al filosofo. LaTENIA diventa superiore al suo ospite umano. Il DARWINISMO esalta ilPARASSITISMO, che è L’ ULTIMO STADIO DELLA DEGENERAZIONE, di cui L’ INSETTIVORISMO è la manifestazione iniziale e il CARNIVORISMO quella intermedia. Il biologo, avendo eliminato in questo modo il BENE e il MALE dalla NATURA, ci dice, che non ci sono CRIMINInella natura, che la NATURA è AMORALE.

Se il biologo pensa che può trarre qualche vantaggio dai CRIMINI delle piante e degli animali, crede di aver scoperto come giustificarsi e allo stesso tempo si è giustificato, classificando la cosa come “anormale”. Tuttavia, se le abitudini maligne di un carnivoro lo portano ad uccidere e a divorare il frutto, essi ammettono di aver fallito nella loro interpretazione di questa condotta, in quanto dicono: “il significato biologico di tale comportamento ci sfugge”. Secondo l’ autore, il significato patologico di tale comportamento è abbastanza evidente.

EMERSON pensa che il legame fra la Natura e la virtù faccia assumere a tutte le cose una posizione opposta al vizio e che le leggi della natura riescono a vincere le anormalità.

Questo lo possiamo notare nel caso del parassita.

Invece di considerare la Natura come una CARNEFICINA, dovremmo capire che non abbiamo avuto fiducia nelle sue INFINITE VIRTU’.

Il CARNIVORISMO, il PARASSITISMO e il CANNIBALISMO, sono fatti, dice il sig. REINHEIMER, ma ciononostante, appartengono al LATO PATOLOGICO e SPIACEVOLE della NATURA, l’ OPPOSTO della sua LEGGE GENERALE.

Quel comportamento che intensifica i rapporti della vita degli animali e delle piante è buono, pieno di valore e BIO-MORALE. Quello che invece, sminuisce i meriti di questi rapporti non è buono, è privo di valori ed è BIO-IMMORALE. Questo equivale a dire che UNA DELLE PRIME NECESSITA’ DEGLI ESSERI VIVENTI è di OBBEDIRE ALLA LEGGE DI COOPERAZIONE, DI SIMBIOSI e di servire a seconda dei valori; che la cooperazione ripaga, mentre la COMPETIZIONE ROVINOSA e il BRIGANTAGGIO portano sicuramente al FALLIMENTO e alla ROVINA.

Siccome la Natura non ha degli scompartimenti per l’ onore, la bellezza, l’ integrità, la moralità, e se, come sostiene RUSKIN, le linee della bellezza e dell’onore sono normalmente limitate, non c’ è virtù simbiotica. Dobbiamo essere d’ accordo con REINHEIMER quando dice che “NELLA SIMBIOSIdevono essere ricercati GLI INIZI DELL’ INTEGRITA’ COMPLETA.” La simbiosi normale, con la sua libertà ordinata, le sue attività ben controllate, le sue reciprocità e le sue compensazioni, le sue numerose ricompense benefiche, le sue stimolazioni regolate, le sue abitudini laboriose, le sue disposizioni di pace ed i suoi momenti di giustizia biologica, rappresenta IL RAPPORTO LEGITTIMATO, DOMINANTE E NORMALE NEL MONDO DELLA VITA e ci offre un sistema in cui niente andrà bene, a meno che non sia responsabile del VANTAGGIO BIO-SOCIALE.

Tossiemia: causa primaria di malattia

Dr. John H. Tilden

Tossiemia e tossine sono parole comunemente usate nel campo dell’Igiene Naturale ma molte persone ancora ignorano completamente il loro significato. Per comprenderlo è necessario capire le funzioni del corpo nel suo insieme oltre ai bilioni di cellule di cui esso è formato. Le due principali funzioni delle cellule sono quelle di nutrire se stesse cercando di rendere appropriati i cibi che le circondano e di eliminare gli scarti attraverso un processo di escrezione. Quando le cellule sono in pieno vigore e attività, la loro funzione di nutrizione e di escrezione si svolge armoniosamente, ma non appena l’energia e la vitalità delle cellule si affievolisce prende posto un fenomeno chiamato snervamento o enervazione (che può, tra l’altro, essere attribuito a molteplici cause). A questo punto la ruota comincia a girare più lentamente, il processo di escrezione o eliminazione viene sospeso ed in alcuni casi anche completamente interrotto mentre nelle cellule comincia ad accumularsi un prodotto di scarto. E’ proprio questo avvelenamento auto-generato che noi chiamiamo tossiemia. Questa si manifesta mediante crisi periodiche o malattie varie, alle quali se non si pone rimedio (eliminando la causa), degenerano in malattie acute. E cosa dire della parola tossina?

Sappiamo tutti che per il nutrimento si ha bisogno di un certo ammontare di cibo. In qualità di esseri viventi noi forniamo questo cibo attraverso ciò che mangiamo e beviamo. Però, per poterlo utilizzare occorre trasformare quanto mangiamo in minuscoli elementi costitutivi. Ad esempio le proteine, i grassi, ecc. devono essere ridotti in acqua, fosforo, nitrogeno, ecc. che verranno poi, a loro volta eliminati in modo innocuo. Quando la loro riduzione è incompleta si formano delle sostanze che sono estremamente incompatibili con la vita stessa, e conosciute con il nome di acidi organici (acido lattico, acetico, ecc.)

Queste sostanze sono, dunque, quelle che noi chiamiamo tossine.

Gli Igienisti Naturali hanno evidenziato due zone dove esse si localizzano meglio: i tessuti connettivi e la stessa circolazione sanguigna. Esperimenti recenti hanno provato la validità di questa teoria. Gli Igienisti hanno scoperto che nelle persone malate il sangue è denso, circola lentamente e filtra attraverso le pareti dei vasi. Nessuna di queste condizioni è evidente nelle persone sane. La verifica di questo fatto ha provato che quanto asserito dagli igienisti è vero. Adesso anche la professione medica ne è al corrente ma ad essa non serve in quanto non ne conosce la causa e non accetta il fatto che il digiuno ed una vita igienista permettono al corpo di liberarsi delle tossine e di prevenire la loro riapparizione. Continue reading

Enervazione e tossiemia

Dr. John H. Tilden

Per definire ciò che intendo per auto-tossiemia, dirò che: auto-tossiemia significa essere avvelenati dalle proprie secrezioni, cosa che deriva da un’eliminazione insufficiente e difettosa causata dall’enervazione – stato di debolezza dell’organismo.

Il corpo può essere forte o debole, questo dipende interamente dalla forza o dalla debolezza dell’energia nervosa.

Bisogna ricordare, che il corpo svolge le sue funzioni meglio o peggio in base alla quantità di energia generata.

Si dovrebbe sapere che senza energia nessun organo del corpo, nè ghiandola, nè muscolo, può compiere la sua funzione.

Stando così le cose, la logica ci porta a pensare che deve pur esserci un limite alla capacità di generare energia e che ogni organismo ha bisogno di una quantità specifica della stessa.

In condizioni normali, questa quantità è, suppongo, proprio quella che occorre per effettuare il lavoro dell’organismo con il minimo dispendio.

Come ho detto spesso nei miei scritti nel corso di qualche decina di anni, l’abuso del cibo, troppi abiti, gli abusi di ogni genere, consumano la forza nervosa..

E quando l’energia fornita è inferiore a quella richiesta, la funzionalità organica si degrada, cosa che porta alla ritenzione delle scorie, o auto-tossiemia.

Il nostro stile di vita moderno, sottrae molto alle provviste di energia nervosa e non è strano che tutte le persone attive siano più o meno snervate.

Ora, questa enervazione non può essere tollerata senza sviluppare un auto-avvelenamento, visto che un corpo snervato non può eliminare le scorie come si deve.

Che cosa porta all’AUTO-TOSSIEMIA?

Qualsiasi abitudine o comportamento sociale che consumi l’energia nervosa produce l’enervazione.

Ora l’enervazione deve agire sempre in un solo modo, vale a dire bloccando l’eliminazione.

Questa provoca la ritenzione dei rifiuti nell’organismo e quando ciò accade, abbiamo subito e sempre, l’auto-tossiemia.

Ovviamente a questo punto si è soggetti “all’attacco” di ogni tipo di malattia..

Un segreto infallibile, che permette il ristabilimento delle forze e della salute è: l’economia.

Il riposo è il grande processo restauratore.

Il riposo ricarica le batterie nervose.

La nutrizione dipende dalla funzione.

Gli alimenti dipendono dalla capacità del corpo di digerirli, assimilarli, di appropriarsene, di metabolizzarli e di eliminarli

Un corpo degradato è incapace di occuparsi correttamente degli alimenti, sia di utilizzarli.

Se la degradazione ha causato il ritiro delle energie digestive funzionali, il corpo è allora incapace di nutrirsi.